Helen MacInnes.
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Contatto a Salisburgo.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Salzburg Connection.
Traduzione di: Ettore Capriolo.
1970. Aldo Garzanti Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Lentissimamente, con grande fatica, Bryant tir fuori dall'acqua il contenitore tutto incrostato ma intatto. I nazisti lavoravano bene: neppure una goccia d'acqua era penetrata all'interno. Le gelide tenebre del lago Finstersee, nella Stiria austriaca, da pi di venti anni ormai, dalla fine della guerra cio, custodivano quei documenti segretissimi. Che stavano tornando attuali, e che scateneranno l'inferno - addosso a Bryant per primo - perch tutti li desiderano: li vogliono gli americani e gli inglesi per conoscerli, i russi per distruggerli, i cinesi per ricattare americani e russi, e ci sono anche i nazisti, che non hanno mai cessato di vigilare su quel deposito, come draghi dei Nibelunghi alla guardia di un tesoro... In questo groviglio di contrasti si inseriscono Bill Mathison, avvocato americano, e Lynn Conway, la sua graziosa segretaria.
Per c' anche Elissa Lang, bella e spregiudicata, e tutto un gruppo di persone che uccide senza piet: si trova gente con il collo spezzato, si trovano persone strangolate e uccise e nascoste sotto una barca rovesciata... Lotta senza quartiere, con una serie di straordinarie sorprese, con una conclusione coraggiosa e amara; il contenitore nazista  come il vaso di Pandora: una volta aperto riversa sopra gli uomini, come un nero fiotto di sciagure, le colpe segrete della vecchia Europa.
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L'AUTRICE.
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Helen MacInnes, - scozzese di origine, si stabil negli Stati Uniti nel 1937 insieme al marito Gilbert Highet, gi professore universitario a Oxford, e da allora vive a New York. Portata alle creazioni di fantasia dal suo sangue scozzese, Helen MacInnes ha incominciato a scrivere nel 1939 e il suo primo romanzo, Above Suspicion, che  del 1941, fu subito un grande successo. Complessivamente, oltre quattro milioni di copie dei tredici romanzi di Helen MacInnes sono stati venduti: l'autrice  cittadina americana dal 1951.
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Contatto a Salisburgo.
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Capitolo 1.
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Il lago era freddo, nero, malvagio, lungo non pi di cinquecento
metri, largo appena duecento, una distesa contorta di
calma vitrea, all'ombra di montagne che scivolavano ripide
nelle sue acque scure e vi si immergevano in profondit. Intorno
non c'erano strade, e neanche viottoli veri e propri; solo
qualche sentiero, stretti nastri che serpeggiavano insensatamente
lungo le sue rive, a volte arrampicandosi sulle rupi scoscese,
a volte scendendo a picco sugli isolati gruppi di abeti a
livello dell'acqua. La punta orientale del lago era delimitata
da una serie di precipizi. La sola via d'accesso era dal lato
opposto. Qui il terreno si allontanava in pieghe pi dolci, formando
una distesa di bella erba alpina cosparsa di massi incavati
e di altri boschetti di abeti. Il sentiero, staccatosi dalla
strada accidentata che collegava i villaggi e le fattorie ai piedi
delle colline, s'interrompeva all'improvviso: un panorama di
imponente grandiosit e una rozza tavola di legno con due
panche, dove d'estate il turista poteva mangiare le sue uova
sode e i suoi panini al prosciutto con semi di comino.
Ma era ormai l'inizio d'ottobre e in questa parte dell'Austria
di turisti non ce n'erano pi. In luglio e in agosto arrivavano
a frotte nel Salzkammergut, la regione degli innumerevoli laghi
che da Salisburgo si estende a est verso le montagne torreggianti
della Stiria. E qualcuno gi cominciava a penetrare in questo
angolo remoto del Salzkammergut stiriano, bench gli altri
laghi offrissero ben altri svaghi: barche da noleggiare, pozze
in cui fare il bagno, taverne da cartolina illustrata, vasi di
petunie alle finestre, chellerine in dirndl, musiche e danze folcloristiche
e una generale Gemutlichkeit. Qualche turista rimaneva
anche in settembre. E sono gi troppi, pensava Richard
Bryant salendo l'ultima rampa del sentiero e vedendo
in lontananza la tavola per i picnic quasi sul bordo dell'acqua.
Il settembre poteva essere abbastanza tranquillo, e comunque
sarebbe stato pi caldo e mi avrebbe reso tutto pi facile. Ma
non potevo rischiare d'incontrare anche un solo turista accampato
da queste parti con l'idea folle di assistere al sorgere del
sole.  un'alba, questa, che preferirei moltissimo godermi da
solo.
Finora nessuno lo aveva seguito. Aveva attraversato il piccolo
villaggio di Unterwald con i fari spenti e il motore che
girava sommesso, e lo aveva lasciato immerso nel sonno che
precede l'alba come quando vi era entrato. Appena dopo l'ultima
casa buia, aveva visto il sentiero, una svolta quasi ad angolo
retto che s'arrampicava a est verso il lago. E qui aveva
dovuto premere sull'acceleratore per percorrere la ripida salita
oltre la locanda: si chiamava giustamente Waldesruh, anche
se era ortograficamente sbagliato, la e finale era infatti andata
persa verso il XVIII secolo e non era pi stata ricuperata. Una
volta superato il prato in pendenza di Waldesruh, pot accendere
i fari per evitare di sbattere contro quella fitta fila di
alberi che costeggiava la stradicciola. Sperava che il rumore
del motore fosse attutito dalla foresta di larici e faggi che stava
attraversando. Aveva parcheggiato la Volkswagen a mezzo miglio
dal lago, in uno spazio tra gli alberi lasciato dalle guardie
forestali per far arrivare il legname alle segherie di Bad Aussee,
lasciandola sotto i rami pendenti di un alto abete. Poi si era
caricato sulle spalle uno zaino rigonfio e aveva proseguito a
piedi. Il resto del sentiero era meno pericoloso senza un'auto.
Bryant si ferm prima di arrivare al prato, lo studi con
attenzione mentre riprendeva fiato, liber per un momento le
spalle da quel peso. S, pens guardando il tavolo da picnic e
la buia solitudine del lago, aveva scelto la stagione giusta, forse
con un certo anticipo sul suo primo progetto, ma senza troppi
rischi. Niente turisti. E niente taglialegna, una volta spuntato
il giorno. Nell'ultimo mese avevano scortecciato gli alberi abbattuti
all'inizio dell'estate lasciandoli poi l ad asciugare, ma
ormai l'ultimo carico doveva essere gi stato portato a fondovalle:
Bryant non aveva visto in tutta la foresta tracce di legname
gi preparato. Era una preoccupazione in meno. Persino
i tronchi buoni soltanto come legna da ardere erano stati spaccati
in pezzi di lunghezza uniforme e ordinatamente accatastati
sotto tetti di corteccia; sarebbero venuti a prenderli dopo, quando
si fossero assottigliate le pile di legna intorno alle case del
villaggio. Niente boscaioli, dunque. Erano spariti anche gli
alpinisti, almeno gli alpinisti di tipo estivo, quelli che sperano
nel bel tempo; in questa zona della Stiria avrebbero fatto meglio
a organizzare le loro scalate per l'autunno. Era cominciata
la stagione della caccia, ma l'antivigilia la serie di giornate assolate
e frizzanti aveva avuto un'improvvisa interruzione; un'interruzione
anche per me, pens Bryant. Un cacciatore accorto
avrebbe atteso ancora per un giorno che foschia e pioggerella
si dileguassero completamente dalle montagne. In quanto ai
pescatori, bastava il lago a eliminare questo problema; era
troppo profondo, troppo buio e percorso da correnti troppo
misteriose. (Le trote preferivano altri laghi stiriani, alimentati
da cascate e traboccanti in piccoli ruscelletti poco profondi con
limpidi fondi di ghiaia. Qui invece gli emissari erano come
le fonti d'acqua: torrenti sotterranei, sorgenti nascoste, un
riempire e uno svuotare continui ad opera di forze invisibili.
E gli sciatori non avrebbero trovato neve compatta sino a dicembre
almeno. S, pens ancora Bryant, aveva scelto la stagione
giusta. E anche l'ora giusta. L'alba era appena accennata,
la notte si spegneva con lentezza e il sole, una volta levatosi,
aveva ancora una certa distanza da percorrere, prima che la
sua luce raggiungesse gli alti precipizi della punta orientale del
lago. Nel frattempo, cio al massimo entro due ore, doveva
aver finito il suo lavoro.
Conosceva abbastanza bene la configurazione del terreno.
C'era stato in maggio, c'era tornato in luglio, aveva scattato
fotografie (il suo attuale mestiere: studi fotografici di paesaggi
alpini che riempivano grandi e lussuosi calendari in uso come
strenne natalizie) e le aveva esaminate a lungo e con attenzione
imparandone a memoria i particolari ingranditi. Tuttavia,
pur essendo perfettamente sicuro della sua conoscenza del
terreno, non aveva voluto agire in piena notte ma aveva stabilito
di passare all'azione poco prima dell'alba. Le tenebre avrebbero
potuto nasconderlo a eventuali sguardi acutissimi che
avessero perlustrato i nudi versanti delle montagne sul lato
settentrionale del lago, ma forse avrebbero anche ingannato i
suoi occhi: un passo falso, una scivolata, un incespicamento,
e il rotolare di un sasso avrebbe rotto il silenzio provocando
magari una piccola frana di frantumi di roccia. C'era sempre
questo pericolo su un ripido pendio privo d'alberi o di cespugli
come quello che avrebbe dovuto percorrere per un breve
tratto prima che il sentiero lo conducesse sul bordo del lago.
Aveva quindi scelto l'ora grigia che precede l'alba, quando le
forme sono ancora indefinite, i boschetti paiono macchie scure
e solo la linea in rilievo delle cime dentellate si stacca nettamente
su un cielo sempre pi dolce. Egli poteva muoversi con
rapidit e sicurezza, raggiungere il suo obiettivo, fare il suo lavoro
e tornare alla Volkswagen appena finito di spuntare il
giorno.
Si caric nuovamente lo zaino sulle spalle e si avvi di buon
passo, ma si allontan dal sentiero prima di arrivare al prato,
restando sul limitare della foresta che si andava ora diradando
mentre cercava di salire sui pendi pi bassi della montagna.
Dall'ultimo gruppo di abeti, pot passare sullo stretto sentiero
che proseguiva un poco verso est prima di dividersi e piegare
un braccio sottile verso il lago, indicando vagamente - cos
sembrava dalle sue fotografie - la sola macchia verde su quella
nuda riva. Era questo il suo obiettivo: la ripida costa dove
i macigni erano tenuti assieme dalle radici di alberi contorti
nello sforzo di impedire che tutta quella massa di pietra scivolasse
nelle acque profonde. A un osservatore casuale, il tuffo
della montagna in quel lago tenebroso pareva senza fine. In
realt c'era un affioramento roccioso che formava uno scoglio
a non pi di quattro metri di profondit. I nazisti erano stati
furbi nella scelta del nascondiglio.
Si concesse un'altra breve sosta all'ultimo gruppo di alberi,
prima di imboccare il sentiero che lo avrebbe condotto a quel
deserto di pietra. Un deserto molto inclinato, a un'angolazione
di cinquanta gradi. Aveva caldo, troppo per il compito che
lo attendeva. Pos la macchina fotografica con il suo treppiedi,
si lasci scivolare con cautela dalle spalle il pesante zaino, si
sfil gli spessi guanti di lana, si tolse la giacca verde di loden e
ne fece un involto che lasci, in modo che non desse nell'occhio,
sotto il ramo pi basso di un abete. I suoi movimenti
erano svelti e precisi. Era un uomo di media statura e di corporatura
snella, ma piuttosto forte comunque robusto. Aveva
capelli castani brizzolati e una carnagione rubizza con guance
molto colorite e vene sottili spezzate dal vento, dal sole e dalla
neve. Poteva passare per un austriaco - il suo accento salisburghese
non era ormai distinguibile da quello dei salisburghesi
autentici. A volte non sapeva bene che cosa fosse diventato. Un
inglese in esilio? L'espressione non gli piaceva, ma non era pi
tornato in Inghilterra da quando a Vienna, nel 1946, aveva
lasciato il servizio segreto britannico. Adesso era tornato a quel
lavoro, di sua libera volont, senza che nessuno glielo avesse
chiesto o lo pagasse, e rischiando tutto. Un maledetto idiota?
Non proprio. Era una cosa che avrebbe dovuto fare vent'anni
prima; ed era ancora necessario farla.
Inoltre, pens mentre se ne stava al riparo degli alberi e
perlustrava con lo sguardo la brulla montagna che aveva davanti,
di quel lago e di ci che nasconde ne sai pi tu di tutti
i cervelloni di Londra e di Washington. Se per adesso cercassi
di metterti in contatto con loro, di raccontargli quello che
sai, di lasciargli sbrigare la faccenda e affrontare i pericoli,
potrebbero benissimo chiederti perch diavolo non hai riferito
queste cose nel 1946. E sarebbe difficile spiegarlo a uomini che
non erano a Vienna quando l'intera citt era ridotta in macerie,
gli edifici come le persone. Potresti dirgli che eri stanco
di quella dannata guerra: era inacidita, a forza di sotterfugi.
Un alleato era diventato il nemico e intorno la pace si stava
frantumando. Eri stanco degli informatori e delle loro miscele
di semiverit, di voci e di notizie improbabili, preparate per
guadagnar denaro, documenti o la possibilit di andarsene. Eri
stanco dei rauchi sussurri di uomini spaventati davanti a sordidi
tavolini da caff in cantine male illuminate e mal riscaldate
mentre oltre le pareti aleggiava l'odore dolciastro e nauseante
della morte. Ce n'era per uno che ascoltasti: gli desti corda
e lo lasciasti sudare un poco perch doveva essere un nazista,
anzi un membro delle SS se la sua storia era vera. (Altrimenti
come avrebbe potuto parlare di questo piccolo lago, precisarne
persino il nome - Finstersee - quando pochissimi fuori del
Salzkammergut stiriano lo avevano anche soltanto sentito nominare?)
Come avrebbe potuto sapere che cosa c'era sepolto?
E dopo aver ascoltato la sua fantastica storia, avesti il piacere
di dirgli che non ci sarebbero stati baratti: eri un borghese
adesso e lui si era presentato da te con due giorni di ritardo.
In quanto alla sua storia, non ne facesti nulla. E lui non ebbe
certo il tempo di raccontarla agli americani, ai russi o ai francesi.
Lo trovarono con il collo spezzato accanto a una pila di
macerie, a non molta distanza dal caff dove aveva tanto parlato
nella speranza di avere i soldi per fuggire in Argentina.
 ora di muoversi, decise Bryant. Non c'era segno di vita
n sulla buia montagna n gi al lago, e dalle vette della riva
opposta si levava un grazioso filo di nebbia. Si poteva sperare
che si estendesse. Raccolse il treppiedi e la macchina fotografica
chiedendosi se poteva abbandonarli l con la giacca. Ma
no, pens; se per caso si fosse imbattuto in un cacciatore
avrebbe avuto bisogno di una buona scusa. I fotografi notoriamente
lavorano in luoghi strani e nelle ore pi assurde: non
era la prima volta che si era alzato prima dell'alba per cogliere
il sorgere del sole. Cos macchina e treppiedi lo accompagnarono,
passaporto della sua innocenza. Si caric l'ingombrante
zaino sulle spalle e imbocc il sentiero camminando con cautela
ma con sicurezza. Not che il suo pesante pullover grigio e i
suoi calzoni anch'essi grigi si fondevano perfettamente con le
rocce che sporgevano l attorno. Sorrise. Non si trattava di un
caso fortunato, ma di una precauzione necessaria.
Poteva sembrare ridicolo supporre che i nazisti - dopo tutti
quegli anni - continuassero a tenere sentinelle qui attorno o
che avessero lasciato un uomo in un villaggio vicino come
Unterwald per sorvegliare il Finstersee. Tuttavia gli bastava ricordare
il lago Toplitz, neanche cinque chilometri pi a sud,
e non c'era pi nulla di ridicolo quando entravano in gioco
la pazienza e la decisione di un pugno di uomini impegnati
allo stremo. Persino quando il loro esercito si stava arrendendo
nell'Italia settentrionale e Berlino era in fiamme, Hitler morto
e un'ultima resistenza sulle Alpi bavaresi e austriache assolutamente
impossibile, avevano pensato al futuro. Schede segretissime
del servizio di spionaggio - il centro del potere per
qualsiasi forza nuova - erano state rinchiuse in cassette impermeabili
e immerse nel lago Toplitz. Lo si era saputo solo
qualche anno dopo, quando risult che le profondit del lago
dovevano contenere qualcosa che meritava di essere sorvegliato.
Due agenti britannici - ma sarebbero potuti essere benissimo
americani, russi o francesi - erano morti dissanguati e col
ventre squarciato sui picchi sovrastanti il Toplitz.
Distolse gli occhi dalle rocce attraverso le quali il sentiero si
stava inoltrando, e pens che c'era almeno una differenza tra
Toplitz e il Finstersee: i servizi segreti delle grandi potenze
non sapevano ancora niente di questo laghetto, e di conseguenza
forse i nazisti non si aspettavano sorprese. Le sue probabilit
erano buone, specialmente adesso che la foschia si stava
estendendo sulla riva opposta. Sarebbe stata una bella mattinata
nuvolosa e piovigginosa. Acceler il passo per gli ultimi
metri della discesa, abbandonando il sentiero che riprendeva
a salire, e rischi di scivolare in quel gruppo di alberi contorti
sul ciglio dell'acqua. Poi si sedette sollevato tra quei ruvidi macigni.
La prima fase era compiuta.
Mica male come sforzo, ammise con un'occhiata all'orologio.
In fondo aveva quasi quarantasei anni, ventidue in pi, cio,
di quando nel 1944 era stato paracadutato nel Tirolo per organizzare
gli agenti austriaci sulle montagne. Era comunque
sorprendente la facilit con la quale ricordava i vecchi trucchi.
Rassicurante anche. Scelse la parte pi piatta di quel terreno
accidentato per stendervi il suo equipaggiamento, appoggi bene
i piedi alle radici di un albero per non scivolare nel lago
prima di essere pronto e cominci ad aprire lo zaino. La fase
numero due (indossare e controllare l'equipaggiamento) non
avrebbe richiesto tanto tempo. Si era esercitato a lungo in questa
ultima settimana, imparando bene la routine, ricordando
tutto ci che aveva appreso l'estate scorsa quando aveva acquistato
il materiale e lo aveva ripetutamente provato in acque
profonde quanto quelle che avrebbe affrontato qui. Lo scoglio
nascosto c'era davvero, a una profondit di circa tre metri e
mezzo. Anche di questo si era assicurato l'estate scorsa, con
l'aiuto di Johann. Johann, a proposito, si sarebbe certamente
irritato apprendendo di essere stato escluso dall'azione, ma prima
di tutto un uomo solo dava meno nell'occhio di due, e poi
perch rischiare due vite quando una era pi che sufficiente?
Dopo di che Bryant smise di pensare al cognato - senza confessare
a se stesso che non si sarebbe fidato del suo giudizio una
volta recuperata la cassetta - e si dedic al compito di spacchettare
e controllare.
Per prima cosa stese la tuta: la chiamavano tuta asciutta
perch era fatta di un sottile foglio di gomma, mentre il tipo
pi nuovo, o tuta bagnata, di cloroprene, calzava il corpo come
una seconda pelle. Ma la tuta asciutta, con il cappuccio
unito, era un pezzo unico, anzich cinque; era quindi pi semplice
da riporre e pi leggera da portare, senza contare che con
quell'apertura sul davanti che lui aveva scelto era abbastanza
facile indossarla e si faceva in fretta a toglierla. E in considerazione
dei suoi obiettivi, la rapidit al termine del lavoro era
assolutamente indispensabile: se necessario, una volta uscito
dall'acqua, avrebbe anche potuto strapparsela di dosso. Inoltre
doveva tenere abbastanza caldo sopra la lunga calzamaglia di
lana che aveva indossato per l'occasione: non intendeva del
resto restare in quel gelido lago pi di quaranta minuti, il
massimo possibile a una temperatura di 40. I mesi estivi dovevano
avere un po' sgelato il Finstersee, ma lui doveva tener
conto di ci che poteva essere possibile e non di ci che sperava
fosse probabile.
Poi tir fuori l'aggeggio noto volgarmente come regolatore
del tubo singolo,, un capo del quale era completato da un bocchino,
mentre l'altro doveva essere avvitato alla piccola valvola
della bombola. La bombola, un modello molto maneggevole
che conteneva aria compressa sufficiente per restare trenta minuti
alla profondit alla quale lui avrebbe lavorato, venne ora
estratta delicatamente dallo zaino. Aveva scelto una bombola
piccola (roba da bambini l'aveva definita quell'estate a Zurigo
il suo istruttore) perch era molto pi leggera da portare
e occupava meno spazio nello zaino. Non aveva bisogno di una
bombola di tipo normale: non era infatti uno sportivo che intendeva
immergersi in profondit, la sua meta era soltanto
quello scoglio a soli quattro metri. E non l'avrebbe superata,
si disse duramente.
Tir fuori anche una cintura zavorrata che gli avrebbe permesso
di immergersi e un paio di scarpette blu scuro sufficienti
a fargli porre saldamente piede sullo scoglio senza per aumentare
le difficolt quando fosse venuto il momento di risalire.
Inoltre: manopole di cloroprene, aderenti ma facili da togliere
una volta inumidite le mani; un coltello con la lama dentellata;
una robusta pinza tagliafili (i due ultimi oggetti da legare a
una gamba); nove metri di corda di nylon spessa circa sei millimetri,
intrecciata per evitare che si ingarbugliasse, e con una
morsa da fissare a uno dei capi per avvolgerla intorno all'albero
pi vicino all'acqua, e una seconda, facile da sganciare,
per fissare l'altro capo alla vita; un pezzo di copertone
per proteggere la corteccia dell'albero da qualsiasi frizione;
una torcia sottomarina; un orologio impermeabile con le cifre
illuminate; una tavoletta di cioccolato e infine una fiaschetta di
brandy da lasciare l con la macchina fotografica e il treppiedi
e da ricoprire con gli abiti che si stava ora togliendo. Pos sopra
quella pila ordinata una pesante pietra. Poi, metodicamente,
cominci a indossare il suo equipaggiamento.
Ormai era pronto. Tir con forza la corda, avvolta sul suo
cuscinetto di gomma intorno alla base dell'albero per saggiare
la solidit della morsa, e constat che teneva. L'altro capo
della corda lo aveva gi saldamente agganciato alla cintura e il
resto lo aveva ordinatamente ripiegato sul gomito sinistro. Diede
un'occhiata all'orologio, allacciato sopra la manopola per
non ostacolare la chiusura al polso della tuta; controll la
torcia saldamente appesa alla cintura; sistem la maschera che
gli avrebbe permesso di vedere di fianco oltre che sopra e sotto
e cominci a respirare con regolarit. Quindi afferr la corda
con la mano sinistra, facendola girare una volta intorno al
polso per maggior sicurezza e, lasciatala andare lentamente
tenendola tesa con la mano destra, indietreggi di un passo
immergendosi nel lago. L'acqua era subito profonda. Quando
gli arriv alle spalle, si ricord che doveva moderare la velocit
dell'immersione e alz il braccio destro sopra la testa per
potere aprire un momento la cerniera del polso con la sinistra
e lasciar uscire l'aria dalla tuta. Poi afferr di nuovo la corda
con entrambe le mani e sprofond lentamente in quel mondo
verde scuro.
Era peggio di quanto avesse immaginato. Il trauma del freddo,
appena il suo viso fu sott'acqua; il lento annaspare alla
cieca; la sensazione di essere intrappolato nelle tenebre. Con
uno sforzo, represse quell'attimo di panico che lo aveva preso
e riusc di nuovo a respirare con regolarit. I suoi piedi toccarono,
sotto quel fango viscido, qualcosa di solido. Qualcosa
su cui poteva stare in piedi e voltarsi, con lentezza e con cautela.
Per un momento la mano destra abbandon la rigida presa
sulla corda e annasp in cerca della torcia fissata alla cintura.
Accese il suo raggio potente. Chinandosi, ed era cos che
avrebbe dovuto muoversi, poteva dirigere la luce davanti ai
piedi. S, aveva trovato lo scoglio.
In quel punto era largo circa sessanta centimetri. Ma lungo
quanto? La torcia illuminava un tratto di non pi di tre
metri. Ma da quella parte non c'era nulla. Si volt lentamente,
badando bene a non sollevare fango con un movimento troppo
rapido o troppo avventato - potevano volerci ore per dissipare
l'intorbidamento delle acque e ci avrebbe reso impossibile il
suo lavoro prima ancora che fosse veramente cominciato -
e guard verso l'altro capo dello scoglio. Aveva pressappoco la
stessa lunghezza: gli alberi indicavano quasi esattamente la
parte mediana di quell'affioramento di rocce. E quasi in fondo
vide una massa pesante, pi nera delle acque che la circondavano.
 troppo grossa, fu il suo primo pensiero; non riuscir mai
a sollevarla da solo. Ma poi, man mano che s'avvicinava, sporgendosi
in avanti - e lo faceva lentamente, a piccoli passi
sicuri, tenendo stretta la corda e cercando di respirare con
regolarit - decise che non era una cassa, ma un pezzo di roccia
caduto dalla montagna e finito l con un tonfo. Solo quando
gli arriv vicino, e pot chinarsi e puntargli addosso la luce
della torcia, s'accorse che si trattava effettivamente di un grosso
grumo di fango con escrescenze di tipo muschioso. Sguain
il coltello e si mise al lavoro su quel deposito di ventun anni,
tagliando e grattando con delicatezza, senza mai dimenticare
i rischi del rimuovere la melma, e fin per toccare qualcosa di
duro. Luccicava sotto la torcia. La sua depressione scomparve.
Era una cassa di metallo lucido e inossidabile. Non ferro, grazie
a Dio. Se era alluminio, sarebbe stato molto pi facile sollevarla.
(Dopo tutto, i nazisti che l'avevano calata l non potevano
desiderare che sorgessero complicazioni al momento di
ricuperarla. Pensavano al futuro, quei ragazzi.) Il suo solo problema
era adesso liberarla dal fango e farla arrivare al punto
dove lui era sceso.
Aveva cominciato a raschiare con cautela l'incrostazione
quando s'accorse che, se avesse premuto le mani contro la cassa
schiacciando quel deposito indurito, lo avrebbe visto staccarsi
come un guscio rotto e fluttuare lontano in tanti grossi pezzi.
Sulle maniglie laterali della cassa c'erano lunghi frammenti
sfilacciati di canapa, l'unico residuo delle corde con le quali
era stata calata. Li tir bruscamente, troppo bruscamente. Nella
corda erano state inserite anche strisce sottili di filo metallico
e i loro filamenti squarciarono le palme dei guanti. Per fortuna
nessuna di quelle seghe sottili aveva lacerato la tuta; questo s
che sarebbe stato un grosso guaio. Ora lavorava con maggior
cautela, servendosi delle pinze, e fin per liberare
completamente la cassa. Si trattava a questo punto di legarla e portarsela
via.
Allent la morsa agganciata alla cintura e cominci ad attorcigliare
la corda intorno alla cassa e alle maniglie. Sott'acqua il
peso non costituiva un problema e, una volta liberato l'oggetto
dal fango in cui era avvolto, era soltanto questione di cautela
e di movimenti pacati. Adoper tutta la corda disponibile stringendola
in modo da tener ben ferma la cassa. Il compito pi
difficile, il pi preoccupante, era trovare il punto dove si era
calato. Ma tirando con forza la corda sopra la testa ogni due
o tre passi percorsi all'indietro sullo scoglio, spostando la cassa
man mano che si muoveva, s da averla sempre accanto ai
piedi quando voleva fermarsi, trov il punto in cui la corda
non formava pi un angolo tra la sua mano e l'albero, ma
scendeva diritta come un filo a piombo.
Immediatamente allent la fibbia della cintura zavorrata,
alla quale era agganciata la torcia, e lasci andare torcia e
cintura. Buttata via anche la pinza, cominci a fluttuare. Tienti
stretto alla corda, si disse, e non trattenere il fiato; muoviti
lentamente; non trattenere il fiato! Sal alla superficie, un po'
nuotando, un po' issandosi sulla corda, e si trascin a riva. Poi
giunse barcollando sotto l'albero. Si strapp la maschera dal
viso e si tolse con energia il resto dell'equipaggiamento. L'aria
fresca gli bruciava i polmoni. Ventisette, constat a fatica, ventisette
minuti in tutto. E la cassa... Meglio riposare un po' prima
di ricuperarla.
Non si limit a riposare. Croll a faccia in gi, con la guancia
contro la radice dell'albero. Quando riprese coscienza aveva
perso venti minuti preziosi. Dalle montagne a oriente gi si
stava diffondendo la luce del giorno.
Rotol lentamente sulla schiena e rimase l, incapace di alzarsi,
con il corpo appesantito dalla stanchezza. Era gelato sino
alle ossa. Rabbrivid ricordando gli ultimi minuti sott'acqua
quando il freddo aveva cominciato a penetrargli in corpo;
pi freddo, sempre pi freddo, come l'abbraccio della morte.
Con uno sforzo si mise a sedere. Sembrava che non potesse pi
controllare nulla. Avrebbe voluto lasciarsi ricadere all'indietro
e abbandonarsi a un sonno profondo. Si strofin delicatamente
la nuca; incominciava di l il mal di capo che gli accerchiava
la fronte. La cassa poteva attendere. Aveva fatto in modo di
metterla al sicuro sullo scoglio, ben avvolta in strette fasce di
corda. Per prima cosa doveva trascinarsi sino ai vestiti, mettere
un po' di brandy in corpo, togliersi la tuta e rimettersi la
camicia di flanella, il pullover e i calzoni. Qualcosa di caldo,
per l'amor di Dio, qualcosa di caldo e di leggero. Si sentiva il
corpo come se pesasse una tonnellata.
Per fare queste semplici cose gli ci volle un'altra mezz'ora.
Poi, improvvisamente, incominci a sentirsi pi sicuro. Il mento,
tenuto scoperto sott'acqua, era come congelato. E le mani erano
irrigidite. I palmi erano stati segnati dalla corda nel
momento in cui aveva allentato la presa. Adesso che poteva vedere
il sole e respirare l'aria fresca, sapeva quale era stato il momento
peggiore in quella buia voragine: il momento in cui si
era sbarazzato della cintura zavorrata e della torcia e le aveva
sentite allontanarsi oltre lo scoglio e sprofondare negli abissi;
era rimasto aggrappato a una corda spessa sei millimetri, unica
difesa per non finire anche lui in quel baratro.
Aveva bevuto tutto il brandy - con il solo effetto di tornare
alla normalit - e aveva mangiato un po' di cioccolato per
riacquistare energia. Era ormai in grave ritardo. A quest'ora
sarebbe gi dovuto essere tornato alla Volkswagen per dirigersi
verso la valle dove lo stradone lo avrebbe riportato a casa, a
Salisburgo, per la prima colazione. Comunque, nonostante la
preoccupazione, continuava a lavorare. Tolse il coltello dal fodero
e avvolse il resto della sua roba intorno alla bombola, ora
vuota e appesantita, aggiungendo al tutto la pietra con la quale
aveva tenuto fermi i vestiti. Doveva essere un peso sufficiente.
Quando la corda non gli sarebbe pi servita, avrebbe legato
saldamente il pacco e lo avrebbe lasciato cadere nel lago. A
un metro dalla riva, sperava, non avrebbe sollevato un grande
spruzzo: l'involto avrebbe dovuto raggiungere le profondit
alle quali era scesa la cintura.
Era ormai pronto a tirar su la cassa. Si era bendato le mani
con un fazzoletto ridotto a brandelli e si stava preparando a
inumidire i guanti di lana per dar loro una certa presa (le
manopole lacerate erano nel pacco con la tuta) quando il sole
sbuc da dietro una nuvola e venne a illuminare proprio questa
parte del lago. And a rifugiarsi tra gli alberi e i macigni, guardando
attraverso i rami la riva opposta immersa in una fitta
nebbia e le montagne avvolte nelle nubi. La situazione era stazionaria.
Dovr dunque aspettare, si disse cupamente. E pu
darsi che mi tocchi restare qui sino al crepuscolo. Dov'era
finito quel vento, accidenti a lui, che portava nebbia e pioggia
dalla massa enorme delle montagne a sud? Per il momento il
Finstersee sembrava una distesa di vetro verde scuro. Era sin
troppo quieto. E questo poteva essere un presagio di maltempo.
Forse, pens con rinnovata speranza, non dovr aspettare in
questa trappola sino a sera. Era senz'altro una trappola la
sponda del lago bagnata dalla luce del primo mattino.
Rimase l seduto quasi un'ora, massaggiandosi il corpo per
attivare la circolazione, strofinandosi le gambe e guardando il
lago: Poi finalmente si lev il vento, che spazz via le nuvole
e concentr una fitta nebbia sopra le cime degli alberi. Il cielo
era coperto, il sole sparito e i brulli pendii rocciosi alle sue
spalle avvolti nel grigio. La visibilit era s e no di tre metri.
Ce la far, si disse, e pass subito all'azione.
Sciolse la corda, lasciando per il nodo intorno all'albero,
sempre protetto dal copertone, e tir sino a stringere il molle
nodo che aveva fatto sullo scoglio sottostante e a sentire la
resistenza della cassa. Fa' come se stessi prendendo un salmone
di quindici chili, si disse. Si ferm un attimo accanto all'albero
per accertarsi che il pezzo di gomma fosse ancora al suo posto,
e cominci a tirare. Le mani gli facevano un male d'inferno,
ma quanto meno avesse loro badato tanto pi in fretta avrebbe
sollevato la cassa. E con quattro brevi pause, lasciando all'albero
il compito di reggere lo sforzo di quel peso penzolante,
fin per farcela. La cassa irruppe alla superficie oscillando pericolosamente.
Subito egli leg stretta la corda intorno all'albero.
Poi prese la cassa con entrambe le mani e la pos al sicuro
sulla terra solida. Adesso era assai pi pesante da maneggiare.
La port nel piccolo agglomerato di alberi e macigni
accanto al suo zaino. Continuava a guardarla. Era pi pesante,
ma anche pi piccola. Sembrava si fosse ristretta. Poi si ricord
che il vetro della maschera, a causa della rifrazione subacquea,
ingrandiva ogni cosa.
Sorridendo, stacc con cura il pezzo di copertone dall'albero,
tagli la fune per liberare la cassa e aggiunse tutti questi pezzi
al suo equipaggiamento zavorrato, tranne un tratto di corda
che gli serv per legare bene il pacco. Poi port l'involto sul
ciglio dell'acqua. Affond in modo rassicurante. E anche il coltello
fece la stessa fine. Bryant allora infil la cassa nello zaino,
dove stava strettissima soprattutto a causa di un lucchetto. Non
poteva chiudere lo zaino dal di sopra, ma poteva se non altro
portarne il peso sulle spalle e avere le mani libere per la macchina
fotografica e il treppiedi. In quanto alle mani... I guanti
di lana erano sbrindellati sui palmi, ma non se li tolse. L'aria
era fredda, umida e pungente. Meglio quindi i guanti bagnati
che nulla. Avrebbero almeno offerto una certa protezione al
momento di nascondere la cassa.
Doveva sbrigarsi. Adesso ogni secondo contava pi che mai.
Si allontan dal piccolo gruppo di alberi e macigni gettando
un'ultima occhiata in giro per accertarsi di non aver
dimenticato nulla. Aveva una tale urgenza - perch questa riva del
lago era avvolta nella nebbia, ma il vento del sud aveva soffiato
troppo forte e dalle creste pi alte delle montagne di fronte
incominciavano a dileguarsi le nubi - che anzich percorrere
il sentiero che lo aveva portato qui, tagli per il versante
inferiore della montagna, seguendo la linea della spiaggia come
guida nella nebbia bianca per raggiungere il prato da
picnic. Era una di quelle occasioni in cui il senso dell'urgenza
cancellava ogni dolore dal corpo e faceva apparire semplice
l'impossibile. Domani si sarebbe chiesto: come diavolo ce l'hai
fatta? Ma oggi era troppo intento ad arrivare al prato per
poter anche soltanto dubitare di farcela. Vi arriv infatti. Sulla
sponda occidentale del lago la nebbia era talmente densa da
impedirgli di vedere il tavolo da picnic o gli alberi che avevano
protetto la sua ascesa quasi quattro ore prima. Il suo calcolo
dei tempi era andato in fumo, ma adesso almeno, nel momento
in cui pi gli serviva, era fortunato con il tempo. Poco manc
che passasse oltre i tre rozzi macigni che giacevano a circa
quattro metri dal bordo dell'acqua.
Erano ammonticchiati come se una mano gigantesca li avesse
lanciati dalla montagna mirando al lago e mancandolo.
Bryant trov la fessura a livello del suolo dove uno dei massi
si era inclinato verso l'altro e si tolse lo zaino dalle spalle. Poi
con delicatezza allontan le erbe secche e i rami spinosi di un
cespuglio di rose selvatiche. (D'estate questo luogo era stato
una massa di colore.) Pos il treppiedi sugli steli per tenerli
bassi e si valse di un ginocchio per allontanare i rami. Poi sollev
la cassa, con zaino e tutto quanto, e la spinse in quella
breccia fin dove pot arrivare. Si era preoccupato di lasciare
le cinghie rivolte verso l'esterno. Quando fosse venuto il momento
di portar via la cassa, gli sarebbero servite a trascinarla.
Non c'era modo di allungare una mano nella fessura dall'alto,
perch i macigni erano uniti in un abbraccio da ubriachi. Ed
erano alti come un uomo, e ben piantati nel terreno come se
ci avessero messo radici. Per staccarli ci sarebbe voluto un bulldozer
o della dinamite. Quando alz il treppiedi e raddrizz i
fili d'erba e i rami secchi, la fessura era ormai perfettamente
coperta. Il roseto torn di scatto al suo posto, lasciando poche
spine pungenti a perforargli i calzoni e nascondendo ogni cosa.
Arretr un poco per guardare con soddisfazione quella fessura
camuffata con mezzi naturali. Ora che la nebbia la escludeva
dalla sua visuale, egli s'avvi verso l'ombra vaga dell'albero
pi vicino e raggiunse la foresta per la quale era passato
la mattina presto avviandosi verso il declivio. Qui la visibilit
era migliore: gli abeti sembravano tenere in equilibrio le nuvole
sulla cima della loro testa. Il suo passo svelto si rilass
in una lenta marcia; ora poteva confessare a se stesso di essere
quasi allo stremo delle proprie forze. Fu per sufficientemente
cauto da evitare la via che conduceva direttamente all'albero
dove aveva nascosto la giacca. Fece invece un ampio giro verso
il nord in modo da arrivarci dall'alto. Lo avrebbe riconosciuto
subito, con i suoi lunghi rami inclinati e, a poche decine di
centimetri, l'inizio del sentiero diretto a est.
Si tolse i guanti, inzuppati, sbrindellati e laceri, e li lasci
cadere nel primo cespuglio che incontr. Era meglio fare cos
e raccontare a Anna di averli persi, piuttosto che lasciarle vedere
il danno e farle immaginare che razza di pericoli aveva
dovuto superare. In fondo sarebbe tornato a casa per la prima
colazione, una prima colazione da consumarsi con un certo
ritardo, verso le dieci. Anzi verso le undici, si corresse dopo
un'occhiata all'orologio. Adesso erano le nove meno venti.
Avrebbe raccontato a Anna quanto bastava per impedirle di
fare domande; la scorsa notte le aveva rivelato solo ci che
era assolutamente necessario farle sapere nell'eventualit che
qualcosa fosse andato male. Era bastato questo a terrorizzarla.
Ricordava il pallore improvviso del suo volto, le guance tirate,
il tremito delle labbra, lo sguardo vuoto come se non potesse
vedere nessun futuro. Non aveva pianto n fatto commenti.
Ma le sue mani erano paralizzate dalla paura. Fredde come si
sentiva lui adesso nonostante la protezione della foresta. Non
vedeva l'ora di abbottonarsi la giacca sino al mento. E l c'era
l'albero che lui stava cercando, con i suoi folti rami piegati in
basso.
Ma c'erano anche due uomini.'

 Capitolo 2.

August Grell era stato svegliato da un suono. La sua mente,
semioffuscata dal sonno, non riusc a riconoscerlo. Un'auto che
saliva la collina verso il Finstersee? Ma in questo caso avrebbe
dovuto sentirla attraversare il villaggio. La sua piccola locanda
sorgeva su un prato in declivio appena sopra Unterwald, e il
retro era quasi appoggiato ai boschi che scoprivano la parte
pi bassa della montagna. Allontan da s il grosso piumino e
lasci il tepore del letto per attraversare il pavimento di legno
lucido sino alla finestra. Forse c'era davvero un'auto che si stava
arrampicando sulla collina, ma lui non ne vedeva le luci. C'era
soltanto la densa oscurit della foresta e quella un po' meno
densa del cielo. L'alba arrivava lentamente in quella stagione.
Dato che nel villaggio non c'erano luci, era chiaro che nessuno
aveva sentito nulla. Un branco di contadini, pens arrampicandosi
nuovamente sull'alto letto. Puoi star certo che non
muovono un dito, a meno che non si tratti di salvare la loro
pelle. Proprietario da venti anni della Gasthof Waldesruh, se
n'era ormai convinto.
Non fece in tempo a posare la testa sul guanciale che gi
trillava il telefono. Si mosse in fretta, infilando i piedi nelle
pantofole foderate di lana e mettendosi un vecchio cappotto
sopra la camicia da notte mentre attraversava frettolosamente
la camera per raggiungere la hall e il tavolo della rception
dove era l'apparecchio. Forse era stato il telefono a svegliarlo,
non il rumore di un'auto. In ogni caso Anton montava la guardia
al Finstersee: se una macchina fosse salita verso il lago,
avrebbe dovuto vederla e sentirla.
Senza accendere la luce, Grell annasp alla ricerca del ricevitore
e fin per trovarlo. Una voce di uomo domand: Com'
il tempo l?
Grell rispose con cautela. C' stata un po' di nebbia e molti
nuvoloni. Poteva trattarsi di un cacciatore desideroso di
accertarsi che la montagna fosse propizia a una giornata di
caccia prima di salire fin quass dalla valle.
Potrebbe ascoltare i bollettini meteorologici.
Lo far. Appena riattaccato Grell sorrise. Non si trattava
certo di un cacciatore qualunque. Chiuse le persiane interne
prima d'accendere la luce e di guardare l'orologio a muro che
in vent'anni non aveva mai sbagliato di un minuto. Erano
esattamente le 4,36. Il bollettino meteorologico sarebbe stato
trasmesso un'ora dopo la telefonata. E lo avrebbe trovato
pronto.
Ma per prima cosa, prima ancora di scaldarsi un po' di
caff o di vestirsi, doveva mettersi in contatto con Anton e
scoprire se al lago si era visto o sentito qualcosa. Il posto di
guardia era in realt una grotta con uno stretto ingresso, ai
piedi di un'alta scarpata sulla riva meridionale del Finstersee,
che una squadra di genieri tedeschi aveva trasformato in una
stanza in grado di resistere alle intemperie e allo stillicidio, con
una galleria fiancheggiata da ruvide pareti rocciose che conduceva
a un locale molto pi vasto dominante le colline a sud
sino alla valle. Avevano persino installato un telefono da campo,
che collegava questo bunker al Waldesruh requisito allora
dalle truppe tedesche e che era stato trasformato in comando
di compagnia. Faceva parte di un grande piano che prevedeva
la costruzione di centinaia di fortini per un'estrema resistenza.
Ma tutto il lavoro frenetico del marzo e aprile 1945 non era
servito a nulla. Era stata utile soltanto la sua segretezza: i contadini
infatti erano stati trasportati in camion nel fondovalle,
tranne quei pochi con specializzazioni utili che erano rimasti
a eseguire quanto gli veniva ordinato senza ricevere alcuna spiegazione;
non potevano quindi supporre quanto fossero estese
quelle fortificazioni. Anche se la galleria e la stanza pi grande
non erano mai state riempite di munizioni o di postazioni per
cannoni, la stanza piccola che si affacciava sul Finstersee aveva
gi giustificato la sua esistenza. La pesante porta che chiudeva
lo stretto ingresso della grotta era completamente nascosta dalle
cime degli alberi cresciuti sulla scarpata, alcuni rami dei
quali arrivavano persino a sfiorare il legno naturale della porta.
Una crepa visibile nella roccia, parecchio pi in l della porta,
era stata abilmente ritoccata in modo da dare aria sufficiente
alla stanza e - cosa altrettanto importante - da permettere
a un telescopio di tener d'occhio la riva opposta del lago.
Naturalmente Anton non stava sempre l. Ma nell'ultima settimana
c'era stato un allarme e da quattro giorni e quattro notti
egli viveva in questo nido.
August Grell torn in camera sua, chiuse le persiane, accese
la luce accanto allo scrittoio, ne apr la ribalta e la spinse verso
l'alto. Poi allung una mano per tirare il casellario, che venne
via tutto insieme rivelandosi come una specie di paravento per
nascondere un vuoto. Con molta cautela lo appoggi alla parete,
tenendolo sollevato in modo da non mettere in disordine la
carta da lettere, le buste e i conti. Era uno scrittoio antiquato
e profondo, il cui vuoto, ora scoperto, poteva contenere facilmente
la sua attrezzatura per le comunicazioni. Una strana
mescolanza: quanto di pi nuovo in fatto di radiotrasmittenti
a onde corte, con un nastro magnetico per ricevere e trasmettere
ad altissima velocit (un modello russo); una tabella delle
trasmissioni, con i chilocicli che cambiavano ogni mese e ogni
giorno della settimana (adattamento di metodi russi che avevano
funzionato benissimo in America); i soliti cifrari da usare
una volta sola, con gli elenchi dei numeri falsi inseriti per maggior
sicurezza, fatti di tanti foglietti di carta velina facili da
distruggere una volta completato il deciframento; una piccola
macchina (americana) per decifrare, apparentemente precisissima,
anche se lui spesso ne controllava i risultati con i propri
metodi; una radiotrasmittente e ricevente grande come il suo
palmo (invenzione inglese, fabbricazione giapponese) con la
quale poteva mettersi in contatto con Anton, ma che usava raramente
perch le comunicazioni non cifrate potevano diventare
estremamente pericolose se gli austriaci avessero veramente
cominciato ad avere sospetti su questa regione; e un vecchio
ma infallibile telefono da campo (tedesco) che gli faceva sempre
piacere adoperare. Era un apparecchio di fattura eccellente
che se necessario sarebbe durato anche altri vent'anni.
Lo sollev con delicatezza dal nascondiglio e chiam Anton,
che distava da lui meno di due chilometri. Parlavano svelti, in
un tedesco colto e preciso, abbandonando il lento dialetto del
Sud Tirolo di cui erano teoricamente originari.
Anton sembrava abbastanza vispo anche se non aveva dormito
molto; faceva un freddo pungente ma non se ne lagnava.
Era troppo eccitato dalla chiamata di August, segno che
forse qualcosa bolliva in pentola. Allora l'allarme della settimana
scorsa era una faccenda seria?
Lo sapr tra poco, disse August con cautela. Che c'
di nuovo l?
Niente fino a dieci minuti fa.
Guarda ancora.
Ci fu una lunga pausa. C' poca luce, ma non vedo niente
che si muova n nel lago, n sui pendi, n nel prato da
picnic.
Continua a guardare.
Sissignore.
E il tempo?
Finora  limpido, ma da questa parte incomincia a calare
qualche filo di nebbia. Potrebbe mettersi male.
Continua a guardare lo stesso. In queste montagne il
maltempo poteva arrivare in fretta, ma altrettanto improvvisa
poteva essere la schiarita. E non chiamarmi per nessuna ragione
dopo le cinque e mezzo...
Neanche se vedo...?
Dovrai aspettare. Ti chiamer io appena possibile. Chiaro?
Il messaggio del comando aveva la precedenza. E poteva
subire un ritardo: era gi successo. In quei casi arrivava soltanto
il segnale di stare all'erta ed era la sola cosa che doveva
fare.
Chiaro, disse Anton senza discutere.
Anton era un bravo ragazzo, pens August Grell che, rimessi
a posto telefono e casellario, abbass la ribalta chiudendola
poi a chiave. Era un uomo prudente; prendersi un disturbo
in pi non gli dispiaceva, se serviva a garantire il successo.
Si rase e si lav con l'acqua gelida versata dalla brocca,
indoss vestiti pesanti e chiuse a chiave nel guardaroba il vecchio
cappotto grigio. Dopo tanti anni i segni lasciati sulle spalle
e sul colletto dalle insegne che gli aveva tolto si vedevano
appena; e bench fosse ormai stretto e sbiadito, era pur sempre
un confortevole ricordo degli anni migliori della sua vita.
SS Oberstandartenfhrer, pari a un colonnello dell'esercito e
qualcosa di pi. Mica male per un uomo di trentadue anni.
Soltanto tre di pi di quelli che aveva adesso Anton. E Anton
che cos'era? Un caporale dell'esercito della Germania orientale.
Be', non era del tutto esatto, anche se era comico. Anton
era emigrato clandestinamente nella Germania occidentale;
aveva trovato a Stoccarda una nuova identit con la quale era
arrivato in Svizzera; aveva avuto a Lucerna nuovi documenti
che lo avevano portato a Milano; poi era partito per le Dolomiti,
con tutte le carte necessarie a fare di lui. il figlio di
August Grell, aveva fatto il solito viaggio clandestino
dall'Alto
Adige all'Austria attraverso le montagne come profugo dal
dominio italiano. Le vicende politiche europee e le lotte tra le
potenze erano state di grande aiuto a Anton e ad altri giovani
come lui per camuffare gli scopi dei loro viaggi. Erano tutti
bravi ragazzi, se le storie che Grell aveva udito erano vere, e
di storie ne aveva sentite tante. Non era completamente isolato
qui a Unterwald. D'estate, con la solita miscela di alpinisti
e camminatori, riceveva anche visitatori speciali. E a fine
dicembre, quando cominciava la stagione sciistica, ne arrivavano
altri. Ed erano importanti perch non riferivano soltanto
rapporti e dicerie ma cose per tener viva la speranza e alto
il morale.
Qual era il vero nome di Anton? Grell se lo era chiesto
spesso, come Anton doveva essersi interrogato sul suo. Ma non
aveva importanza. Ci che importava era che andavano d'accordo
pi di quanto Grell si fosse aspettato quando, cinque anni
prima, Anton era venuto a sostituire suo fratello. Sentiva
la mancanza del suo aiuto nel preparare una buona colazione
calda e nel fargliela trovare pronta sul tavolo della cucina.
(Fuori stagione c'erano pochi clienti e i due uomini si
arrangiavano da soli, con una donna del posto - fidata nel
senso che era troppo stupida per interessarsi di politica e troppo
bisognosa di denaro - per cucinare una solida cena e per
fregare i pavimenti.) Dovette accontentarsi di una fetta di formaggio
su un pezzo di pane e di un po' di caff riscaldato
che si port nella fredda camera da letto. Chiuse a chiave la
porta massiccia della stanza, trasse dal nascondiglio la radiotrasmittente
e il programma delle trasmissioni nonch l'occorrente
per il deciframento, trov il tempo per fare un'altra telefonata
a Anton (nebbia sempre pi fitta su tutta la sponda meridionale
del lago, visibilit probabilmente zero entro cinque
minuti, visto niente sulla montagna di fronte), accese una piccola
stufa elettrica che teneva vicino alle gambe e bevve il caff
controllando sulla tabella l'esatta lunghezza d'onda per quel
giorno (luned) e quel mese (ottobre).
Il primo segnale giunse puntualissimo. Il messaggio era breve.
Prima ancora di decifrarlo, sapeva gi che l'allarme era
cessato o che si preannunciava un'altra comunicazione. Era
proprio questo il testo del messaggio: Attendere secondo bollettino
meteorologico. Estrema importanza. Secondo bollettino
meteorologico voleva dire un'altra ora di attesa. Dovevano
essere arrivate nuove informazioni e ci voleva tempo per
valutarle o controllarle. Distrusse la prima velina del blocco
dei cifrari, pi piccolo di una scatola di fiammiferi. Il foglietto
successivo era pronto per la prossima trasmissione, quando si
sarebbe dovuto eliminare una nuova serie di numeri falsi, disseminati
nel testo del messaggio, prima di trascrivere in lettere
e parole le colonne di cifre.
Estrema importanza. Dunque c'era qualcosa in ballo. Chiam
Anton senza ottenere risposta. Richiam dopo cinque minuti.
Nessuno rispose. Attese altri cinque minuti con una rabbia
temperata dalla preoccupazione. Stavolta Anton venne all'apparecchio.
Grell ne fu cos sollevato che dimentic di lanciargli
una serie di epiteti ben scelti.
Anton era allegro anche se un po' ansante: Ho fatto una
corsa sino al lago.
Resta al tuo posto.
Sissignore.
Non ci furono nuovi rinvii per la trasmissione delle sei e
mezzo. Il messaggio era lungo e preciso. Sembrava che il comando
volesse fornire a Grell il maggior numero possibile di
informazioni, come per evitare che agisse alla cieca in caso di
emergenza. Erano tuttavia cauti, quasi non volessero in alcun
modo turbare la sua sicurezza. Avevano persino usato le denominazioni
in codice delle localit e dei giorni della settimana,
il che costringeva Grell a un doppio lavoro: prima decifrare
il messaggio, poi decifrare i nomi contenuti nel testo. Dopo di
che, ficcatesi bene in mente tutte le informazioni, bruci tutto
quanto, rimise via l'attrezzatura, e chiuse a chiave la scrivania
e la porta della camera. Port in cucina la tazza del caff, si
assicur che tutte le luci fossero spente, prese il mantello di
loden che aveva lasciato ad asciugare davanti alla stufa e lasci
la locanda dalla porta posteriore per inoltrarsi nel bosco.
La nebbia era fitta sopra le cime degli alberi e riempiva tutti
gli spazi aperti. Attravers il sentiero senza vedere altro che
dense nubi bianche dove ci sarebbe dovuto essere il campo da
picnic, e passando per il bosco sulla riva meridionale del lago
si avvi verso la postazione di Anton. Mentre camminava tra
gli alberi con il passo costante di un esperto alpinista, pass
mentalmente in rassegna le informazioni che aveva decifrato.
(Certi particolari lo sconcertavano nonostante la loro chiarezza.
Ma ci avrebbe pensato dopo.)
Il messaggio poteva essere suddiviso in sette parti.
Uno: Venerd scorso era stato intercettato un rapporto, nel
quale si nominava il Finstersee, trasmesso a Varsavia da un
agente segreto dislocato a Zurigo. Vi si parlava dei documenti
sepolti in certi laghi austriaci e boemi. L'agente di Zurigo dichiarava
di avere ottime ragioni per credere che all'elenco dei
laghi austriaci si dovesse aggiungere anche il Finstersee.
Due: Ieri (domenica) si era intercettato un altro messaggio
da Zurigo a Varsavia. Era stato trasmesso dallo stesso agente,
che ora pensava di poter dare informazioni precise sul
Finstersee entro il venerd successivo.
Tre: Stamattina, alle 4,45, era stato intercettato un terzo
messaggio da Zurigo a Varsavia. Era una comunicazione urgentissima.
L'agente di Zurigo era convinto che l'operazione
Finstersee fosse stata anticipata di parecchi giorni e potesse gi
essere in corso. Chiedeva di inviare immediatamente due agenti
specializzati a Salisburgo e di trattenerli in attesa del suo
arrivo. Potevano rendersi necessarie misure estreme.
Quattro: L'agente di Zurigo era stato preso alle 6 di questa
mattina ed era attualmente sotto custodia. Interrogatorio in
corso. Si attendevano ulteriori informazioni sul suo principale
di Varsavia, sull'eventuale importanza di Salisburgo e sulla
consistenza della minaccia al Finstersee.
Cinque: Si inviavano immediatamente rinforzi alla Gasthof
Waldesruh. Due uomini sarebbero arrivati nel tardo pomeriggio
o nelle prime ore della sera. Altri li avrebbero seguiti a richiesta.
Metodi di identificazione i soliti.
Sei: Per accelerare le cose, le notizie o le domande urgenti
dovevano essere trasmesse da Waldesruh a Zurigo. L'uso del
telefono doveva essere limitato ai casi di estrema emergenza;
le comunicazioni dovevano essere il pi possibile cifrate e brevi.
Per il resto, bisognava ricorrere ai consueti contatti radio
con il cifrario abituale.
Sette: Istruzione precisa di affrontare la situazione con prudenza.
Non bisognava ripetere l'episodio del lago Toplitz. Non
si doveva in alcun modo allarmare il servizio segreto austriaco.
Nessuna idea di quel che ci troveremo di fronte? domand
Anton spegnendo la lampada e aprendo la porta a Grell.
Nessuna.
Ma che cosa sappiamo di preciso?
Che abbiamo scoperto il cifrario di qualcuno e che lo abbiamo
preso per interrogarlo. Andiamo, non c' tempo da perdere.
Erano le otto e mezzo.
Ci misero soltanto dieci minuti per scendere per la via pi
breve al prato da picnic. Lo attraversarono di corsa, calcolando
di essere protetti dalla nebbia. Poi s'arrampicarono rapidamente
nella foresta, seguendo il viottolo sino al suo limite
orientale dove cominciava il sentiero. Anton attravers il pendio
allo scoperto per vedere se ci fosse effettivamente qualcuno
nei pressi di quell'importante ammasso di alberi e macigni
quasi sul bordo dell'acqua. Grell rimase ad aspettare riprendendo
fiato e tenendo d'occhio il sentiero nell'eventualit che
qualche malcapitato turista, reso guardingo dal maltempo, vi
si stesse arrampicando. Non tutti erano bravi come Anton nel
correre su un sentiero di montagna coperto di nuvole. Aveva
la sicurezza e gli istinti di un camoscio e conosceva il viottolo
metro per metro.
Grell si mise al riparo sotto un albero fitto di rami. Tutto
sembrava tranquillo. Ma l'agente catturato a Zurigo aveva comunicato
a Varsavia che l'operazione Finstersee poteva gi
essere in corso. In questo caso, pens Grell, si serviranno di almeno
due uomini. E ci avrebbe reso pi difficile nascondere
la cassa, perch ce n'erano voluti tre per calarla nel lago: lui
stesso e un paio di tenenti, mentre cinque soldati montavano
la guardia nel campo da picnic. Ogni volta che si trovava qui
ripensava a quella notte.  al suo semifallimento.
Avevano calato la cassa, convinti che si inabissasse di cinquanta
metri, la profondit di quella parte della linea costiera.
(Si calcolava che il Finstersee, al centro, fosse profondo centododici
metri, cio pressappoco quanto il Toplitz.) Ma dopo
appena quattro metri, la cassa aveva urtato qualcosa di solido
e non era stato pi possibile spostarla. Si era saldamente posata
su qualche scoglio subacqueo. Proprio in quel momento, mentre
si preparavano a tirarla su e a tentare qualche altro punto, avevano
visto lampeggiare una luce nel campo da picnic sull'altra
riva del lago: era il segnale d'allarme convenuto. Aveva ordinato
a uno dei tenenti di tagliare le funi della cassa parecchio
sotto il livello dell'acqua, in modo che dalla superficie non
si vedesse fluttuare neanche un filo, e se n'erano andati con
due grossi rotoli di corda non adoperata e un malato di polmonite.
Anche l'altro tenente era morto, ma parecchio tempo
dopo, e si sospettava che avesse cercato di farsi dare i soldi
per lasciare Vienna raccontando quanto era accaduto quella
notte. Per ventun anni si era pensato che il traditore fosse stato
eliminato prima di avere la possibilit di parlare o di essere
creduto. Ma adesso? Sembrava quasi che la sua eliminazione
fosse stata troppo tardiva. Qualcuno doveva averlo ascoltato.
Qualcuno doveva avergli creduto. E aver atteso...
Anton stava tornando. Grell usc dal suo nascondiglio e abbassando
lo sguardo scorse qualcosa che i suoi piedi avevano
sfiorato nel sottobosco. Allontan da s un ramo basso e raccolse
una giacca verde di loden. Portava un'etichetta di Salisburgo
e nessun nome.
Assolutamente nulla, rifer Anton a bassa voce. Ho frugato
tra gli alberi e i macigni. Non c' segno che sia stato l
qualcuno.
E invece qualcuno c' stato. Grell gli mostr la giacca,
poi la ripieg e la rimise al suo posto. Deve essere ancora su
questa montagna.
Un uomo solo?
Grell comprendeva bene l'incredulit di Anton. Ma in quel
momento niente aveva senso. Un uomo talmente matto da girare
per le colline con quella nebbia e quell'umidit senza
neanche la giacca non era certo il tipo d'agente che Varsavia
poteva assumere. (E perch poi Varsavia? Perch il messaggio
non era stato mandato direttamente a Mosca? Niente aveva
senso.) Irritato, guard il sentiero diretto a oriente lungo la
montagna dalla quale cominciava ora a levarsi la nebbia. Deve
essere da quelle parti, insistette con voce sommessa ma
rabbiosa.
S, ammise Anton in un sussurro. Concentr i suoi acutissimi
occhi azzurri sugli alberi sopra di loro. Ma sta arrivando
dalla parte sbagliata. Mi pare di conoscerlo. S.  quell'inglese
che ha sposato la sorella di Johann Kronsteiner. Fa il
fotografo a Salisburgo..
Kronsteiner? Quel maestro di sci che ha una bottega gi
a Bad Aussee?
S, e d'estate fa anche la guida. Lui  a posto. Lo abbiamo
controllato lo scorso luglio, quando  venuto con quella banda
di studenti a passare una notte nella locanda. Ricorda?
Grell ricordava. Johann Kronsteiner era uno di quegli amabili
tangheri, belli e simpatici, che non fanno altro che sciare
o scalare montagne. Ha una ragazza a Unterwald, vero?
Ce ne ha in tutti i villaggi da qui a Salisburgo.
Suo cognato si  accorto di noi?
S. Ci sta venendo incontro.
 proprio lui? Grell si volt lentamente per guardare in
faccia il nuovo venuto.
Richard Bryant li aveva visti nel momento stesso in cui il
pi giovane dei due si era accorto di lui. Non aveva avuto il
tempo di nascondersi. E forse aveva fatto meglio a non tentare
nemmeno. Quegli uomini avevano l'istinto dei cacciatori. Adesso
li aveva davanti e li riconosceva: August Grell e suo figlio
Anton, che gestivano a Unterwald una piccola locanda sul prato
sopra il villaggio. Indossavano mantelli di loden che finivano
proprio nel punto in cui i pantaloni grigi alla zuava incontravano
le pesanti calze di lana. Avevano inoltre grossi scarponi
allacciati stretti sulle caviglie e un'aria decisamente perplessa.
Bryant gli and vicino, li salut con disinvoltura e si guard
attorno con incertezza. Ho lasciato la giacca da queste parti,
spieg, e si accorse della rapida occhiata che i due uomini
si erano scambiati. Non s'aspettavano evidentemente questa
ammissione. Pensavano forse che avrebbe finto di essere appena
arrivato al lago e di non aver nascosto nessuna giacca?
Non mi lascio fregare tanto facilmente, pens mentre raccoglieva
la giacca. Sembrava piegata come lui l'aveva lasciata e
nello stesso posto. Volevo scattare una fotografia del lago nel
sole del primo mattino, ma  venuto nuvolo proprio quando
sono arrivato. Poi mi  venuta un'idea ancora migliore. Siccome
la collina a nord del bosco sembrava sgombra di nubi, sono
salito lass per riprendere il sole che cerca di farsi largo nella
nebbia. Viene molto bene, sapete, se il tempo di esposizione 
abbastanza lungo.
Lei deve essere stato esposto a ben altro, disse Anton
guardando il pullover di Bryant coperto da goccioline di pioggia.
Grell intanto sorrideva con perfetta naturalezza, ma il suo
sguardo si era posato sulle mani di Bryant.
Sono rimasto intrappolato sulla collina, tanto che non ho
neanche visto il bosco. Sono caduto e ho rischiato di perdere
la macchina. Allora mi sono seduto ad aspettare che le nubi si
diradassero. Non  cos che fanno i bravi montanari?
Anton annu. Si  fatto molto male alle mani?
Soltanto qualche graffio. Bryant guard i brandelli di
fazzoletto entro i quali le aveva avvolte e rise. Cos ho trovato
il modo di passare un po' il tempo.  un po' uno schifo
di fasciatura per. Pos macchina fotografica e treppiedi, si
sfil il maglione inzuppato, infil svelto le braccia nel calore
della giacca e l'abbotton con soddisfazione. Avrebbe avuto ancora
bisogno di un pullover, ma asciutto. Represse un brivido
e maledisse segretamente le bende che aveva sulle mani (pensava
che potessero servirgli per maneggiare il volante nel viaggio
di ritorno) mentre cercava di conversare con disinvoltura.
Mi chiamo Bryant. Mi sono fermato alla vostra locanda
lo scorso luglio, quando venni a fare qualche foto da queste
parti. Adesso Anton ricordava, certo che ricordava. Herr
Bryant si era seduto davanti alla locanda e aveva bevuto un
boccale di birra. Il vecchio Grell rimase in silenzio mantenendo
quel suo benevolo sogghigno.
Adesso penso di andare a prendere la macchina e di tornare
a Salisburgo.  passata da tempo l'ora della prima colazione.
Quando accenn all'automobile li vide scambiarsi
un'altra rapida occhiata. Forse la sua franchezza li sconcertava.
Ma anche lui era un po' perplesso. Sembrava tutto normale,
come se avesse avuto di fronte due cacciatori usciti in cerca
di marmotte e poi traditi dal maltempo. Poteva vedere le forme
dei fucili sotto i loden. Cos'altro potevano nascondere l?
Coltelli? Sarebbero stati meno rumorosi di uno sparo, ma anche
il calcio di un fucile pu essere altrettanto silenzioso. E altrettanto
letale.
Incominci a scendere verso il campo da picnic. I due lo
accompagnarono. Anton stava dicendo che in una giornata simile
non si poteva combinare niente e che avrebbe gradito un
passaggio in auto sino alla locanda. Parl per la prima volta
anche August Grell.
Potremmo far colazione l. Vedr che dopo si sentir meglio.
E potr anche far asciugare il pullover davanti alla stufa.
Ne avr bisogno per tornare a casa.
Grazie, disse Bryant.  una buona idea. Solo che...
Che cosa poteva fare se non stare al gioco? Erano entrambi pi
robusti di lui. August era un pezzo d'uomo, dal viso rubizzo e
traboccante di salute. Anton, che doveva avere al massimo
trent'anni, era alto almeno un metro e ottanta e aveva muscoli
potenti. La cosa migliore era continuare a recitar la parte dell'innocuo
fotografo che non avrebbe certo rifiutato una colazione
alla Gasthof Waldesruh.
Solo che cosa? domand Grell.
Sono gi in ritardo. E mia moglie comincer a preoccuparsi.
Potr telefonarle dalla locanda. Il tono della voce non
lasciava adito a discussioni.
Passarono tutti e tre accanto al luogo dove Bryant aveva
nascosto la cassa. Qualunque cosa succeda, pens,  stata una
buona mattinata di lavoro.
Sapete, disse mentre arrivavano al sentiero che portava
a Unterwald, non mi sorprenderebbe se tra un paio d'ore la
nebbia si diradasse. Cos potrei ancora fare le mie fotografie ed
eviterei di tornare domani o il giorno dopo.
Cos'hanno di tanto urgente queste fotografie? domand
Anton.
Questo gli offr l'occasione di parlare del libro che aveva
in preparazione sui laghi di questa regione dell'Austria. Sinora
ne aveva fotografati sedici, in diverse stagioni e a ore diverse,
per mostrare - come spieg diffusamente e con vero entusiasmo
- le loro multiformi caratteristiche e i loro sbalorditivi
cambiamenti di umore. August Grell era interessato e Anton
pareva impressionato. Bryant, nonostante la stanchezza, si sentiva
sempre pi su di morale. S, una buona mattinata di lavoro,
pens, mentre con Grell percorreva in macchina la breve
distanza che li separava dalla locanda. (Anton avendo deciso
che c'era troppo poco spazio per le sue lunghe gambe,
aveva imboccato una scorciatoia tra i boschi.) Bryant rimase
un po' perplesso quando Grell gli disse di parcheggiare dietro
la Waldesruh, ma per il resto sembrava che non si facesse nulla
per tener segreta la sua presenza. Grell, per esempio, non
aveva battuto ciglio incontrando un paio di persone del posto,
ma aveva detto loro Grss Gott con un cenno di saluto.
Anton era gi l. Aveva aggiunto legna alla grande stufa color
terra e messo una caffettiera su uno dei fornelli di ferro
nero. Adesso si aggirava fischiettando allegramente per la grande
cucina. Pareva che i due uomini, quando erano soli, ne
utilizzassero soltanto un angolo. Era per molto ben organizzata:
utensili da cucina che stipavano le nicchie sopra la stufa, pentole
e padelle che penzolavano da una trave, odore di formaggio,
di mele e di caff macinato da poco, pavimento di legno
lucido, tavoli e piastrelle a disegni blu intorno al forno e all'acquaio.
E i resti della prima colazione di un uomo. Bryant
distolse subito gli occhi da quell'unica tazza con piatto e piattino.
Un uomo solo. Dove era stato l'altro?
Credo sia ora di chiamare mia moglie, disse con disinvoltura
aspettandosi un brusco rifiuto, un capovolgimento di
modi.
Da questa parte, disse Grell indicandogli cortesemente
la sala da pranzo. Condusse Bryant in quel gelido locale con
le sedie rovesciate sulle nude tavole di legno e le file di teste
di animali imbalsamate, con le corna e gli occhi di vetro, che
guardavano dalle pareti. Abbiamo solo un telefono, ma 
una locanda molto semplice. E non facciamo pagare molto,
non pi di cinquanta scellini al giorno tutto compreso.
Molto ragionevole. Cinquanta scellini austriaci equivalevano
a circa quattordici scellini britannici e a due dollari
esatti in moneta americana. Bisogner che me ne ricordi.
Da questa parte, ripet Grell indicando con orgoglio il
banco della hall. Poi con molto tatto and in camera sua e lo
lasci solo.
Bryant guard il telefono e subito dopo la porta principale,
distante soltanto pochi passi. Era sprangata. E probabilmente
anche chiusa a chiave. Tuttavia, se la sua auto fosse stata l,
avrebbe egualmente tentato di varcarla. Poi una volta fuori,
qualcuno dal villaggio lo avrebbe visto. E i Grell difficilmente
avrebbero potuto impedirgli di andarsene. Ma sarebbe stato
uno sbaglio; non avrebbe fatto che confermare i loro sospetti
e lo avrebbero sorvegliato, pedinato e minacciato per tutti i
giorni che ancora gli restavano da vivere. Ammesso che fossero
agenti nazisti, s'intende. Non era sicuro di loro, come loro
non erano sicuri di lui. Sollev il ricevitore, sapendo che se
August Grell era un agente doveva aver escogitato la maniera
di ascoltare qualunque conversazione fatta da questo telefono.
Ud finalmente la voce sommessa di Anna, incerta, esitante.
Sto bene, le disse subito, per impedirle di fare domande
che potevano tradirlo. Scusami per il ritardo. Sono a
Unterwald. Sono stato bloccato dalla nebbia e mi sono inzuppato
tutto, ma adesso mi sto asciugando alla locanda - la Gasthof
Waldesruh - dove Herr Grell e suo figlio mi hanno invitato
a colazione. Sar a casa verso mezzogiorno. Al pi tardi per
l'una. Adesso, pens, li ho nominati. Non potranno farmi
niente qua dentro. Non preoccuparti, le disse con improvvisa
allegria.
Dick...
S?
Dovresti telefonare subito a Eric Yates. Ti ha chiamato
questa mattina presto. E sembrava molto sconvolto quando gli
ho detto che...
Bryant la interruppe, pur volendo sapere che cosa avesse
detto a Yates. (Pregava Dio che lo avesse lasciato nel vago.)
Presto quando?
Appena... appena dopo che sei partito. Ha detto qualcosa
a proposito del libro. Ma non ho capito bene.
Dove alloggia a Salisburgo? Ha lasciato un numero?
No, era un'interurbana, da casa sua.
Da Zurigo? Bryant era incredulo.
S. E che ora strana per telefonare! Parlava con durezza,
quasi con rabbia. Temo che non voglia pi pubblicare il libro.
Era per questa ragione che...
Ma s che lo pubblicher. Ho gi un contratto e un anticipo.
Mi preoccupava l'eventualit di doverlo restituire, continu
lei. Ma era la pi trascurabile delle mie preoccupazioni.
Oh Dick... sono cos contenta che tu sia al sicuro.
Non  la prima volta che vengo sorpreso dalla nebbia,
s'affrett a dirle prima che lei potesse aggiungere altro. Ci
vediamo presto, cara, concluse bruscamente prima di riattaccare.
Poi tir fuori il denaro sufficiente a coprire il costo della
chiamata e lo lasci accanto al telefono. In quanto a chiamare
Zurigo... Eric Yates poteva aspettare. Che mi stia controllando?
si domand Bryant. Yates stava diventando troppo curioso.
La settimana scorsa voleva sapere quando sarebbe arrivata
la serie completa delle fotografie. Aveva parlato in particolare
del Finstersee, ma in tono guardingo. Troppo guardingo per i
gusti di Bryant, il quale gli aveva risposto vagamente che ci
sarebbe andato a fine settimana, forse venerd. Ma evidentemente
a Yates non era bastato. Aveva telefonato poco dopo
l'una di notte solo per accertarsi che Bryant fosse ancora a
Salisburgo. Possibile? Pu ben fidarsi di me, pens Bryant con
irritazione entrando nella sala da pranzo.
Eravamo insieme durante la guerra e facevamo lo stesso tipo
di lavoro. Yates ha contatti con il servizio segreto britannico,
e forse lavora ancora per loro. Sa benissimo che qualunque
cosa io trovi a Finstersee, verr consegnata ai nostri. Che cosa
vuole allora? Che gli dica chiaro e tondo come stanno le cose?
Un accenno ho dovuto farglielo, ancora in giugno, per accertarmi
che avrebbe fatto da intermediario al momento opportuno.
Ho bisogno del suo aiuto.  lui la via pi breve per arrivare
a certe persone di Londra. Ma se continua cos, finir
col pensare ai miei vecchi amici di Washington. Ne ho almeno
due che si ricorderanno ancora di me.
Ma  solo una seccatura momentanea, si disse contraccambiando
la fredda occhiata del cervo decapitato sulla parete.
C'era qualcosa di personale - chiamiamola vanit - nel mostrare
a Londra che cosa sapeva fare.
Vedo che le piace la nostra collezione, stava dicendo
Anton dalla porta della cucina.
Impressionante. Lei quanti ne ha ammazzati?
Qualcuno, ammise Anton con modestia. Era un bel ragazzo
con occhi azzurro chiari, capelli castani e un colorito sano.
Li ha uccisi quasi tutti mio padre. Compreso il camoscio.
Indic la testa sopra la porta. Lei va molto a caccia?
Qualcosa attrasse la sua attenzione nella hall e lo indusse
a prendere per un braccio Bryant e a condurlo cortesemente
ma decisamente in cucina. Ci va spesso?
Bryant non si volt verso la hall. Aveva sentito lo scatto del
telefono nel momento in cui August Grell aveva alzato il ricevitore.
No. Costa un po' troppo, non le pare?
Dipende da quello che si ammazza. La colazione  pronta.
Vogliamo cominciare?
Aveva chiaramente eluso il discorso sui costi, pens Bryant.
La tassa per uccidere un camoscio poteva anche essere di quattromila
scellini austriaci. August Grell evidentemente non se
la passava tanto male, considerando il fatto che era il padrone
di una locanda dove si alloggiava con cinquanta scellini al
giorno in piena stagione. Trangugi il caff caldo sperando
che lo rimettesse in sesto: voleva soltanto sdraiarsi davanti a
quella stufa accesa e dormire. Non aveva molta fame, in fondo.
Era completamente esausto e la sua mente pareva dissolversi
nelle preoccupazioni. Faceva fatica a seguire l'ininterrotto
chiacchierio di Anton. Stava pensando a August Grell e alle
ragioni per cui stava cos a lungo al telefono. O anche alla
ragione per cui si era messo a telefonare. C' qualcosa che
non va, continuava a ripetergli il suo istinto, qualcosa che non
va.
Senta, disse ad Anton, alzandosi in piedi e allungando
una mano per prendere il pullover, adesso devo proprio andare.
Sono le dieci passate.  ora che mi metta in viaggio per
Salisburgo.
Ci vuole soltanto un'ora e mezzo, protest Anton. Sembrava
quasi allarmato, nervoso.
Pi probabilmente due ore nelle mie condizioni, pens
Bryant. La notte scorsa ce ne aveva messe tre, procedendo nelle
tenebre con molta cautela.
Mi dispiace di non poter salutare suo padre. Vuol ringraziarlo
a nome mio? Forse in dicembre porter quass mia moglie
a sciare. Aprite, vero, per gli sciatori?
Ma certo!. Non abbiamo una sciovia, s'intende, e neanche
discese speciali. Ma ci sono delle ottime piste. E per fare dello
sport sono la cosa migliore. Venga, gliele faccio vedere sulla
carta. Senza smettere di parlare, Anton aveva seguito Bryant
e stava adesso frugando in un cassetto della credenza vicino
alla porta posteriore. Potr sciare per trenta chilometri passando
da...
A me bastano tre, disse Bryant. Lei mi sopravvaluta,
Anton. Apr la porta posteriore e cominci a tirarla verso di
s.
Aspetti! disse sommessamente Anton. Mi sembra di
aver sentito...
Bryant aveva voltato il capo per vedere da che parte sarebbe
venuto il colpo, ed era pronto a schivarlo. Ma fu una frazione
di secondo troppo lento. La mano destra di Anton, dura come
l'acciaio, gli spacc di taglio l'osso del collo. Bryant croll all'indietro
come un albero colpito dall'accetta di un boscaiolo.
La sua mano si stacc dalla porta, il suo viso sbatt contro il
pavimento. Ora giaceva a terra immobile.

 Capitolo 3.

August Grell, uscendo dalla sua camera, trov Anton nella
hall con un'espressione nervosa, le labbra serrate e lo sguardo
teso. Grell si raggel, poi ebbe un accesso di collera.
Se n' andato? L'hai lasciato andar via, che il diavolo ti
porti?
Anton ascolt in silenzio una sfilza di improperi, ma i suoi
occhi si stavano illuminando e le sue labbra incominciavano a
distendersi. Alla fine chiese con troppa innocenza:
Non voleva che se ne andasse?
Grell prest maggiore attenzione al suo sorriso. Attravers
di corsa la sala da pranzo, irruppe in cucina e si ferm bruscamente.
Poi si volt indietro a guardare Anton prima di inginocchiarsi
accanto a Bryant. S, i suoi sospetti erano fondati.
L'uomo era morto.
Sei stato troppo impulsivo, disse duramente.
Volevo colpirlo di lato, ma lui ha spostato la testa all'improvviso
e cos il colpo lo ha preso direttamente alla nuca.
Vedo. Grell si alz in piedi raccogliendo il pullover inzuppato
di Bryant.
Non avevo altra scelta. Se ne stava andando. Aveva gi
aperto la porta. Anton si tocc la mano. Era intorpidita. Poi
alz le spalle. Perch lo ha portato qui?
Intendevo interrogarlo. Non volevo che si trovasse un cadavere
vicino al Finstersee. Non volevo che si ripetesse la faccenda
del lago Toplitz.
A qualcosa  servita quella faccenda, obiett Anton. Li
ha spaventati tutti.
E ha raddoppiato le nostre difficolt. Grell diede un'occhiata
all'orologio. E va bene, disse con irritazione. Mettiti
la sua giacca, caricalo sul sedile anteriore dell'auto e coprilo
con il tuo mantello.
Sarebbe meglio il sedile posteriore... avrei pi spazio.
Non avresti il tempo di spostarlo sul sedile davanti e invece
ti servir averlo l quando scenderai dalla macchina. Imbiancati
un po' i capelli, magari con la farina. No, non troppo.
Dov' il Suo cappello? Non aveva un cappello?
Qui c' qualcosa, disse Anton frugando nella tasca. Un
berretto! Se lo immagina portare un berretto con una giacca
di loden, aggiunse sprezzantemente. Per chi lavorava?
Sarebbe bello se potessimo domandarglielo.
Ah, disse Anton, e di nuovo alz le spalle. Non creda
che saremmo riusciti a cavargli molto.
Ha pure una moglie, disse Grell con semplicit.
S, quella era sempre una buona minaccia, pens Anton.
Ma perch rimproverarmi per ci che sono stato costretto a
fare? In fondo Bryant sarebbe ancora vivo e legato saldamente
a una sedia, pronto per l'interrogatorio, se il vecchio Grell non
si fosse lasciato intrappolare da tutte le precauzioni che soleva
prendere per maggior sicurezza. Teneva segreti i metodi ai
quali ricorreva per una chiamata d'emergenza, ma non si sarebbe
mai chiuso a chiave in camera sua se non per decifrare
i discorsi a doppio senso uditi per telefono nello stretto e ricco
dialetto sassone.
Non ha scoperto niente? domand Anton, sfidandolo
quanto pi poteva ma mantenendo uno sguardo innocente.
Se non fosse morto oggi, lo avrebbero ucciso domani.
Grell esit, poi aggiunse: Due uomini erano stati mandati da
Varsavia a Salisburgo. Dovevano portargli via la cassa e metterlo
a tacere per sempre.
Ma non ce l'ha la cassa. Ho frugato nel bagagliaio della
macchina, nell'eventualit che l'avesse portata fin l prima di
tornare attraverso i boschi a riprendersi la giacca.
Grell lo scrut con aria divertita. Il suo tono era pi dolce.
E il suo equipaggiamento? Credi che per tuffarsi nel
Finstersee basti togliersi la camicia? Doveva avere qualcos'altro.
Si rilass completamente. Ma tu hai ragione. Non credo che
possa aver trovato la cassa.
La giacca  troppo stretta. Non riesco ad abbottonarla.
Anton rise dei suoi polsi che schizzavano ben oltre i polsini.
Nessuno ti vedr da vicino. Attraverserai in fretta il villaggio
e salirai a tutta velocit sulla collina. Devi dare l'impressione
di un buon guidatore che corre dei rischi, di uno
che vuol tornare a casa svelto.
Sua moglie... quanto ne sa?  di questo che dovremmo
preoccuparci, pens Anton. Un finto incidente a Bryant non
era un problema, ma poteva essere pi difficile affrontarne le
conseguenze.
Grell stava riflettendo. La donna doveva sapere qualcosa.
In caso contrario, perch al telefono era cos agitata? Sembrava
sapere che il Finstersee era un luogo pericoloso, ma non
osava dirlo apertamente. Aveva per parlato della telefonata
di Yates da Zurigo in termini abbastanza espliciti. Grell si concesse
una piccola deduzione.
Non sa tutto, se no non avrebbe mai fatto il nome di un
certo Yates.
Ah,  per questo che  stato tanto tempo al telefono, pens
Anton. E chi  Yates?
Un tale che mandava messaggi da Zurigo a Varsavia.
Quello che abbiamo preso?
Su, su, disse bruscamente Grell.  ora di portar via
Bryant.
Anton cap l'antifona. Fin dove devo arrivare?
Vediamo un po', fuori del villaggio, dopo la chiesa vecchia,
c' una curva a gomito. Tu la percorri e nel punto in cui
la strada...
Ho capito. Ma no, pens Anton, non questo vecchio clich!
Tutte le volte che sento parlare di una macchina caduta
da una scarpata e distrutta dalle fiamme, mi chiedo chi l'ha
spinta. Represse un sospiro annoiato e disse diplomaticamente:
Far una slittata e fermer l'auto sul ciglio della strada.
Poi gli metter la giacca sulle spalle, lo lascer chino sul volante,
fracasser il finestrino, prender il mio loden e sparir.
E senza togliermi i guanti, stia tranquillo.
Grell accigliato stava tirando il pullover da tutte le parti
per adattarlo meglio al cadavere. Pu darsi che la slittata
non basti.
Be', in questo caso spinger la macchina di lato.  abbastanza
piccola.
Grell scosse il capo. Meglio spingerla in avanti, oltre il
ciglio della strada. Non doveva essere difficile. Era una strada
di terz'ordine con bordi lisci e senza parapetto. Era stretta e
non la percorreva quasi mai nessuno tranne che nei giorni di
mercato. E il luned non era giorno di mercato.
 innamorato del suo clich, pens Anton soffocando il suo
scetticismo. Il guaio dei vecchi era che avevano sempre degli
schemi fissi. Gli sarebbe piaciuta l'idea di una slittata a un
angolo di strada, tanto per non dimenticare che un tempo era
stato un abilissimo guidatore. Ora una motocicletta di seconda
mano era il massimo che Grell gli permetteva per il suo lavoro.
Capito tutto?
Sissignore.
E ricordati bene. Attraversa in fretta il villaggio. E non
contare troppo sulla fortuna!
Fortuna, aveva detto Grell. Ma la fortuna non basta, pens
Anton: dobbiamo avere buoni occhi e buone orecchie in tutta
Europa. Me lo hanno detto tante volte, ma  rassicurante scoprire
che  vero. Per ora forse siamo in pochi, ma  cos che
nasce sempre un vero gruppo di potere. Non con le grandi
masse, quelle servono dopo. E neanche con l'approvazione del
popolo: solo le democrazie ragionano in termini di maggioranza,
e per noi non sono certamente un modello. Si sprecano
in una montagna di chiacchiere e nella mollezza. Noi abbiamo
pi cervello di quasi tutti loro e un realismo che loro non
hanno mai avuto. Una cosa che ho imparato nella Germania
orientale  la debolezza da gatto grasso dell'Occidente. I comunisti
hanno pi cose da insegnarci. Hanno un'idea giusta
del potere e della maniera di conquistarlo e di conservarlo.
Prendiamo per esempio la Russia: undici milioni di comunisti
che controllano oltre duecento milioni di non comunisti. E la
Cina  lo stesso: diciannove milioni di comunisti come gruppo
di lite in un paese di settecento milioni di abitanti. L'approvazione
popolare? Roba da ridere. Dateci tutti i giornali,
le stazioni radio e i canali della tv e noi daremo alla gente
tutti i piani quinquennali che vogliono... Non siamo matti: 
una cosa che si pu fare.  gi stata fatta. E noi la faremo
meglio. Meglio dei russi e dei cinesi. Ma saremo furbi stavolta.
Il modo in cui la vecchia Germania risolse il problema ebraico
 stato peggio di un delitto:  stata una stupidaggine. Tratteremo
gli ebrei come fa la Russia: qualcuno da mettere in vetrina
e gli altri che non contano niente. S, riusciremo dove la
vecchia Germania  fallita: ritroveremo tutta la sua grandezza
senza ripeterne gli errori. Perch era un grande paese. I
nostri nemici sono riusciti a distruggere le nostre case e la nostra
nazione, ma abbiamo ancora la nostra intelligenza, il nostro
coraggio, la nostra tenacia. Non siamo di quelli che s'arrendono,
che scendono a compromessi. E abbiamo una causa
per cui batterci. La pace universale attraverso il dominio del
mondo. Perch lasciare che la perseguano i comunisti?
Imbocc a forte velocit la strada di collina che partiva da
Unterwald. Non c'era traffico e il villaggio pi vicino era
ancora a un quarto d'ora di distanza. Una bella strada solitaria.
Aument la velocit. Era sempre entusiasmante scendere e
serpeggiare sfiorando i bordi di una strada in collina. In lontananza
scorse per un attimo il cappuccio nero a forma di cipolla
sopra il bianco campanile della chiesetta che s'ergeva
spavalda su un alto prato; poi venne escluso dalla sua visuale
da un'altra collinetta boscosa. Destra e sinistra, scendendo e
serpeggiando, dominando dall'alto la placida vallata sulla sinistra.
La nebbia si era alzata, lasciando solo un po' di umidit
che rendeva pi compatto il fondo stradale. Il solo inconveniente
era il corpo piegato di Bryant che continuava a
finirgli addosso a ogni curva. Era quasi arrivato alla chiesa
facendo la svolta con uno stridore di freni.
Poi cominci a slittare, assai pi di quanto fosse nelle sue
intenzioni. Una vera slittata. Sorpreso, gir il volante verso
destra - no, era sbagliato, doveva girare nella stessa direzione
della slittata. Si ricord anche di togliere il piede dal freno e
di premere leggermente sull'acceleratore. Era uscito di strada
e gi le gomme di dietro scavavano nel bordo molle. Lo sent
cedere. Poi bestemmiando allung una mano verso la maniglia
della portiera, ma aveva le gambe inceppate dal peso improvviso
di Bryant, e non c'era tempo, non c'era pi tempo...
La macchina scivol oltre il bordo traditore della strada
e si tuff nel precipizio, scendendo e serpeggiando, scendendo
e serpeggiando.
 
Capitolo 4.

Al trillo del telefono Anna Bryant balz subito in piedi. Si
tir indietro i capelli in disordine, cerc di cancellare i segni
asciutti delle lacrime dalle guance tirate e rimase aggrappata
ai bordi del tavolo. Possibile che fosse Dick? Ma s, doveva
essere lui. Usc dalla calda cucina, percorse rapidamente lo
stretto corridoio e, superati la camera oscura e il magazzino,
entr nella bottega. Prese il ricevitore al settimo trillo. S?
domand, avendo paura di dire Dick?. Ma era la sua voce.
Si appoggi al banco dove erano esposte le macchine fotografiche.
fissando la parete sulla quale erano appese le copie
delle sue fotografie. Fuori, su quella stretta viuzza, era giorno,
e la gente era in piedi e circolava. La voce di Dick le diceva
che stava bene, che era nella locanda ad asciugarsi, che sarebbe
stato a casa per mezzogiorno... Ci vediamo presto, cara,
concluse gaiamente, e riattacc prima che lei potesse chiedergli
se tutto andava bene.
Tornata in cucina, ud i passi pesanti del fratello che camminava
nella camera al piano di sopra. C'era una cosa da dire
su Johann come ospite: preavvertiva rumorosamente quando
intendeva scendere da basso. Si avvicin alla porta che conduceva
al corridoio di pietra e l'apr in modo che Johann potesse
entrare, perch quel buio vestibolo a volta era l'ingresso
principale dalla strada per tutti coloro che abitavano negli appartamenti
di sopra e la sola via per iniziare l'ascesa ai vari
pianerottoli. Era complicato vivere nella citt vecchia di Salisburgo,
ma i Bryant si ritenevano fortunati d'aver trovato un
appartamento sopra il negozio e, come tutti gli abitanti di
quel quartiere, si erano abituati a questo ambiente secentesco.
Le pareti si gonfiavano e i pavimenti cedevano, ma ogni cosa
veniva continuamente riparata e ridipinta e la gente definiva
il luogo caratteristico e incantevole. Nessuno accennava mai
agli inconvenienti, tranne coloro che si trasferivano in
abitazioni pi antisettiche, come Dick definiva le case moderne
costruite sulle colline intorno a Salisburgo.
Anna, gettando un'occhiata al disordine della cucina, si sentiva
quasi sleale nei confronti di Dick. A poco a poco i mobili
del salotto al piano di sopra erano stati portati quaggi: non
erano molti, ma facevano apparire piccolo quel vasto locale.
In origine non era neanche una cucina, ma poich spesso lavoravano
fino a tarda ora nella camera oscura, Dick aveva deciso
che era meglio far da mangiare e consumare i pasti qui.
E adesso... come la chiameresti questa stanza? si chiese. Poi
sorrise, gi sapendo come Dick avrebbe risposto: la pi calda
e confortevole di tutta la casa. Farei meglio a mettere un po'
d'ordine, pens, e mentre si chiedeva da dove cominciare, ud
dalla porta socchiusa il rapido ciabattare delle grosse scarpe di
Johann che stava scendendo di corsa la scala di pietra.
Dovresti stare in casa...
Vedremo, vedremo, disse lui irritato. Aveva fame, ma
la cucina era un caos e gli stava passando la voglia di mangiare.
Anna non era mai stata una massaia modello, ma quella
mattina aveva superato se stessa. Hai un aspetto orrendo,
Anna. Perch non vai di sopra a metterti un po' in ordine in
modo che si possa poi rimediare a questo pasticcio e consumare
in santa pace la prima colazione?
S, disse lei prima di salire frettolosamente le scale. Gli
dar da mangiare, pensava, prima di informarlo dell'assenza
di Dick. Dick aveva detto che a Johann poteva raccontare tutto.
O meglio tutto tranne il luogo dove avrebbe nascosto la
cassa e il suo contenuto. Questo non doveva saperlo nessuno.
Non adesso. Posso parlarne solo nel caso che tutto vada male,
che Dick non ritorni. Aveva ricevuto istruzioni dettagliate su
ci che doveva fare se fosse accaduto questo. Ma non avrebbe
avuto bisogno di far niente. Dick, come sempre, sarebbe tornato
a casa e avrebbe pensato a tutto.
Si lav le tracce appiccicose delle lacrime, si pettin i capelli
biondi morbidamente ondulati e per darsi coraggio mise
un po' di rossetto sulle labbra. Suo fratello si sarebbe arrabbiato.
Pi che arrabbiato, anzi. Scese lentamente da basso.
Johann aveva risolto il problema dei piatti sporchi ficcandoli
tutti nel piccolo acquaio accanto alle pentole e gettandovi sopra
un asciugamano quasi asciutto per nasconderli alla vista.
Aveva anche macinato del caff e stava mettendo a bollire la
cuccuma. Cos va meglio! le disse dopo una rapida occhiata.
C' poco da mangiare, soltanto tre uova e non molto
pane.
Voglio solo del caff. La sera prima aveva preparato per
Dick una grossa cena.
E la colazione di Dick? Avr pur bisogno di qualcosa
quando si sveglia.
Prima d'allora qualcosa trover. Incominci a spaccare
le uova in una ciotola.
Se la prende comoda, eh?
 in un periodo di riposo tra un lavoro e l'altro. Il libro
ormai  pronto. Le fotografie aspettano di partire per Zurigo.
Pu darsi che ce le porti lui stesso questa settimana.
Perch non le manda per posta?
Be', Dick vuol vedere di persona l'editore per certi particolari.
In realt non  proprio l'editore.  solo il responsabile
dell'ufficio di Zurigo di una casa americana, una casa di New
York... Smise di sbattere le uova e guard il fratello. Johann
non sembrava impressionato.  una casa molto importante,
gli disse severamente.
Lo so, lo so.
E ci hanno dato un anticipo molto generoso: un assegno
di trecento dollari.
Con quella somma io potrei vivere tre mesi, pens Johann.
Per caso questo vostro amico di Zurigo lo prenderebbe un
libro sull'alpinismo? Not la reazione sorridente sul viso della
sorella. No, non era triste. Segno che non aveva litigato con
il marito. E allora perch era rimasta alzata tutta notte? Adesso
faccio colazione, si disse, e poi cercher di scoprirlo. Si sedette
a tavola e rimase ad aspettare in silenzio. Anna era meglio
come cuoca che come massaia, a patto che nessuno disturbasse
la sua concentrazione. Era una cucina semplice, s'intende,
perch semplici erano i gusti di Dick. Ma quali occasioni
aveva avuto Anna per imparare a mandare avanti una casa
o a cuocere una Linzertorte? Aveva solo quattordici anni quando
i russi avevano smesso di bombardare Vienna e dall'est si
era riversata in citt un'orda di Soldati. Non c'era donna o ragazza
di quei quartieri - s, alcune erano ancor pi giovani di
Anna, altre avevano cinque volte la sua et - che non conservasse
ricordi da incubo di quel giorno di liberazione. Non ne
parlava pi nessuno: erano cose morte e sepolte come i
cadaveri sotto le macerie incandescenti della cattedrale. Non ne
parlava nessuno, tutto era silenzio, tutto sembrava dimenticato.
In apparenza... Ma quante volte un ricordo si insinua improvviso
nella mente di un uomo e gli fa venir voglia di afferrare
l'intero maledetto mondo alla sua sporca gola e rompergli quel
collo ipocrita?
Johann! Per favore, mangia finch  caldo.
Gli aveva messo davanti la sua frittata preferita, morbida
e vaporosa, leggermente dolce, riempita di marmellata di albicocche
e cosparsa di zucchero finissimo. Lui volt la testa e
si soffi rumorosamente il naso.
Credi che Dick abbia qualche fazzoletto da prestarmi?
Questo dannato raffreddore adesso mi ha preso alla testa.
Te li vado a prendere. E anche le pantofole.
Non mi calzano.
Sono sempre meglio di quelle scarpe bagnate, gli disse
severamente. Voi uomini!
Anna, le domand pacatamente al suo ritorno, dov'
Dick? Siediti. No, di fronte a me. Prendi ancora un po' di caff.
E dimmi dov' Dick.
 andato al Finstersee.
Johann la guard e pos lentamente la tazza.
Ma va tutto bene, Johann. Adesso  a Unterwald. Era lui
che telefonava.
Da dove? domand subito Johann. Non c'erano molti
telefoni a Unterwald.
Dalla Gasthof Waldesruh. Stava facendo colazione con
Herr Grell e suo figlio Anton.
Non mi avevi detto che le fotografie c'erano gi tutte?
 vero.
Allora non  andato al Finstersee per scattare altre foto!
Ci  andato per... Non riusc a finire. La collera lo soffocava.
Poi pens:  impossibile, probabilmente voleva solo dare un'altra
occhiata. E si calm. Cosa ti ha detto?
Tutto.
Tutto cosa? Gli stava tornando la rabbia. Dick non
avrebbe mai raccontato niente a Anna a meno che non avesse
deciso di ricuperare quella maledetta cassa. Credeva davvero
che ci fosse una cassa sullo scoglio?
Voleva per lo meno accertarsene.
Ma era solo una storia che gli aveva raccontato anni fa
un informatore, e neanche lui ci aveva creduto. Lo so di sicuro.
Ci abbiamo riso su insieme quando me l'ha riferita, e da allora
 passato tanto tempo.
C' davvero uno scoglio da quella parte del lago.
Lo so bene! Sono stato io quell'idiota che glielo ha trovato!
Ma quando  partito? Su, Anna, raccontami tutto.
E lei gli raccont tutto. Tranne la faccenda del nascondiglio
e quella del contenuto della cassa. Erano promesse queste che
doveva mantenere.
Avrebbe potuto portare anche me, disse amaramente
Johann quando lei ebbe finito. Aveva bisogno di un compagno.
Se davvero al Finstersee c'era qualcosa, i nazisti l'avrebbero
tenuto sotto sorveglianza.
Ma tu avevi il raffreddore. E con il raffreddore non ci si
pu tuffare. Dick ha detto che avresti rischiato di svenire.
Ha solo voluto precipitare le cose. Appena mi ha visto
immobilizzato, ha colto l'occasione per scaricarmi. Che non si
fidi di me?
Ma certo che si fida.  solo che... che... Non sapendo come
concludere, prefer interrompersi.
 solo che vuol consegnare la cassa a quelle carogne di
inglesi o a quei maledetti americani. Era di nuovo arrabbiato.
Dice che l'importante  che non la ricuperino i nazisti,
ribatt Anna. E tu che hai simpatia per gli inglesi e gli americani.
perch li insulti? Senza contare che lui  un inglese, no?
E siccome  stato lui a trovarla,  giusto che venga data a loro.
Non ti pare?
No! Era in un lago austriaco.  nostra di diritto.
Ma noi siamo neutrali. Non ci serve. La metteremmo sotto
chiave e non ci penseremmo pi. I nazisti invece non la dimenticherebbero.
E neanche i comunisti. Dick dice che se si
infiltreranno nel nostro...
 solo una scusa. Johann fece una pausa. Era chiaro che
il contenuto della cassa doveva essere importante. Ti ha detto
cosa c'era dentro?
Non voleva parlarne. Ed era vero.
Davvero non lo sai?
Evit a stento di volgere gli occhi altrove. Ha detto che
non avevo nessun bisogno di saperlo, disse sentendosi la gola
secca. Ma  vero anche questo. Sulle prime Dick ha rifiutato.
Me lo ha detto solo quando io ho insistito. Non tanto perch
insistevo ma perch ha capito che doveva farlo, nell'eventualit
che le cose andassero male. Ma non sono andate male, e
quindi posso benissimo dimenticarmi di quella cassa. O meglio
potrei se Johann non continuasse a far domande.
Ma Johann stava seguendo i suoi pensieri. Allora lui lo
sa! disse. Batt un pugno sulla tavola, versando un po' di
caff, e balz in piedi. Vado a telefonare.
A chi?
Johann si ferm. Felix Zauner era l'uomo adatto ad affrontare
questo problema. Aveva lavorato per alcuni anni nell'Ente
statale austriaco per il turismo e poi - dopo l'incidente del
Toplitz - si era messo in affari per conto suo. Aveva aperto a
Salisburgo un negozio di articoli sportivi, una minuscola impresa
che gli lasciava molto tempo libero da dedicare al suo hobby,
lo sci. Il negozio aveva anche qualche succursale, ma non lo
sapeva nessuno tranne gli uomini che lui aveva finanziato.
Johann era uno di loro. E Felix il socio segreto, di cui non si
cita mai il nome, men che meno sulla targhetta della porta.
Non si preoccupava molto della situazione finanziaria o della
sua partecipazione ai profitti. Aveva soltanto bisogno di un
gruppo di uomini fidati che conoscessero le montagne e non
volessero nazisti o altri stranieri a complicare la rinascita
austriaca. La sua amicizia con Johann era aperta, ma aveva
anche molta simpatia per Bryant e una sorta di atteggiamento
galante nei confronti di Anna. Ma quello che blocc Johann
mentre stava andando a telefonare fu il ricordo di quanto
aveva detto Felix l'ultima volta che avevano discusso sulla
possibilit che non solo nel Toplitz ma anche in altri laghi
fossero nascosti dei segreti nazisti. Lasciamoli l a marcire,
aveva detto.  quello che meritano. A meno, s'intende, di
non essere sicuri che i nazisti vogliano ricuperarli per servirsene
di nuovo. In questo caso ci muoveremo. E se qualcun
altro  talmente idiota da credere di poter trovare quei documenti,
i vecchi soldatini di Hitler lo piglieranno ancor prima
che arrivi a destinazione e noi dovremo archiviare la morte
di un altro brav'uomo. Di' a tuo cognato di non essere curioso.
Non far mica sul serio, vero? E Johann aveva risposto di
no, non credeva che Dick fosse qualcosa di pi che curioso.
Anna lo guardava interrogandosi sulle ragioni della sua indecisione
e avanzando una serie di ipotesi infondate.
Noi non conosciamo nessuno a cui raccontare questa storia
sul Finstersee. E perch poi dovresti denunciare Dick? Non
puoi farlo. Non sta facendo nulla contro l'Austria. Aspetta che
ritorni e parlane con lui.
Perch non mi ha detto dell'attrezzatura per l'immersione?
Di che tipo , a proposito? E io ho detto a Felix che era
soltanto curioso.
Non gridare, lo supplic lei. Non so di che tipo sia.
 la roba di cui si serviva questa estate per le fotografie subacquee.
Dove l'ha comprata? Certo non a Salisburgo. Lo si sarebbe
saputo. E non si era neanche mai parlato di un Bryant
che si dilettasse di foto subacquee.
A Zurigo, credo.
Accidenti alla riservatezza di quel bastardo, pens Johann.
Soffoc parole ancora pi forti, pensando a ci che avrebbe
detto a Felix e torn al tavolo per prendere un altro fazzoletto.
Si soffi di nuovo il naso e sembr che per il momento questo
gli avesse schiarito il cervello.
Anna! Non pu aver trovato la cassa! Non lo capisci?
Non sarebbe mai andato a far colazione alla locanda con un
oggetto cos prezioso nella sua auto. Non ti pare?
Lei taceva. Non avr pi bisogno di raccontargli delle bugie,
pens, e un'espressione di sollievo si diffuse su tutto il suo viso.
Gi, fin per dire.
Il risentimento di Johann si attenu.  contenta come lo
sono io, si disse, che Dick abbia fallito. Aveva ragione Felix:
certe cose  meglio lasciarle marcire.
Meno male che non ha trovato niente. Se no, sarebbe in
pericolo e lo saresti anche tu. Non  solo dei nazisti che dobbiamo
preoccuparci. Lo sai che a Bad Aussee due turisti russi sono
stati cortesemente accompagnati alla frontiera? Non erano ci
che risultavano essere dai loro passaporti. E poi c' stato il
caso di quel francese che fingeva di essere un maestro italiano
in vacanza. Stava girando dalle parti del lago Toplitz per scoprire
se avevamo ricuperato altri documenti.  ripartito con
i russi.
Ma li abbiamo ricuperati tutti quei documenti? Dick non
lo crede.
Come gli  venuta questa idea?
Anna, asciugatasi le mani, and ad aprire il cassetto della
piccola scrivania dove Dick aveva archiviato il ritaglio di giornale
della settimana prima. Un giorno, pens, avremo una vera
cucina e una vera stanza di soggiorno, separate l'una dall'altra
ed entrambe pulite.
To', disse, porgendolo a Johann prima di tornare all'acquaio.
Poi diede un'occhiata alla pendola. Oh Ges! Avrei
dovuto andare da un pezzo a far la spesa. A quest'ora bisognerebbe
che la minestra fosse gi sul fuoco.
Johann la guard divertito; si pu sempre contare su Anna
quando si tratta di organizzare le cose all'incontrario. Eppure
nella camera oscura lavorava benissimo. Persino Dick, cos pignolo
e cos preoccupato per la grana, la luce, le ombre e le
copie impeccabili, ammetteva che era brava. Adesso aveva
deciso di lasciar gocciolare i piatti e di andare a prendere il
cappotto e la borsa nel traboccante armadio a muro accanto
alla porta. Prima che lei fosse pronta a uscire, Johann aveva
gi finito di leggere il ritaglio. Era di un giornale di Vienna e
risaliva, a pochi giorni prima.
Fin dalle prime ricerche effettuate durante l'estate del 1959 nel
lago Toplitz, che portarono al ricupero di diverse casse nascoste, dai
nazisti nel 1945, negli ambienti bene informati si sono avanzate
molte congetture sul contenuto di queste scoperte. In quell'occasione
si annunci ufficialmente che tra il materiale ricuperato nel
lago era un pacco di banconote false da cinque sterline inglesi per
un totale complessivo di oltre venticinque milioni di scellini in moneta
austriaca, nonch i piani per la costruzione di missili da sommergibili.
(I particolari furono divulgati dalla rivista tedesca Der
Stern nel numero dell'11 agosto 1959.) Ma sino ad oggi si  mantenuto
ufficialmente il silenzio sulle scoperte successive, e ci ha indotto
persone interessate a credere che altri documenti possano ancora
essere nascosti nel lago Toplitz. Queste voci infondate vengono
ora smentite. Secondo una fonte attendibile, i documenti sono stati
identificati come registrazioni e ricevute di fonte tedesca attinenti al
periodo 1936-1939 e comprendono un elenco di agenti che lavoravano
allora nei Balcani per il Reich. Un portavoce governativo ha
dichiarato oggi che le operazioni sono state interrotte qualche anno
fa, quando si  giunti alla conclusione che i laghi della Stiria avevano
ormai rivelato tutti i loro segreti. Si trattava infatti di operazioni
assai costose che, in mancanza di ulteriori risultati, costituivano
soltanto uno spreco di tempo e di denaro.
Che gli ha preso a Dick?  ovvio che abbiamo ripescato
anche i documenti. E non valevano tutte quelle fatiche, pens
Johann. Il mucchio di banconote false e i missili per sottomarini
potevano anche essere importanti, ma un elenco di
agenti balcanici, che con ogni probabilit non erano neanche
sopravvissuti alla guerra... Si mise a ridere.
Davvero?
Ma certo che  ovvio! Qui dice...
Non dice niente del genere. "Una fonte attendibile" dice,
e niente altro. Quale fonte attendibile?
Ma il portavoce governativo...
Quello dice la verit; ma rileggiti le sue parole. Significano
puramente che abbiamo interrotto le operazioni di ricupero.
Ma qui dice... insistette Johann.
No che non lo dice. Sta solo cercando di dare questa impressione.
Sta cercando di convincere individui come i tuoi
turisti russi e il francese che stanno sprecando il loro tempo.
E questo significa che dai laghi pu ancora saltar fuori qualcosa
di interessante, quanto basta per preoccupare il nostro
governo e fargli venir voglia di scoraggiare i ricercatori. ...
diplomazia mascherata. Cos dice Dick.
Cos dice Dick, la scimmiott Johann. E rise.
Proprio! disse lei con gli occhi azzurri ingranditi dallo
sdegno.
E non crede che quelli si lascino scoraggiare?
Non chi sa che i nazisti hanno nascosto nei laghi parecchie
casse contenenti cose pi importanti dei nomi degli agenti
balcanici.
 stato dunque questo a farlo scattare! Johann si accese
una sigaretta e si vers ancora del caff.  un pazzo e un
idiota, aggiunse scuotendo il capo.
Gi, ribatt lei, soltanto un pazzo e un idiota poteva
offrire un tetto a una profuga di quindici anni con in braccio
un bambino di tre mesi. E si chiuse la porta alle spalle lasciando
il fratello a guardare nel vuoto.
Il caff era freddo, ma lui lo bevve egualmente. La sigaretta
sapeva di spazzatura. Era la prima volta in tutti questi anni
che Anna gli parlava di Vienna. Neanche Dick ne aveva mai
parlato, se non una volta per spiegare perch l'aveva portata a
Salisburgo. Ho voluto allontanarla da tutto ci che poteva
ricordarle le sue sofferenze. Ed era stato Dick a provvedere
per l'adozione del bimbo. Era parte integrante della cura. Era
la sola speranza per Anna. E anche per me. Uno stupro altera
la mente di una ragazza, lasciando ribrezzo e paura al posto
della fiducia. Per mesi e mesi, bench vivesse volontariamente
nella mia stanza, si rifiutava di uscire per strada se io non
l'accompagnavo. Temeva di essere abbandonata di nuovo. Si
ritraeva se le toccavo i capelli, tremava contro la propria volont
se le posavo una mano sulla guancia.  stato dunque
un estraneo, pens amaramente Johann, a trovare mia sorella
quando vagava tra le strade in rovina; gli amici di famiglia che
aveva sperato di rintracciare erano morti o dispersi. Io non le
sono stato d'aiuto, quando ne aveva maggiormente bisogno.
Non ero neanche l.
Ma cosa avrebbe potuto fare un ragazzo di sedici anni? Lui
allora non si sarebbe definito cos. Era un veterano, un portaordini
della resistenza che gli americani e gli inglesi avevano
addestrato sulle montagne a sud e a nord del confine con l'Italia;
era un uomo, un uomo adulto secondo lui, anzi un grand'uomo.
Nato e cresciuto in citt, non si era forse rifugiato sulle
montagne a soli quattordici anni? I tedeschi non sarebbero
riusciti a fare di lui un impettito nazista come Josef, suo fratello
maggiore, ucciso in Polonia. Un modo come un altro per
porre termine alle violente discussioni politiche con il padre.
(A pensarci, era stato proprio il padre a fare di Josef un nazista
prima ancora che arrivassero i tedeschi.) E suo padre non avrebbe
fatto di lui un compagno comunista - un marxista, come pi
precisamente si definiva (a pap era sempre piaciuto un pizzico
di intellettualismo) - portandolo con s al martirio in un
campo di concentramento nazista. Ma il vecchio era un uomo
coriaceo. Ed era sopravvissuto.
S, era sopravvissuto e, tornato a casa dopo la grande notte
della liberazione, aveva scoperto ci che i suoi compagni avevano
fatto a sua moglie e a sua figlia. Aveva risolto questo
problema ancor pi rapidamente di quanto fosse solito risolvere
tutti i problemi del mondo: si era impiccato a una trave
bruciacchiata tra le macerie di casa. In quanto alla mamma...
Johann trasse un respiro lungo e profondo. S, era questo
che sua madre aspettava per uscire dal mondo. Se ne stacc
dunque: prima mentalmente, poi fisicamente. Il giorno dopo
la sua morte, Anna aveva lasciato la zona russa. Una ragazza
di quindici anni con in braccio un bambino di tre mesi. A
piedi. Soltanto con gli abiti che aveva addosso. Johann aveva
cercato di immaginare quel viaggio, ma non c'era riuscito. Pi
esattamente non aveva voluto. Il passato  passato... Oggi per
ci pensava un po' troppo. Forse perch ci aveva pensato anche
Anna. Era rimasta alzata tutta la notte a ricordare?
Si alz di scatto e and in negozio. Qui tutto era ordinato
e efficiente. Ammir l'esposizione delle macchine fotografiche,
i costosi aggeggi che i turisti amavano appendersi al collo e le
foto sulla parete, che erano le cose che interessavano veramente
a Dick. Montagne, ghiacciai, foreste, prati, laghi (s,
c'era anche il Finstersee), villaggi alpini con le loro case per
met di legno, muri di legno sopra l'intonaco bianco, balconi
che parevano alcove sotto profonde grondaie. C'era anche una
foto di Unterwald, con la Gasthof Waldesruh, immagine serena
davanti a uno sfondo di alberi. Improvvisamente Johann
si accigli. Esit per un attimo, poi, obbedendo al suo istinto,
si avvi deciso verso il telefono. Sperava che Felix Zauner
non fosse ancora andato da Tomaselli a leggere il giornale e a
bere la consueta tazza di caff di met mattina. Ma Felix era
nel suo ufficio della Getreidegasse.
Da dove stai starnutendo? volle sapere Felix.
Sono a Salisburgo, da Anna e Dick. Senti, Felix, che cosa
sai dei Grell, August e Anton Grell? Quelli della locanda di
Unterwald.
Abbastanza simpatici. Efficienti. Ma il vecchio  un po'
troppo conservatore. Non sono riuscito a convincerlo a trasformare
il locale in un vero chalet per sciatori. Io vorrei far
costruire una sciovia che partisse dal fondovalle, ma sinora
mi ha sempre risposto che sarebbe la rovina di Unterwald.
Felix rise.  la prima volta che sento chiamare rovina un
po' di prosperit da diffondere tra gli abitanti di un villaggio.
Johann represse un altro starnuto. Il negozio era freddo.
Perch me lo chiedi?
Non lo so, disse lentamente Johann. Non aveva una vera
ragione, soltanto una piccola preoccupazione che si era espressa
in una semplice domanda. Guard ancora accigliato la foto
della Gasthof Waldesruh.  solo che Dick stamattina presto
 andato su al Finstersee...
Ah? Adesso la voce pacata di Felix si era fatta seria.
E ha. telefonato ad Anna dalla locanda. Stava facendo colazione
l.
Che c' di strano?
In questo periodo la locanda  chiusa. O almeno sembrava,
chiusa l'ultima volta che sono stato a Unterwald, due settimane
fa.
Credevo che non ti accorgessi di niente quando sei con
Trudi. Sembrava che Felix volesse solo scherzare un poco
sul fatto che Johann avesse una ragazza in ogni villaggio, ma
le sue parole successive individuarono in pieno le preoccupazioni
dell'amico. L'avranno invitato a bere una tazza di caff.
Perch la cosa ti sconcerta?
Li conosce solo di vista. Non sono amici suoi. Mi stavo
chiedendo se erano... diciamo cos, un po' incuriositi dal fatto
che lui fotografa il lago. Adesso che l'aveva detta, quella frase
sembrava terribilmente stupida.
Io sono un po' incuriosito da tutto, disse Felix con una
risata, compresa quella tazza di caff.  gi pi di quanto
hanno offerto a me quando sono stato a Unterwald. Quando
pensate che torni Dick?
 gi in viaggio. Johann, sentendo aprire la porta del
negozio, si volt di scatto, ma era Anna che tornava a casa con
la borsa colma. Dovrebbe essere qui per l'una. Anna sta preparandogli
le bomboline di fegato per la minestra. Lei rise
passandogli accanto e mentre si precipitava in cucina gi si
sfilava un braccio dal cappotto.
Verr dopo colazione con la mia macchina fotografica e
sentir cosa mi consiglia Dick. Fa entrare troppa luce: forse
mi conviene prenderne un'altra. A tra poco, dunque. Salutami
Anna. E se vuoi darmi retta, mettiti a letto.
Johann torn in cucina e si scald le mani davanti alla stufa.
Era Felix.
Cosa voleva? domand Anna pensando ad altro.
Ha bisogno di una macchina nuova.
Bene. D'estate il negozio faceva buoni affari, perch tutti
i visitatori di questa regione dell'Austria venivano a Salisburgo,
e tutti quelli che arrivavano a Salisburgo amavano passeggiare
per le viuzze della citt vecchia. Anche per questo Dick
aveva preferito stabilirsi qui anzich nei sobborghi, anche se
l avrebbero speso meno e avrebbero avuto un giardino e una
vista sulle montagne. Se il suo libro fosse andato bene, ne
avrebbe fatto altri dello stesso tipo e forse avrebbero potuto
permettersi un negozio in centro nella Neugasse e una casa in
collina. Un po' come quella di Johann, ma pi vicina a Salisburgo.
Cosa c', Johann? Lo vedeva troppo calmo.
 meglio che vada a radermi. E usc senza guardarla.
Incominciava a pentirsi di aver telefonato a Zauner. Forse era
stato troppo impulsivo. Forse Felix era pi incuriosito da Dick
Bryant che dai Grell. Eppure, pens, a Dick non pu capitare
pi niente. Se avesse trovato effettivamente qualcosa nel
Finstersee e si fosse rifiutato di consegnarlo alle legittime autorit,
si sarebbe messo seriamente nei guai. Ma grazie a Dio, pens
Johann, non dovr sentirmi colpevole per questo. Essere neutrali
pu diventare una faccenda molto spiacevole.

 Capitolo 5.

Era l'una e mezza e da dieci minuti Anna cercava di non
guardare l'orologio. Johann stava camminando su e gi per la
cucina in preda a uno dei suoi soliti attacchi di irrequietezza.
Si apr la porta della bottega.
Forse era Dick, ma di solito entrava da dietro. Era pi vicino
alla piazza dove lasciava la macchina perch in questa parte
della citt vecchia era vietato l'accesso alle automobili. Anna
si alz e corse verso il negozio prima che Johann avesse il tempo
di voltarsi. Egli la segu frettolosamente.
L'uomo entrato nel negozio era uno sconosciuto, un individuo
con intelligenti occhi castani, capelli scuri, lineamenti piacevolmente
irregolari e modi sbrigativi ma cortesi. Era abbastanza
giovane trentacinque anni o anche meno, secondo
Johann - e abbastanza alto, anche se non arrivava al metro
e ottanta dello stesso Johann. Era inoltre in buone condizioni
fisiche, da uomo che non attendeva passivamente l'et matura.
Ed era un ottimista, almeno per quanto riguardava il clima:
non portava infatti n cappello n cappotto, ma solo una giacca
di tweed e un paio di pantaloni di flanella grigio scuri. Teneva
a tracolla una macchina fotografica e in mano due rotoli gialli
di pellicola. Questo spiegava la sua visita.
Si rivolse subito ad Anna. Guten Tag, gnadige Frau. Ich
mchte... Poi s'interruppe cercando le parole.
Pu parlare in inglese, disse Anna. Ma purtroppo la
bottega  chiusa per l'ora di colazione. Sino alle due e mezzo.
Lui si volt a guardare la porta, che era decisamente aperta.
Allora sono proprio sfortunato. Il suo sorriso era disarmante.
Avevo dimenticato di chiudere, confess lei ammansita.
Le era piaciuto il tentativo di parlare in tedesco, segno se non
altro di cortesia. Troppi stranieri si guardavano bene dal prendersi
questa briga. A giudicare dall'accento, doveva essere
americano. E probabilmente, come tutti gli americani, aveva fretta.
In questo momento siamo molto occupati. Se vuol far sviluppare e
stampare in fretta le sue pellicole, dovrebbe provare
da Lieleg.  sulla riva destra, cio dall'altra parte del fiume.
 gente di cui ci si pu fidare...
Ma solo dopo le due e mezzo?
Anna era quasi divertita. In qualunque altra giornata si sarebbe
messa a ridere. Ora invece diede un'occhiata alla pendola.
In realt, disse lui con la consueta disinvoltura, infilando
i rotoli nell'astuccio della macchina fotografica come se fosse
stato lieto di sbarazzarsene, io sono qui per parlare con Mr.
Bryant. Mi chiamo Mathison, William Mathison. Lei  Mrs.
Bryant? Anna annu. Mathison volse lo sguardo verso la porta
che dava sul corridoio. E lei  Mr. Bryant?
No, disse Johann esaminando con maggiore attenzione
l'americano.
 mio fratello, Johann Kronsteiner. Mio marito in questo
momento non  qui. Vuol lasciargli un messaggio?
Un viso bello e triste, pens Mathison, vecchio e giovane
nello stesso tempo. Ma sotto la maschera della cortesia, c'era
un'ansia profonda che distoglieva la sua attenzione da quella
stanza. Devo aver scelto male il momento per venire qui, pens,
sono davvero sfortunato. Ma lo era ormai da quattro giorni,
da quando era arrivato a Zurigo da New York.
Stanotte, disse, allogger al Salzburger Hof. Suo marito
quando torna potrebbe telefonarmi l per combinare un' appuntamento.
Estrasse dal portafoglio un biglietto da visita.
Lei lo guard e aggrott le sopracciglia. Lo prese allora suo
fratello, venendo avanti con quelle morbide pantofole troppo
piccole per i suoi piedi.
William Mathison, lesse Johann sul biglietto, Avvocato.
Scambi un'occhiata con la sorella e lesse anche i nomi
nell'angolo a sinistra in basso del cartoncino. Strong, Muller,
Nicolson and Hodge. 61 Wall Street, New York 5, N.Y... E
chi sono?
Lo studio legale per il quale lavoro. Rappresentano la
Newhart & Morris.
Gli editori di Dick, spieg Anna a Johann. E sono stati
loro a mandarla qui? domand a Mathison. Perch?
Be', disse lui tentando di parlare con la massima disinvoltura
possibile per placare l'ansia della sua interlocutrice,,
quattro anni fa io sono stato scelto come... Al diavolo il
gergo legale, si disse vedendo i loro visi sconcertati. Tutte le
volte che la Newhart & Morris ha un problema, si rivolge a
me. E io cerco di aiutarla.
E stavolta qual  il problema? domand Johann.
 molto semplice, forse soltanto un...
Talmente semplice che lei  venuto fin qui da New York?
Il tono di Johann era decisamente bellicoso.
Mathison si rivolse alla donna.
Si tratta di una lettera che suo marito ha scritto due settimane
fa alla Newhart & Morris. Trasse dal portafoglio un
biglietto ripiegato e glielo mostr.  la firma di suo marito?
Ma certo. Che male ha fatto a scrivere ai suoi editori?
Aspettava notizie da New York, disse a Mathison in tono di
rimprovero. E pensava che adesso che il libro  pronto per
la pubblicazione qualcuno di laggi dovesse mettersi in contatto
con lui.
Mathison la guard senza espressione per una frazione di
secondo.
Ha dunque ricevuto l'assegno di cui parla nella lettera?
E ha anche firmato un contratto?
Ma certo. Il tono risentito spar dalla sua voce e dal suo
viso. Non lo sapeva?
Mathison scosse il capo. Indic la lettera e disse gentilmente:
 la prima volta che sentiamo parlare di Richard Bryant.
Ma la prego di non preoccuparsi. Metteremo tutto in chiaro al
pi presto. Un accidente che ci riusciremo, pensava, ma il suo
tono era rassicurante. Devono aver fatto qualche pasticcio
all'ufficio di Zurigo. O forse a New York, aggiunse per ammorbidire
una dura occhiata di Johann Kronsteiner. Qualcosa
che  stato male archiviato o che  andato perso con la
posta. Succede ogni tanto.
Non ha visto i saggi dell'opera di mio marito? Li ha portati
a Zurigo in giugno quando  andato a trovare Mr. Yates.
Johann intervenne. Forse la Newhart & Morris non conosce
neanche Mr. Yates.
Mathison si domin e disse pazientemente: Eric Yates 
da sei anni il suo rappresentante a Zurigo. Di solito manda
saggi delle opere di tutti gli autori europei che raccomanda alla
Newhart & Morris, ma in questo caso ovviamente deve esserci
stata una svista. E che razza di saggi erano, che tipo di opera?
Johann era arrabbiato. Pensava evidentemente che il problema
di questo straniero fosse un trucco inventato da una
banda di avvocati di Wall Street per permettere a un editore
di New York di non rispettare un contratto.
Comunque non pu riavere l'assegno.  gi stato incassato.
Non ho mai detto che Mr. Bryant dovesse restituire l'assegno,
disse acidamente Mathison. Not sui loro volti
un'espressione di sollievo e cerc di approfittare del piccolo
vantaggio che aveva casualmente ottenuto. Vogliamo solo
conoscerne la data, l'ammontare e tutto quello che potete ricordarvi.
Lo dir a suo marito? Pu aver preso qualche appunto...
Mathison, che aveva ripreso a parlare con disinvoltura,
prima di andarsene si avvicin alla parete dove erano
ordinatamente esposte le fotografie per guardarle pi da vicino.
 un pezzo che le sto ammirando, disse. Sono davvero
belle. Le ha fatte suo marito? Non erano firmate, ma i nomi
dei vari laghi erano stati scarabocchiati a matita sulla loro
cornice di cartone dallo stesso Bryant. Che macchina ha adoperato?
Una Hasselblad. La voce di Anna era tesa.
Egli si volt a guardarla, interrompendo per un momento il
lento esame delle opere esposte.
Lei cercava di apparire normale, quasi divertita.
Il vostro assegno ha contribuito all'acquisto, disse.
Denaro speso bene, rispose lui e continu nella sua ispezione.
Sono contenta che questi saggi le piacciano. Fanno parte
del libro.  uno studio dei laghi austriaci.
Mathison si volt di scatto e colse di nuovo un'occhiata
scambiata tra fratello e sorella. Dove diavolo sono capitato?
si chiese. Non lo sanno questi due innocenti che la Newhart
& Morris  una casa specializzata in libri scientifici? Libri
fatti di parole e di citazioni? E che se pubblicano fotografie
illustrano in genere la traiettoria di un missile o gli strati geologici
di una roccia o l'interno di una batisfera o la superficie
della luna? Ma di libri d'arte nel catalogo di Newhart & Morris
non ce n' neanche uno. E perch questi due sembrano preoccupati?
Perch m'interesso alle foto? Eppure sono i saggi che
Bryant ha offerto a Yates. Riprese a contemplarle.
Personalmente pagherei un buon prezzo per un libro del
genere, disse con molto tatto. E si venderebbe benissimo,
suppongo. Suo marito sa davvero che cos' la grana di una
foto. Prenda questa per esempio. Esamin da vicino una massa
di fiori dai morbidi petali che crescevano intorno a tre rocce
gigantesche in un mare di erba e davanti a uno sfondo di rupi
e foreste che si levavano verso un cielo dolcemente nuvoloso.
La fotografia non aveva titolo. Ah capisco, continu arrivando
da solo a una spiegazione,  un particolare della punta
di quel lago. Indic una foto poco distante e si avvicin a
guardarla. Finstersee. Un nome sinistro. Come lo traducete?
Lago scuro o lago delle tenebre? Si volt verso Anna Bryant
per avere una risposta, ma la vide irrigidirsi. Gli occhi del fratello
si erano rimpiccioliti. Oggi il mio tatto non d grandi
risultati, pens Mathison. E prefer allontanarsi dalle foto gettando
soltanto un'occhiata fuggevole all'ultima, quella del lago
Toplitz.
Questo non le interessa? domand Johann.
Mathison esamin il volto dell'austriaco. Era un bell'uomo,
evidentemente abituato a vivere all'aperto, snello e vigoroso e
dalle reazioni impulsive. Forse per la sua professione o per il
suo mestiere aveva bisogno di riflessi di questo tipo, ma la
sfida che si leggeva ora nei suoi occhi era davvero sconcertante.
Credo di avervi fatto perdere abbastanza tempo. Scusate
il disturbo. Adesso me ne vado.
Senza aver visto gli incartamenti di mio cognato? Era di
quelli che parlavamo, mi pare. Il tono era pesantemente sarcastico
e non sembrava che gli si addicesse molto.
Mathison era sempre pi sorpreso.  dunque questa, pens,
la ragione della sua truculenza: pensa che io abbia tirato in
ballo la faccenda dell'assegno per poter entrare qui dentro a
esaminare le fotografie. Ma la spiegazione gli sembr talmente
assurda che si affrett a scacciarla dalla mente.
Certo, disse con voce pacata.  possibile vederli subito?
Credevo che Mr. Bryant li avesse chiusi nella sua cassaforte.
Qui a Salisburgo non abbiamo bisogno di chiudere le cose
in cassaforte, disse seccamente Johann. Poi guard la sorella.
Aveva smesso, grazie al cielo, di fissare il Finstersee, ma adesso
i suoi occhi erano concentrati sulla pendola sopra la porta del
negozio. Accidenti a questo americano che aveva parlato del
tempo.
Sono quasi le due, stava dicendo Anna. Oh, Johann...
quasi le due.
Fa' la brava e va' a prendere gli incartamenti di Dick. Su,
Anna, va'. Era meglio cercare quelle carte che guardare un
orologio e pensare a Dick. Ed era anche meglio metter fine al
bluff dell'americano, mostrargli la documentazione dell'assegno
e sbarazzarsene in fretta.
Eviterei di tornare e di disturbare suo marito, disse
Mathison, e almeno questo sembrava un discorso sensato, tanto
che lei annu e corse nel retrobottega. Doveva essere l la
cucina: si sentiva sempre pi forte il profumo appetitoso della
minestra.
In negozio il silenzio era totale. Mathison si preoccup di
star lontano dalle fotografie dei laghi e rimase a contemplare
la strada attraverso la vetrina. Era larga appena tre metri e
mezzo - pressappoco quanto il soggiorno di casa sua a New
York - e orlata da un vago accenno di marciapiede. Due
uomini camminavano a passi lenti. Vestivano decisamente alla
maniera di Salisburgo, mantello e cappello di feltro verde
scuro con una coda di camoscio che germogliava dietro il cocuzzolo
schiacciato. Forse non avrebbe pi badato a loro e
avrebbe concentrato il proprio interesse su una coppia che sembrava
avere le idee giuste sulla vita - un ragazzo e una ragazza
che si tenevano per mano ridendo per qualcosa di assurdo -
se uno dei due avesse evitato di guardare la vetrina. Fu allora
che ricord di averli gi visti in fondo alla viuzza, quando
l'aveva percorsa lentamente in salita, venendo dall'Altmarkt
e cercando l'indirizzo di Bryant.
Improvvisamente il silenzio venne spezzato. Dal corridoio a
tunnel, giungeva la voce limpida di Anna Bryant che stava
dando il benvenuto a un tale e gli parlava del visitatore americano.
Bryant? .domand subito Mathison distogliendo lo sguardo
dalla vetrina.
Johann scosse il capo. Soltanto un amico di famiglia, disse,
ma gi questo era un segno che si stava rilassando. Accolse
il nuovo venuto con evidente sollievo. Entra, Felix. Mi fa
piacere che tu sia qui.
Mathison ritenne opportuno non fissare con troppa attenzione
l'uomo che tra i vari privilegi di amico aveva quello di
entrare dalla porta di dietro, e si accontent di un cortese
cenno del capo quando Anna Bryant lo present sommessamente
a Herr Zauner prima di aprire la grossa busta di manilla che
aveva portato. Non c'era molta roba dentro, ma il contenuto
era in perfetto ordine e sul lembo Bryant aveva scritto
Yates. Mathison ne estrasse i documenti, mettendoli tutti
sul banco e cominci a sfogliarli.
Molto efficiente, disse con tono di approvazione a Anna
Bryant che gli stava accanto.
S, mio marito  un uomo preciso, disse lei con fierezza.
Talmente preciso che - tra le copie delle lettere mandate
a Yates e dell'unica lettera alla Newhart & Morris - c'era la
fotografia di un assegno di trecento dollari. Un ampio sorriso
di gioia comparve sul viso di Mathison.
Ci basta questo, le disse. Le dispiace, Mrs. Bryant, se
lo fotografo?  la maniera pi semplice per inserirlo nei nostri
archivi. Tir fuori una macchina fotografica lunga cinque
centimetri, accese la lampada sul banco dopo aver cambiato la
lampadina con una molto pi intensa che teneva nella borsa
insieme con un trasformatore e mise l'assegno sotto quel fascio
di luce.
Vedo che  venuto preparato, disse Johann lasciando
Zauner nel suo angolo. Guard incuriosito l'assegno.  stato
emesso a New York! Sulla First Maritime Bank di New York.
Poi lesse la firma. Emil Burch. Chi ?
Mathison non rispose. Stava fotografando le copie delle lettere
di Bryant a Yates. Era inutile allarmare Anna Bryant, ma
la semplice verit era che la Newhart & Morris non aveva depositi
alla First Maritime. E non aveva nessun Burch tra i dipendenti
autorizzati a firmare assegni. Forse Johann, che gli
stava respirando sulla nuca, o l'amico di famiglia che se ne
stava silenziosamente appoggiato a una parete, non lo credevano,
ma Mathison non era venuto qui per aumentare le preoccupazioni
di Anna Bryant.
Solo una cosa: il contratto. Non c' in questo incartamento.
Spense la luce e chiuse la macchina fotografica prima di
riporla con cura nella borsa.
Ce l'ha Mr. Yates. Ne ha parlato mercoled scorso o forse
sabato, quando ha telefonato. Ha promesso di mandarlo presto.
La sua mente stava divagando. Telefona in continuazione,
disse cercando di assumere un tono scherzoso. Poi si
sforz di completare la risposta. Noi... cio mio marito...
ha firmato due copie del contratto. In agosto, no in luglio.
S, in luglio.
Mathison le venne in aiuto. Incominciava a capire come stavano
le cose. E dopo averle firmate, Mr. Bryant ha rispedito
le due copie a Yates che le avrebbe mandate a New York per
farle firmare dall'editore. Una copia doveva rimanere l e l'altra
doveva essere restituita a Yates perch ve la mandasse. 
cos?
Lei annu.
E l'assegno vi  arrivato attraverso Yates?
In agosto, all'inizio d'agosto. Di questo era sicura.
Johann intervenne bruscamente. Non  il metodo normale?
Non  sempre questo Yates che manda i contratti?
S,  il metodo normale, disse Mathison in tono rassicurante,
fissando il volto esangue di Anna Bryant. Ma tutto il
resto non era per niente normale. Non c'era traccia del nome
di Bryant, n tanto meno di un contratto, negli schedari di
Yates a Zurigo. Incominci a rimettere nella busta le copie
delle lettere e la fotografia dell'assegno. Quelle di Yates non
erano vere lettere, soltanto due brevi e cordiali bigliettini che
dovevano aver accompagnato l'assegno e il contratto, ma non
facevano riferimento a niente di preciso. Uno diceva:
Eccolo qua! Sono contento che sia arrivato cos presto. Buona fortuna
con l'Hasselblad. Spero di rivederti tra poco a Zurigo. Tuo...
E l'altro:
Noi li facciamo il pi possibile semplici e espliciti. Rimandameli
con due campioni della tua bella scrittura corsiva e penser io alla
solita routine. Forse ci vorr del tempo, ma ho gi avuto il via dal
Gran padre bianco di New York, sicch va tutto bene. Tuo...
Molto abile, pens Mathison serrando le labbra.
Sistemer tutto a Zurigo, disse. Si ficc in tasca la lettera
che si era portato e sostitu nuovamente la lampadina. Be',
pens, qui dovrei aver finito. Non so come ringraziarla, Mrs.
Bryant. Lei mi  stata pi che utile. Mi dispiace di aver dovuto...
A me sembra, disse Felix Zauner allontanandosi dal suo
angolo. che a quest'ora sarebbe gi tutto sistemato da un
pezzo se lei fosse andato prima a Zurigo. La sua voce e i suoi
modi erano disinvolti, ma i suoi occhi rivelavano un'evidente
diffidenza.
Ci sono andato. Mathison lasci che le sue parole facessero
il loro effetto e per la prima volta esamin scopertamente
Zauner. Ai particolari che aveva gi notato - statura media,
corporatura solida, elegante vestito di tweed - pot aggiungere
i capelli rossicci che si stavano diradando, la fronte alta, il
naso aquilino, gli zigomi prominenti, gli occhi grigi con linee
sottili agli angoli, la pelle leggermente abbronzata. Zauner
aspettava con la testa piegata leggermente di lato, le sopracciglia
alzate quel tanto che bastava, le labbra quasi contratte.
Mathison cap l'antifona e continu: Sfortunatamente quando
sono arrivato io Yates stava partendo. Andava a trovare
due scienziati tedeschi i cui articoli avevano attratto la sua
attenzione: crede di poter avere un libro da ognuno di loro.
Lo vedr mercoled al suo ritorno.
Dunque non ha avuto il tempo di fare il nome di Bryant?
No. Meglio apparire inefficiente che lasciarsi sfuggire la
sgradevole verit: Yates aveva liquidato Richard Bryant con
una risata. Era soltanto una vecchia conoscenza che architettava
in continuazione dei progetti assurdi, un tipo eccentrico che
non bisognava assolutamente prendere sul serio.
Ma non capisco, disse lentamente Anna Bryant. Mr.
Yates  a Zurigo. Ci ha telefonato da l.
Quando?
Mercoled scorso, poi sabato, e poi... stamattina molto presto.
Da Zurigo? Ne  sicura?
Ho risposto io al telefono. E ha lasciato detto che mio marito
lo richiami a Zurigo. La sua voce si spense lentamente e
i suoi occhi si levarono verso la pendola.
Ce l'ha quel num... Ma guardandola in viso, Mathison
tronc a met la domanda. Mi scusi, io... cominci goffamente,
e fin subito con un: Addio. E grazie, Mrs. Bryant.
Le tese la mano e lei gliela strinse cercando di rispondere al
suo sorriso. Ma le sue dita erano di ghiaccio.
Sicuro di non aver dimenticato niente? gli grid dietro
Johann.
Spero proprio di no, pens Mathison uscendo sul marciapiede
e inserendosi nel flusso del traffico pedonale. Questa era
una citt di pedoni: sapevano come affrettare il passo e avevano
poco tempo per bighellonare. Fu per questo che not
ancora una volta quei due uomini. Erano sempre sulla Neugasse.
ma ora all'estremit pi bassa, e si preparavano a risalirla
di nuovo. Mathison si ferm ad accendersi una sigaretta,
guard una vetrina dove erano in mostra sculture in legno e
pezzi degli scacchi e ne approfitt per dare un'occhiata alla
parte alta della strada. I due erano sempre l: arrivati in cima
si erano voltati e avevano ripreso il pattugliamento.
Mathison continu per la sua strada, seguendo il dolce pendio
di quel labirinto di vicoli e di case cinquecentesche sino
alla riva del fiume dove avrebbe di nuovo dovuto schivare
macchine e autobus. Di l avrebbe certamente ritrovato il suo
albergo. Continuava a pensare alla Neugasse. Ma non era affar
suo, dovette ricordare a se stesso con durezza. Il suo primo
compito, da svolgere immediatamente, era di telefonare a New
York.
Cosa ne dici? domand Johann a Felix Zauner quando
videro chiudersi la porta alle spalle dell'americano. E tu Anna
perch lo hai trattenuto?
Trattenuto?
Rispondendo alle sue maledette domande.
Qualcuno doveva pur farlo. Non era l'americano che la
rendeva perplessa, era Eric Yates. Una vaga paura, tanto pi
spaventosa in quanto non ben definita, incominciava a prender
forma nel fondo della sua mente. Vado a prenderti qualcosa
da mangiare, disse sottovoce.
Questa s che  una buona idea. Sto morendo di fame.
Senti, Felix, tu credi che fosse un agente americano? Avresti
dovuto vedere come- lo attirava il Finstersee. Sembrava calamitato,
Johann s'accorse che Anna si era fermata bruscamente
sulla soglia e lo stava guardando con gli occhi spalancati.
Potrebbe esserlo, concluse debolmente. Ho fatto un
grosso sbaglio, pens: adesso lei sa che ho parlato con Felix
del Finstersee.
Pu darsi, disse Felix. Le voci che corrono sul Finstersee
potrebbero facilmente attrarre personaggi ambigui. Stava
guardando il viso di Anna.
Quali voci? Anna cerc di non mostrare la sua paura,
Voleva soltanto aiutarci. Lo so. Lo sento.
Anna e i suoi istinti, disse scherzosamente Johann. Le
 piaciuto e quindi si fida di lui.
Quali voci? continuava a chiedersi lei. Non potevano esserci
voci se non era stato Eric Yates a diffonderle. O Johann, se
aveva parlato troppo con Felix. O lo stesso Felix.
Carissima Anna, le stava dicendo, non fidarti mai di
nessuno se non sai che  dalla tua parte.
E in certi casi neanche allora, rispose lei con amarezza.
S'avvi lentamente verso il lungo corridoio guardando la busta
di manilla che teneva in mano.
A chi era rivolta quella freccia del parto? domand
Felix mantenendo un tono divertito a beneficio di Anna.
A me, disse cupamente Johann. Tu non dovresti sapere
nulla del Finstersee. Ma perch, Felix, non dici a Anna chi
sei veramente?
Come va il tuo raffreddore? domand subito Felix. Anna
avrebbe potuto benissimo udirli.
Non ho avuto tempo di pensarci da un'ora in qua. Forse
questo fa parte della cura.
Anna era arrivata in cucina. Felix si mosse rapidamente e
s'accost alla porta che separava la bottega dal corridoio e che
di solito rimaneva aperta. La chiuse delicatamente.
Ora vado a Unterwald, disse con voce molto calma. Ti
senti abbastanza in forma per accompagnarmi? Dovrai prima
occuparti di Anna, portarla da qualche vicino o a casa mia.
Non si pu lasciarla qui sola. Perch ho delle brutte notizie.
Fece una pausa. Ma Johann aveva gi capito: S, aggiunse
dolcemente Felix. Bryant  morto.
Come? Dove?
La sua macchina  slittata fuori strada vicino alla chiesa
di San Giorgio. L'ho saputo dalla polizia di Bad Aussee poco
prima delle due. Dopo la tua telefonata di stamattina, li ho
chiamati perch tenessero d'occhio la sua Volkswagen e mi facessero
sapere quando passava di l. Ma lui ha preso l'altra
strada.
Era vivo quando l'hanno trovato? Ha potuto parlare?
No. Aveva il collo spezzato. Era stato scaraventato fuori
della macchina durante la caduta. La portiera si era aperta,
era stata letteralmente scardinata. L'hanno trovata poco lontano
dal suo corpo. Era la sola cosa che restasse dell'auto.
 bruciata?
In fondo al burrone dove ha finito per fermarsi. Sinora non
sono riusciti ad arrivare fin l.
Johann lo ascoltava appena. Non ci credo, non ci credo!
Una slittata? Dick era un guidatore troppo prudente. E conosceva
la strada... Lo shock lasci il posto alla sofferenza.
Anna... come faccio a dirlo a Anna?
Felix Zauner non poteva rispondergli. Ogni uomo deve trovare
un suo modo per riferire le cattive notizie. Mentre parli
con lei, far una telefonata. L'americano ha detto dove alloggia?
Quel tono cos pratico fu per Johann come una doccia gelata.
Guard fisso Felix e gli disse quasi con rabbia:
Al Salzburger Hof. Ha anche lasciato un biglietto da visita.
Indic sprezzantemente il banco. Gli affari come al
solito? domand con asprezza prima di voltarsi e andarsene.
Se non altro, pens Zauner mentre arrivava al banco e trovava
il biglietto di Mathison, Johann  di nuovo padrone di
s. Sarebbe di ben poco aiuto ad Anna se crollasse proprio
adesso. E poi, quando si ha molta urgenza, non si pu proprio
avere riguardi per nessuno. Prese il ricevitore e chiam il suo
ufficio.
Dietrich, disse, sto quasi per uscire. Nessuna notizia
da Unterwald? Dio, come sono lenti! Intanto c' un'altra cosa
di cui devi occuparti. Voglio tutte le informazioni possibili su
un certo William Mathison, americano, che alloggia probabilmente
al Salzburger Hof. Se non  l, prova in tutti gli altri
alberghi della citt. Una volta rintracciato, deve essere sorvegliato
in continuazione. S, in continuazione! E cerca di sapere
da Vienna se sanno qualcosa di lui. Inoltre dovresti metterti
in contatto con New York e informarti sulla sua ditta. Il nome
 questo: Strong, Muller, Nicolson and Hodge. Sembra che
siano avvocati. Lavora anche per una casa editrice, la Newhart
& Morris. Capito tutto? Aspett mentre Dietrich ripeteva i
nomi. Era un uomo preciso Dietrich; qualche volta anche troppo,
pens con impazienza. Un'altra cosa: quando parli con
Vienna chiedigli che cosa sanno di Eric Yates, probabilmente
un cittadino britannico, che ora vive a Zurigo... Questo dovrebbe
tenerti occupato sino al mio ritorno. Domani o dopodomani,
dipende da quello che scoprir a Unterwald. A meno che, naturalmente,
non scopra tu qualcosa che mi costringa a tornare
qui in gran fretta. Sai dove chiamarmi. Ora i sassi erano
stati gettati e tra poco lo stagno avrebbe cominciato a incresparsi.
Ma quanto?
Guard accigliato la foto del Finstersee mentre le passava davanti
e rallent il passo sino a fermarsi. Di chi era stato agente
Bryant? Non dei nostri di certo, altrimenti la settimana scorsa,
quando hanno cominciato a girare voci sul Finstersee, mi
avrebbero detto di mettermi in contatto con lui.  strano come
nascono queste voci nel mondo dei servizi segreti. Si parte
magari da un accenno, da una frase colta al volo da qualche
ascoltatore molto sveglio in una conversazione apparentemente
innocua; o magari da una parola, da un nome, in un messaggio
intercettato. Basta capire che cosa l'accenno, la parola o il
nome possano significare ed ecco i primi elementi di una voce
che nessuna organizzazione che raccolga informazioni segrete
pu permettersi di trascurare senza prima controllarla. Se
Bryant fosse stato la fonte della voce sul Finstersee, la sua morte
avrebbe suscitato un grosso interesse su questo lago. A meno
che, s'intende, essa non fosse dovuta a un banale incidente.
In questo caso anche i cervelloni dei servizi segreti occidentali
avrebbero probabilmente archiviato il Finstersee nel settore
dei casi dubbi. E una volta l le voci in genere finivano gradatamente
con lo smorzarsi per mancanza di informazioni precise.
S, la morte di Bryant doveva essere un semplice incidente.
Entrando nel corridoio, Zauner rallent nuovamente il passo.
Bryant un agente? Proprio qui a Salisburgo in tutti questi
anni? No, concluse, Bryant poteva al pi aver trovato per caso
qualche informazione, niente altro.
Felix... chiam Johann preoccupato. Senti un po' questa!
Non vuole andare da nessuna parte. Vuol restare qui. Lo
ripete in continuazione. Sollev le mani disperato e si alz
dal tavolo dove sedeva di fronte ad Anna. Convincila tu,
disse e and alla finestra.
Zauner guard Anna completamente incredulo. Il suo viso
sembrava una maschera bianca e inespressiva dalla quale non
usciva n un grido n una lacrima. Teneva le braccia incrociate
e guardava nel vuoto.
Anna.. cominci chiedendosi se almeno poteva sentirlo.
Non voglio andarmene. Resto qui.
Non  opportuno, credimi. Per favore...
Resto qui. La sua voce era bassa ma decisa.
Zauner si avvicin a Johann. Portala via. E chiama un
medico. Le dar un sedativo e la far dormire tutta la notte.
Io adesso devo andarmene. Diede un'occhiata al suo orologio
e imprec. Fa' in modo che non resti sola.
Johann annu.
Zauner esit, poi s'accost nuovamente ad Anna.
Mi dispiace proprio. Davvero, Anna...
Lasciami, ti prego.
Zauner si ritir.
Devi convincerla, disse quasi con rabbia a Johann mentre
apriva la porta del retro. E cerca di essere pi abile nel
fare questo di quanto lo sia stato nell'annunciarle l'incidente
di Dick.
Non ho avuto bisogno di annunciarglielo... sembrava che
lo avesse capito nell'attimo stesso in cui mi ha visto. Ma la
porta si era chiusa senza lasciargli il tempo di completare la
frase.
Incidente, disse Anna. E scosse lentamente il capo.
Non lo sappiamo ancora... finch non andiamo su a Unterwald.
Ma scoprir la verit, Anna. Te lo prometto.
E promettimi... Si morse le labbra cercando di ricordare
che cosa doveva prometterle. Infine disse: Di quelle cose che
ti ho detto stamattina, Johann, non devi parlare con nessuno.
Con nessuno.
Lui si avvicin e spost con delicatezza la sedia in modo da
poterla guardare negli occhi. Perch, Anna?
Dick ha detto a nessuno. E io gliel'ho promesso per tutti
e due.
Non c'era scelta. Ti do la mia parola. Non ti tradir.
La baci su una guancia. Ma perch non. voleva che nessuno...
Per sicurezza, s'affrett -a rispondere Anna. Per la sicurezza
di una cassa di carte. Incominci a piangere portandosi
le mani al viso.
Per la sua sicurezza, pens Johann. S, Dick aveva fatto bene.
Chiunque avesse saputo quanto sapeva Anna avrebbe corso
gravi pericoli se la notizia si fosse diffusa. Lui era in grado di
badare a se stesso, ma Anna?
Adesso telefono a Frieda Dietrich. Lei e il marito si occuperanno
di te sino al mio ritorno. Andrai da loro? Non aspett
una risposta, ma si allontan frettolosamente dalle sue lacrime
per andare a telefonare.

 Capitolo 6.

Fatti un po' di calcoli sui fusi orari e ricevuto qualche consiglio
dal portiere dell'albergo sulle prenotazioni delle chiamate
transatlantiche, Mathison riusc a comunicare con James
Newhart alle dieci e mezzo del mattino, ora di New York. Pi
esattamente, venne bloccato dal solito sbarramento difensivo
della segretaria dalla voce impassibile.
Senta Linda, le disse, non mi racconti la storia della
riunione coi venditori. So benissimo che al luned mattina non
succede mai niente prima delle undici, e questa telefonata gli
costa un bel mucchietto di scellini al secondo. Sono a Salisburgo.
Bast questo a farla scattare: Mathison ebbe appena il
tempo di sistemare una poltrona e di sbrogliare il lungo filo
del telefono in modo da potersi accomodare davanti a una
grande finestra che si apriva su un vasto panorama, che subito
gli rimbomb nell'orecchio la voce di Newhart.
Non hai bisogno di fare il baritono, Jimmy.
 tutta colpa di quei maledetti bulldozer qui fuori. Newhart
ridusse il tono a un livello normale. Mi senti lo stesso?
Ti sento benissimo.
Perch sei a Salisburgo?
Perch a Zurigo ho fatto troppi buchi nell'acqua.
Avevo avvertito Yates di aspettarti. Non ha voluto cooperare?
Stava partendo per la Germania. Pu darsi che ti procuri
due nuovi autori.
Il tono di Newhart si ammorbid. E i suoi archivi? La
sua segretaria?
Non ne ho cavato assolutamente nulla. Cos ho deciso di
risolvere l'enigma partendo da quest'altro capo. Credo di esserci
pi o meno riuscito, ma il risultato non  piacevole. Sembra
che i Bryant siano stati imbrogliati.
Cosa?
Ti preparer un rapporto scritto con tutti i particolari e
aggiunger anche cose di cui non ho voglia di parlare per telefono,
ma il nocciolo della questione  questo. Bryant ha un
piccolo incartamento che documenta i suoi rapporti con Yates.
Ha anche la foto di un assegno che Yates gli ha mandato e che
dovrebbe venire dalla Newhart & Morris. Un anticipo di trecento
dollari emesso sulla...
Un anticipo per che cosa? lo interruppe Newhart.
Per un libro di fotografie dei laghi austriaci...
Stai scherzando, Bill?
Magari. E sono ottime fotografie, tanto che varrebbe davvero
la pena di pubblicarle.  questa la cosa pi triste.
Bryant avrebbe avuto da noi trecento dollari? Poi la voce
di Newhart espresse un nuovo motivo di preoccupazione. Che
razza di contratto aveva?
La sua copia non gli  ancora stata restituita. E non so di
chi fossero quei trecento dollari. L'assegno veniva teoricamente
da voi ma  firmato da Emil Burch. E la banca  la First
Maritime di New York, l'agenzia della Quarantatreesima
strada.
Ci fu una lunga pausa, poi Newhart disse lentamente.
Aspetta un momento che prendo nota. Hai detto Emil Burch,
vero?
b come Boston, u come Universo, r come Roma, c come
California e h come hotel. Ma riceverai una copia dell'assegno
e degli altri documenti appena avr fatto sviluppare e stampare
le foto. Ne ho scattata anch'io qualcuna.
Allora Bryant ha collaborato? Newhart pareva sollevato.
No, lui non c'era. Mi ha aiutato molto sua moglie.
Le hai detto che doveva trattarsi di un malinteso?
No. Non glielo avresti detto neanche tu se avessi visto lo
stato di tensione in cui si trovava.
Un giorno o l'altro qualcuno dovr pur dirglielo.
Non  compito mio. Almeno spero, pens Mathison. E
comunque non dovremmo prima far due chiacchiere con Yates?
Cosa vuoi che faccia? Che torni a Zurigo e parli con lui mercoled
mattina al suo ritorno? Personalmente preferirei che tu
mandassi qualcuno della ditta e io gli starei vicino dandogli
tutti i consigli legali. Dovrai pur provvedere a Yates, no? E
non posso occuparmene io, lo sai bene.
Non pu esserci stato uno sbaglio?
Quando vedrai il mio rapporto e le prove, credo che non
avrai pi dubbi.
Ma Yates  sempre stato un uomo fidato...
Lo so, lo so.
Non ti ha detto niente lui?
Abbiamo avuto solo il tempo di scambiare due parole. Secondo
lui prendiamo troppo sul serio questo Bryant. Dice che 
soltanto un bugiardo psicopatico che farebbe subito marcia indietro
se si trovasse veramente nei guai.
Pensa insomma di poter sistemare la cosa da solo?
Cos mi  parso di capire. E confesso che ero pronto a
credergli. Ma in realt finora non ha sistemato niente. Allora
sono venuto a Salisburgo. E ho visto l'assegno. Esiste. Ma chi
 questo Emil Burch?
Su questo punto stiamo gi passando all'azione. Linda ha
chiamato il direttore della First Maritime all'altro apparecchio.
Perci  meglio chiudere.
Vuoi che resti qui e che veda personalmente Bryant al suo
ritorno? O  meglio che vada a Zurigo e cominci a fare la
voce grossa?
Penso che Zurigo... no, forse dovresti vedere Bryant. Ci
fu una pausa. Ti telefono pi tardi, Bill. Adesso ho una riunione
e non posso perderla. Anzi ho una serie di riunioni che
mi terr impegnato tutto il giorno. Potr chiamarti solo sul
tardi, verso la fine della giornata. Va bene per le sette?
Ora di New York?
Certo. Dalle tue parti dovrebbe essere mezzanotte. Va bene?
Be', dovr rinunciare allo champagne con le ballerine di
polca al ristorante Feinschmecker, ma ci sar. Con questa
frase riusc persino a strappare una risata a Newhart, impresa
tutt'altro che trascurabile in un luned mattina come questo.
Il mio albergo  il Salzburger Hof. E non ci sono bulldozer
in vista. Addio, Jimm.
Grazie, Bill. Grazie davvero.
Mathison pos il telefono vicino ai piedi, si accese una sigaretta
e rimase seduto a contemplare il panorama della citt
vecchia. Aveva dato un giudizio troppo, precipitoso su Yates?
Richard Bryant era davvero la vittima? Non era possibile che
avesse indotto Emil Burch a spedirgli quell'assegno e falsificato
i bigliettini di Yates?
Bryant aveva scritto alla Newhart & Morris due settimane
prima. Tre giorni dopo la lettera era arrivata sul tavolo di James
Newhart, che aveva cercato di risolvere subito la questione
telefonando a Zurigo a Eric Yates. Ma Yates non aveva chiarito
nulla. Si era mostrato stupito e cortesemente dispiaciuto. Conosceva
appena Bryant, ma gli avrebbe telefonato subito per dirgli
che faceva bene a piantarla con quei discorsi assurdi su un
contratto. Un paio di frasi azzeccate doveva essere sufficiente
a calmarlo.
Chi lo sa? aveva detto Mathison quando Newhart gli
aveva telefonato raccontandogli tutta la storia.
Credi che non sia tanto facile spaventare Richard
Bryant?
Penso che non vi avrebbe mai scritto se non avesse avuto
qualcosa di solido per sostenere le sue affermazioni. La sua lettera
 molto precisa. Vi considera i suoi editori, impegnati da
un contratto e da un anticipo.
Servirebbe se gli telefonassimo noi?
A questo punto no. Si limiterebbe a ripetere ci che ha
detto nella lettera. Dobbiamo vedere le sue prove. Cosa ti ha
raccontato Yates, a proposito?
Ha fatto una gran confusione. Non per colpa sua per,
s'affrett ad aggiungere Newhart.  un uomo molto abile e
preparato. Sai cosa ci ha trovato nel suo ultimo viaggio? Un
manoscritto di due fisici che lavorano nel campo delle particelle
elementari.
E a Salisburgo non ha trovato niente?
Ha telefonato parecchie volte, ma  sempre stato cortesemente
liquidato da Mrs. Bryant. Pare che suo marito sia sempre
fuori. Comunque Yates insiste...
Chiamiamolo adesso. Io ti star accanto. Ho qualche domanda
precisa da fargli. Mathison le elenc con cura. Ma
al telefono non ottennero alcuna risposta. Fu la sua segretaria,
Greta Freytag, che venne all'apparecchio. Yates si era
preso l'influenza ed era a casa con la febbre. Quando poi
Mathison la interrog sul caso Bryant, si raggel completamente.
Mentre prima aveva dichiarato che in archivio poteva esserci
una cartella con il suo nome, adesso era convinta del contrario.
Si era sbagliata.
Non mi piace, fu costretto ad ammettere Newhart.
Sembra che ci sia stato qualche pasticcio in ufficio e che
adesso stiano cercando di nasconderlo. Perch diavolo la gente
non vuol mai ammettere di aver fatto un piccolo sbaglio,
come perdere un paio di lettere?
Quali lettere? domand Mathison. Il povero Jimmy tirava
a indovinare, cercando di trovare una spiegazione semplice
per un problema semplice. Ma niente era semplice, soprattutto
con una causa che si delineava all'orizzonte.
Hai ragione tu, ammise lentamente Newhart. Noi non
sappiamo nulla. Abbiamo bisogno di parlare a quattr'occhi con
la Freytag. Dobbiamo convincere Yates a prendere sul serio
la cosa. Lui crede che le mie preoccupazioni siano esagerate
ed  convinto di poter liquidare Bryant con un paio di frasi.
Inoltre dobbiamo scoprire quali basi abbia Bryant per escogitare
quella storia.  a questo che stai pensando? Mathison
annu e Newhart aggiunse con tristezza: Una causa ci darebbe
pi noie e pi spese di un viaggio a Zurigo.  di l ovviamente
che bisogna partire. Si potrebbe risolvere tutto in
un paio di giorni. Occupatene tu, Bill. Quando puoi andarci?
Per questo Mathison era stato mandato a Zurigo. L'anno
precedente era andato a Amsterdam a comporre una minaccia
di causa per una presunta rottura di contratto, un viaggio di tre
giorni che si era "steso a due settimane prima di scoprire che
l'autore era un disegnatore disoccupato che passava pi tempo
a escogitare progetti per far quattrini che non al tavolo da disegno.
A Jimmy Newhart stava venendo una specie di sesto
senso per individuare gli imbroglioni. E Bryant era l'ultimo su
cui si era posata la sua scelta. Ma, pens Mathison, non era il
rimorso per qualche trucco escogitato ai danni di un editore
di New York che dominava l'atmosfera odierna nella bottega
di Bryant. La vera tensione non c' stata quando guardavo la
cartella su Yates. E neanche quando ho fotografato i documenti,
ma nel momento in cui ho esaminato le fotografie sulla
parete; e non s'era innervosita soltanto Mrs. Bryant, che del
resto aveva i nervi tesi gi prima del mio arrivo. (Ricordi come
 arrivata di corsa dal retrobottega mentre io varcavo la
soglia del negozio e come si  bloccata vedendomi, mentre sul
suo viso l'eccitazione e il sollievo hanno lasciato il posto alla
delusione?) Suo fratello era teso quanto lei, di pi anzi, se si
tiene conto della differenza tra i due: lui  un uomo vigoroso,
di quelli che per il loro lavoro devono trascorrere gran parte
del tempo all'aperto, un estroverso dall'aria spensierata e dalla
gaiezza comunicativa, almeno una volta che abbia smesso di
diffidare, non certo il tipo da lasciarsi prendere dal panico con
facilit. E cosa c'era di male nell'interessarsi all'eccellente studio
fotografico di un lago dal nome cupo... come diavolo si
chiamava?... il Finstersee.
Si alz, riavvolgendo alla meglio il filo mentre riportava il
telefono sul tavolino da notte. Era ora di uscire e di scattare
qualche foto prima che la luce si affievolisse. Era un bel pomeriggio,
con un limpido cielo azzurro e un magnifico sole,
ma l'alta catena boscosa dietro la citt vecchia gettava gi
un'ombra sulla massa compatta di tetti che si stendeva ai suoi
piedi. Presto le alte case di pietra, che sembravano miniature
con tutte quelle guglie medioevali, torri rinascimentali e cupole
barocche che svettavano sopra le chiese e i palazzi, sarebbero
state coperte dal lenzuolo cinereo di un crepuscolo prematuro.
Trov l'astuccio della macchina fotografica e ne trasse
la Rolleiflex. In quel momento sent girare una chiave nella
serratura della porta. Sar una cameriera con gli asciugamani,
pens. Ma vide entrare, rapido e silenzioso, un uomo. Indossava
una tuta grigio scuro e aveva in mano un telefono. Vedendo
Mathison, si ferm di botto.
Cosa vuole? domand Mathison in tedesco. Due anni a
Berlino nell'esercito gli avevano insegnato a latrare con autorit
ogni volta che ne aveva bisogno.
Mi spiace disturbarla, disse l'uomo esitando e cercando
di darsi un contegno. Non sapevo che il signore fosse tornato
in camera sua.
Sei in ritardo di mezz'ora, si disse Mathison. Ma non rispose.
L'onere di provare l'innocenza della propria presenza, come
avrebbero detto i suoi amici giuristi, non spettava sicuramente
a lui. Si limit a fissare il telefono che l'uomo teneva
accostato al fianco.
Il suo telefono non funziona, signore.
A me sembra che funzioni benissimo.
Mi hanno ordinato di cambiarlo. Era un uomo magro,
giovane e piccolotto che sudava un poco alle tempie.
Poveraccio, pens Mathison, tu stai facendo il tuo lavoro,
ma io ho la strana sensazione che sembri necessario soltanto a
te.
Vuole che provi il mio telefono? domand ironicamente.
O pensa che possa esserci un errore?  sicuro che sia questa
la stanza che lei cerca? La mia  la 405.
L'uomo approfitt di questa scusa con un sorriso leggermente
imbarazzato. Allora devo aver sbagliato. Finse di consultare
un taccuino. Dovevo andare alla 305. Ho sbagliato
piano. E dopo molte scuse si ritir con la stessa rapidit con
la quale era entrato.
Mathison diede un'occhiata alla piccola Minox rimasta nell'astuccio
della macchina fotografica.  troppo sola, pens,
specialmente con tutti questi telefoni che hanno bisogno di essere
cambiati. In fondo, il rullo che essa conteneva era la sola
prova del fatto che Bryant possedeva quei documenti. Perci,
dopo un attimo di riflessione, lo tir fuori, lo avvolse con cura
in un fazzoletto di carta trovato in bagno e se lo infil nel taschino
della camicia, ma scopr che formava una piccola protuberanza
piuttosto sgradevole e che comunque era troppo vicino
al calore della pelle. Pesc allora dalla tasca dell'impermeabile
una scatoletta di fiammiferi italiani, si sbarazz dei
cerini facendoli scorrere con l'acqua del gabinetto e inser il
rullo al loro posto. Adesso era al sicuro.
Poi si guard attorno cercando un nascondiglio, un punto
talmente ovvio che nessuno potesse attribuirgli importanza. Accanto
al portacenere? No, meglio un luogo dove potesse toccarlo
e rassicurarsi di averlo ancora. Infil quindi la scatola
nella tasca interna della giacca di tweed aggiungendovi un
pacchetto di sigarette semivuoto. Non molto originale, si disse,
ma almeno saprai. Poi inser nella Minox un nuovo rullo, scatt
rapidamente qualche foto di Salisburgo attraverso i vetri e rimise
la minuscola macchina fotografica nell'astuccio che pos
su un ripiano dell'armadio.
Tante precauzioni erano forse superflue, ma se non altro -
fotografando la citt dalla finestra - aveva deciso dove andare
con la sua Rolleiflex. Lass, sulla cima di una massiccia collina
alla sinistra della catena boscosa, c'era l'Hohensalzburg, un
enorme castello storico. Era circondato da mura e bastioni e
intorno alle sue torri c'era tutto lo spazio che si poteva desiderare
per passeggiare e arrampicarsi. C'era inoltre molta luce,
perch da lass si dominava tutto quanto.  il posto che fa
per me, pens prendendo il soprabito.
Fuori dell'albergo, dovette percorrere un breve tratto di strada
piena di traffico prima di arrivare al ponte lungo e basso
che porta oltre il rapido flusso del fiume. Non si accorse subito
dell'uomo. Ma a met del ponte, quando rischi di scontrarsi
con due donne cariche di pacchetti e si volt per chiedere
scusa, vide che uno sconosciuto si era fermato bruscamente
pochi passi pi indietro per accendersi una sigaretta. Mathison
gli bad appena e non ci pens pi fino a dieci minuti dopo,
quando percorreva a passi piuttosto rapidi le viuzze e i larghi
piazzali della citt vecchia. (La lunga ricerca mattutina di
Neugasse 9 gli aveva fornito i primi rudimenti indispensabili
della topografia cittadina. Le distanze erano brevi e ogni itinerario
sembrava complicato solo perch tante erano le cose
raggruppate in cos poco spazio.) Gir attorno alla cattedrale,
super la bianca fontana di marmo costruita due secoli fa per
abbeverare i cavalli, si rese conto che stava per entrare in una
via sbagliata, devi frettolosamente imboccando quella giusta
e vide di nuovo quell'uomo. Lo stesso impermeabile, la stessa
statura, la stessa corporatura, la stessa chioma bionda, insomma
lo stesso uomo. Ovviamente poteva essere una coincidenza:
Salisburgo  una di quelle citt dove si possono benissimo
incontrare continuamente le medesime persone. Solo, pens
Mathison, era strano che questo individuo fosse sempre alla
stessa distanza. Adesso non stava accendendosi una sigaretta,
ma era totalmente assorto nella contemplazione dell'abbeveratoio
di marmo.
Mathison acceler il passo e in pochi minuti raggiunse la
strada acciottolata che portava direttamente all'erta collinetta
del castello. Qui poteva prendere la funicolare per arrivare in
fretta alla meta. Fu fortunato; i vagoni avevano appena terminato
la discesa e non c'era molto da aspettare prima che venissero
nuovamente trascinati in su. Acquist il biglietto e rimase
nella sala d'attesa con una mezza dozzina di individui.
Nessuna traccia dell'uomo con l'impermeabile. Poi tutti uscirono
per prender posto sul vagone pi vicino e Mathison si chiese
se l'uomo sarebbe arrivato e si sarebbe comprato il biglietto.
L'idea lo divertiva, ma nello stesso tempo gli dava fastidio.
Chi diavolo vuol farmi pedinare? si chiese; e concluse che era
una faccenda ridicola, frutto della sua sfrenata immaginazione.
Ma l'uomo non si era limitato a comprare un biglietto. Aveva
approfittato dei pochi minuti precedenti la partenza per fare
una frettolosa telefonata dall'apparecchio del guardiano.
L'ho trovato nella hall dell'albergo, ma credo che mi abbia
visto, annunci a Dietrich. Comunque s'accorger certamente
di me sulla funicolare. E siccome sta andando al castello,
la cosa migliore  mandare su qualcuno il pi rapidamente
possibile a darmi il cambio. Io gli star vicino per indicarglielo.
In caso di difficolt, ecco come  vestito: giacca di
tweed marrone chiaro, ben tagliata e con due spacchi dietro;
pantaloni attillati grigio scuro; camicia celeste; cravatta blu;
scarpe marrone; impermeabile che ora tiene sul braccio; macchina
fotografica. Inoltre... scusa! Pos in fretta il ricevitore
e si precipit verso la funicolare.
Era un'ascesa ripida e veloce tra macigni e alberelli, con un
tratto in tunnel nello spazio tra il muro pi basso e il primo
grosso bastione. Quando fu sceso, Mathison cominci la sua
arrampicata esplorativa girando attorno ai baluardi, attraversando
cortili interni e salendo scale per arrivare in cima ad
alte muraglie. Era talmente sbalordito dal genio inventivo degli
architetti medioevali - questo insieme di fortificazioni serviva
a proteggere il palazzo dell'arcivescovo sulla cresta - che
smise di badare all'uomo che gli arrancava dietro. Da lui tuttavia
si lasci suggerire un'idea: indoss il suo Burberry per
non morir di freddo in quella brezza pungente. Scatt l'ultima
foto da una piattaforma chiusa da una ringhiera che era stata
costruita dai salisburghesi del Novecento per evitare che i turisti
cadessero dal bastione, e rimase l con il vento che gli sferzava
il soprabito a guardare la vasta pianura a sud, sino alle
montagne dalle cime dentellate.
Si  al sicuro lass? chiese una voce femminile. Mathison si
volt e vide una ragazza sui gradini di legno (altra cortesia
del ventesimo secolo) che portavano a quel punto di
osservazione.
Al sicuro ma al freddo, replic lui, allungando una mano
per sorreggerla mentre arrivava alla sua altezza. Ma c'
un panorama che merita qualche brivido.  splendido.
Lei lo guard. Americano? domand mettendosi a parlare
in inglese.
Si capisce subito? E io pensavo che il mio accento non
fosse poi tanto male, si disse con tristezza.
La ragazza si stava guardando attorno. Non oso mai venire
quass da sola, confess cercando di scostarsi dagli occhi
i capelli agitati dal vento. Ma non ottenne molto successo.
I suoi capelli erano castano scuri con riflessi dorati dai raggi
del sole pomeridiano, lunghi viticci che le sfuggirono dalle dita
quando allung una mano per aggrapparsi alla ringhiera.
Le altezze mi spaventano un poco. Ma il panorama  splendido.
Quando si riesce a vederlo, disse lui con un sogghigno.
Forse  meglio che io la sorregga mentre lei si tiene le mani
sui capelli. E la prese delicatamente per un braccio mentre
la ragazza si scostava le chiome dalle tempie. Ma erano talmente
lunghe e folte che non combin nulla.
Ci rinuncio, fin per dire. Mi aiuta a venir via da questa
piattaforma? Sono arrivata al punto che se mi guardo i
piedi mi sento gelare.
Scesero quei solidi gradini e si fermarono sotto il rassicurante
riparo di un muro. La ragazza si trov in tasca un pettine
e riusc a districare i suoi capelli arruffati sino a farli di
nuovo cadere lisci sulle spalle. Adesso lui poteva vedere i suoi
occhi, occhi grandi, e grigio scuro.
Cos va meglio, le disse con approvazione. E lei sorrise,
atteggiando in un'ampia e morbida curva le labbra di un rosa
delicato. C'era lo stesso colore anche sugli zigomi, ma non si
capiva se fosse dovuto al vento o a un'abile applicazione di
belletto fatta con mano leggera e sicura. Ciglia e sopracciglia
erano incantevoli bench quella mano sicura avesse lavorato
anche su di esse. Un naso corto e un mento rotondo completavano
quel volto grazioso. Mathison era un po' seccato con se
stesso e anche un po' triste: dieci anni fa, quando ne aveva
solo venticinque, avrebbe tranquillamente accettato la somma
totale senza procedere a questo dannato inventario. Ma poi cominci
a divertirsi, quando intu che anche lei stava facendo
un suo inventario. I risultati non furono evidentemente del tutto
negativi, dal momento che invece di salutarlo e di allontanarsi
- lasciandosi al pi seguire a una cortese distanza -
aveva iniziato a chiacchierare. Indossava un elegante cappotto
di tweed, morbido e caldo, ma tagliato con le spalle strette e
corto come non ne aveva pi visti da quando era partito da
New York. Per fortuna le gambe erano splendide. Gli piacevano
anche le calze bianche di rete e le lucenti scarpe nere senza
tacco con le fibbie d'argento.
Adesso stava dicendo: Io sono qui per congedarmi. E per
lei che cos'? Un salve o un addio?
Tutte due le cose.
Si erano messi a passeggiare lentamente su un sentiero acciottolato.
Vuol dire, domand la ragazza inorridita, fermandosi
bruscamente al punto che il tacco rischi di scivolare su una
pietra troppo liscia ed egli dovette afferrarle un braccio per
aiutarla a rimettersi in equilibrio, che questa  la sua prima
e ultima visita? Abbass gli occhi sulla mano che le teneva
il braccio. Grazie. Vedo che lei  molto pronto.
Pronto e tenace, disse lui senza lasciarle il braccio. Voglio
essere certo che lei arrivi in fondo a questa strada senza
slogarsi una caviglia.  sicura, a proposito, che sia la direzione
giusta?
Per andare dove?
A bere qualcosa in un ristorante. Ce ne deve essere uno
da queste parti.
Vicino alla teleferica, disse la ragazza con un altro dei
suoi sorrisi caldi e incantevoli. E credo che un drink sarebbe
una meraviglia. Brinderemo a un rapido ritorno a Salisburgo.
Lei vuol tornarci, vero?
Lo spero. A sentirla parlare, sembra una di qui.
No, sono di Chicago. Sono arrivata qui la primavera scorsa.
Ma adesso... Sospir. Be', sa com', i soldi finiscono. E
mio padre non vuol pi mandarmi altro se non il necessario
per tornare a casa. Domani andr a Zurigo e star due o tre
settimane da mia nonna. Ordini di pap. Rise.
A Zurigo? Pu darsi che ci vada anch'io per una settimana.
 fantastico! disse con entusiasmo e ancora si ferm di
botto, quasi scivolando e appoggiandosi per un attimo al suo
braccio con tutto il peso.
Ma lei  veramente una ragazza docile! disse Mathison
divertito. Obbedisce sempre a suo padre?
 una necessit economica, gli ricord lei severamente.
Perch non si cerca un lavoro? Se le piace tanto Salisburgo...
Oh, d'estate qualcosa ho guadagnato. Come interprete e
come guida per comitive di turisti. Ma adesso la stagione 
finita e per gli stranieri non c' molto da fare. Perci non mi
resta che Zurigo. Sono, se non altro, due settimane in pi da
passare in Europa. E qualsiasi pretesto  buono per viaggiare,
non trova? Ma lei che fa?  qui in vacanza o per affari?
Per affari. Si ricord allora del suo pedinatore e si guard
indietro ma il viottolo era deserto. E cos le fortificazioni.
L'uomo era sparito. Sta venendo buio, disse.  meglio
che ci sbrighiamo.
La ragazza sembrava divertita. Non corriamo nessun rischio.
Guardi! Indic davanti a loro un cortile circondato
da case. C'era un grosso albero con dei bambini che ci giocavano
attorno, finestre illuminate e suoni di voci femminili che
lavoravano all'interno. Questo  l'ingresso principale dalla
parte opposta.
Dunque, pens Mathison, c' gente che vive qui. E di nuovo
si guard attorno alla ricerca del tipo che lo aveva seguito
con tanta insistenza. Ma vide soltanto una mezza dozzina di
uomini che sembravano guide, guardiani o artigiani.
Immagino che siano stati loro, disse, a costruire tutti
quei ballatoi e quelle ringhiere di legno. E quello sar un collaudatore.
Indic un grosso individuo che stava portando un
enorme boccale di birra su quei ciottoli in pendio. Il suo
lavoro consiste nel saltare tre volte al giorno su ogni gradino
di legno per evitare che i turisti si rompano il collo.
Invece  un artista, disse lei sorridendo. Ce ne sono
anche quass, sa? Frequentano una scuola internazionale di
belle arti. Io ho seguito qualche lezione la primavera scorsa.
 proprio una ragazza piena di sorprese.
Ehi, Jan! grid lei all'artista salutandolo con una mano.
Ciao! replic lui in tedesco. Non scordarti del ballo
della settimana prossima.
 un polacco, spieg la ragazza mentre lui s'allontanava.
Un profugo o un membro fedele del partito?
Un profugo. Liber il braccio da quello di Mathison.
Se vuole spiegargli che sta per lasciare Salisburgo, io posso
aspettarla al cancello.
Non mi piacciono gli addii, replic lei in tono brusco.
E poi agli artisti non importa che si vada o no a una loro
festa. Basta che ci sia tanta gente e per loro va sempre bene.
Devo aver detto qualcosa che le ha dato fastidio, si disse
Mathison. Ma pu darsi che le dispiaccia di non poter andare
a quella festa pi di quanto voglia ammettere.
Be', e questo brindisi a Salisburgo e a un pronto ritorno?
domand.
Facciamolo in citt. Adesso la sua voce era di nuovo
normale. Diede un'occhiata all'orologio. S,  l'idea migliore.
 cos triste quass quando viene buio.
O forse, pens Mathison, potrebbe incontrare qualche altro
amico. E a lei, lo ha detto, non piacciono gli addii.
Per me va bene lo stesso. Ma non crede che potremmo
cominciare a chiamarci per nome? Io sono Bill, Bill Mathison.
Lei lo fiss. S,  un nome che ti si addice. Io mi chiamo
Elissa.
Anche il tuo ti si addice perfettamente. Dolce, grazioso,
romantico e diverso. Elissa che?
Lang. Elissa Lang. In realt mi chiamo Eliza-Eveline ma
l'ho abbreviato cos quando avevo nove anni.
La tua prima rivolta contro la famiglia?
E la pi riuscita. Da allora non c' stato pi niente di cos
duraturo.
Lo guard in faccia.  diverso da come mi aspettavo, pens
cambiando umore per adattarsi al suo.
Scendiamo a piedi invece di prendere la funicolare, propose.
 divertente vedere le torri e le cupole che ti vengono
incontro. In fondo, si disse con sorpresa, potrebbe anche essere
quello che dice. Non avr bisogno di mascherare il mio
interesse per lui con belle chiacchiere sui principi-arcivescovi
che hanno tenuto corte per secoli nel cuore di questa fortezza,
mentre i giudici svolgevano il proprio lavoro sopra le camere
di tortura, o sulle loro amanti o su quelle piccole note
al margine della storia che di solito fanno trascorrere un'ora
senza rischi e senza problemi. Potrei persino rilassarmi e divertirmi.
Lui  senza dubbio attraente: un romantico del novecento.
E questa  una sera per camminare, no? aggiunse
con dolcezza. Poi infil un braccio sotto quello di lui e s'avviarono
insieme gi per la ripida strada.
Dovr essere un drink molto rapido, disse Elissa con rammarico
mentre entravano in un bar-ristorante ficcato tra due
case che sembravano uscite da una favola di Grimm in una
stretta viuzza ai piedi del castello. Diede un'occhiata all'orologio
e si accigli un poco.
Non pranzi con me? domand Mathison gi sapendo
che cosa gli avrebbe risposto e facendo del suo meglio per
nascondere la propria delusione, mentre cercava un angolo tranquillo.
Ma era un locale talmente piccolo che non aveva molta
scelta. Per fortuna c'era soltanto una mezza dozzina di avventori
raggruppati davanti al bar e le luci erano cos subdolamente
fioche da farli apparire come un gruppetto di sagome
nella foschia del fumo. Si tolse l'impermeabile e lo appese alla
parete. Poi scelse il tavolo pi appartato.
Mi dispiace proprio, Bill. Allung una mano per toccare
quella di lui; erano seduti su una stretta panca appoggiata a
un muro dal ruvido intonaco.  la mia ultima sera a Salisburgo.
E ho gi promesso... Oh, se avessi saputo che ci saremmo
incontrati... S'interruppe bruscamente. La sua voce divenne
pi allegra. Mi  venuta un'idea. Mentre tu ordini da
bere vado a telefonare.  meglio scegliere Scotch o birra. Evita
i Martini. Il barista  italiano e ha una passione per il vermouth.
La vide avviarsi verso il telefono vicino alla porta. Teneva
il soprabito sulle spalle e a Mathison venne la strana idea che
stesse per andarsene sgusciando fuori della sua vita con la stessa
rapidit con cui vi era entrata. Ma torn al tavolo proprio
mentre arrivavano le bibite. Camminava lentamente e, quando
gli fu vicina, egli not che la sua fronte era di nuovo corrugata.
Ma ridivenne normale quando s'accorse che lui la stava
guardando. Si sedette scostandosi il soprabito dalle spalle.
Sembrava depressa.
Non pu essere andata tanto male, disse lui divertito.
Non ha funzionato la tua idea?
Lei scosse il capo. Devo andare all'appuntamento di stasera.
E non posso neanche arrivare in ritardo. Mi dispiace.
Pranzeremo insieme a Zurigo.
Dove alloggerai?
Pu darsi che mi tocchi cambiare albergo. La settimana
prossima ci sar un congresso di banchieri che occuper quasi
tutte le stanze. Dammi tu il tuo indirizzo.
Mia nonna abita fuori citt e non vuole assolutamente
mettere il telefono. Ma io verr a Zurigo abbastanza spesso.
Ho un'amica che mi ospita nel suo appartamento quando mi
fermo anche di notte.
Dammi il suo numero, allora.
Lei esit. Be', vedi... Cercava di rendere meno brusco il
suo rifiuto. Poi alz le spalle e si guard le braccia nude. Non
voglio infastidirla troppo. Non c' niente di pi seccante di un
telefono che non suona per te ma per qualcun altro. Lei... vedi...
Ti giuro che non l'assiller. La chiamer una volta sola e
lascer detto che sono in citt. Non protester per questo, ti
pare? Aveva gi pronti il taccuino degli indirizzi e la matita.
Elissa gli diede il numero, lentamente, come se stesse cercando
di ricordarselo; o forse aveva altro per la testa. Cos ci risparmiamo
un mucchio di fastidi, le disse con voce rassicurante.
Certo avrei potuto lasciarti il numero della Newhart
& Morris, ma c' un drago di nome Freytag che monta la
guardia all'ufficio di Yates - il suo capo - ed  allergica alle
telefonate mondane. Per lei gli affari sono affari e basta.
La ragazza sedeva assolutamente immobile. Poi all'improvviso
si mise a ridere.
No, non voglio lasciar messaggi a un drago. Ci soffierebbe
addosso del fuoco. Si guard le mani. Quando conti di arrivare a Zurigo? E quanto ci resterai?
Non lo so ancora di preciso. Ne sapr di pi questa sera
sul tardi.
Sei proprio un uomo misterioso. Sembrava che questo la
rallegrasse. Volse per un momento gli occhi verso la porta dalla
quale stavano entrando due persone.
Non c' niente di misterioso in una telefonata da New
York.
Dal tuo amico editore? Sai che non mi hai ancora detto
perch ti ha mandato qui? Si aggiust l'orologio-braccialetto
che portava al polso e guard le lancette. Erano esattamente
le sei.
Solo per vedere un contratto per un libro. Si apr nuovamente
la porta del ristorante ed entr un uomo, il quale si
tolse il soprabito grigio scuro e si guard attorno. Ma decise
di non sedersi e si avvicin al bar.
Deve essere meraviglioso, disse lei, ora completamente
rilassata e un po' sognante, avere un lavoro come il tuo. Una
vera carriera con tante occasioni per viaggiare.
Succede solo ogni tanto. Di solito me ne sto a New York.
Non pensi mai di tornare a Denver? Perch non ti sei stabilito
l dopo la laurea? Hai l'aria di uno a cui piace vivere
all'aperto.
Mathison rise, pensando che gliene aveva raccontati tanti di
fatterelli della sua vita mentre scendevano dal castello. Ma
bench avesse da tempo dimenticato Nora e il loro matrimonio
finito male - sono cose che ti colpiscono con particolare
violenza quando sei militare oltre oceano - non era il tipo da
parlare di cose che avevano rischiato un tempo di distruggerlo.
Quando un uomo ha sbattuto la testa contro un muro, sta
bene attento a evitarlo. C'erano state Joan e Mary, Clarissa
e Peggy, e... s. ce n'erano state molte, troppe forse. Un uomo
si adagia nella routine dell'indipendenza con la stessa facilit
di chi rientra ogni sera nella propria casetta in periferia.
Ma forse non  cos, Bill. Che cosa ti piace veramente?
Che razza di domanda... cominci ma subito s'interruppe
sorpreso. Elissa aveva guardato l'orologio, questa volta apertamente
e si stava mettendo il soprabito sulle spalle. Lui scatt
in piedi e si guard attorno in cerca della cameriera.
No. ti prego, non venire. Finisci la tua bibita, Bill.
Sciocchezze. Ti accompagno a casa.
Non sto andando a casa. I miei amici mi aspettano qui
all'angolo, davanti al teatro delle marionette. Andremo in macchina
a cenare allo Schloss Fuschl.
Molto grmtlich, disse lui. Il discorso era chiaro: un'auto
voleva dire un numero fisso di persone. Se lui l'avesse accompagnata
dai suoi amici, avrebbe soltanto dato l'impressione
di voler partecipare per forza alla loro festa. L'aiut a infilarsi
il soprabito. Mi dispiace di averti trattenuta.
A me no. Gli sorrise e lui le prese la mano. Non avrei
mai immaginato che per scendere a piedi dal castello potesse
volerci tanto tempo. Di solito ci metto dodici minuti. Impulsivamente
lo baci su una guancia. E voglio che tu risponda
alla mia domanda. Lo farai a Zurigo, disse con molta dolcezza.
Poi si avvi verso la porta con i tacchi che ticchettavano
leggermente sulle piastrelle del pavimento.
Mathison torn a sedersi. Era un tavolo piccolo e solitario.
Fin di bere, pag e prese il soprabito. Anche la serata che
aveva davanti gli sembrava piccola e solitaria.
Lasci il locale e la sua aria densa nella quale il fumo saliva
a spirale. E infil la scorciatoia che attraverso una serie di
viuzze lo avrebbe portato alla piazza con l'abbeveratoio di
marmo. Era talmente immerso nei propri pensieri da non accorgersi
dell'uomo col soprabito grigio scuro che lo seguiva discretamente
a distanza.

 Capitolo 7.

Alle sei Johann Kronsteiner torn in macchina a Unterwald
dal luogo dov'era morto Bryant. Il villaggio era pi calmo che
un'ora prima, quando lui c'era arrivato. La gente era sparita nel
calore delle cucine illuminate a parlare a voce bassa dell'incidente
avvenuto a pochi chilometri dalle loro case. Il luogo dove
era accaduto sembrava averli turbati almeno quanto l'incidente
in s. Erano stati i loro bisbiglii a indurre Johann a proseguire
sino alla chiesa di San Giorgio, anche se stava abbuiando
rapidamente, cosa che lo costrinse a scendere a tentoni
sino all'auto bruciata con una torcia in mano. Lo aveva accompagnato
un poliziotto della gendarmeria di Bad Aussee;
altri due erano rimasti alla locanda per parlare con August
Grell al suo ritorno - si diceva che fosse andato a caccia dalle
parti del Finstersee e che non sapesse ancora nulla dell'accaduto
- mentre il quarto era partito con l'ambulanza e col cadavere
di Richard Bryant. Adesso, mentre scendeva dalla jeep,
Johann vide Felix Zauner davanti all'abitazione di Frau Kogel,
la direttrice dell'ufficio postale (era una delle poche case
con un telefono, ricord, e se non fosse stato cos triste, si sarebbe
divertito a notare con quanta astuzia Felix aveva scelto
quella posizione), e c'era anche Trudi, che aspettava con ansia
e intanto gli teneva compagnia. Johann ringrazi il gendarme
e si avvicin alla porta illuminata. Trudi gli prese una mano.
Lui le rimase accanto senza dir nulla.
Sei sceso nel burrone? domand Felix.
Johann annu. L'auto si era raffreddata al punto che aveva
potuto esaminarla.
Allora hai visto il cadavere al volante?
Il corpo carbonizzato era stato trapassato dal piantone dello
sterzo. Non aveva avuto la minima possibilit di cavarsela. E
non c'era modo di identificarlo.
Trudi Seidl disse sottovoce: Chi poteva essere? Non manca
nessuno a Unterwald. E poi abbiamo visto passare la macchina
dal villaggio. C'era soltanto un uomo a bordo. Era una
ragazza con gli occhi e i capelli scuri, le guance lucenti e la
risata pronta, ma quella sera non c'erano sorrisi sulle sue rosse
labbra carnose e lo sguardo che pos su Johann era pieno di ansia.
Secondo i poliziotti poteva essere un autostoppista. C'era
un francese che girava a piedi da queste parti. Ieri sera ha
dormito da mia zia; il vecchio Grell gli aveva detto che la locanda
era chiusa.  partito stamattina alle otto. Credi che fosse
lui?
Non pu averci messo due ore e mezzo per arrivare a piedi
a San Giorgio.
Felix disse: Potrebbe aver visitato la chiesa per vedere le
incisioni in legno, o anche essersi slogato una caviglia. Potremo
dire con certezza che non  lui solo quando lo ritroveremo in
qualche altro villaggio.
Ma potrebbe anche essere sceso a valle e aver preso un
pullman o un treno. E a quest'ora sarebbe gi a Monaco:
Johann guard duramente Felix. E tu avresti dovuto dirlo,
pens.
Trudi era sempre pi preoccupata. Ma trov la soluzione
pi logica. Vieni a cena da noi, Johann.
Johann guard la finestra illuminata al pianterreno della
Gasthof Waldesruh, appollaiata sul prato sopra il villaggio.
Andr prima alla locanda. Vedo che August Grell  tornato.
Lo stanno interrogando i gendarmi.  rientrato soltanto
da mezz'ora.
E Anton dov'?
Non lo sai? disse Trudi.  in vacanza.  partito la
settimana scorsa.
Johann guard di nuovo Felix, che se ne stava in silenzio
con un piede sulla soglia di casa Kogel. Sai se qualcuno lo
ha visto partire?
Abbiamo sentito la sua motocicletta, disse subito Trudi.
Sai bene quanto rumore fa. Ha svegliato tutto il villaggio
gioved scorso. Ma che hai, Johann?
Ha semplicemente una teoria e non vuole che crolli, disse
con voce stanca Felix Zauner. Poi sent suonare il telefono.
Scusatemi, disse, e si precipit dentro.
Da un'ora non fa altro che chiamare Salisburgo o ricevere
telefonate, disse Trudi.  un uomo strano. Non capisco
mai che cosa pensi.
 solo preoccupato per i suoi affari. Crede che nessuno
tranne lui sappia fare bene qualcosa.
Ha scelto un bel giorno per venire su a parlare con il vecchio
Grell del progetto di uno chalet per sciatori. Non si rassegna
mai quando gli dicono di no?
Dunque,  cos che Felix giustifica la sua presenza a
Unterwald, pens Johann. Ma perch non  al Waldesruh a guardare
in faccia Grell mentre i due gendarmi lo interrogano? Felix
ha i suoi metodi,  chiaro, ma non sono certo i miei. Si
morse le labbra, si accigli e si soffi il naso.
Maledetto raffreddore. Adesso  quasi passato ma non
riesco ancora a ragionare. Sentiva soltanto che tra lui e Felix
si era creata un'incrinatura, e non capiva perch. Felix,
l'intelligente, sembrava non essersene accorto, mentre lui, che
non aveva mai preteso di essere un uomo brillante, stava assistendo
se non alla fine di una lunga amicizia, certo a una
sua trasformazione. Finora, pens, non lo avevo mai criticato,
e questa idea lo turbava.
Vieni a mangiare da noi, insistette Trudi.
Pi tardi. Ora comunque ti do un passaggio fino a casa.
Ti terr da parte qualcosa. Si strinse alla gola il giubbetto
di lana pesante. Sei sicuro di essere abbastanza coperto?
Hai un raffreddore che non mi piace.
Avresti dovuto sentirmi ieri. L'aiut a montare sulla
jeep. Percorsero il breve tragitto in silenzio. Lascio qui la
macchina, le disse fermandosi sul prato accanto alla casa.
Pu darsi che faccia molto tardi.
Ti aspetter.
Lo aspettava sempre. La baci tenendola stretta. Poi bruscamente
prese dalla jeep il suo mantello di loden e torn indietro
sulla strada principale del villaggio.
Felix Zauner lo stava aspettando all'angolo della casa di
Frau Kogel.
Tutto a posto a Salisburgo? non pot fare a meno di
chiedergli, ma Felix non rispose alle sue punzecchiature. Si
limit ad annuire immerso nei propri pensieri. Vieni? Johann
aveva gi fatto tre passi verso la Gasthof Waldesruh.
Felix lo prese per un braccio e lo trascin all'ombra della
grondaia di casa Kogel. Devi proprio, Johann?
Ho una buona scusa. Sono il cognato.
Ma perch andare lass? Se  vero quello che credi tu,
Grell potrebbe insospettirsi. Potrebbe pensare che Bryant ti abbia
raccontato sul Finstersee pi di quanto tu sappia. Felix
si calc ulteriormente sulla fronte il cappello di velluto verde.
Le rughe agli angoli degli occhi si approfondirono mentre fissava
Johann con attenzione. Non  che Bryant ti abbia detto
dell'altro? Non mi nascondi niente, vero?
Ti ho raccontato tutto quello che sapevo. Adesso ti dico
che Dick non  morto per un incidente. Credi proprio che
avrebbe permesso a un estraneo di guidare la sua auto? Non
voleva nemmeno che la toccassi.
Hai pur visto le sue mani. Pu darsi che gli facesse comodo
lasciar guidare un altro. Chiss che cosa ha provocato quei
segni? Parlava con voce pacata e indifferente, ma i suoi occhi
erano attentissimi.
Non lo so. Chieder a Grell se gliene ha parlato.
Attento a quel che dici, lo avvert Felix. Non fargli capire
che non credi sia stato un incidente.
Johann lo fiss. Poi annu.
Potrei essere il primo nel suo elenco? domand cercando
di buttar la cosa in ridere. Ma si sentiva troppo vicino alla
verit per immettere sufficiente umorismo nella sua voce. Lo
sai anche tu che c' qualcosa di strano in questa faccenda. Perch,
per esempio, Dick aveva soltanto il pullover? Al villaggio
lo hanno visto, o hanno visto qualcun altro, che guidava con la
sua giacca verde.
Faceva troppo caldo. Se la sar tolta.
Tu hai sempre una risposta pronta.
Johann, se ci son nazisti da queste parti li prenderemo.
Potr volerci un po' di tempo, ma li scoveremo e li manderemo
via.
Magari oltre il confine con un colpetto sulle dita? Ma perch
non li arrestate con un'imputazione di omicidio? In questo
caso potreste rinchiuderli per sempre.
Felix Zauner perse la pazienza. Perch, idiota che non sei
altro, un processo per omicidio finirebbe col rivelare la ragione
per cui Bryant  stato ucciso. E noi vogliamo che smettano di
interessarsi al Finstersee.
E se i nazisti tirano su quella cassa?
Come potranno farlo dopo che li avremo dispersi? Passer
molto tempo prima che qualcuno di loro osi tornare a
Unterwald. Una volta distrutto il loro nido, non avranno pi una
base di operazione. Dovranno fare nuovi impianti, rivedere tutta
la loro organizzazione. Continueranno a tentare, s'intende,
ma noi continueremo a sorvegliarli. E loro lo sapranno. Te
l'ho gi detto a Salisburgo e te lo ripeto adesso...
Vieni o no? Johann si stava avviando lentamente.
 meglio non andare insieme. Quando arriver...
Dovr far finta di conoscerti appena.
E sta attento! Forse ci sono un paio di suoi amici su con
lui.
Johann si ferm. Chi sono?
Due forestieri arrivati questa sera. Sono alla locanda per
qualche giorno di caccia. La zia di Trudi ha passato il pomeriggio
a far letti e a cucinare. Felix sogghign. Sar questa
la mia scusa. La locanda  aperta. Cener l e forse ci passer
la notte.
Perdio, disse Johann guardando Felix con sincera ammirazione,
credo proprio che lo farai. Gir sui tacchi e attravers
la strada, seguendo la fila di case sino al sentiero che saliva
verso il Finstersee. Lo percorse per qualche minuto e arriv
al prato di Waldesruh con il suo breve viottolo che portava
all'ingresso principale della locanda. Di l guard verso
il villaggio. Non riusciva a vedere Felix, ma Felix certamente
lo stava tenendo d'occhio e aspettava il momento di presentarsi.
Gli piacer davvero vivere in questo modo? si chiese.
Poi buss con forza alla porta di quercia e l'apr.
Nella sala da pranzo la grande stufa in ceramica era accesa,
ma Frau Hitz doveva avvolgersi le spalle in uno scialle mentre
preparava la tavola. In cucina ridevano e stavano al caldo con
il cappotto indosso e le gambe distese. Johann si slacci il colletto
del mantello.
Sono Kronsteiner, disse. Posso parlarle un momento,
Herr Grell? Salut con un cenno del capo Karl e Max, i due
poliziotti di Bad Aussee che conosceva bene. E diede soltanto
un'occhiata ai due forestieri ben vestiti e ben nutriti che sedevano
in disparte. La risata si era spenta nel silenzio.
August Grell, rubizzo e raggiante, stava riempiendo di birra
i loro boccali. Venga avanti. Si sieda. Vuole un po' di birra?
Poi s'interruppe e atteggi il suo viso a un'espressione di
simpatia. Ma lei non  il cognato di Herr Bryant? Mi scusi,
Herr Kronsteiner, ma con quei vestiti da inverno non l'avevo
riconosciuta. Non so dirle quanto mi dispiaccia. Una cosa terribile,
terribile.
Credo che lei sia stato l'ultimo a vedere mio cognato.
La mia voce  troppo tesa, pens Johann, devo rilassarmi. Si
rendeva conto che i due forestieri lo stavano esaminando. Disse
a Max, il pi anziano dei due poliziotti di Bad Aussee:
Immagino che gli avrete gi fatto quasi tutte le domande...
Certo, Johann. Ma non c' niente che possa aiutarci. Herr
Grell ha incontrato tuo cognato nel prato da picnic e lo ha
invitato qui per la colazione.
E le garantisco che non si  bevuto niente di pi forte del
caff, disse Grell.
Stava male?
No. Aveva freddo ed era un po' bagnato. Era stato sorpreso
dalla nebbia e si era graffiato le mani aggrappandosi a
delle rocce. A parte questo, stava bene. Era solo un po' preoccupato
per sua moglie. Ma le ha telefonato.
Lo so. Ero da loro a Salisburgo per un paio di giorni.
Be'... Sembrava che non sapesse da che parte cominciare.
Deve essere tutto, immagino. Dov' Anton?
Non si mosse un muscolo sul viso placido di Grell. A Bolzano.
 tornato nel Sud Tirolo? domand Johann sorpreso.
Ma non  pericoloso per lui? In fondo se n'era andato senza
il permesso degli italiani.
Adesso ha documenti austriaci. Non corre rischi. Grell
sembrava divertito. Spera di tornare con la sua ragazza. O
almeno cerca di convincerla a venire nel nord. Con un po' di
fortuna dovrebbero essere qui la settimana prossima. Vuol lasciargli
detto qualcosa?
No. Pensavo solo di trovarlo qui. Da quella telefonata...
Grell lo stava guardando. S?
Mia sorella aveva capito che suo marito stesse facendo colazione
con i Grell.
Grell parve sbalordito. Deve aver capito male. Con i Grell?
Sicuro che non abbia detto dai Grell? A volte basta una parolina
per cambiare il senso di una frase. Si rivolse ai suoi ospiti.
Peccato che domani non ci sia qui Anton per farvi da
guida. Ma forse potrete convincere Herr Kronsteiner a sostituirlo.
Le conosce bene queste montagne. Le piace la caccia,
Herr Kronsteiner? E guard Johann con un sorriso cordiale
e con grandi occhi azzurri innocenti.
Dovr pensare al funerale, disse a bassa voce Johann.
Il sorriso di Grell si spense. Mi perdoni. Mi dispiace molto.
E la prego di trasmettere a Frau Bryant le mie pi sincere
condoglianze.
Dal vestibolo della sala da pranzo arriv la voce di Felix
Zauner che diceva:
Ma dove diavolo siete? Grell? Poi i suoi rapidi passi
rimbombarono sul pavimento di legno e si fermarono sulla soglia
della cucina. Teneva sotto braccio un rotolo di pesanti
fogli di carta. Lieto di vedere che la locanda  aperta, disse
con un cortese cenno di saluto a tutti quanti. E guard la
grande stufa dove le pentole erano state radunate intorno al
fuoco perch rimanessero al caldo e emanavano un profumo
delizioso.  pi piacevole discutere d'affari dopo un buon
pasto. Alz il rotolo di fogli. Ho fatto fare piante e diagrammi
in scala. E le dimostrer che noi non vogliamo rovinare
Unterwald, disse a Grell. Quando servir il pranzo?
Presto, spero. Quest'aria di autunno mi mette... Si accorse
della presenza di Johann e cambi tono. Ho saputo dell'incidente,
Kronsteiner. Mi dispiace molto.
Max pos con cura il suo boccale di birra sulla tavola e si
alz. Karl fece lo stesso.
S, disse Max nel congedarsi,  stata una brutta cosa,
una bruttissima cosa. Ma per sua fortuna, Johann, tuo cognato
 morto subito, senza soffrire.
S, disse Karl, non come quell'altro che era nella macchina.
 strano che non l'abbiano sentito gridare dal villaggio.
Salut tutti con un sorriso, si un a Max nel ringraziare
per la birra e s'avvi verso la porta posteriore al seguito del
collega.
Johann osserv il sorriso sul largo volto rubizzo del locandiere,
forzato e ora bloccato, come se Grell non riuscisse pi a
sbarazzarsene. I due forestieri erano rimasti immobili.
Buona notte, disse Johann e segu i poliziotti in cortile.
Chiudendo la porta, vedeva ancora quella rigida scriminatura
sulle labbra di Grell.
Felix Zauner, rientrando nella sala da pranzo, disse: Vado
a togliermi il cappotto. Frau Hitz, vuol essere cos gentile
da mostrarmi dove posso lavarmi le mani?
Grell ascolt i passi di Zauner che si allontanavano.
Non preoccupatevi per lui, disse.  soltanto un abile
uomo d'affari. Potremo parlare quando se ne sar andato.
I suoi ospiti si erano alzati, ma uno di loro teneva gli occhi
fissi sulla porta posteriore come se stesse ancora guardando
Johann Kronsteiner.
 di quel cognato che mi preoccupo, disse con voce sommessa.
E la moglie di Bryant? domand l'altro.
 un problema che dovremo discutere, disse Grell.
Due uomini hanno sorvegliato la sua casa per tutto il giorno.
Nostri?
No. Credo siano quelli che aveva chiesto Yates. Ma chi
gli ha dato l'indirizzo di Bryant? Oggi Yates non ha certo potuto
mettersi in contatto con loro. Comparve un vago sorriso
su quella bocca normalmente gradevole.
Ci deve essere qualcuno a Salisburgo che serve a Yates
da tramite, disse pensosamente Grell. Qualcuno che Yates
ha avvertito stamattina presto prima che lo prelevassimo.
 possibile. Noi controllavamo soltanto i suoi messaggi a
Varsavia. Se ha fatto anche una telefonata a Salisburgo... be'
non sono cose che potevamo intercettare. Abbiamo scoperto che
a Zurigo, oltre a quello ufficiale, ha almeno altri due indirizzi.
Un tipo molto abile.
Per chi lavorava? Per i sovietici?
Non credo. Ricomparve lo stesso sorrisetto.  stato un
agente sovietico a informarci.
Allora per gli americani?
No. Sicuramente no. Gli ha procurato abbastanza guai
perch...
Grell alz una mano udendo i primi suoni di passi lontani
che percorrevano il corridoio. I tre uomini si separarono mettendosi
a distanze pi normali e il loro sommesso mormorio
divenne un tono di voce naturale.
S, stava dicendo Grell guidandoli verso la sala da pranzo,
i camosci sono spariti. Sembra siano andati tutti nella
Stiria meridionale. Ma non si sa mai, potreste sempre aver
fortuna. Frau Hitz!  pronta la cena?
Johann si era fermato all'angolo della locanda per accendersi
una sigaretta. Davanti a lui la motocicletta con il sidecar avanz
sobbalzando sul viottolo con un ultimo saluto amichevole
di Karl. Poi volt a destra sulla strada che portava a Bad
Aussee e anzich tossire e sputacchiare prese a ringhiare in
modo continuativo. Era una notte limpida, quasi senza nubi,
e gi luccicavano le prime stelle.
Per Johann camminare era facile come respirare; e il buio
non costituiva un problema una volta cancellate dai suoi occhi
le luci della cucina di Grell. Che bugiardo, pens con asprezza,
bugiardo, bugiardo e bugiardo. Dunque Dick aveva fatto
colazione dai Grell, eh? Ma Anna non faceva errori del genere
ed era stata molto precisa: Dick aveva fatto colazione con
August e Anton Grell. Erano state queste le sue parole. Forse,,
decise,  stata una fortuna che non l'abbia detto. Non gli ero
molto simpatico.
Si ferm sul limitare del prato da picnic a guardare la luna.
La sua luce era debolissima, isolata com'era dalle vette che si
levavano alte sopra il lago.
Attravers il prato, volendo prendere la scorciatoia che passava
per il bosco e raggiungere il sentiero ai piedi della montagna.
I suoi occhi, perlustrando la penombra che lo circondava,
si posarono sulla nera sagoma del tavolo da picnic. Era
qui che Grell aveva incontrato Dick? Un'altra bugia, forse.
Rallent il passo chiedendosi che cosa fosse veramente accaduto
e sentendo l'impossibilit di arrivare alla verit passando
per il labirinto di bugie che Grell poteva avere inventato. Ma
ci sarebbe stata almeno la testimonianza di Anna su chi era
effettivamente presente quel mattino nella locanda. Anna non
mentiva. Anna...
Johann s'accost lentamente al tavolo, pos un piede su
una panca e appoggi un gomito a un ginocchio mentre guardava
oltre quel breve tratto di lago e verso lo scoglio nascosto.
Si ricord dei segni sulle mani di Dick. Segni di corda. Ne aveva
viste tante di cicatrici del genere; era accaduto anche a lui
quando scivolava su una roccia e restava per qualche istante a
penzolare sopra un precipizio, o quando lasciava andare una
fune per facilitare la discesa di un compagno e mollava la
presa sia pure soltanto per un secondo. Dio del cielo, sussurr.
La sua fantasia galoppava. Dick si era tuffato e aveva buttato
via l'equipaggiamento per l'immersione. E Anna gli aveva
mentito. Anna aveva detto che Dick non aveva trovato niente...
Un momento, pens. Tu hai detto che Dick non sarebbe mai
andato a far colazione nella locanda con quella cassa nel bagagliaio
dell'auto. Tu hai detto questo... Segno che la cassa non
 mai stata nascosta nell'auto. Dick l'ha nascosta in qualche
altro luogo. Ma dove?
Si ricord all'improvviso di quel mattino in negozio e del
modo in cui Anna si era raggelata quando aveva visto l'americano
fermarsi davanti a un particolare della foto del Finstersee. Anche lui si era raggelato, ma perch diffidava dello
straniero. Era cos anche per Anna? Oppure l'americano stava
guardando il vero nascondiglio? Come me adesso? si chiese
incredulo. E fiss i tre macigni, grigi e argentei al chiarore
della luna.
Impossibile, continuava a ripetersi. Sar passato una dozzina
di volte davanti a quella foto, e non mi  mai venuto in mente
niente,  solo - come l'ha chiamato l'americano - uno studio
sulla grana, per dimostrare che razza d'artista sapeva essere
Dick con la macchina fotografica. E metterla in mostra proprio
l in negozio? Follia, completa follia. Solo che tu, si disse,
ci sei passato davanti e non hai pensato nulla. Come non penseresti
nulla neanche adesso se stamattina in bottega non ti fossi
trovato accanto ad Anna o se tra i resti della macchina avessi
scoperto qualche traccia del suo equipaggiamento.
Tronc la catena delle riflessioni e s'avvi sull'erba molle.
Avvicinandosi ai macigni, pot scorgere la nera linea d'ombra
dove due di essi si incontravano. Non ci si poteva nascondere
niente l. Era soltanto una stretta fessura, un crepaccio in scala
ridotta. La sua eccitazione si plac e gli rimase quel senso di
vuoto proprio di chi ha cercato di illudersi.
Stava gi allontanandosi quando not i fiori appassiti e il
roseto. La loro ombra non poteva essere cos grossa. Si inginocchi,
li scost e scopr che al suolo la fessura si allargava. Trasse
di tasca la torcia e vi punt contro il raggio. Vide le cinghie
di uno zaino e tir. Dovette posare la torcia e tirare con tutte
due le mani. Prima con forza, poi pi piano. Lo zaino schiacci
gli steli dei fiori e s'impigli nei rovi. Johann gli diede un ultimo
strattone. Era proprio la cassa.
Rest a lungo inginocchiato senza neanche toccarla. Poi si
mosse in fretta. Si caric lo zaino sulle spalle coprendolo con
il mantello. Poi si ficc in tasca la torcia, rimise al loro posto
con un piede i fili d'erba e i fiori e si avvi verso il pi vicino
gruppo di alberi. Di l raggiunse il limitare della foresta e s'immerse
nelle sue profondit. Adesso non doveva pi preoccuparsi
di star nascosto, ma solo orientarsi, e il senso dell'orientamento
lo aveva innato. Prima di arrivare dietro la locanda,
gir al largo per evitare il villaggio, con una lunga deviazione
intorno ai campi pi lontani. Quando arriv alla casa di Trudi,
sapeva con certezza che nessuno lo aveva visto.
La sua jeep era ancora nelle ombre profonde del lato occidentale
di casa Seidl. Esit un momento. Il suo primo impulso
fu di posare lo zaino sul sedile posteriore e andarsene. Ma era
esausto, anche se sarebbe bastato un po' di cibo e un po' di
calore per rimetterlo in forze, e aveva fame. Aveva mangiato
per l'ultima volta a colazione. E Trudi lo aspettava.
La porta era socchiusa. La spinse con cautela, perch era
vecchia quanto la casa e cigolava facilmente. Sal sulla soglia
di pietra, sopraelevata per impedire che le correnti d'aria arrivassero
fino in cucina, chiuse lentamente la porta e si ferm.
Trudi aveva lasciato una piccola lampada sulla tavola al centro
del lucido pavimento di legno. C'era anche da mangiare e
nell'antico caminetto ardevano i tizzoni. Era pi gradevole di
qualunque stufa, dovette ammetterlo, anche se tante volte aveva
riso dell'insistenza del padre di Trudi nel tenere quel caminetto
aperto, nero, ampio e tutto affumicato, solo perch lo
avevano adoperato suo nonno, suo bisnonno e prima ancora i
loro bisnonni. S, era una vecchia casa, una delle pi vecchie del
villaggio, ma stava ancora in piedi e teneva lontani i venti invernali
meglio della sua casa nuova di Bad Aussee. Pos delicatamente
lo zaino sul pavimento, ai piedi della scala che portava
alla camera di Trudi. Sua madre dormiva in una stanza dietro
la cucina (che un tempo, quando il padre di Trudi coltivava la
terra, era parte del granaio) ed egli poteva sentire il suo respiro
regolare attraverso il muro. Si tolse le scarpe e si slacci il
mantello, mettendo il tutto accanto allo zaino. Poi s'accost
silenziosamente alla tavola e ai suoi piatti coperti. Era la maniera
di Trudi per dire: Qui c' qualcosa da mangiare, e se
sei troppo stanco per venire a trovarmi, fa niente. Ho gi aspettato
abbastanza e comunque m'addormento in fretta. Naturalmente
non diceva sul serio. Era solo per ricordargli che se
lui era un tipo indipendente, lo era anche lei. O almeno
cercava di esserlo. Ma senza molto successo, pens Johann con un
allegro sogghigno.
Mangi tutto quello che lei gli aveva lasciato. Ce n'era a
sufficienza per due uomini e lui ne aveva proprio bisogno. Poi
rimase un po' seduto, con la schiena confortevolmente vicina
al fuoco, e rischi di addormentarsi. Quando si scosse aveva
finalmente deciso che cosa fare dello zaino.
Si alz, spense la lampada e s'avvi silenziosamente verso la
scala. Afferrato lo zaino, cominci a salire con cautela evitando
il terzo e il nono gradino che scricchiolavano troppo. Un'eguale
cautela doveva averla nell'attraversare il pianerottolo di sopra,
mentre poteva rilassarsi nella camera di Trudi. Era una
cosa questa che ogni volta lo divertiva: faceva parte del gioco
e rendeva ancor pi piccante l'avventura. La ragazza aveva
lasciato le tendine non tirate in modo che il chiarore della luna
gli impedisse di sbattere contro qualche mobile. Pos lo zaino
accanto al baule che conteneva tutta la biancheria da lei accuratamente
ricamata per il giorno delle nozze. Guard prima
lo zaino, e poi di nuovo la ragazza con i capelli scuri sciolti sul
morbido guanciale. Il matrimonio era una cosa che ora poteva
permettersi. Manc poco che questo pensiero lo spingesse fuori
della stanza e gi dalla scala.
In quel momento Trudi si volt nel sonno, sospirando un poco
e stiracchiandosi sotto il bianco copriletto di piume. Johann
si spogli lasciando cadere gli abiti sul pavimento. Poi si chin
su di lei, quasi svegliandola con una serie di piccoli baci rapidi.
Le mordicchi con delicatezza il lobo dell'orecchio. C' nessuno
a casa? domand sottovoce mentre scostava il copriletto.
Trudi lo svegli come sempre alle quattro.  ora di andare,
sussurr. Era gi scesa dal letto e si era avvolta nella
pesante vestaglia che lui le aveva regalato a Natale. Le tendine
erano tirate e c'era una candela accesa.
Troppo presto, borbott Johann, ma gi lei stava scuotendo
i suoi indumenti e glieli porgeva uno dopo l'altro. Egli si
vest lentamente sognando ancora un'ora di dolce e caldo riposo.
Ma Trudi aveva ragione. Bisognava andare prima che si
svegliasse il villaggio. Fu allora che vide lo zaino e si dest
completamente. Senti, Trudi. Devo andare a Salisburgo e non
ho tempo di passare da casa. Mi tieni questo fino al mio ritorno?
Indic lo zaino.
Ma'certo. Lo guard incuriosita. Che cos'?
Del materiale che apparteneva a Dick.  stato gettato fuori
dall'auto. Si guard attorno accigliato. Non possiamo
rischiare che tua madre lo scopra e cominci a chiedere come
 arrivato fin qui. Ci sale spesso di sopra?
No, le fanno male le gambe. E le scale...
 meglio stare attenti lo stesso. Ed evitare che la gente
chiacchieri.
Lei era d'accordo. Lo guard mentre cercava di estrarre la
cassa dallo zaino e spalanc gli occhi inorridita quando gli vide
estrarre un coltello e squarciarne i fianchi di tela.
Che spreco! disse. E com' sporca! Indic disgustata
la cassa di metallo.
Porta un asciugamano vecchio. Si fa presto a pulirla.
Ha bisogno di una buona lavata, disse Trudi, ma insieme
riuscirono a rimuovere gran parte della verde melma disseccata.
Deve valere molto. Guarda come l'ha chiusa.
Spero proprio che valga molto. Per amore di Anna. Avr
bisogno anche dell'ultimo centesimo che riuscir a cavarne.
Senti, amore, una volta finito il funerale porter Anna a casa
mia e allora potr avere la cassa. Ma intanto deve rimanere un
segreto tra noi due. D'accordo?
Ma i poliziotti non vorranno...
Non sono affari loro. Sono affari di Anna. Dove la mettiamo
adesso?
Sotto il letto.
Era una proposta talmente semplice e talmente tipica che
lui quasi sorrise.
Qui dentro, disse, alzando il coperchio del baule della
biancheria.
No!
Trudi, disse gentilmente cingendole la vita con il braccio
libero, lo sai che  la prima volta che mi rispondi di no?
E proprio quando ho pi bisogno del tuo aiuto. Ti prego,
Trudi. L'avvolgiamo in un lenzuolo e la mettiamo sotto, cos non
sporca e non schiaccia niente. Su, amore. La baci sul collo,
sul mento, sulle labbra. Ma lei era ancora tesa e distaccata.
E va bene, dovr portarla a casa mia e cercare di nasconderla
l. La lasci andare completamente.
 davvero cos preziosa? domand lentamente Trudi.
Ma nessuno vorr rubargliela.
A no? Lo sai quanto  costata a Dick una delle sue macchine?
Quindicimila scellini, e per di pi con lo sconto.
Lo guard sbalordita.
Quindi questa cassa vuol dire denaro. Denaro per Anna.
Non avr bisogno di preoccuparmi per il suo avvenire. Potr
pensare al mio. Potr pensare a sposarmi, a sistemarmi. Esit
e torn al problema numero uno. Ba'... adesso dovr portare
la cassa a casa mia e trovare un...
C' tanto disordine a casa tua, Johann, disse vivacemente
Trudi. Non c' niente che sia chiuso come si deve, la
chiave della porta  in un posto dove tutti la possono trovare
e c' continuamente gente che entra e che esce. No, non va
bene, se la cassa  davvero cos preziosa.
Lo .
La ragazza incominci ad accatastare sul letto stuoie ricamate,
federe per cuscini, trapunte di piume e pile di asciugamani.
Cos la cassa di metallo macchiata di verde venne nascosta
sul fondo e Trudi torn a disporvi sopra la biancheria.
Meine eigene Aussteuer, disse sommessamente e con tristezza
mentre chiudeva il coperchio.
Johann la strinse tra le braccia. Potrebbe essere una parte
del tuo corredo da sposa, disse. Una volta sistemata Anna...
Aveva voglia di mordersi la lingua, ma ormai la promessa
l'aveva quasi fatta e Trudi era stata prontissima a coglierla.
Le braccia di lei si allacciarono intorno alle sue spalle. Oh
Johann, lo baci con insistenza. Ci sposeremo. Anna avr
la sua cassa e noi ci sposeremo.
Trudi,  tardi. Tra poco tua madre...
Lei lo lasci con una risata. Adesso non ha pi importanza.
S che ce l'ha. Lasciamo le cose come sono per il momento.
 il nostro segreto, d'accordo? Raccolse lo zaino. Doveva portarselo
via. Trudi lo avrebbe poi lavato e avrebbe cercato di
rammendarlo. Meglio non lasciarlo qui.
 il nostro segreto, conferm lei. Aveva gli occhi scintillanti
di gioia.
Le diede un ultimo bacio. Sei proprio la migliore delle mie
ragazze, le sussurr.
Johann pos lo zaino, coperto dal suo mantello ripiegato, sul
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 sedile anteriore della jeep e tolse il freno a mano. Poi cominci
a spingere il veicolo per allontanarlo dal muro di casa Seidl.
Non era difficile perch il terreno digradava dolcemente verso
la strada.
Davvero in gamba, comment la voce sommessa di Felix
Zauner. Hai bisogno di aiuto? Era tutto infagottato ma
sembrava aver freddo. Proprio questa mattina dovevi dormire
venti minuti in pi?
Non dirmi che sono troppi, replic Johann riavendosi
dalla sorpresa mentre spingevano insieme. Ben presto la jeep
giunse sulla strada che scendeva a Bad Aussee. Vuoi un passaggio?
No. Preferisco tornare nel mio letto a casa di Frau Hitz.
Mi ha ospitato lei per la notte. Grell alla locanda aveva preparato
soltanto due camere.
Mi sembri affamato.
E tu mi sembri teso. Qualcosa che non va?
Johann lo guard. Credo di averle chiesto di sposarmi.
Zauner fischi sommessamente. Cosa dir Elizabetha?
Johann alz le spalle. Elizabetha non era una ragazza da
sposare.
Per lei sono soltanto una distrazione dai suoi amici di Salisburgo.
Per un attimo Zauner non disse niente. Johann aveva pi
buon senso di quanto lui pensasse. Elizabetha, nonostante il suo
fascino e la sua bellezza, era una ragazza pericolosa. Diede
una manata sulla spalla dell'amico.
Ti troverai meglio con Trudi Seidl.
Johann non rispose.
Tu l'ami, vero?
Credo di s. C'era un po' di stupore nella voce di Johann.
Zauner si stava divertendo. Non ti ci vedo come marito.
Neanch'io.
Il sorriso di Zauner si allarg. Allontaniamoci dal freddo,
disse arrampicandosi sulla jeep e scostando il mantello per farsi
spazio. Portami sino al primo albero. Ho qualcosa da dirti.
Aspett che Johann mettesse in moto e una volta che il
motore cominci a girare regolarmente riprese a parlare. Riguarda
Anna. Non  rimasta dai Dietrich. La credevano addormentata.
ma lei, mentre Frieda e i bambini erano a cena, 
sgusciata fuori ed  tornata a casa. E gli ha telefonato da l,
o meglio ha telefonato l'americano. Che  rimasto ad aspettare
finch non  arrivata Frieda per passare la notte con Anna.
Quindi sta benissimo. Ma... Le labbra di Felix Zauner si
chiusero ed egli non aggiunse altro.
Era con l'americano, hai detto? Johann ferm la jeep.
Del resto l'albero non era lontano. Quell'avvocato?
Mathison.
Che diavolo sta succedendo?
 quello che vorrei sapere. Cosa conti di fare?
Pensavo di darmi una lavata, di cambiarmi e di tornare
a Salisburgo.
Fallo. Per quel che ne sappiamo, si sono incontrati per
caso. Ma... Di nuovo silenzio.
 davvero un avvocato?
Stiamo cercando di scoprirlo. Sai... Zauner scelse con
cura le parole, c' molto interesse per Unterwald. Per esempio,
quel francese che la notte scorsa ha dormito da Frau Hitz
sembra che le abbia fatto un mucchio di domande sui visitatori
del villaggio. E tre giorni fa ha preparato un pranzo per due
stranieri assai curiosi che giravano anche loro a piedi. Secondo
lei dovevano essere cechi o polacchi. E le hanno rivolto le stesse
domande.
Be', meno male che non hanno chiesto del Finstersee. Ma
nonostante la sua spavalderia, Johann era preoccupato.
Faranno ben altro che chiedere del lago se sapranno che
c' stata una morte violenta.
Un assassinio, disse Johann con decisione.
Che ragione c'era di ucciderlo?
Johann sent l'impulso di dire: Ce n'erano e come di ragioni.
Adesso sei seduto accanto allo zaino di Dick, s,  sotto
il mio mantello. L'ho trovato dove l'aveva nascosto. Ma tenne
la bocca chiusa. Poi offr a Felix un'ultima possibilit.
Tu non vuoi chiamarlo omicidio, eh? Vuoi che sia un
incidente.
Arresteremo Grell e i suoi amici, se hanno qualcosa a che
farci.
A questo punto ognuno dei due va per la sua strada, pens
Johann. E disse con rabbia: Ma non come assassini.
Sei un bastardo vendicativo, comment allegramente Felix
aprendo la portiera della jeep. Salutami Anna.
Quanto c' stata con l'americano?
Sembra che si siano incontrati verso le sei e mezzo. E hanno
passeggiato per quasi un'ora. Poi lui l'ha accompagnata a
casa. Ma perch non vai a Salisburgo e non glielo chiedi?
Johann innest la prima e s'avvi rombando gi per la collina.

 Capitolo 8.

Alle sei e mezzo Bill Mathison non aveva niente a cui pensare,
tranne che alla cena. Era troppo presto per mettersi alla
ricerca di un ristorante e pareva che la fortuna non lo aiutasse
a scoprire un altro bar dove bere qualcosa e trascorrere un'oretta.
Nel quartiere sembrava ci fossero soltanto grandi piazze e
fontane che parevano solitarie come lui. Ma forse il suo umore
era una conseguenza della delusione che gli aveva dato
Elissa.
Aveva superato la facciata massiccia della cattedrale e si
stava dirigendo verso i portici. Poi bruscamente si ferm e si
guard indietro. Anna Bryant? Impossibile. Era una donna
sola, ferma davanti a quelle porte gigantesche, che fissava il
campanile senza vedere niente. Che stesse male? Mathison esit.
Era proprio Anna Bryant: capelli biondi inargentati dalle
luci della piazza, mascelle e zigomi in rilievo e bianchi come
quelli delle statue di marmo della cattedrale. Non badava ai
passanti. Aspettava forse qualcuno? Fece per proseguire, ma
lo fren la disperazione che leggeva sul suo volto. Rimase a
guardarla per un lungo minuto. Poi si fece avanti.
Mrs. Bryant, disse pacatamente, e dovette ripeterlo.
Lei lo guard come se lo vedesse lontanissimo.
Posso aiutarla?
Lei si riprese ma non disse niente.
Sono Bill Mathison. S, doveva proprio star male, altrimenti
non si sarebbe aggirata tutta sola per queste strade buie
e silenziose. Avrebbe dovuto starsene a casa invece di trovarsi
qui, avvolta nel suo cappotto, a morir di freddo. Lasci che
l'accompagni a casa, le disse in tedesco. E le tocc un braccio.
Mrs. Bryant lo segu senza opporre resistenza.
I suoi passi erano lenti e instabili. Facciamo prima una
passeggiata, per piacere. E fu la sola cosa che disse per un
quarto d'ora circa. Anche lui rimase in silenzio, lasciando che
fosse lei a scegliere la direzione. No, non era malata, stava discutendo
qualcosa dentro di s.
Grazie, gli disse infine, staccando il braccio dal suo e
accelerando il passo sino ad assumere un'andatura normale.
Avevo bisogno di aiuto e lei me lo ha dato.  strano camminare
in una citt che amo, in mezzo a gente che conosco
e sentirmi cos smarrita.  anche strano... Si interruppe. Era
stato cos che aveva conosciuto Dick. Si era fermato, l'aveva
guardata e le sue prime parole erano state quasi le stesse: Posso
aiutarla?... Tanto, tanto tempo fa. Vent'anni...  mai stato
a Vienna, Mr. Mathison?
No.
C'era anche Yates.
Ma che c'entrava Yates con questa passeggiata senza meta
per le vie di Salisburgo? Mathison la guard preoccupato.
Non crede che dovremmo avviarci verso casa sua? Erano
ormai arrivati sulla riva del fiume e la Neugasse era parecchio
lontana.
 l che voglio andare. E voglio restarci. Non a casa di
amici. Johann ha sbagliato, ma ho lasciato che mi conducesse
da loro perch lui deve scoprire che cosa  accaduto. Io devo
sapere. Non capisce? Lo guard con aria supplichevole. Ho
bisogno di scoprire tutto su Yates. Per sapere se posso fidarmi
di lui. Altrimenti  stato tutto inutile.
Lui la fissava sempre pi sbalordito. Senta, cominci goffamente,
temo di non capire che cosa...
Lei che conosce Yates, mi dica, che uomo ?
L'ho visto tre volte, anzi quattro. Una volta a New York,
due in altri viaggi a Zurigo e poi, per un momento, la settimana
scorsa.  un tipo cordiale, disinvolto...
Sia sincero, la prego. Io devo sapere.
Se  preoccupata per il contratto, Mrs. Bryant...
Non  per il contratto, replic irritata.  una cosa molto,
molto pi importante. Dick aveva detto... Manc poco
che crollasse. Distolse lo sguardo e per qualche istante fiss il
fiume che scorreva di fianco a loro. Aveva detto che se le
cose fossero andate male dovevo rivolgermi a Yates. Avrebbe
finito Yates quello che lui aveva cominciato. Scosse la testa
con disperazione continuando a guardare altrove. Adesso non
so pi. Da qualche ora sto cercando di mettere assieme tutte le
tessere del mosaico. E non riesco a trovare una soluzione. A
Salisburgo nessuno pu aiutarmi. Neanche Johann. Lei  la
sola persona che potrebbe... forse... Ho pensato... Non fin la
frase.
Stavano percorrendo la serie ininterrotta- di banchine che
orlano la riva del fiume, isolate dal traffico della strada grazie
a una fila di alberi. Mathison si ferm, le prese un braccio
e si volt per tornare indietro. Era spuntata la luna ed erano
comparse le stelle.
L'accompagno a casa, disse.  ora che lei mangi qualcosa.
Tutti gli altri lo stanno facendo. C'erano ben poche
persone in giro. Poi strinse gli occhi, scorgendo un uomo che
camminava dietro di loro e che subito si diresse verso l'albero
pi vicino. Che mi stiano ancora pedinando? si chiese. Ma perch
diavolo dovrebbero pedinarmi?
Anna stava dicendo: Dick si fidava di lui.  un agente
del servizio segreto inglese. Ma adesso...
Un agente inglese? I pensieri di Mathison si staccarono
dall'uomo che ora stava attraversando la strada per raggiungere
il marciapiede delle botteghe e dei ristoranti. Adesso che
lo vedeva bene, riconobbe in lui l'uomo che era entrato nel
ristorante poco prima che se ne andasse Elissa. Lo stesso uomo
e lo stesso cappotto grigio. Eric Yates?
Non lo sapeva?
Come potevo saperlo? Aveva voglia di ridere ma il viso
della donna era troppo teso. Di solito quelli che fanno gli
agenti segreti non vanno in giro a dirlo.
Neanche lui. Ma Dick lo sapeva. Aveva lavorato con Yates
a Vienna. Tanto tempo fa. Alla fine della guerra.
Dunque, il rappresentante in Europa della Newhart & Morris
era un agente segreto? La pressione di Jimmy Newhart sarebbe
salita alle stelle.
 passato tanto tempo. Yates potrebbe anche aver smesso.
Secondo Dick  uno di quegli uomini che non possono vivere
senza intrighi.  nato per questo mestiere. Ed  stato lui
che la primavera scorsa  venuto a trovare Dick a Salisburgo.
Gli ha detto che era tornato nella vecchia azienda. Esplicitamente.
Poi io me ne sono andata e non so cos'altro gli abbia
raccontato. Ma dopo sembrava che Dick ne fosse sicuro. Per
questo and a trovare Yates a Zurigo... Si morse le labbra.
Cosa le faceva credere che io sapessi di Yates?
Io... ho pensato che potesse aver... modo di scoprire... se
 veramente quel che dice di essere. I suoi amici di Washington
potrebbero avere... insomma potrebbero sapere qualcosa
di lui. I suoi occhi azzurri, sinceri e assolutamente seri, lo
guardavano con franchezza.
Ma io non ho nessun contatto con Washington. Mi ha
creduto un agente americano?
S, lei sembrava interessarsi alle... alle stesse cose che interessavano
Eric Yates. Affrett il passo. Siamo quasi a
casa. Dovr entrare dalla porta della cucina. Io e Johann siamo
usciti di l. La porta principale  chiusa col chiavistello. La
prego, Mr. Mathison, dimentichi ci che le ho detto. Sono
stata una sciocca.
No, non sciocca. Sconvolta e mortalmente preoccupata. Dov'era
suo marito, a proposito? Se avesse potuto parlare con
lui, gli avrebbe rivelato i suoi dubbi su Yates. Poi all'improvviso
si rese conto che del marito aveva sempre parlato al passato.
Diceva, faceva, si fidava, sapeva. Se le cose fossero andate male
Yates avrebbe finito quello che lui aveva cominciato.
Sar in casa suo fratello? domand Mathison. Non aveva
il coraggio di chiederle del marito.
No.
Non ci sar nessuno?
Voglio star sola.
E gli amici che avrebbero dovuto ospitarla?
Mi credono addormentata. Mi hanno dato delle pillole ma
io non le ho inghiottite. Ho aspettato il tramonto e poi sono
scappata. Avevo bisogno di camminare. Di lasciare quella stanza
e di tornare a casa. Gli tocc leggermente un braccio
Non si preoccupi. Sto bene adesso. Ho finito di piangere. Sono
stata calma, no?
Una stranissima calma, pens lui, e si sent ancor pi allarmato.
Vorrei poterla aiutare per la faccenda di. Yates e...
Dimentichi tutto, la prego. E non ne parli con nessuno.
Potrebbe essere pericoloso.
Non posso dimenticare, Mrs. Bryant. In fondo la Newhart &
Morris vorr sapere. Dovr essere informata.
Lei ci pens un attimo.  possibile, disse lentamente.
Tuttavia...
Non daranno pubblicit alla cosa, glielo assicuro. Metteranno
tutto a tacere. Ma dovranno affrontare il caso Yates,
non crede? Non pu occuparsi dei loro affari con la mano
destra mentre allunga la sinistra in qualche altra direzione.
Lei si accigli. Poi disse: Non mi fido di lui. Ma a chi
altri posso rivolgermi? Devo scoprire che cos' veramente. Devo.
Perch non si fida?
Non c' mai stato un contratto per il libro, vero?
Era una ragione solida. Non lo so, ammise lui con franchezza.
Ma lo scoprir, glielo prometto.
Ora sembrava indifferente. O forse voleva soltanto andare
a casa. Erano arrivati all'imbocco della Neugasse. Le botteghe
erano chiuse e deboli luci filtravano dalle persiane e dalle
tendine delle finestre ai piani di sopra. C'era poca gente in
giro a quell'ora. Non si vedevano pi neanche quei due uomini
che indossavano costumi salisburghesi cos perfetti (e cos
nuovi) e che avevano cos coscienziosamente pattugliato la
strada. Erano stati richiamati, pens Mathison. Erano andati
via e non erano stati sostituiti.
Grazie, disse lei, si  gi disturbato abbastanza, Mr.
Mathison.
Bill  pi breve.
Lei cerc di sorridere. Anche Anna. Arrivederci.
Non ancora. Come arriviamo alla porta posteriore? Voglio
accompagnarla dentro. Venga.
Lei lo guid sulla Neugasse, passando davanti alla bottega
chiusa e abbuiata con la sua vetrina di materiale fotografico,
e subito dopo si ferm a un portone di legno. Mathison not
che di qui si accedeva a diversi appartamenti e scorse un elenco
di nomi accanto al portone: un avvocato, un dentista, un
dottore in lettere e tre famiglie senza lauree n titoli, compresa
quella di Richard Bryant. Spalanc il portone e si ferm
esitante sulla soglia. Stavano entrando in una specie di
vestibolo, probabilmente rettangolare - dato che le luci della
strada illuminavano soltanto poche decine di centimetri del
pavimento a lastre - e certamente freddo e buio.
Qualcuno ha spento la luce, disse Anna. Un momento.
Avanz di un passo nelle tenebre alla ricerca dell'interruttore.
Sembrava che il buio le desse coraggio. Si volt verso
di lui. dicendo con voce tesa e sommessa: Lo hanno ammazzato.
Non  stato un incidente. Lo hanno ammazzato i
nazisti.
I nazisti?
Si, come hanno ammazzato quelli del lago Toplitz.
Buon Dio, pens Mathison, non  per niente razionale. E
probabilmente non lo  mai stata. ... Sent la mano di lei
che gli stringeva il braccio.
Adesso, disse il pi pacatamente possibile e cercando di
liberarsi da quella mano irrigiditasi come per tentare di convincerlo,
la condurr nel suo appartamento. E, si disse,
chiamer un medico. Dov' questo interruttore? La mano
si afflosci e si stacc dal suo braccio. Egli ud lo scatto dell'interruttore
ma il vestibolo rimase al buio. Prov anche lui
ad accendere, ma senza risultato.
Deve essere saltata una valvola, disse Anna. Adesso la
sua voce era normale come le sue parole. Ma non si preoccupi.
So arrivare di sopra anche al buio.
Mathison trov una scatola di fiammiferi e fece per aprirla,
ma si ricord in tempo che era quella dove aveva nascosto
il rullo della Minox e se la ficc nuovamente in tasca
mettendosi a cercare un'altra scatola.
Non si spaventi. La scala  proprio dietro la porta della
nostra cucina, e questo  anche l'ingresso di servizio alla bottega.
Noi abitiamo al piano di sopra... Si interruppe. Noi?
Sss! sussurr.
Mathison accese un fiammifero e vide che Anna indicava
la porta della cucina. C' qualcuno in casa. La luce  accesa!
Egli le and subito vicino. E nel chiarore tremolante del
fiammifero vide un sottile filo di luce che filtrava sotto la
porta.
Deve essere tornato suo fratello. Grazie al cielo, pens.
Johann  a Unterwald. Trov la chiave nella borsa, e
cominci ad annaspare con la serratura nell'impazienza di
entrare. Mathison sostitu la propria mano alla sua; gir la
chiave e spinse l'uscio. Ci fu un rumore di tacchi che si allontanavano;
qualcuno stava fuggendo.
Resti qui! le disse entrando in cucina. E infil a tutta
velocit un corridoio che doveva sfociare nella bottega. Di l
adesso poteva udire quei passi leggeri in fuga. Ud anche un
forte tonfo, il suono raschiante di un chiavistello tirato, l'aprirsi
e il chiudersi della porta principale. Entrando nella bottega
abbuiata dovette rallentare il passo, evit uno sgabello
rovesciato per ostacolare il suo cammino, spalanc la porta che
dava sulla strada e usc nello stretto marciapiede. Non si vedeva
niente. Ma gli sembr di udire ancora quel suono di
passi in fuga e part all'inseguimento. Voltato l'angolo, vide
per soltanto un paio di gambe e l'orlo di un soprabito che
sparivano in un'altra strada. Era proprio una donna. Aument
la velocit, ma quando arriv all'angolo era scomparsa.
Rallent sino a riprendere un'andatura normale, anche perch
adesso si vedeva dell'altra gente. La strada era pi larga
e pi frequentata. E piena di uscite: porte, androni, cortiletti
e stretti passaggi per altre vie. La donna era proprio sparita.
Torn subito indietro. All'angolo della Neugasse, vide l'uomo
col soprabito grigio che cercava di mimetizzarsi in un
buio portone.
L'ha vista? domand. L'uomo lo guard innervosito e
cerc di allontanarsi. Mathison lo afferr per un bavero. Dovrebbe
averla vista. E allora? L'uomo si dibatt selvaggiamente
e riusc a liberarsi. Come velocista era bravo quasi
quanto la donna. Mathison non cerc nemmeno di inseguirlo.
Trov Anna Bryant che lo aspettava in negozio. Aveva rimesso
al suo posto lo sgabello e acceso la luce. Era ferma davanti
alla parete dove erano state esposte le foto dei laghi austriaci
e la guardava incredula. Guard anche lui. Le foto
erano sparite. Tutte.
Mathison non disse niente. Chiuse la porta e la sprang con
il chiavistello. Poi segu Anna in corridoio. Si ferm sulla soglia
di una stanzetta separata dalla cucina mediante un tramezzo.
Era una camera oscura, not mentre Anna accendeva la
luce, un locale pulito e ordinato, con acquaio, rubinetti, tavolo
da lavoro e vassoi. Sopra era tesa una corda sulla quale
si appendevano le copie ad asciugare. Su un'altra parete c'erano
degli scaffali con file di grossi schedari, sui quali era scritto
a chiari caratteri Seconde copie. Lei ne apr uno e esamin
una delle cartelle. Poi apr una cassetta di metallo su un altro
scaffale e frug tra le buste.
Sono spariti anche i negativi, disse pacatamente. Le
seconde copie delle foto dei laghi e i loro negativi. Gli pass
davanti ed entr in cucina. .
Vi regnava un completo disordine. Sulle prime Mathison
pens che la ladra vi avesse rovistato a casaccio, ma poi not
i piatti non lavati, il tavolo cosparso dei resti di un pasto non
terminato, le pentole sulla stufetta elettrica piene di cibo ormai
freddo. Sarebbe stato un miracolo se qualche intruso vi
avesse trovato qualcosa.
Anna era in piedi davanti a un piccolo scrittoio che se non
avesse avuto un cassetto aperto sarebbe stato pi in ordine di
tutti gli altri mobili di quella cucina-stanza di soggiorno. Era
qui evidentemente che stava armeggiando la ladra quando si
era accorta del loro arrivo.
Manca qualcosa?
Lei annu. La busta con la scritta Yates, quella che lei
ha visto oggi. Tutto ci che poteva collegare Yates a Dick 
scomparso.
O forse  il contrario.
Anna chiuse gli occhi e si port le mani alla bocca.
Su, disse lui prendendola per un braccio e conducendola
a una comoda poltrona accanto alla grande stufa in ceramica
che occupava un angolo vicino alla finestra.
Ma chi poteva voler sapere tutto su... Sembrava pensasse
a voce alta. Non fin la frase, ma lev gli occhi verso di lui
perplessa e spaventata. Poi rabbrivid e incroci le braccia
stringendole a s.
Ecco, disse lui, prendendo una giacca pesante dall'attaccapanni
dietro la porta, se la metta sulle spalle.
La giacca parve confortarla. Poi disse lentamente: Era
una donna, vero?
Mathison annu. Una donna giovane. Si muoveva in fretta.
Conosceva benissimo queste strade. Guard la cucina in
disordine e il cassetto aperto. Si sapeva muovere anche qua
dentro. Sapeva esattamente quel che voleva.
Anna lo guard senza espressione. E adesso non c' niente
da mostrare.
Io ho scattato qualche foto, ricorda? Le mander le copie
delle lettere... Si interruppe. Le sue parole non riuscivano
a confortarla. Era la perdita delle foto dei laghi che la
spaventava. Mi dispiace, mi dispiace proprio. Sarebbe stato
un ottimo libro. Ma anche queste parole avevano poco significato
per lei.
Gli avevo promesso che non mi sarei mai avvicinata al
lago. Dovevo soltanto mostrare... Si morse le labbra con ferocia.
Tutto per niente,  stato tutto per niente. Cominci
a piangere in silenzio.
Mathison s'accost allo scrittoio, trov una guida telefonica
e gliela port.
Anna, per favore, come si chiama la sua amica? Quella
da cui era andata. Sar preoccupata per lei. Per favore, Anna.
Dietrich. Frieda e Werner Dietrich. Lo fiss di nuovo
insospettita. Ma non me ne vado di qui, no di sicuro! La
sua voce divenne pi calma. Non avrei mai dovuto andarmene,
aggiunse cupamente.
Egli trov il numero e si mise in cerca del telefono. Rest
ad ascoltare per mezzo minuto le preoccupate esclamazioni
di Frieda e riusc a convincerla a recarsi subito l per trascorrervi
la notte. Avrebbe aspettato il suo arrivo. Poi rimise
a posto la guida e, facendo questo, si chin per raccogliere
un foglietto che doveva esser volato via quando lui aveva
aperto il libro. Era un numero di telefono, scritto frettolosamente.
Ma non era la scrittura di Bryant.
Anna lo stava guardando. Era di nuovo padrona di s. E
aveva smesso di piangere.
 il numero di Yates, quello a cui Dick avrebbe dovuto
telefonare al ritorno.
Mathison aggrott le sopracciglia. Solo una cosa era chiara:
non era il numero dell'ufficio di Zurigo e neanche quello
di casa Yates.
Posso copiarlo? Prender nota anche del suo.
Anna si alz. Me ne vado di sopra. Sono molto stanca.
Guard le piccole lingue di fuoco che si levavano intorno alle
mattonelle stese sul loro letto di tizzoni incandescenti. Grazie.
disse. . Avr bisogno di caldo domattina. Aggiunse
dell'altro combustibile e chiuse lo sportello della stufa.
Dopo averla accompagnata di sopra, Mathison dovette
aspettare quasi dieci minuti prima che arrivasse Frieda Dietrich.
Era, constat con sollievo, una bionda tranquilla dal
viso gentile e dall'aria efficiente.
Metter subito in ordine, gli disse, e lui non stent a
crederle. Anna non  mai stata una brava massaia. Povera
Anna! Che cosa terribile!
Ma che cosa  successo esattamente?
La macchina di suo marito  andata fuori strada dalle
parti di Unterwald.
Unterwald?
 un posto di montagna a sudest di Salisburgo. Appena
dopo Bad Aussee, dove Johann Kronsteiner ha il suo negozio
di articoli per sciatori.  il fratello di Anna ed  una fortuna
che stia qui vicino. Non c' nessun altro, tranne una nipote
che vive in America, ma  stata adottata a Vienna da un ufficiale
dell'esercito americano e da sua moglie.  successo diversi
anni fa, subito dopo la guerra. Era ancora una bambina
e non si ricorda certamente di lei. Sa com' con le adozioni:
la gente non vuole che si mantengano contatti con la famiglia
di origine.  comprensibile, del resto. Peccato che Anna
non abbia mai avuto figli. Non ho mai capito perch.  giovane
anche. Solo trentacinque anni. Lui ne aveva molti di
pi e lei gli era sottomessa in tutto.  una cosa terribile. Terribile.
S, ammise Mathison, una cosa terribile. Poi arretr
verso la porta.
Be', adesso che c' qui lei, posso pensare alla mia cena.
Buona notte, Frau Dietrich. Spero che tutto vada bene. Si
guard attorno cercando la sua macchina fotografica. L'aveva
posata in qualche posto durante l'inseguimento attraverso
la casa. Oh, eccola, disse raccogliendola dal pavimento.
Buona notte. E chiuda la porta a chiave, per favore.
Noi non chiudiamo mai a chiave...
Lo faccia per farmi un piacere, disse lui con un sorriso.
E se ne and in fretta, vedendo tutte le amabili domande
che stavano prendendo forma sul viso della donna. Che se
ne occupi Anna, pens. Io sono soltanto un ignaro passante.
Nella hall dell'albergo c'era una grande carta di Salisburgo
e dintorni per rallegrare una parete a beneficio dei turisti. Ma-
thison, mentre aspettava l'ascensore, trov il tempo per esaminarla.
A sudest di Salisburgo. Appena dopo Bad Aussee...
S, quasi esattamente a est di Bad Aussee c'era Unterwald,
un paesino cos poco importante che era segnato con i Caratteri
pi piccoli. Era vicino a un lago, un piccolo rettangolo
blu tra i verdi, i marrone e i grigi delle montagne. C'erano
poi altre parole, ancora pi piccole, sottilissime, quasi illeggibili.
disposte verticalmente di fianco al lago. Mathison resistette
all'impulso di piegare il capo per leggerle meglio, come
aveva, evitato di seguire col dito la strada che partiva da Bad
Aussee. Riusc con difficolt a decifrare quel nome guardandolo
di traverso. Finstersee. S, proprio Finstersee. Distolse gli
occhi dalla carta e pass a contemplare i costumi tirolesi e le
ghette di cuoio esposti in una vetrina, sperando di mostrare
pi interesse per loro che per la carta. Infine entr nell'ascensore
e sal in camera sua.
Per prima cosa tolse l'astuccio della macchina fotografica
dall'armadio e apr la Minox. Il rullo civetta era scomparso.
 ridicolo, si era detto quel pomeriggio al momento di inserirlo;
tanti fastidi e probabilmente per nulla. S, aveva pensato
questo allora. Ma adesso?
Si frug nella tasca della giacca e ne trasse la scatola di
fiammiferi. Scuotendo la testa, l'infil nella tasca dei calzoni
- stammi vicino, cocchina, stammi vicino - si lev la giacca,
si allent il nodo della cravatta. Poi and al capo del
letto e alz il telefono. Un doppio scotch, dei sandwich, una
macchina da scrivere con carta carbone; tre ordinazioni diverse
con un bis dello scotch per arrivare al termine della serata.
Stasera niente cena e niente vino, decise con rammarico:
non poteva permettersi di sentirsi euforico e piacevolmente
assonnato con il lavoro che doveva fare. Non era uno
scherzo condensare avvenimenti, parole e fatti in un racconto
preciso e vivace. Non pi di tre pagine in tutto, comprese le
note. A Jimmy Newhart piaceva leggere rapporti chiari e concisi.
Mentre aspettava lo scotch, si lasci cadere sul letto, si accese
una sigaretta e rimase a guardare il soffitto. Cominciamo
dall'inizio, pens. Per prima cosa questo pomeriggio presto
entrando nel negozio hai notato due uomini... ehi, che fine
hanno fatto? Sta zitto e concentrati! Sei entrato nel negozio
e hai visto Anna Bryant...
Si sentiva come uno che sta guadando un ruscello pieno di
vortici e di gorghi, e non se la cava male finch, all'improvviso
non infila un piede nel ripido strapiombo di una profonda
pozza e si trova immerso nell'acqua corrente sino al mento.
Alle dodici meno un quarto allontan da s la macchina
da scrivere, riguard i foglietti degli appunti preliminari e li
strapp in mille pezzi dopo essersi accertato di non aver tralasciato
niente in quel rapporto sintetico. C'erano due copie:
una se la sarebbe portata appresso, l'altra l'avrebbe spedita la
mattina prima di partire dall'aeroporto di Salisburgo. Non
voleva correre rischi.
Rilesse ancora il rapporto, e l'appendice nella quale riferiva
quelle esperienze personali che lo avevano indotto a prendere
sul serio le informazioni di Mrs. Bryant. La sostanza
era che la Newhart & Morris doveva affrontare due diversi
problemi. Il primo era un misterioso contratto e uno strano
assegno firmato da un certo Emil Burch. Il secondo, la morte
di Bryant nei pressi del Finstersee. E poich Yates sembrava
profondamente implicato in entrambe le cose, la Newhart
& Morris veniva a trovarsi in una posizione difficile se non
addirittura sospetta. Per la prima faccenda avrebbe perso un
po' di denaro anche se Mrs. Bryant non avesse fatto causa:
era una questione di buona fede, o meglio di rimediare alla
mala fede del suo dipendente. Per la seconda, c'era il rischio
di scoprire che il suo principale rappresentante in Europa
fosse un agente inglese che si serviva del nome della ditta per
camuffare le sue attivit.
E questo, pens Mathison mentre bruciava l'uno dopo l'altro
i foglietti nel grande portacenere,  il nocciolo della questione.
Newhart ci aveva messo anni a mettere in piedi l'azienda
(Morris era stato liquidato con una generosa pensione due
anni fa), e adesso rischiava di vedere crollare nel giro di poche
settimane la sua reputazione e tutti i suoi sforzi. Se i giornali
avessero cominciato a occuparsi di Yates... Non complet
il suo pensiero. Persino subdoli pettegolezzi o semplici voci
potevano essere pericolosi quanto un articolo. Gli svizzeri, per
esempio, per quanto tempo avrebbero permesso di lasciare
aperto l'ufficio di Zurigo, se lo avessero ritenuto una centrale
di attivit spionistiche? C'era solo una consolazione in questo
dannato imbroglio. Presumibilmente gli inglesi non lavoravano
a danno degli interessi americani. O per lo meno si trovavano
dalla stessa parte della barricata. Ma non avrebbe mai
definito un gesto amichevole l'inserimento di un loro agente
in una ditta americana assolutamente innocua.
Era ora di prepararsi alla telefonata di Newhart. Si alz
per spostare il telefono nelle vicinanze della poltrona accanto
alla finestra. Ma si ferm bruscamente nel vedere il filo. Sulle
prime pens che si fosse ingarbugliato e che non si potesse pi
stenderlo sino alla poltrona. Ma era teso e diritto. Si sedette
 sul letto e scoppi a ridere. Evidentemente quelli ce l'avevano
con il suo telefono fin dall'inizio. Quelli chi? Si calm e guard
l'elegante strumento nero che aveva in mano. Un modello
recentissimo fornito di microfono? Avrebbe avuto bisogno di
un cacciavite per accertarsene. Ma forse poteva bastare una
limetta per le unghie. Prima che potesse tentare, squill il telefono.
Attento a come parli, si disse. Ma come poteva controllare
Jimmy Newhart? Jimmy non soltanto alzava la voce
ogni volta che telefonava ma cercava di pronunciare il maggior
numero possibile di parole per ogni minuto che doveva
pagare.
Ma erano preoccupazioni superflue. La telefonata di New-
hart fu la pi breve della sua vita.
Senti, Bill, puoi tornare qui subito? S, subito. Per quando
posso aspettarti?... S, lo so che dovrai trovare apparecchi
e coincidenze. Cerca comunque di essere qui per domani sera.
Poi telefonami dall'aeroporto Kennedy e ti dir quando e
dove potremo incontrarci... Per il momento lascia perdere Zurigo.
Vieni direttamente qui. Ci fu un profondo sospiro. Che
giornata mi hai fatto passare, ragazzo! E su questa nota desolata
la sua voce tonante si interruppe.
Cos, niente Zurigo.
Per il momento... chiss cosa voleva dire. E l, nella sua
camera d'albergo c'erano ad aspettarlo due bei vestiti e sei
delle sue migliori camicie.
Cerc l'indirizzo di Elissa Lang nella guida di Salisburgo,
ma non lo trov. Forse la festa d'addio si stava ancora protraendo
con gli ultimi bicchierini. Telefon pertanto al portiere,
personaggio informatissimo, e ricorse al suo aiuto per
rintracciare lo Schloss Fuschl. Era su un lago dei dintorni, gli
disse il portiere. Era un po' tardi per telefonare ma lui conosceva
il portiere del turno di notte. Herr Mathison poteva lasciare
che si occupasse lui di chiamarlo.
Stabil il contatto nel giro di pochi minuti. No, gli garantirono
con estrema sicurezza, quella sera non c'erano state comitive
di sei persone provenienti da Salisburgo. E neanche
c'erano state comitive pi o meno grandi. Non stasera. Assolutamente.
Chiam di nuovo il portiere e cominci a discutere dei voli
in partenza il mattino dopo. In questo modo rientr nel proprio
mondo e smise di pensare a gente che forse non avrebbe
mai pi rivisto. Poi spense rabbiosamente l'ultima sigaretta e
and a letto.
Ma c'era da aggiungere un poscritto a questa sua giornata
a Salisburgo. L'avvenimento si verific l'indomani mattina di
buon'ora, quando lui arriv all'aeroporto e si un a un gruppetto
di persone davanti allo sportello delle prenotazioni. Davanti
a lui c'erano due uomini. Avevano smesso di vestirsi
in costume e indossavano austeri abiti da passeggio, ma erano
gli stessi che il pomeriggio prima montavano ostinatamente la
guardia davanti alla bottega di Bryant sulla Neugasse. Stavano
cercando, con una miscela di perfetto tedesco (a beneficio dell'impiegato
austriaco) e di una strana lingua che per Mathison
era difficile riconoscere (e che usavano soltanto per discutere
rapidamente tra loro) di prolungare sino a Varsavia
i loro biglietti di ritorno per Praga. Dovevano farlo a Vienna,
continuava a ripetere l'impiegato, quando avrebbero cambiato
aereo. Ma erano preoccupati per gli orari e le coincidenze
e continuarono a discutere inutilmente per altri due minuti.
Mentre si allontanavano imbronciati e seccati, ognuno con la
sua valigetta, l'impiegato ebbe l'ultima parola. Scosse tristemente
il capo e disse al cliente successivo: Credono di sapere
tutto questi cechi.

 Capitolo 9.

Grazie alle cinque ore di differenza tra l'Europa centrale
e l'America orientale, dove ancora splendeva la luce del giorno,
Bill Mathison arriv negli uffici della Newhart & Morris
proprio mentre gli impiegati si stavano riversando dagli ascensori
per prendere gli autobus o i treni che li avrebbero riportati
a casa. Ma al diciottesimo piano, dove erano gli uffici di
Jimmy Newhart, lo stava aspettando la sua segretaria. Le tre
macchine da scrivere accanto alla porta erano riparate da
grigie coperture di plastica; le scrivanie erano sgombre.
Salve, Linda, non ho mai visto questo ufficio cos quieto.
Sembra di essere all'obitorio. Lavora fino a tardi stasera?
Mi tocca fare la guardarobiera. E anche sorvegliare le
donne della pulizia. Gli prese il cappotto e la macchina fotografica,
raccolse il cappello che lui aveva gettato su una sedia
e con un calcio spinse la borsa pi vicina al muro del
punto in cui l'aveva posata. I suoi modi erano decisamente
spicci. E lui non l'aveva mai vista cos seria.
Ha avuto una brutta giornata?
Lev sconsolata lo sguardo verso il soffitto.
Egli allora non perse tempo a fare lo spiritoso, ma s'avvi
deciso verso l'ufficio di Newhart. Era deserto. Prosegu pertanto
verso un altro locale. Newhart era in piedi davanti a una
ampia finestra a guardare la strada.
Un bel pasticcio, disse distogliendo gli occhi dai grandi
scavi nell'isolato di fronte. E questo vale anche per Zurigo.
Era un uomo piccolo, con una massa di capelli prematuramente
bianchi, un viso aggressivo ma spesso ammorbidito
da un sorriso bonario, e vestiva con un gusto eccellente. Il suo
modo di fare era efficiente ma tranquillo, con qualche isolata
esplosione di energia. Ma ora sembrava stranamente depresso.
Almeno all'inizio. Lieto di vederti, Bill. Mi fa piacere che tu
sia arrivato cos in fretta. Avremo un paio di visitatori e ho
pensato bene di metterti prima al corrente della situazione.
Come stai? Strinse con energia la mano di Mathison, gli
offr la poltrona di pelle pi confortevole e gli vers uno scotch
liscio. Credo che tu ne abbia bisogno, disse.
Ecco qui il mio rapporto, disse Mathison, estraendolo da
una tasca interna. E prendi anche questa. Gli porse la scatola
dei fiammiferi.
S, s. Newhart prese scatola e rapporto e pos il tutto
sulla scrivania.
Mathison dovette ridere di se stesso. Aveva immaginato di
entrare nella stanza di Newhart e di starsene poi seduto con
un certo compiacimento a guardare Jimmy che apriva la busta
e si affrettava a leggere il rapporto. Lo vide invece estrarre
dal cassetto un ritaglio di giornale ripiegato, e lisciarlo delicatamente
mentre cominciava a parlare.
Subito dopo la tua telefonata di ieri mattina, ho chiamato
il direttore dell'agenzia della Maritime nella Quarantatreesima
strada. Non appena gli ho chiesto di un certo Emil Burch che
aveva un conto nella sua agenzia, ho avuto l'impressione di sentirlo
raggelarsi. Mi ha dato una risposta cortese ma completamente
evasiva, dicendo che mi avrebbe richiamato per fornirmi
tutte le informazioni che fosse riuscito a trovare. Mezz'ora
dopo avevo di fronte a me due tranquilli ed efficienti agenti
dell'FBI. Annu vedendo che Mathison si era rizzato a sedere
sulla poltrona.  stata proprio questa la mia reazione.
Si interessano di Emil Burch?
Sono sei settimane che lo cercano. E lo cerca anche la polizia
svizzera.
Gli svizzeri? Cosa c'entrano loro con Burch?
Ha un conto in banca anche a Zurigo.
Ma perch il nostro governo si interessa a lui?
Newhart diede un'occhiata al suo orologio. Lascer che te
lo dicano loro. Ieri erano cortesi e misteriosi. Ma sono tornati
stamattina e mi hanno dato maggiori informazioni. Sufficienti
almeno a farmi venire una paura blu. Ma ringraziando il cielo
sembravano abbastanza cordiali. Non mi piacerebbe incontrarli
se avessi qualcosa sulla coscienza.
E tornano anche stasera? Mathison non nascose il suo
stupore.
A parlare con te.  stato il nome di Emil Burch a metterli
in movimento.
Ma chi  questo Burch? Era una domanda che Mathison si stava
facendo da ventotto ore, da quando cio aveva visto
l'assegno nella bottega di Bryant.
Newhart abbass istintivamente la voce. Sembra che sia
il funzionario che paga certe attivit clandestine contro gli Stati
Uniti.
Lo sbalordimento di Mathison si trasform in incredulit.
Ti hanno preso in giro, Jimmy.
Aspetta e vedrai. Intanto, da' un'occhiata a questo articolo.
 stato pubblicato circa due settimane fa. Verific la data
di una pagina strappata dal New York Times. S, domenica
18 settembre. Gliela porse.
Mathison la riconobbe. Aveva letto l'articolo con stupore e
con una punta d'inquietudine, quella combinazione cio che
aiuta a fissare una notizia nella memoria. Guard di nuovo il
titolo: PERDITE DI URANIO FAVORISCONO LA CAMPAGNA PER UN
PI SEVERO CONTROLLO DEGLI STATI UNITI SUI MATERIALI FISSILI.
Potrei quasi citarti a memoria il primo capoverso, disse
a Newhart. La Commissione per l'energia atomica ha scoperto
che una delle sue industrie appaltatrici aveva perduto oltre
cento chilogrammi di uranio molto arricchito, sufficienti a fabbricare
sei bombe atomiche. S, lo ricordo. Ricordo anche di
aver sperato con un certo pessimismo che qualcuno, perdio, vi
ponesse rimedio al pi presto.
E qualcuno lo fa, gli garant Newhart. So che possiamo
aspettarci una piccola perdita dell'uno o anche del due per
cento in quasi tutti i processi di fabbricazione in cui si impiega
uranio arricchito. Ma questa roba era u 235 - cio enormemente
arricchito - che  assolutamente indispensabile per le
armi nucleari.  questo che spaventa. A quanto pare abbiamo
battuto un nuovo record in fatto di negligenza. Trattiamo queste
cose in modo troppo disinvolto: l'u 235 non cresce sugli alberi
e non pu neanche essere fuso come il ferro. Newhart
era ormai lanciato in uno degli argomenti che lo avevano interessato
di recente. (La prossima primavera avrebbe pubblicato
un libro dal titolo La bilancia del potere nucleare.)
Mathison si accese una sigaretta e lo ascolt con attenzione.
Gli stabilimenti che producevano uranio molto arricchito erano
estremamente complessi, occupavano molto spazio ed esigevano
investimenti favolosi. In partenza non c'era sempre garanzia
di successo. Era un procedimento assai difficoltoso: una
sua fase, per esempio, comportava quattromila filtrazioni. Era
quindi possibile che un paese impaziente di produrre armi nucleari
imboccasse una scorciatoia cercando di procurarsi illegalmente
l'u 235.
Al momento non abbiamo protezione sufficiente contro chi
tenti illegalmente di stornare dell'uranio molto arricchito,
concluse Newhart, ed  per questo che negli ultimi mesi si
sono fatte delle indagini. Qualsiasi perdita, anche se provocata
solo da pura stupidit, deve essere attentamente controllata.
Mathison spense pensosamente la sigaretta.
Ma che c'entra tutto questo con Emil Burch?
Apparentemente... cominci Newhart, ma subito si interruppe
sentendo suonare un campanello. Sono qui. Consult
di nuovo l'orologio. E puntuali al minuto. Si alz e
and incontro ai due uomini entrati nella stanza.
Uno era sui quarantanni, magro e di media statura. Aveva
il viso pallido e stanco, come se di recente non avesse dormito
molto. Si chiamava Frank O'Donnell. L'altro era John
Lamberti, poco pi che trentenne, abbastanza alto, con le
spalle larghe: un campione di buona salute e di bellezza virile.
Erano entrambi vestiti in modo corretto e poco appariscente
e i loro modi corrispondevano all'abbigliamento. Strinsero
la mano a Mathison, dandogli un'occhiata cortese ma
penetrante, rifiutarono l'offerta di un drink e si sedettero in
modo da poterlo guardare in faccia.
O'Donnell non perse tempo: Mi risulta, Mr. Mathison,
che lei ha una copia dell'assegno mandato da Burch a Salisburgo.
Per essere precisi, ho fotografato una fotografia.
Pi di una volta? O'Donnell evidentemente lo sperava,
ma sembrava preparato a ricevere una delusione.
Quattro volte, per essere pi sicuro, rispose sorridendo
Mathison.
Le ha con s queste fotografie?
In quella scatola di fiammiferi. Mathison indic la scrivania.
Newhart rise. Mathison, sei grande. Entri subito nello spirito
delle cose.
Sono contento di esserci entrato. Hanno perquisito la mia
camera d'albergo e hanno tolto dalla mia Minox un altro rullo
che ci avevo lasciato.
O'Donnell aggrott le sopracciglia e Newhart disse: Non
me lo avevi detto quando mi hai telefonato.
 successo dopo. Tante cose sono successe dopo. In fondo,
Jimmy, ti conviene leggere il mio rapporto. Mathison
guard piuttosto divertito la faccia di Newhart mentre prendeva
in mano la busta.
A parte l'assegno, intervenne O'Donnell, nel suo rapporto
non c' altro su Emil Burch?
No.
Le dispiace se facciamo sviluppare subito il rullo?
Il capo  lui, difese Mathison indicando Newhart.  a
lui che faranno causa.
Cerca di essere serio, Bill. Newhart era costernato: si
era ormai dimenticato degli storni illegali di materiali fissili
ed era tornato ai problemi quotidiani di accordi e di costi.
Diciamo che per nostra fortuna Mrs. Bryant non  il tipo
di donna che fa causa.
Mr. Newhart, domand pazientemente O'Donnell, possiamo
sviluppare questo rullo? Ci vorr in tutto un quarto
d'ora, o anche meno, compreso l'ingrandimento. Le positive
le avremo solo domani, ma preferirei che lo sviluppo avvenisse
subito.
Non potrebbero farlo esperti migliori, disse Newhart.
Lamberti si precipit alla scrivania, prese la scatola dei fiammiferi
e l'apr con cautela. Si rilass quando vide che il rullo
era stato avvolto nella carta velina.
Mr. Newhart, ce l'ha una copia della firma di Eric Yates?
Newhart trasse dal cassetto una lettera che fin nelle tasche
di Lamberti con la scatola dei fiammiferi.
Ti telefono appena avremo rivelato le foto, disse Lamberti a
O'Donnell avviandosi verso la porta.
Mr. Lamberti, lo chiam Mathison, sarebbe possibile
avere una copia in pi di tutte le positive? Ieri sera hanno rubato
l'incartamento di Bryant su Yates e io vorrei mandare a
Mrs. Bryant le copie delle foto. Lamberti sembrava interessato,
ma si limit ad annuire e se ne and senza fare domande.
Le sopracciglia di O'Donnell si erano aggrottate qualche
millimetro in pi.
Rubato? domand Newhart. Ma che diavolo  successo,
Bill?
Leggi il rapporto, disse inesorabilmente Mathison. Ieri
sera ho sgobbato per quattro ore come uno schiavo alla macchina
da scrivere, rinunciando alla cena e rovinandomi il sonno.
Non vorrai che ricominci tutto da capo?
Newhart trasse dalla busta tre fogli dattiloscritti a spaziatura
doppia.
Non si parla n di Burch n dell'u 235 scomparso, disse
Mathison a O'Donnell, che aveva permesso a un guizzo di
gaiezza di affiorare nei suoi grigi occhi impassibili. Ma fino
a che punto  importante questo Emil Burch? Qual  esattamente
la sua funzione?
O'Donnell avrebbe certo preferito che queste domande non
gli fossero state fatte. Gett un'occhiata al rapporto - che
Newhart stava ora leggendo con evidente interesse - e sembr
ponderare la possibilit di un ragionevole baratto.
Sia chiaro, disse a Mathison, che tutto ci di cui parleremo
qui dentro  assolutamente riservato.
Ma certo. Lo  anche il rapporto, del resto. Pu non contenere
niente su Burch, ma ci sono tante cose su Yates.
Interessante, disse cortesemente O'Donnell. Se era impaziente
di leggere il rapporto, riusciva a nasconderlo abbastanza
bene.
Deve esserci uno stretto legame tra Burch e Yates...
Non lo sappiamo ancora. Dovremo prima studiare la firma
sull'assegno mandato da Yates a Bryant. E poi confrontarla
con quella di Yates.
Ma non avete gi la firma di Burch sul suo conto alla
First Maritime da confrontare con quella di Yates nelle lettere
alla Newhart & Morris?
O'Donnell annu. La scrittura di Burch  diritta e molto
precisa. Quella di Yates  leggermente inclinata in avanti e finisce
in uno scarabocchio. Le abbiamo confrontate ieri e non
vi abbiamo trovato alcuna somiglianza.
Cosa vi aspettate allora dall'assegno che ho fotografato?
Noi non ci aspettiamo mai niente. Speriamo soltanto. A
volte una firma contraffatta pu cambiare. Magari perch chi
scrive non adopera la penna giusta o perch ha fretta o perch
non ci bada.
Non mi sembra molto ottimista.
Ma non sono neanche pessimista. Una firma contraffatta
 sempre pericolosa. Persino Burch - o Yates - potrebbe aver
commesso un piccolo errore.
Tutto molto interessante, pens Mathison, ma non mi porta
a niente. Prov di nuovo.
Vorrei proprio sapere tutto quello che lei pu dirmi di
Burch. Io in fondo rappresento la Newhart & Morris. Qualunque
cosa si scopra a detrimento di Yates metterebbe la ditta
in una situazione molto spiacevole. Ma adesso smettiamola
di comportarci come due avvocati, disse conquistandosi in
risposta un sorriso. A Salisburgo ho sentito dire che Yates 
un agente britannico. Lo  anche Burch?
O'Donnell sobbalz. Un agente britannico? Diede una
rapida occhiata a Newhart che era arrivato a met del rapporto
e non sembrava aver voglia di precipitare la lettura del
resto. Per noi questa  una novit, ammise. Emil Burch
svolge sicuramente attivit di spionaggio ma non credo che lavori
per gli inglesi. Scrut apertamente Mathison per qualche
secondo. Immagino che lei intenda tornare a Zurigo.
 possibile.
Sarebbe molto utile se lo facesse.
Utile a chi? si chiese Mathison. Sarebbe anche pericoloso
se non sapessi qualcosa di Burch. Per esempio, quali erano
precisamente i rapporti d'affari tra Yates e Richard Bryant a
Salisburgo? Avevano qualcosa a che vedere con le possibili connessioni
di Yates con le attivit di Burch negli Stati Uniti?
E non lo dico soltanto per me. Se non verr minuziosamente
informato, potrei compromettere le vostre indagini. Non le
pare?
Ci fu negli occhi di O'Donnell un altro lampo di divertita
cordialit-
Vedo che lei insiste, Mr. Mathison.
Forse non abbiamo molto tempo da perdere.
O'Donnell era evidentemente d'accordo. E va bene, disse.
Medit un momento, dopo di che la sua voce divenne secca
e precisa, in conformit con le sue parole. Stavamo indagando
su un problema che ha a che fare con la sicurezza degli
Stati Uniti. E come accade spesso in queste indagini, siamo
incappati in qualcosa di inatteso. Un uomo, apparentemente
insospettabile, si era un po' innervosito per le frequenti
visite dei nostri agenti nella fabbrica dove lui occupava un
posto di responsabilit. Forse pensava che sapessero di lui pi di
quanto in realt sapevano, o forse cominciava a tormentarlo
la coscienza. Fatto sta che si mise in contatto con noi. Fin
per farci una confessione completa, ammettendo di essere stato
reclutato abbastanza di recente per fornire informazioni
sulle date di consegna di certi materiali alla fabbrica. Aveva
accettato la proposta solo perch la cosa gli sembrava abbastanza
innocua. E aveva bisogno di denaro. Ma il primo compenso
ricevuto lo allarm: gli sembr superiore al valore delle
informazioni date. Non lo aveva speso e lo consegn a noi.
Mille dollari in cinquanta biglietti nuovi di zecca. Grazie ai
numeri di serie, rintracciammo la banca che li aveva ricevuti,
la First Maritime della Quarantatreesima. Un cassiere si ricordava
di un cliente che chiedeva sempre biglietti usati da
venti dollari. "I biglietti nuovi si appiccicano," diceva. Ma tre
settimane fa non c'erano abbastanza biglietti da venti usati e
aveva quindi dovuto ritirare mille dollari in biglietti nuovi.
Era un po' seccato. Aveva cambiato un assegno emesso sul
conto di Emil Burch.
Poteva trattarsi di spionaggio industriale,
azzard Mathison.
No, i loro metodi erano troppo complicati. O'Donnell
esit. Stava pensando all'informazione incollata nelle pagine
interne di una rivista e consegnata davanti all'affollato banco
di un drugstore di New York a un contatto conosciuto soltanto
come Tony. Il pagamento era stato poi lasciato sotto
una roccia isolata nei pressi di un ponticello che si trovava nel
parco della citt dell'informatore. (Bastava che costui la sera,
quando il parco era quasi deserto, vi portasse a spasso il cane.)
I due appuntamenti erano stati fissati da Tony con telefonate
ermetiche e con un'estrema prudenza. (Non si era fatto
vivo al primo appuntamento nel drugstore e probabilmente
era rimasto nascosto per spiare il comportamento dell'informatore.
Poi la sera aveva telefonato fissando un nuovo incontro
per la settimana successiva nello stesso locale e alla stessa
ora.) Completata senza inconvenienti questa prima presa di
contatti, aveva poi fissato un altro incontro, ma nel frattempo
l'informatore aveva confessato e all'appuntamento erano presenti
anche due agenti speciali. Da allora Tony era sotto
sorveglianza e si prendeva nota dei nomi di coloro con i quali
aveva rapporti. Ci sarebbe voluto del tempo prima di scoprire
tutta la sua rete, ma nel frattempo si era saputo di Tony
ci che importava sapere. (Quando otto anni prima era uscito
dal Partito comunista con l'ordine di dedicarsi ad attivit clandestine,
aveva preso le solite precauzioni interrompendo apparentemente
tutti i contatti, distruggendo tutti i documenti e
trasferendosi dalla costa occidentale a quella orientale con un
nuovo nome e una nuova professione. Due anni prima, era passato
ad attivit ancora pi clandestine - allontanandosi completamente
dai suoi ex compagni - in un ulteriore spostamento
a sinistra. E c'era stato un nuovo cambiamento di nome, d'indirizzo
e di luogo di lavoro. Sapeva mascherare assai bene la
sua attivit: nell'ambiente che frequentava adesso sembrava
pi borghese dei suoi amici borghesi, i quali non avevano alcun
sospetto su di lui.)
O'Donnell scosse il capo pensando alla tortuosit mentale
dell'animale politico.
Credo, disse pacatamente, che possiamo escludere la
ipotesi dello spionaggio industriale.
Ma Mathison non aveva ancora esaurito il problema Burch.
Aveva un conto in banca anche a Zurigo, vero? Qual 
la sua sede principale?
Zurigo. Ma lei come sa che ha un conto anche l?
Mathison indic con un gesto Newhart che stava leggendo
l'ultima pagina.
O'Donnell ne fu quasi divertito. Vedo che ha buona memoria.
E far bene a ricordarmene, si disse.
Posso essere altrettanto bravo a dimenticare, ribatt
Mathison. Allora, mi dica di Burch. Come li fa i quattrini?
Commercia in libri rari, manoscritti e antiche mappe. Il
suo ufficio principale  a Zurigo, ma due anni fa ha aperto
una succursale a New York.  stato allora che ha aperto un
conto alla First Maritime.
Deve essere una societ per azioni. Era questa infatti
per uno straniero la maniera pi semplice per aprire un conto
in una banca americana. In questo caso bastava che la sua
banca svizzera lo presentasse come persona solvibile.
Lo  sicuramente. Dalla Svizzera continua ad arrivare denaro
in misura sufficiente a coprire anche i grossi prelievi che
vengono fatti qui. Da New York non ci sono lagnanze.
Potrebbe aiutarvi la polizia svizzera?
Hanno fatto quello che potevano. Ci hanno detto che anche
il conto di Emil Burch sulla banca di Zurigo  largamente
attivo. E anche l riceve continuamente denaro... da un conto
numerato.
Ah! Le banche svizzere per legge non divulgavano informazioni
sui loro conti numerati. In altre parole non saprete
mai chi possiede quel conto o che cosa c' dietro.
Sappiamo soltanto che questo conto a Zurigo  utilizzato
come mezzo per rifornire altri conti all'estero.
A me sembra che la polizia svizzera potrebbe interessarsi
anche a Mr. Burch come persona.
Gli dia tempo. Burch  un tipo che sfugge. Viaggia molto
e lascia che a Zurigo si occupi dei suoi affari un direttore.
Per cercare libri rari e manoscritti?
E antiche mappe.
Stavolta scossero entrambi il capo. Mathison avrebbe voluto
fare molte altre domande, ma sarebbe stato inutile. Aveva gi
ottenuto pi risposte di quanto si aspettasse. Guard il viso
stanco ed emaciato che aveva di fronte. Ma aveva ancora una
grossa domanda da fare. La tent.
Perch  cos sicuro che Burch non  un agente inglese?
Perch agli inglesi non serve quello che Burch sta cercando.
Cio l'uranio molto arricchito?
E questo come l'ha saputo? domand ironicamente
O'Donnell.
Gli inglesi avevano gi una loro riserva di u 235. E anche
i russi, bench non raccontassero niente a nessuno. E i francesi
stavano producendo ora il minimo necessario dopo uno
sbaglio disastrosamente costoso. Mathison rimase immobile.
Diede un'occhiata a Newhart... un paese impaziente di produrre
armi nucleari potrebbe imboccare una scorciatoia...
storni illegali... Tu mi hai spaventato, sussurr.
Newhart alz gli occhi e riun nuovamente i tre fogli.
E tu hai spaventato me, disse in tono cupo consegnando
il rapporto a O'Donnell.
O'Donnell era un lettore rapido. Alla prima pagina diede
apparentemente soltanto un'occhiata sommaria. Della seconda
volle rileggere l'ultimo capoverso, dove si raccontava dettagliatamente
la sorveglianza cui Mathison era stato soggetto dopo
la sua prima visita alla bottega di Bryant. La terza - dove si
parlava molto del Finstersee e si ricordava la faccenda del
lago Toplitz citata da Anna Bryant a proposito della morte di
suo marito - gli fece serrare le labbra.
Mi piacerebbe studiarlo bene. Ne ha un'altra copia?
L'ho spedita stamattina dall'aeroporto di Salisburgo. A
proposito, ci sarebbe da aggiungere un poscritto. I due uomini
che sorvegliavano la casa di Bryant erano venuti da Praga ma
stavano partendo per Varsavia. Parlavano in ceco.
O'Donnell trasse di tasca una penna e annot questo poscritto
in margine all'ultimo foglio.
Questa faccenda va certamente oltre le nostre possibilit,
ma qualcuno dovr pur occuparsene. La storia dei nazisti, per
esempio, non possiamo permetterci di trascurarla. Ripieg il
rapporto e lo rimise lentamente nella busta. La sua fronte era
corrugata, lo sguardo pensoso. Posso portarmelo via? Ve lo
restituir domani sera.
Newhart annu.
Quante copie intende farne? domand subito Mathison.
O'Donnell parve prima sorpreso e poi divertito, ma rispose
con franchezza. Due, se non ha obiezioni. Una per i nostri
archivi segreti, l'altra per la CIA. L'Europa  affare loro.
Meno copie si fanno, meglio sar.
D'accordo. O'Donnell aveva aggrottato le sopracciglia.
Sa, Mr. Mathison, ci sono certi particolari del suo pedinamento
a Salisburgo che mi lasciano un po' perplesso. Lei 
stato seguito sino al castello, e poi basta? Pi nessuno dietro
fin quando non  tornato in citt?
Esatto. Ci ho pensato anch'io. E la sola spiegazione che
sono riuscito a trovare  che... be', probabilmente sono stato
tenuto d'occhio in continuazione, ma quando ero su al castello
non ci badavo molto. Rispose alla rapida occhiata di
O'Donnell con un sorriso. Ero con una ragazza.
Ah. Una vecchia amica?
No, l'ho conosciuta l. Abbiamo passeggiato un po' e poi
siamo andati a bere qualcosa.
Mi scusi se sono un po' stupido, disse O'Donnell con
la sua voce precisa e pacata, ma non ho capito bene. Era
una sconosciuta?
S, rispose seccamente Mathison. Poi, per dimostrare che
era stato soltanto un incontro piacevole e innocente con una
bella ragazza, raccont tutto di Elissa Lang. Il suo vero nome
 Eliza non so cosa. Ma non lo usa da anni, concluse.
Ha detto che  di Chicago? chiese gentilmente O'Donnell.
Mi scusi se le faccio ancora una domanda: pensa di
rivederla a Zurigo? Ha accennato, se non sbaglio, che la ragazza
sarebbe andata l a trovare la nonna.
Be', c'era una specie di accordo. Ma non so se adesso avr
tempo di occuparmi di cose che non riguardino Yates e i suoi
maledetti archivi.
Gi, intervenne Newhart. Chiss che non abbia usato
il nostro nome per concludere altri finti contratti e conquistarsi
la fiducia di altri individui.  questo che ha fatto con
Bryant, no? Recitare la parte del povero fesso e ottenere la
precedenza su tutte le sue informazioni?
O'Donnell annu, ma stava pensando ad altro.
Le dispiace? domand a Mathison tirando fuori la penna
e annotando il nome di Elissa o Eliza-nonsocosa Lang sul
lembo della busta. Non vorrei esserle sembrato indiscreto,
ma per noi  necessario avere un quadro possibilmente completo
della situazione.
Era un modo gentile per dire che, senza un accenno al breve
incontro con Elissa, il rapporto di Mathison non poteva essere
considerato completo. Avrei dovuto, pens Mathison sempre
pi seccato, fornire un resoconto dettagliato della mia
giornata a Salisburgo oppure non presentare alcun rapporto.
Ed era abbastanza vero, fin per ammettere.
Non credevo che fosse importante, disse bruscamente.
Forse non lo . O'Donnell intasc la penna e chiuse
l'argomento. Devo congratularmi per il suo rapporto.  fatto
molto bene.
Lei  un professionista e io un dilettante:  questa la differenza
che c' tra noi, disse Mathison ritrovando in parte
il suo buon umore. Elissa non era importante: ci avrebbe quasi
giurato. Il professionista aveva soltanto una nota marginale
in pi da controllare. Sarebbe stato uno spreco di tempo e di
denaro dei contribuenti, ma era una cosa che riguardava
O'Donnell.
Trill il telefono. O'Donnell scatt in piedi e prese il ricevitore
prima che cominciasse a suonare per la seconda volta.
Ascolt senza interrompere e alla fine disse: Bene, John.
Quanto ci metterai a fare le positive? Il pi ingrandite possibile...
S, tutto il rullo. Passo io a ritirarle. Stanotte dovr
prendere l'aereo per Washington. a presto. Pos lentamente
il ricevitore e sembrava che la sua mente fosse ora migliaia
di miglia lontana.
Be'? domand Newhart con impazienza.
 possibile che Yates e Burch siano la stessa persona.
Che Yates sia Burch? Newhart impallid.
Abbiamo bisogno di una perizia definitiva dei calligrafi.
Ma ci che risulta dalle fotografie  estremamente interessante.
La firma di Burch sull'assegno per Richard Bryant  tracciata
con minor precisione,  pi fluida. Tre lettere assomigliano
moltissimo alle stesse tre lettere della firma di Yates.
Pu non sembrare molto, ma per un esperto  gi moltissimo.
Doveva aver fretta, disse Newhart, o era molto teso.
O forse sprezzante? domand Mathison. Stava firmando
un assegno per un uomo che aveva ingannato.
O'Donnell lo guard e annu. Arrivederci, disse e strinse
loro la mano. Grazie per il vostro aiuto. Ci ha fatto risparmiare
settimane di ricerche. Settimane? pei. Potevano
volerci mesi per smascherare Yates. E forse non ci sarebbero
mai riusciti se lo pseudo Burch avesse deciso di ridurre
le perdite al minimo e di fingersi morto: i tipi di quel genere
sono molto sensibili alla puzza di pericolo. Dopo di che Yates
avrebbe dovuto soltanto starsene tranquillo e recitare la
parte dell'editore innocente. E gli svizzeri non avrebbero mai
saputo che erano necessarie altre ricerche. Disse poi a
Mathison: Pu darsi che a Zurigo gli svizzeri si mettano in contatto
con lei. Ha qualche obiezione?
Sarei autorizzato ad averne? domand Mathison con
ironia. Ma il senso delle parole di O'Donnell era chiaro. Adesso
che sapeva di Burch, le sue ricerche negli incartamenti
dell'ufficio di Zurigo potevano rivelare cose da lui stesso trascurate
la settimana prima. E anche l'anziana segretaria di
Yates, cos taciturna quando le facevano domande sul suo
principale - autorizzato ad assumere e licenziare qualunque
dipendente - poteva ammansirsi parecchio una volta che Yates
fosse stato allontanato dal suo posto.
La Svizzera  il paese ospite, gli ricord O'Donnell con
un inatteso sorriso. Era una cosa che ovviamente non avrebbe
mai dovuto dimenticare. Avr nostre notizie, promise a
Newhart e chiuse silenziosamente la porta.
Lo spero, disse Newhart, Ma quante ne avremo? Aveva
ritrovato il suo colorito normale, ma evidentemente stava
pensando a Yates. Si sedette pesantemente alla scrivania. Sai
una cosa. Bill? Credo che anch'io domani passer la giornata
a Washington. Voglio esser certo...
Io lascerei fare a quel tizio. Non ci si guadagna niente a
confondere le acque. E poi, meno gente sa di Yates e tanto
pi  difficile che vengano divulgate notizie segrete.
I miei amici di Washington sanno bene quando devono
tenere la bocca chiusa.
Certo. Ma anche le indagini pi discrete possono suggerire
molte congetture. E noi, come l'FBI, non vogliamo pubblicit.
Lascia che siano loro a occuparsi di Washington.
Be', mi piacerebbe che tu tornassi subito a Zurigo.
Concedimi almeno una notte di sonno! E un giorno per
snebbiarmi il cervello. In questo momento penso soltanto a una
lunga doccia calda e a un letto comodo.
Perch non ceniamo assieme? Potremmo parlare...
Ho gi cenato parecchie ore fa. E non voleva pi discutere
senza avere prima riflettuto a lungo. C'erano troppe cose
in gioco, e non solo per la Newhart & Morris, perch fosse
lecito dissiparle in una sottile nube di chiacchiere.
Bill, fino a che punto ti fidi di Anna Bryant? Ho capito
dal tuo rapporto che ti  simpatica. Ma la fiducia  un'altra
cosa. In fondo abbiamo soltanto la sua parola. E lei era molto
emozionata, doveva esserlo.
Alludi al contratto?
No. A quello che ha detto su quei maledetti nazisti.
Newhart durante la seconda guerra mondiale aveva combattuto
sul fronte europeo, dalla Normandia a Berlino. Tu eri solo
uno scolaretto allora, ma io ho assistito alla liberazione dei
prigionieri di un campo di concentramento e ti garantisco...
S'interruppe. E va bene, te lo racconto un'altra volta. Adesso
 meglio che tu vada a dormire. Ti telefono domani. E grazie,
Bill, molte grazie.
Mathison lasci la stanza con le fotografie di parenti e amici
che sorridevano da ogni parete, percorse metri e metri di morbido
tappeto grigio sino all'ufficio esterno con le sue stampe
di caccia, i mobili di mogano e le lampade di rame, entr nel
regno di Linda dove il tappeto era altrettanto morbido (qui
le stampe erano di Audubon, in cornici verde scuro) e la trov
che si stava facendo un maglione. Evidentemente si era in parte
liberata del suo malumore, tanto che lev gli occhi verso di
lui con il consueto sorriso luminoso. Ma stavolta era Mathison ad
essere preoccupato. E Linda, con molto tatto, rimase in silenzio.
Oh, dimenticavo, disse lui quasi sulla porta, posando la
borsa e cavando di tasca la lettera che Bryant aveva mandato
a Newhart due settimane prima, mettendo in moto tutta quella
storia.
La porto subito a Mr. Newhart, disse Linda riponendo il
lavoro a maglia. Buona notte, Mr. Mathison.
Buona notte, disse lui gi mille miglia lontano.
Una letterina, pensava percorrendo il lungo corridoio, una
letterina cortese con dentro una carica di dinamite. Finstersee...
Cosa c'era di tanto importante nel Finstersee perch un uomo
andasse a rischiarvi la vita?


Capitolo 10.
 Il mercoled e buona parte del gioved furono giorni di attesa.
Bill Mathison dovette pi volte reprimere l'impulso di telefonare
a Jimmy Newhart e di interrogarlo su O'Donnell: cosa
hai saputo, cosa sta succedendo, cosa ha trovato a Washington,
orecchie sorde, sorrisi melliflui, blande rassicurazioni? Anche
la pazienza di Newhart doveva essere sottoposta alla stessa tensione.
L'idea che Yates, rientrato a Zurigo dal viaggio in Germania,
se ne stesse tranquillamente in ufficio a lavorare -
nell'ufficio della Newhart & Morris - era sufficiente a far
esplodere la collera di Jimmy in una fiammata alta come il
Krakatoa.
Il suo appartamento era piccolo e confortevole - era esposto
a sud e il sole vi fluiva con allegria - e le bianche pareti
del soggiorno erano coperte da scaffali di tek interrotti solo
dalla parte del salottino. Questi scaffali non erano per ingombri
di ninnoli e di bottiglie dalla foggia curiosa, ma contenevano
effettivamente libri, alcuni dei quali piuttosto sgualciti,
che aveva cominciato a raccogliere quando era al college;
adesso per questi vecchi amici non riuscivano a dirgli molto.
Accatast sullo stereo una pila di dischi: Bach, Ravel, Haydn,
Prokofiev, Mozart, Sibelius, Vivaldi, Sostakovic, Verdi,
Fischer-Dieskau che cantava Schumann, la Callas che tentava Norma
(non la sua prova migliore: doveva trovare un'altra incisione)
Schonberg, ancora Bach e Bach. I dischi almeno gli tenevano
compagnia mentre la mente non faceva che tornare agli avvenimenti
di Salisburgo. Aveva la sensazione strana e sgradevole
di essere sospeso sopra la propria esistenza. Tutto si era fermato
e lui stava aspettando. Come l'indomani degli ultimi esami,
dell'arruolamento nell'esercito, del primo colloquio con Strong,
Muller, Nicolson e Hodge. Aspettare, interrogarsi, augurarsi,
sperare, il tutto avvolto in un involucro di ignoranza.
Alle due pomeridiane del gioved, dopo aver consumato una
ghiotta colazione comprendente un'omelette bruciacchiata, un
Brie troppo fuso, del Saucerre gelato (almeno questo era a
posto) lasci nel caos il cucinino dove la mattina seguente sarebbe
venuta a mettere ordine Mrs. Pyokari. Poi allung i piedi
sul suo divano preferito di pelle nera e apr il libro che stava
leggendo, un romanzo appena uscito su un gruppo di agenti
segreti britannici a Berlino, dove l'eroe era il primo nemico
di se stesso e tutti erano stanchi, vecchi e cinici, e niente aveva
un senso, ma c'era solo una confusione senza fine. Amen. Squill
il telefono. Era Newhart.
Non perse tempo. Yates  sparito,
Yates?
Ho appena ricevuto una telefonata dalla sua segretaria,
Miss...
Freytag. Che cosa dice?
Non  tornato a Zurigo marted sera e non si  fatto vedere
in ufficio, n ieri n oggi. La sua governante dice che non
 pi passato da casa, se non sabato per pochi minuti.
Quando avrebbe dovuto essere in Germania, pens Mathison.
E provava una strana sensazione rendendosi conto che
sabato, mentre lui lavorava sino a tarda ora nell'ufficio deserto
di Zurigo, Eric Yates stava vagando per la citt.
Cos'altro hai saputo?
Cos'altro? Ma Bill, ci ho messo dieci minuti per tirar fuori
a Miss Freytag quello che ti ho raccontato.  in uno stato di
isterismo.  sconvolta dalla paura.
La vecchia, riservata e precisa Miss Freytag?
 meglio che io vada a Zurigo e mi occupi dei documenti
di Yates. Quando torner, devo interrogarlo io sul contratto e
poi telefonarti, o preferisci venire di persona?
Non credi che cos si darebbe troppo rilievo alla cosa? 
meglio minimizzare. Parlagli e poi tientelo accanto mentre mi
telefoni. Va bene?
Vuoi che gli dica qualcosa di particolare?
Adopera il tuo discernimento. Sei tu il responsabile, Bill.
L'importante  mettere a posto questa faccenda. La voce di
Newhart scese a un volume normale. Il nostro amico dell'altra
sera teme che Yates sia partito per una lunga vacanza.
Magari definitiva?
Forse. Sabato sera  passato da casa per prendere il passaporto.
Mathison si astenne da chiedere quale. Newhart in quel
momento non aveva voglia di -spiritosaggini.
Come l'ha scoperto il nostro amico?
La polizia svizzera si  data da fare.
Mi fa piacere. E il nostro amico?
 appena partito per un lungo viaggio. Ti manda i suoi
saluti. A proposito, per quei disturbi al tuo stereo, i due uomini
che ti avevo raccomandato passeranno da te nel pomeriggio.
Mi dispiace di averci messo tanto a trovarli, ma sono molto in
gamba. Non ti faranno perdere tanto tempo.
Spero che conoscano il loro mestiere, disse Mathison riavutosi
dalla sorpresa.
Sono bravissimi. Non preoccuparti. Adesso, ancora due
cose. Mander a Zurigo Mrs. Conway.  la direttrice del nostro
settore traduzioni e una specie di poliglotta.  vedova da
qualche anno.  in gamba. Mander avanti l'ufficio di Zurigo
finch non trovo un sostituto per Yates. Ci vorr un po' di
tempo, te l'assicuro.
Ti auguro di essere pi fortunato, stava per dire Mathison,
ma di nuovo si trattenne.
Newhart continu: Sa gi qualcosa della situazione. Le ho
raccontato la strana faccenda del contratto di Bryant. Se dovrai
affrontare l'argomento ti accorgerai che di lei ci si pu
fidare.  una donna estremamente discreta.
Il che significa, pens Mathison con tristezza, che non  pi
giovane e ha rinunciato a qualsiasi speranza.
Sarebbe forse pi semplice se mandassi un uomo.
Arnold  a Houston. Bernstein ha la moglie all'ospedale.
Johnstone sta assistendo un autore nelle doglie del parto, il
che significa una revisione radicale delle bozze per evitare un
fiasco colossale, e Paradine deve fare il giurato. E poi nessuno
di loro sa il francese e il tedesco. Ti sembra un bel mestiere
far l'editore?
Neanche in una stanza tutta coperta di tappeti. Ehi, dimenticavo.
Hai avuto le copie delle mie fotografie?
Te le mando nel pomeriggio. Potresti portarle a Salisburgo
di persona.
Non temi che il conto spese salga alle stelle? domand
divertito Mathison.
S. ma alla lunga pu essere Un risparmio. Io almeno comincio
a pensarla cos. Tu che ne dici?
Yates era un tuo dipendente, autorizzato ad agire in tuo
nome. Tu hai sempre fatto onore ai suoi impegni. E il fatto che
non avessi mai immaginato che potesse prendere impegni di
questo genere non  una difesa sufficiente in nessun tribunale.
Allora conviene forse che tu parli con Mrs. Bryant e le
spieghi come stanno le cose.
 il minimo che possiamo fare.  parte lesa quanto lo sei
tu. Se fosse meno onesta, ti troveresti una causa sul gobbo.
Meglio farsi dare una specie di quietanza, non credi?
 indispensabile. Proporrei anche un risarcimento. Cosa ne
dici di una somma equivalente all'anticipo ricevuto? Cio trecento
dollari?
Pensi che possa saltar fuori la copia del contratto?
 sempre possibile. Peccato che la somma sia piccola.
Anna, pens Mathison, avr un gran bisogno di denaro.
Consigli di darle di pi? domand Newhart preoccupato.
No. Avrebbe l'impressione di un trucco per indurla a firmare.
E questo non  nelle nostre intenzioni. A proposito, se
pubblicassi un libro come quello di Bryant, quanto dovresti
dare d'anticipo?
Be', per un primo libro di uno sconosciuto, cinquecento
dollari sarebbero gi un'offerta generosa. Ma certi editori gliene
darebbero soltanto quattrocento. Perch lo chiedi?
Pura curiosit. Yates era stato davvero meschino, pens
Mathison. Anche duecento dollari in pi sarebbero stati una
grossa somma per i Bryant.  proprio una situazione spaventosa,
disse irritato.
Non per colpa nostra. Adesso Newhart non era pi soltanto
arrabbiato ma sdegnato. Comunque devi sistemarla. Liquida
questa faccenda in modo che io possa riprendere a fare
l'editore. Ho gi tanti problemi da risolvere.
Di questo mi occupo io. E il pi rapidamente possibile.
Fa' come meglio credi. Buona fortuna, Bill.
Mathison prenot un posto sull'aereo notturno per Zurigo.
Anche con la nebbia e la pioggia, sarebbe arrivato a destinazione
la mattina presto. Cominci a fare i bagagli.
Dalla cucina giunse il suono rauco del citofono. Due operai
per riparare l'antenna, annunci il portiere. Salirono con
l'ascensore di servizio, entrambi vestiti di pantaloni grigi da
lavoro, camicia a scacchi di flanella, sgualcita dopo una
giornata faticosa, e giacca a vento corta, sporca e sciatta. Casa
Mathison? domand uno dei due, con le larghe spalle inclinate
dal peso di una grossa scatola che portava in mano.
Dovresti saperlo, disse Mathison riconoscendo John Lamberti.
Avanti, disse in tono altrettanto brusco indicando la piccola
anticamera. Diede un'occhiata all'altro uomo che teneva
sul braccio un grosso rotolo di linea d'alimentazione. Era alto
quanto Mathison, cio in una buona mattinata e dopo un sonno
profondo un metro e settantotto. Aveva capelli biondi che
portava lunghi e ispidi sul collo, scarmigliati sulle orecchie e
sulla fronte come se fosse appena uscito da una galleria piena
di vento. Aveva anche pressappoco la stessa et, comunque
non pi di trentacinque anni. I lineamenti erano regolari, il
viso bello e insignificante, forse perch cercava di renderlo del
tutto inespressivo. Ma una volta entrato nel soggiorno, perse
questa espressione vacua e i suoi occhi celesti valutarono freddamente
il padrone di casa, che reag nello stesso modo.
Lamberti lasci cadere il suo pesante fardello sul tappeto e
disse: Be', adesso che vi siete conosciuti, mettiamoci al lavoro.
Lui si chiama Chuck.
Charles Nield, disse l'altro. Aveva una voce simpatica.
Trasse di tasca una sigaretta e and a guardare pi da vicino
un'acquaforte di Callot appesa alla parete. Ha un buon occhio,
pens Mathison:  il solo originale di mia propriet, in
tutti i suoi venticinque centimetri quadrati. Parla tu, Jack.
Io aspetto il mio turno, disse Nield senza voltarsi.
Non ci metteremo molto, garant Lamberti a Mathison.
Sappiamo che lei deve prendere un aereo questa sera. E abbiamo
pensato che avremmo risparmiato un mucchio di tempo
e di fastidi se fossi venuto con Nield camuffato in questa maniera.
Rispondo io di lui. A volte pu essere difficile crederlo,
ma  dalla nostra parte.
Nield era arrivato all'estremo opposto della stanza e si stava
scegliendo un disco. Era la sonata per archi di Rossini. La mise
su a basso volume.
Le dispiace? In fondo, non siamo qui per esaminare lo
stereo? Poi si sedette sulla poltrona pi comoda e rimase a
contemplare il pezzo di cielo di New York che si poteva ancora
scorgere oltre i nuovi condomini costruiti verso sud.
Non sapevo che lavoraste insieme, disse Mathison a Lamberti
distogliendo lo sguardo da Nield.
In questo caso non potevamo far altro. Come abbiamo dovuto
cooperare con gli svizzeri e come i colleghi di Nield stanno
cooperando con gli inglesi.  un problema intricato.
Come Yates.
Lamberti annu e pass subito agli affari. Ci sono due cose
che Frank O'Donnell voleva che le dicessi. Non deve chiamare
quel numero di telefono che le ha dato Mrs. Bryant.
Il numero di Yates? Quello che doveva chiamare suo marito
appena tornato a Salisburgo?
Appunto. La polizia di Zurigo lo ha messo sotto controllo
e vuole che la linea resti libera in modo che possano servirsene
gli amici di Yates. Non conviene che gli svizzeri la scambino
per uno di questi amici. Servirebbe soltanto ad aumentare il
loro lavoro e ne hanno gi fin troppo.
Cosa hanno trovato a quell'indirizzo? Una conferma che
Yates  Burch?
Esatto. Ma non hanno ancora scoperto con precisione chi
sono i suoi capi.  a questo che stanno lavorando.  tutto quello che posso dirle, disse Lamberti guardando il tappeto. Ma
forse a Zurigo potr vedere O'Donnell.  andato l per un
colloquio con Gustav Keller, il suo equivalente nella polizia
svizzera. La seconda cosa che devo dirle  una descrizione dello
stesso Keller. Perch possa riconoscerlo se si metter in contatto
con lei.  alto quanto O'Donnell ma  pi massiccio.
Capelli grigi tagliati corti. Baffi scuri. Viso tondo e colorito,
occhi grigi, piedi piccoli. Sufficiente?
Mathison annu.
Tutto qui insomma. Due cose: eviti di chiamare quel numero,
anzi se lo dimentichi, e cerchi di riconoscere Keller.
Mathison annu di nuovo.
Ed ecco le copie delle fotografie. Lamberti trasse una
busta di manilla da una tasca interna della giacca. Con i nostri
ringraziamenti.
Mathison apr con impazienza e le guard con interesse.
Non sapevo che si potesse ingrandirle cos. O almeno che
potessero venire tanto chiare. Avete lavorato bene. Le pass
rapidamente in rassegna. Come gli era stato promesso, ce n'erano
due serie: una per s e una per Anna Bryant.
Ci sono state utili, ammise Lamberti. Poi guard di nuovo
l'orologio. Quanto ti occorre, Chuck? disse rivolto all'angolo
opposto della stanza.
Circa dieci minuti. Nield si era gi alzato.
Facciamo quindici, cos avrai il tempo di inserire qualche
battuta spiritosa. Io salgo sul tetto a controllare l'antenna.
Lamberti si rivolse a Mathison. Ne ha una?
Ci sono quelle per la televisione.
Benissimo. Vedr se posso attaccarci qualcosa per migliorare
la ricezione della radio. E se ne and raccattando da
vero professionista il grosso rotolo di linea d'alimentazione.
Charles Nield scosse il capo. Non mi sorprenderebbe se
fosse in regola con le quote di qualche sindacato di riparatori
di radio e televisori e se le aggiustasse l'antenna a meraviglia.
Scelse un'altra poltrona comoda. Vogliamo sederci? Indic
il fonografo. Lasciamolo suonare. Una musica di fondo 
confortevole. Aiuta la conversazione. Sorrise e per un attimo
il suo viso impassibile parve ravvivarsi. Poi diede un'occhiata
all'orologio e fece capire che sapeva essere pratico e stringato
come Lamberti.
Come ha detto John, questo era il solo modo per vederla
senza perdere tempo.  lo scopo principale della visita: conoscerci
per poter poi riconoscerci se sar necessario.
L'obiettivo  stato raggiunto, disse Mathison con un sogghigno.
Ma se ci incontriamo in Svizzera, devo riconoscerla?
Penso di no, per il momento. Ma in queste cose non si sa
mai. Se dovessimo incontrarci, lasci fare a me. Ma forse non
sar in Svizzera.  l'Austria quella che ci interessa.
Il Finstersee?
Nield gli lanci una rapida occhiata, poi annu. Ho letto
naturalmente il suo rapporto. Che cosa sa di quel lago?
Quello che ho scritto.
Quello soltanto? Non ha niente da aggiungere? Nield
cercava di nascondere la sua delusione.
Solo una domanda. Cosa c' di tanto importante dalle
parti del Finstersee perch Yates metta in pericolo la sua attivit
principale e inizi un'operazione diversa?
Quale attivit principale? Nield alz leggermente le sopracciglia.
Ecco che non stiamo pi parlando del Finstersee, pens
Mathison divertito.  chiaro che se voglio risposte dirette dovr
guadagnarmele.
Be', disse cambiando cortesemente argomento, sono
trentasei ore che cerco di dare un senso al problema Yates. E
un senso non ce l'ha, se lo si considera un problema unico.
Ma basta spaccarlo in due e tutto comincia a filare.
Nield annu e si accese una sigaretta.
Lo sa anche lei, altrimenti non sarebbe qui.
Comunque, mi piacerebbe sentire il suo parere. La voce
era cordiale e incoraggiante.
Mettiamola in questi termini. Una delle braccia di Yates
si tende verso gli Stati Uniti. In questa attivit - la principale:
non continua forse da due anni? - ha come copertura il nome
di Emil Burch e un commercio di manoscritti e antiche mappe.
Ma l'altro braccio era libero per raccattare qualunque cosa
potesse interessarlo o gli sembrasse utile. In qualche maniera,
attraverso Richard Bryant, ha l'occasione di mettere una mano
sul Finstersee e ce la mette. Abbiamo cos due attivit abbastanza
distinte per il loro raggio d'azione e per i loro obiettivi,
e collegate tra loro solo perch emanano entrambe dalla
stessa persona. Osserv Nield con attenzione, ma lo vide soltanto
annuire genericamente. Ritorno cos alla mia domanda
originaria: cosa c' di tanto importante dalle parti del
Finstersee per indurre Yates a correre un rischio cos grosso?
Rischio? domand Nield interessato evitando la domanda
principale. S, a prima vista sembra proprio cos.  stato
l'assegno di Burch che lo ha tradito. Ma se no come avrebbe
potuto pagare a Bryant il consueto anticipo su un contratto?
Un versamento in contanti sarebbe stato sospetto, pens
Mathison, e cos anche un assegno personale firmato da Yates.
Bryant avrebbe certamente fatto qualche domanda. Ma nessuno
avrebbe mai visto quell'assegno, se lo stesso Bryant non lo
avesse fotografato per i suoi archivi. E nessuno avrebbe mai
saputo niente del contratto se Bryant non avesse scritto a Newhart.
Dobbiamo molto a Bryant, no? Ma per chi lavorava, per
gli inglesi? In questo caso devono saperla lunga sul Finstersee.
 No, ne sanno quanto noi. Ogni tanto corrono voci,' piuttosto
vaghe, sulla zona dei laghi del Salzkammergut. Probabilmente
perch il ministero degli esteri nazista era sfollato a
Salisburgo; Ribbentrop vi si stabil in una sede molto confortevole
verso la fine della guerra. E con lui certi reparti dell'organizzazione
di spionaggio delle SS.
E lei crede che abbiano lasciato qualche documento?
 una delle ipotesi sulle quali lavoriamo, disse Nield alzando
le spalle in modo disarmante. Ma non dobbiamo pi
avanzare ipotesi su Bryant e sui suoi datori di lavoro. Abbiamo
avuto risposta da Londra questa mattina. N lui n Yates lavoravano
per gli inglesi. Secondo loro Bryant non lavorava per
nessuno. Per quanto gli risulta, ha lasciato completamente lo
spionaggio nel 1946, quando present le dimissioni. Che, tra
parentesi, furono subito accettate.
Ah?
No, niente di grave. Una questione di opinioni. In guerra
si era comportato bene, ma a Vienna non aveva dimostrato di
essere all'altezza della situazione. Su questo punto gli inglesi
hanno fatto un commento abbastanza oscuro: "Era di quelli
che amano scegliersi le proprie guerre". Non poteva credere che
un ex alleato non fosse pi un amico. La guerra fredda cominciava
ad alzare la sua brutta testa e a lui non piaceva. Quando
le cose si misero male, e a Vienna si erano messe malissimo, ne
incolp la propria parte. E nel '46, dopo uno scambio di opinioni
piuttosto violento, lasci il servizio segreto. L'ultimo rapporto
su di lui, che  del 1956, dice che col passar del tempo
si era presumibilmente "ammansito" ed era meno propenso
a gettare tutta la colpa Sull'Occidente. O almeno, non era passato
dalla parte dei russi, ed era solo questo che preoccupava
gli inglesi.
Insomma non avevano pi contatti con lui?
Assolutamente.
E Yates?
Lasci l'Intelligence Service nel 1947. Era quasi un anno
che non gli davano pi nulla di importante da fare, il che significa
che non erano del tutto sicuri di lui. La cosa, s'intende,
venne liquidata senza chiasso.
Un vero peccato, sembrerebbe oggi.
Nield dava l'impressione di essere d'accordo, ma si astenne
dal fare commenti e continu a esporre i fatti.
Torn a insegnare in una scuola. Poi si trasfer a Tokyo
come redattore scientifico di una rivista in lingua inglese, e di
qui a Ginevra dove assunse la direzione di un trimestrale di
divulgazione scientifica. Poco pi di sei anni fa venne in America
e riusc a impressionare Mr. Newhart che stava cercando
un rappresentante con molti contatti internazionali per il suo
ufficio di Zurigo. I suoi requisiti parevano buoni, lo ammetto.
Ma quando abbiamo chiesto agli inglesi se era un loro agente,
ci hanno risposto "Ma nemmeno per sogno". Spense la sigaretta
nel pesante portacenere di vetro affumicato che stava sul
tavolino. Sembrava che ne stesse studiando la forma. Lo fece
ruotare lentamente. Lei vedr Mrs. Bryant, vero?
Probabilmente.
Pu darsi che possa rispondere a molte domande.
Pu darsi. Ma non intendo porgliele.
Perch?
Vuole che ammazzino anche lei?
L'ammazzeranno se non sar adeguatamente protetta. Suo
marito non sarebbe morto se si fosse messo in contatto con noi
o con gli inglesi. Non si va da soli a cercare... Si interruppe
bruscamente. Bisogna, riprese, avere qualcuno al fianco
e alle spalle; ci vogliono molti aiuti quando ci si mette contro
una solida organizzazione. E i nazisti saranno magari pochi e
isolati. Ma una cosa l'hanno sempre avuta: la capacit di organizzarsi.
Crede dunque che siano stati i nazisti a ucciderlo?
 probabile. Nield fece girare per un'ultima volta il portacenere.
Poi alz gli occhi verso Mathison. Prima di tornare
a casa Bryant,  meglio che sappia una cosa. Sar certamente
sorvegliata. E chiunque appaia in stretti rapporti con Mrs.
Bryant verr sottoposto alla stessa sorveglianza.
In altre parole, lei sta dicendo che se i nazisti hanno ucciso
Bryant perch si stava avvicinando troppo a uno dei loro
segreti, elimineranno chiunque altro possa conoscere le cose che
lui sapeva.
Precisamente. Spero per il bene di Mrs. Bryant che, se davvero
sa qualcosa, sappia stare zitta.
Mathison disse con una punta d'ironia: Finch voi, naturalmente,
non potrete cominciare a proteggerla. Quali garanzie
avrebbe avuto anche in questo caso? E come diavolo
ci riuscirete? domand con rabbia. Mi venga un colpo, pens,
se torno a Salisburgo. Le scriver una bella lettera d'affari
e le mander le foto dei documenti. Punto e basta. Non voglio
aggravare la sua posizione.
Prima di tutto dobbiamo scoprire cosa sa. Poi potremo
escogitare un piano per trovare quello che Bryant stava cercando.
Infine passeremo all'azione. E Mrs. Bryant sar protetta
perch non lasceremo capire che  in contatto con noi.
Di questo non si preoccupi. Comunque, per ora, la sua migliore
protezione  di apparire completamente indifesa e totalmente
ignara.
Mathison si alz e and un paio di volte su e gi per il
soggiorno. La sua collera si stava placando, e con essa la decisione
di cambiare piani, di non andare a Salisburgo, di non
chiedere niente a Anna Bryant. Ci sarebbe andato. Non intendeva
immischiarsi nelle sue faccende personali, ma qualcuno
doveva pur dirglielo di starsene quieta. E consigliarle di non
fidarsi della gente con la stessa prontezza con cui si era fidata
di lui.
Cercher di vederla e di convincerla a fare l'innocente.
Non sar difficile. Lo  un'innocente. Si volt verso Nield.
Forse non le piacer, ma le consiglier di dimenticare, per
la sua sicurezza, tutto ci che il marito pu averle raccontato.
 gi qualcosa, disse amichevolmente Nield. L'importante
era mettersi in contatto con Anna Bryant. Avrebbe poi
deciso lei. Si alz e guard ostentatamente l'orologio. Non mi
dica che il nostro mago delle antenne  in ritardo. Ma
Lamberti stava gi suonando alla porta. Mathison smise di fissare
Nield e and ad aprire. O Nield  uno che sa perdere, pens,
oppure ho appena accettato di fare quello che lui voleva che
io facessi.
Lamberti era dispiaciuto. L'amministratore mi ha seguito
sul tetto per vedere che cosa volevo fare. Dice che non vuol
vedere altri spaghetti penzolare dai muri del suo palazzo.
Quindi niente antenna. Peccato. Raccolse la cassa degli utensili
e porse a Nield un capo della linea di alimentazione.
Pronto. Scommetto che non vedi l'ora di toglierti quel vestito
da carnevale. E a Mathison disse con un sogghigno:
Chuck  un vero diplomatico. La prossima volta che lo incontra,
le sar forse difficile riconoscerlo. Be', buon viaggio.
Non dimenticher quello che le ho detto?
Numero di telefono, no. Keller, s.
Esatto. Arrivederci.
Auf Wiedersehen, disse Nield.
Mathison spense il giradischi, chiuse la finestra e rimase per
qualche minuto a guardare in strada. Bastava mettere assieme
i vari scampoli d'informazione forniti discretamente da Nield
e il totale era una risposta indiretta alla sua domanda sull'importanza
del Finstersee. In fondo, pens, disponeva ormai
di un buon quadro della situazione. Incompleto, naturalmente,
ma sufficiente a impedirgli errori troppo grossolani o congetture
completamente avulse dalla realt che avrebbero soltanto
accresciuto i suoi rischi... Rischi. Davvero la posta in
gioco era.cos alta come pensava Nield?
Dall'altra parte della strada lo stava guardando un solido
blocco di edifici. I suoi occhi percorsero rapidamente quelle finestre
tutte uguali sopra le piccole strisce dei balconi che si
susseguivano a distanza regolare come cassetti poco profondi
nell'armadio di un gigante. Ognuno aveva i suoi arbusti, i
suoi vasi di gerani avvizziti o di crisantemi messi l da poco,
tutte cose che ricordavano - come le sedie e i tavolini di vimini
- l'eterna schizofrenia degli abitanti delle citt: il desiderio
di trovarsi in campagna, con la porta aperta su un giardino,
pur vivendo nel cuore di una metropoli.
D'impulso, spalanc la finestra e s'affacci sulla Sessantanovesima
strada, otto piani pi in basso. Regnava la confusione
del tardo pomeriggio: auto parcheggiate, auto in movimento,
taxi di passaggio, un'ambulanza che gemendo s'apriva una
strada tra le correnti del traffico. Dai viali, ai due estremi dell'isolato,
giungeva il rombo ininterrotto di una citt affaccendata,
una fonte costante di suoni. Chiunque volesse godersi
quel minuscolo terrazzo doveva non solo tenere chiuse le palpebre
ma trovare un sistema per turarsi le orecchie. Poi Mathison
vide Lamberti e Nield uscire dalla porta di servizio e
raggiungere un autofurgone parcheggiato l di fronte tra una
vecchia Chevrolet e una lucidissima Jaguar. Sembravano assolutamente
autentici, persino nella maniera di camminare. E
fu tale l'abilit con cui Lamberti liber il camioncino stretto
tra i due veicoli e lo inser nel flusso del traffico verso occidente
da far sembrare quella manovra parte integrante del suo
lavoro quotidiano. Poi scatt in avanti per prendere il verde
all'angolo.


Capitolo 11.

La brezza leggera sferzava il lago provocando piccole increspature
che luccicavano nel sole del primo mattino. Alcuni
yachtsmen impenitenti erano scesi agli ancoraggi per piccoli
panfili disseminati lungo la riva sinistra del lago di Zurigo e
stavano trascorrendo l'ora della prima colazione in una rapida
gita al largo. Bill Mathison, mentre disfaceva i bagagli, li
vide dalla camera del suo albergo, che s'affacciava sulla larga
promenade del Quai Uto e sulla successione ininterrotta di
porticcioli e piscine, e francamente li invidi. Se la passano
piuttosto bene, si disse, a soli dieci minuti dall'ufficio.
Si ricord allora che subito dopo colazione avrebbe dovuto
chiamare la succursale di Zurigo della Newhart & Morris.
Forse per avrebbe aspettato le nove per dare all'efficiente
Miss Freytag il tempo di insediarsi alla scrivania.
Ma alle otto e mezzo Mathison si era gi rasato, aveva fatto
la doccia, si era cambiato d'abito e aveva svuotato la caffettiera;
e le barche a vela erano ormai tornate a riva. Forse
agli yachtsmen era giunto il messaggio trasmesso dalle nuvole
che si stavano gonfiando sopra le colline. Oppure gli uffici
erano gi aperti e in piena attivit. Era ora di telefonare a
Miss Freytag.
La trov talmente sconvolta che riusciva appena a parlare.
Un s appena percettibile fu tutto quello che disse in risposta
alle sue domande. Le aveva telefonato Newhart da New
York per avvertirla del suo arrivo? Mrs. Conway sarebbe arrivata
oggi? Le aveva trovato un albergo confortevole? Aveva
notizie di Mr. Yates?
S. La diga si ruppe. Miss Freytag stava piangendo.
Notizie bruttissime, disse tra le lacrime. ...  morto.
Morto? Yates? Vengo subito.
Devo andare a identificare il cadavere. Oh, Mr. Mathison, non
posso...
Arrivo subito. Mi aspetti!
L'ufficio era in realt un appartamento di cinque stanze
che si prolungavano sino alla facciata posteriore dell'edificio
ed erano collegate da uno stretto corridoio. Dalle porte aperte
sui pianerottoli, mentre lui saliva di corsa le scale, sbucavano
teste che subito si ritiravano come tante tartarughe ben
educate. Miss Freytag stava nel suo piccolo ufficio accanto alla
stanza di Yates, quella grande sul davanti, con la finestra
ad arco alla stessa altezza delle punte brunite degli alberi della
piazza. Attraverso la porta di comunicazione, che era aperta,
si udivano rumori di passi e sussurri sommessi. Mathison
guard dentro. Due uomini stavano esaminando gli incartamenti
di Yates. Uomini di Keller, probabilmente.
Vengono da via Urania, disse Miss Freytag senza guardarlo.
Sedeva sull'orlo di una sedia, con il cappotto e il cappello,
e teneva stretti la borsetta e i guanti, gi pronta ad andarsene.
Dietro di lei stava, altrettanto pronto, un uomo dal
viso grave. Era evidentemente un funzionario, a giudicare dallo sguardo impersonale e dall'inchino che fece a Mathison.
Un qualsiasi poliziotto in borghese o un membro della squadra
speciale di Keller? si chiese Mathison rispondendo al saluto,
prima di rivolgersi nuovamente a Miss Freytag, che adesso
era calma, forse intontita dallo shock.
Miss'Freytag, disse con gentilezza, lei non ha bisogno
di andare in nessun posto. Me ne occupo io. Ma che cosa 
successo?
Grazie, Mr. Mathison, replic lei. Sollev per un attimo
il viso bianco e minuto. Ma devo andarci io. E i suoi smorti
occhi azzurri si staccarono con un guizzo da quelli di lui.
E va bene. L'accompagno.
Non c' bisogno. Questo signore...
Pu farci da guida. Prenderemo un taxi.
Con l'autobus ci arriviamo proprio davanti.
Oggi prendiamo un taxi, disse Mathison cercando ancora
di parlare con dolcezza. Lei si alz obbediente per chiamarne
uno. Mathison not con stupore che ne aveva ordinato
uno piccolo, anzich uno medio o grosso che costano di pi.
Quando era in s, la Freytag doveva essere in gamba. Che
cosa  successo? ripet.
Rispose, in tedesco, l'uomo dal viso grave.
Mathison ripet in inglese le sue parole per essere sicuro di
aver capito bene: Il corpo di Yates  stato trovato stamattina
presto nel lago, circa quindici chilometri a sud di Zurigo?
Miss Freytag ignor la domanda. L'uomo annu. Capiva
l'inglese, ma forse non voleva mettere in gioco la sua dignit
cercando di parlarlo. Rispose infatti in tedesco.
La sua barca a vela si  rovesciata. Ed  stata sospinta dal
vento verso la spiaggia.
Ma quando  successo?
Stanotte. Se no, qualcuno avrebbe visto la barca capovolta
fin da ieri.
Probabilmente  vero, pens Mathison, ricordando la lunga
distesa di cittadine e di paesi sulle due sponde del lago. Non
si potevano certo definire spopolate queste dolci colline.
 stato... cominci Mathison, ma subito s'interruppe per
non turbare Miss Freytag.  meglio scendere ad aspettare il
taxi, disse. Ma forse sarebbe stata una domanda superflua.
Se erano andati alla deriva insieme, Yates era rimasto probabilmente
prigioniero della barca rovesciata. Non cerc neanche
di convincere la donna a rimanere l lasciando a lui il macabro
compito di identificare il cadavere. Stava gi camminando
decisa verso l'ascensore: una donna alta e magra con
un cappotto di tweed marrone e tutto il resto - scarpe, guanti,
borsetta e cappello di feltro - intonato.
L'uomo che giaceva ora in un cassetto refrigerato era senza
dubbio Yates. Miss Freytag sussult appena, ma il suo viso
bianco divenne quasi cinereo. Mathison fece un cenno agli uomini
che stavano nel locale.
 Eric Yates, disse, e strinse forte il gomito della Freytag
per condurla fuori. Era abbastanza salda sulle proprie gambe,
solo che i piedi sembravano ancorati alle piastrelle del pavimento
e gli occhi erano fissi sulle labbra lacerate di Yates.
Appena fuori, Mathison pens che una passeggiata avrebbe
fatto bene a tutti e due. Lei non apr bocca finch non
giunsero, attraverso una serie di viuzze strette e contorte, all'impetuoso
fiume Limmat che divide in due la citt vecchia
prima di gettarsi nel lago. Allora sospir forte, guard
Mathison come se lo vedesse per la prima volta e disse:
Devo tornare in ufficio. Tra poco arriver Mrs. Conway.
Bisogna che le mostri...
Prendiamo prima un caff. La condusse in un bar del
Quai Limmat. Ne abbiamo bisogno tutti e due, disse Dieci
minuti di sosta tanto per riprenderci.
Io non ne ho bisogno.
Io s. disse lui con fermezza. Credo anzi che il medico
prescriverebbe uno scotch a tutti e due.
Ma io non ho mai...
E va bene. Accontentiamoci del caff. Su, venga. Da questa
parte. La guid oltre la soglia e trov un tavolo libero.
Il locale era stipato della consueta folla di giornalisti e di professori
venuti dall'universit sulla collina. Chiacchieravano
tranquillamente, leggevano il giornale, giocavano a scacchi.
Questo valse in parte a rassicurarla.
Abita a Zurigo o in periferia? tent. La domanda scaten
un piccolo torrente di informazioni. La Freytag sembrava
felice di parlare della madre, che aveva ormai ottantacinque
anni ma aveva ancora il cuore giovane e viveva con lei
in un appartamento nei pressi dell'universit. Qui suo padre
aveva fatto il bibliotecario, e aveva anche giocato a scacchi;
era morto dieci anni prima. Adesso badava lei alla madre;
abitavano in citt perch si faceva molto pi in fretta ad arrivare
in ufficio, senza contare che, poich la vecchia era paralizzata,
un giardino sarebbe stato inutile. Tutto sommato una
soluzione molto pratica, e assai meno faticoso che percorrere
la lunga strada sino alla periferia nell'eventualit... nell'eventualit
che ci fosse stato urgente bisogno di lei. Le piaceva lavorare
per la Newhart & Morris. Aveva molte responsabilit
e cercava di affrontarle nel miglior modo possibile.
Ho avuto l'impressione che fosse lei a mandare avanti la
baracca, disse Mathison.
Ne fu lusingata, ma subito disse: Oh no! Mr. Yates era
un gran lavoratore. E un uomo eccezionale. Gentile, generoso...
Aveva cos affrontato l'argomento Yates, introducendolo nel
sereno contesto della sua semplice esistenza e sovrapponendo
quel viso sfigurato e pesto a ricordi pi piacevoli. Mathison si
rilass.
Era molto buono con lei e con sua madre?
Estremamente premuroso. A Natale le mandava sempre i
fiori.
Bastava cos poco per conquistarsi la sua fedelt? Lo so
che lei  preoccupata per i cambiamenti che potranno esserci
in ufficio, ma...
Mrs. Conway? domand subito la Freytag. S, era preoccupata.
Mrs. Conway  qui solo per poco tempo. Deve soltanto
preparare un rapporto per Mr. Newhart e tenerlo informato.
Potevo farlo io. Ho sempre fatto del mio meglio per la
Newhart & Morris, disse lei.
Ma certo. Solo che gioved, quando ha telefonato a Mr.
Newhart che Yates era scomparso, sembrava molto sconvolta.
E lui ha pensato che un'estranea potesse risolvere pi facilmente
la difficile situazione.
Gli gett una rapida occhiata. Sembrava incerta sul da farsi.
Sospir un poco e apr la sua solida borsetta di pelle.
Ho capito che c'era qualcosa che non andava quando Mr.
Yates non  venuto a prendere questa roba. Mi aveva detto
che sarebbe passato da casa mia luned mattina sul presto prima
di andare all'aeroporto. Tir fuori un piccolo portacarte
nero e glielo porse. Conteneva dei traveler's checks, intestati a
Eric Yates. Non una grossa somma, soltanto duecento dollari,
quanto bastava per un breve viaggio. Sono proprio contenta
di liberarmene, disse con sollievo. Ma che cosa ne facciamo,
Mr. Mathison? Non possiamo rimetterli nel cassetto di
Mr. Yates. I poliziotti hanno cominciato a perquisire l'ufficio
dalla scrivania e io non gli ho detto che avevo questi assegni.
Come potevo del resto? Perch, vede, non lo avevo detto neanche
all'altro poliziotto, quello che  venuto qui luned mattina
a far domande su Mr. Yates e sui suoi amici di Salisburgo.
Oggi quindi non potevo pi raccontare che avevo tenuto gli
assegni per tutto questo tempo, le pare? Mr. Yates inoltre mi
aveva pregato di non parlare con nessuno di questo viaggio a
Salisburgo. Sperava di risolvere il mistero di quel terribile
Bryant che ha tanto preoccupato la sede di New York con la
sua lettera. E le avrebbe raccontato tutto quando fosse tornato
con una sua confessione scritta. Secondo Mr. Yates era la
sola maniera per risolvere il problema e placare le acque senza
crear fastidi a nessuno. Pensava soltanto al buon nome della
Newhart & Morris. Come sempre. Guard con ansia prima
Mathison, poi i traveler's checks. Che cosa facciamo adesso?
domand in tono patetico.
Me ne occupo io, le promise. Si sforz di parlare con
tono indifferente. Ma prima mi racconti che cosa  accaduto
di preciso la settimana scorsa. Pensavo che Yates fosse
andato in Germania a trovare certi autori. Era partito subito
dopo il mio arrivo, no? Attese una risposta: dalla sua veridicit
o meno, avrebbe capito sino a che punto poteva prestarle
fede.
Non  partito. Venne a sapere che uno dei due autori era
all'ospedale e l'altro in vacanza, e decise quindi di rimandare
il viaggio. Aveva molto lavoro da sbrigare a casa, doveva esaminare
i giudizi dei nostri esperti sui libri e gli articoli recenti,
e perci non  venuto in ufficio.  abbastanza normale questo
: resta spesso a lavorare a casa.
Quando ha saputo queste cose?
Domenica all'una, quando stavo per mettermi a tavola
dopo essere andata in chiesa. Mi ha telefonato e mi ha spiegato
tutto. Aveva bisogno di soldi per andare l'indomani a
Salisburgo e, poich era molto occupato, mi chiese, se non mi
era di troppo disturbo, di prenderli nella sua scrivania durante
la mia consueta passeggiata domenicale sul lungolago.
Era sempre cos delicato.
S, pensava proprio a tutto, disse ironicamente Mathison.
Le chiese di me?
Ma certo. Gli dispiaceva di essere talmente occupato da
non poterla vedere sino al ritorno da Salisburgo. Pensava che
stesse dandosi troppo da fare per niente.
Avr visto le luci accese nel suo ufficio nella tarda serata
di sabato. Sono stato un seccatore, eh?
Sono convinta che non lo ha mai pensato. Riteneva soltanto
che l'unico modo per risolvere il problema di Bryant
fosse vederlo di persona. Non abbiamo niente su di lui nei nostri
schedari.
Lo credo bene, pens Mathison. E domenica, se mi avesse
incontrato in ufficio, non mi avrebbe detto niente?
La Freytag arross un poco. Le avrei soltanto garantito
che Mr. Yates avrebbe saputo risolvere il problema. Lei sarebbe
potuto tornare a New York e lui le avrebbe telefonato
marted. Era veramente turbato dalle brighe che lei si stava
prendendo senza alcuna necessit. Le considerava un modo
di dubitare dell'integrit del nostro lavoro.
Ed era molto preoccupato?
Naturalmente.
Quel poliziotto che  venuto in ufficio luned mattina era
in divisa?
No... era in borghese come quei due che ci sono adesso.
Ma aveva un distintivo e non mi chiese di vedere gli schedari
n altre cose importanti. Voleva solo sapere chi erano gli amici
di Mr. Yates a Salisburgo. Ho pensato che stesse cercando
anche lui quel Bryant.
Ma non era un poliziotto, si disse Mathison. Il luned mattina
la polizia svizzera non sapeva niente di Bryant, come non
sapeva del collegamento tra Burch e Yates. Nessuno di noi lo
sapeva.
E i due poliziotti che sono venuti oggi le hanno fatto domande
su Salisburgo?
No. Si interessavano soltanto di un certo Emil Burch.
Prendiamo un altro caff. E anche un chocolat clair. Su,
non vede come  invitante quel vassoio?
Non potrei proprio.
Ma s che pu. Sembra che fuori stia piovendo. Non possiamo
ancora andar via. Chiam la cameriera. E che cosa
ha detto ai poliziotti di Emil Burch?
 uno che traffica in mappe antiche. Mr. Yates ne aveva
comprate due. Aveva l'abitudine di visitare le librerie antiquarie
della citt. Faceva collezione di mappe. Era uno dei
suoi hobbies.
S, Yates aveva pensato a tutto, persino a un'ottima scusa
per entrare nel negozio di Burch. Cio quasi a tutto. Ma a un
certo punto aveva fatto un passo falso, qualcosa di peggio
che firmare un assegno con il nome di Burch. E gli era costato
la vita.
Aveva anche l'hobby della vela?
La Freytag annu. Ma ultimamente non aveva molto tempo
da dedicargli. L'anno scorso, tutte le volte che il clima lo
permetteva, passava il sabato pomeriggio sul lago. Apr nuovamente
la borsetta e prese il portafogli.  cos che me lo
ricorder sempre, disse con tristezza estraendone una
fotografia a colori. L'ho scattata io un sabato pomeriggio mentre
passeggiavo sul Quai Uto. E arross leggermente mentre gliela
porgeva. Era proprio Yates, chiaramente ignaro dell'occhio
lontano della macchina, un cinquantenne alto e bello dal viso
allegro. I capelli erano scomposti dal vento, le guance abbronzate.
Portava dei bermuda e un maglione pesante con il collo
a V orlato dei colori del suo college. Teneva un piede sulla
banchina di legno, l'altro sulla barca. Aveva anche un braccio
teso per offrirlo a qualcuna che stava sul pontone, e le teneva
la mano per aiutarla a imbarcarsi. Ma di lei si vedeva soltanto
un polso sottile. Miss Freytag aveva accuratamente tagliato
via la sua immagine.
Chi era la sua amica?
Niente di importante. Solo una ragazza che l'anno scorso
abitava a Zurigo. Se n' andata in primavera. La Freytag si
riprese la preziosa fotografia, e guardandola scosse il capo.
Perch i migliori sono sempre i primi ad andarsene? Un
uomo cos bello!
E cos gentile. Era un po' stanco di questa immagine fasulla
di Yates.
Lei gli gett un'occhiata.
Cos gentile, disse lui ponendo subito rimedio alla piccola
gaffe, a prendersi una ragazza sola e a portarla in barca
il sabato pomeriggio. Lei sa come si chiamasse? Ma certo
che Miss Freytag lo sapeva: non poteva non essersi data da
fare per scoprire l'identit di questa graziosa minaccia alle sue
fantasie.
va Langenheim.  venuta in ufficio per un posto di segretaria.
Non lo ha avuto. Ma fu cos che si conobbero. Una
ragazza molto sfacciata. La sentii ridere durante il colloquio
come se fosse stata sicura di essere assunta.
Era nell'ufficio di Yates?
Ci era entrata senza farsi annunciare. La credevo una sua
amica, ma Mr. Yates mi disse poi di non averla mai vista.
Era decisamente sfacciata.
Ha per caso delle altre fotografie? Magari una con questa
Miss Langenheim?
Miss Freytag rimase quasi soffocata dell'ultima forchettata
di clair. Lo guard attonita.
Perch vuole vederle? domand freddamente.
Credo che la polizia voglia sapere di tutti gli amici di
Yates.
Ma perch dovrebbero...
Stanno indagando sulla sua morte.
Non posso... anzi non voglio parlare con loro.
Secondo me dovrebbe farlo. Gli racconti solo quello che
ha detto a me. Gliene saranno grati.
Non potrei, ripet lei terrorizzata. Lo scandalo...
Niente scandalo. Sbrigheranno tutto con la massima discrezione.
La vide raccogliere guanti e borsetta, abbottonarsi
il cappotto e prepararsi ad andar via. Lo consideri un
suo dovere, tent.
Questo valse a bloccarla.
Ma non basta che uno le dica di essere un poliziotto e le
mostri un distintivo. Specialmente se le fa domande sugli amici
di Yates a Salisburgo.
Miss Freytag non era stupida. Sta cercando di dirmi che
l'uomo venuto in ufficio luned mattina non era della polizia?
Dico che a me quell'uomo sembra un po' fasullo. Ma pu
scoprirlo con la massima facilit. Lo chieda ai due agenti che
stanno ora perquisendo gli archivi di Yates.
Ma se non era un poliziotto, perch mi avrebbero pedinata?
Cosa?
Pedinata. Appena uscito, l'ho visto parlare per qualche
istante con un uomo che stava nella piazza. E quella sera quest'uomo
mi segu fino a casa. Era davanti all'ufficio anche
marted. E mercoled. E ieri. Ma oggi non ho visto nessuno.
Buon Dio, mormor lui, e la vide trasalire. Non mi
stupisce che fosse cos nervosa quando ha telefonato a New
York. Ci valse ad ammorbidirla. Aveva soltanto bisogno di
simpatia. Di simpatia e di elogi per una vita consacrata all'adempimento
dei propri doveri. Yates doveva avergliene fatti
a palate. All'improvviso Mathison prov una profonda piet
per quegli smorti occhi azzurri che solo raramente osavano
guardare in faccia un uomo, per quelle labbra pallide e sottili,
per quei capelli lisci e acconciati in foggia austera. Miss
Freytag, disse con molta gentilezza, adesso se ne vada a
casa. Mi occuper io di Mrs. Conway e di chiunque altro capiti
in ufficio.
Ma oggi  venerd e c' molto da fare prima del weekend.
Scosse il capo davanti a questo saggio di totale incompetenza
sulla gestione di un ufficio.
Ma quanto lavoro si pu fare oggi?
Be'...
Su, faccia la brava e se ne vada a casa.
L'aveva quasi convinta. Dovrei proprio essere presente
per ricevere Mrs. Conway. L'aspettiamo nel pomeriggio.
Mathison scosse il capo. Faccia come dico io. E, in tono
severo, come quello che usava probabilmente suo padre,
aggiunse: Insisto.
Ottenne l'effetto voluto. Miss Freytag attese con pazienza
che lui pagasse il conto, rifiut la proposta di chiamare un
taxi e si conged da lui con molta signorilit sul Quai Limmat. Fu allora che inaspettatamente si rilass.
E grazie, grazie mille, disse in un impeto d'emozione.
Lei  stato cos gentile, cos premuroso, cos...
Arrivederci, Miss Freytag. Dir in ufficio che lei torner
luned. Si volt e si avvi di buon passo verso la piazza e lo
strepito dei tram che superavano il ponte sulla punta del lago.
Mi conviene andarmene da Zurigo il pi presto possibile, pens
ricordando quell'espressione di gratitudine.
Mr. Mathison!
Si volt sorpreso e vide Miss Freytag che s'avvicinava quasi
di corsa.
Mr. Mathison, disse, abbassando l voce e cercando di
riprendere fiato, l'uomo che mi ha pedinato luned e marted
stava aspettando davanti al caff. E ho visto che adesso
segue lei. Ho pensato fosse meglio avvertirla. Ebbe sufficiente
buon senso per continuare a guardare Mathison come se
stessero parlando di cose che riguardavano soltanto loro.
Dov'?
Sul bordo del quai. Sta guardando i cigni. Indossa un
impermeabile molto bagnato color grigio scuro.  grigio anche
il cappello.  lo stesso uomo, glielo assicuro, concluse
decisamente. Ed  abbastanza giovane, avr pressappoco la
sua et.
La ringrazio.
Ha capelli biondi e bei lineamenti. Sembra cos per bene.
 incredibile che faccia questo lavoro, no?
Quello di pedinare la gente? S, ci sono modi pi eleganti
per guadagnarsi la vita. Pur conversando, Mathison non
cessava di riflettere. Miss Freytag, le dispiacerebbe molto
cambiare un poco i suoi piani? Prima di andare a casa, vuol
telefonare in ufficio e parlare con uno dei poliziotti? Gli racconti
di quest'uomo. Gli dica che cercher di portarglielo tra
le braccia. Gli chieda di preparare un comitato d'accoglienza
dentro il portone. Lo far?
Lei annu quasi sorridendo. Lei usa delle strane espressioni,
Mr. Mathison. Un comitato d'accoglienza... s, cercher
di convincerlo. Poi cambi tono, passando a un solenne sussurrato
come in chiesa. Secondo lei, quell'uomo ha a che
fare con la morte di Mr. Yates?
Forse.
Allora dobbiamo fare in modo che lo prendano.
Val comunque la pena interrogarlo, pens Mathison. Grazie,
Miss Freytag.
S, dobbiamo fare in modo che lo prendano, ripet lei
con decisione voltandosi e allontanandosi tranquillamente. Non
diede neanche un'occhiata a quell'uomo. Nemmeno Mathison,
che prese a camminare senza guardare n a destra n a sinistra.
Dietro, l'uomo smise di ammirare il lento andirivieni dei
cigni e lo segu. ,


Capitolo 12.

Bill Mathison arriv al ponte sulla congiunzione tra il fiume
e il lago e dovette attendere che venisse verde. Soltanto allora,
in mezzo alla gente, si guard attorno con indifferenza.
Effettivamente, un uomo coi capelli biondi e l'impermeabile
grigio stava ora affrettando il passo per unirsi alla folla in attesa
del segnale di via libera. Quando venne il verde, si precipitarono
tutti in avanti come una compatta falange prima
che la piena del traffico, saldamente arginata per qualche secondo,
tornasse a scorrere impetuosa. Mathison era pronto a
scommettere che il pedone di Zurigo fosse ancora pi svelto
di un vecchio newyorkese.
Si avvi verso la quieta e larga promenade del Quai Uto,
e passeggi lungo il lago. Era tutto relativamente pacifico a
parte i passeri: un gruppo radunato per terra a cinguettare
perfidamente proprio davanti a lui. Poi si accorse che stavano
beccando a morte uno dei loro, e che la vittima aveva smesso
di difendersi e giaceva al centro della mischia domata e
rassegnata. Mathison trasse di tasca due monete da un franco e
le lanci con forza contro i passeri costringendoli a rifugiarsi
protestando sui rami di un albero. Va via, stupido. disse
poi alla vittima e aspett che avesse trovato la forza sufficiente
per volare al riparo di un cespuglio. Raccolse le monete e.
mentre si chinava e si rialzava, ne approfitt per dare un'occhiata
indietro. Aveva ragione Miss Freytag. L'uomo lo stava
seguendo.
Mathison rallent il passo prendendo a bighellonare: doveva
lasciare alla Freytag il tempo di fare la telefonata. E. come
se non avesse altro per la testa, contempl le colline di l
dal lago. Non c'era quasi brezza e le nubi erano svanite, lasciando
al suolo soltanto foglie bagnate a dimostrare che. mentre
lui e Miss Freytag erano al caff, c'era stato un violento
acquazzone. Si ferm due volte: la prima a un ancoraggio per
le barche, la seconda a uno stabilimento balneare. Ma non si
guard pi indietro. Lasciamo tranquillo quell'uomo, pens.
Arrivato nella piazza, si arrest di botto. Impermeabile Grigio
conosceva il portone dell'ufficio. Accidenti, pens Mathison,
non riuscirai mai a condurlo sino a quell'ingresso. Riprese
a camminare, ma lentamente, per dargli il tempo di continuare
a seguirlo. Poi si guard attorno con calma, per rendere
pi persuasivo il suo comportamento, ed entr svelto nella farmacia
accanto all'ufficio della Newhart & Morris.
Era arredata con pannelli di legno scuro, grandi vasi pieni
di liquidi colorati, una bella esposizione di mortai e pestelli e
un delicato profumo di tiglio. Un uomo di mezza et vestito
di un camice bianco inamidato stava avvolgendo una scatola
di pillole in un foglio di carta rigida. Mathison guard affascinato
la precisione delle minuscole piegature agli angoli. Poi
lo vide applicare con abilit della cera rossa, riscaldata al fuoco
di una sottile candela, e sigillare il pacchetto.
Il signore desidera? disse il farmacista posando l'involto
sul banco di legno lucido scuro. Due occhi cortesi sbirciarono
Mathison da dietro un paio d'occhiali senza montatura.
Una medicina per la tosse.
Per lei?
Per mia sorella.
Quanti anni ha?
 adulta.
Capisco. Posso raccomandarle qualcuna delle solite marche?
Preferirei una cosa preparata da lei.
Da una ricetta?
Purtroppo no, ma sono sicuro che lei ne ha una ottima.
Ci vorr qualche minuto.
Benissimo. Anzi, pi ci metteva meglio era. Bisogna che
Impermeabile Grigio sia sempre meno sicuro del fatto suo,
pens Mathison. Quanto ci metter prima di decidersi a indagare?
Vuol sedersi, signore? Il farmacista, dopo avergli indicato
una poltrona di pelle, svan oltre un paravento di scaffali,
ognuno ordinatamente ingombro di vasetti.
Mathison rimase ad aspettare, sedendo immobile e puntando
gli occhi verso la porta chiusa. Aspettava di vedere un uomo
esitante sulla soglia.
La porta si apr. Mathison fece per alzarsi, ma era soltanto
una vecchietta con una pelliccia nera di foca che s'accost al
banco e prese il pacchetto. Il farmacista sbuc dal suo nascondiglio,
s'inchin sorridendo e convers amabilmente sul concerto
della sera prima. Secondo i gusti della signora, i violini
avevano suonato troppo in sordina. Poi Mathison si accorse
che c'era qualcuno dietro la porta. Impermeabile Grigio che
cercava di guardare senza entrare? O un altro cliente? La tenda
vicina al suo gomito era di tela pesante e gli impediva di
vedere la piazza. Se quello fuori  l'uomo con l'impermeabile
grigio, pens Mathison, deve essere nervoso quanto me. Di pi
forse: non sa neanche con certezza se sono ancora qui. Speriamo
che la vecchietta uscendo non mi saluti...
Non lo salut. E il farmacista, con un ultimo inchino sopra
le mani giunte, torn a ritirarsi dietro il paravento. Mathison
ud la voce della donna dire in tono acido: Mi scusi. Ci
fu un lieve scalpiccio e l'uomo si ritir. Mathison si mosse.
Giunto sulla porta afferr energicamente con la destra la
spalla dell'uomo e strinse con la sinistra un polso tirandolo indietro.
Bobby, vecchio mio, che piacere vederti! disse con voce
chiara e cordiale, continuando a stringere il polso di Impermeabile
Grigio e a torcerlo dietro la schiena. La sorpresa gli
aveva dato un vantaggio momentaneo; il resto lo fece la rapidit.
Spinse l'uomo entro la porta accanto, dicendo Da questa
parte, amico, e scaraventandolo nel buio atrio. Era deserto.
Non ha telefonato, ebbe appena il tempo di pensare Mathison
prima di affrontare una vera e propria zuffa per impedire
all'uomo, che ora si stava dibattendo, di estrarre una mano
dalla tasca dell'impermeabile. Era pi piccolo di lui ma
molto agile. Riusc a voltarsi e a entrare in azione con il ginocchio.
Mathison balz indietro sicch quel colpo violento
riusc appena a toccarlo, quanto bastava per per piegarlo in
due e costringerlo a mollare la presa. L'uomo si liber. Aveva
tratto di tasca una piccola automatica.
Adesso basta! grid una voce, e un portiere arriv di
corsa nell'atrio da qualche scala di servizio.
Sia ringraziato Iddio, pens Mathison, e guard l'uomo che
correva. Stava mettendo un silenziatore sulla rivoltella che teneva
in mano. Mathison si raddrizz e alla sua domanda inespressa
rispose il portiere dicendo in tono secco: Spostalo,
Hans! Portalo fuori dalla porta di dietro! Non lasciare disordine
nell'atrio.
Hans pungol Mathison alla schiena con l'automatica. Dall'alto,
forse dal piano di sopra, giungeva un sommesso ticchettio.
Il portiere gett un'occhiata alla scala accanto all'ascensore
e poi di nuovo a Mathison. Muoviti tu!
Un accidente che mi muovo, pens Mathison. Forse mi conviene
urlare, lasciarmi cadere sul pavimento e sperare in Dio.
Respir a fondo, pronto a lanciare un grido, ma in quello stesso
momento il lungo e minaccioso silenziatore cess di premergli
la schiena. Il portiere si gir e corse via.
Hans si volt di scatto per vedere che cosa avesse spaventato
il suo amico e non ebbe neppure la possibilit di servirsi dell'automatica.
Tre uomini erano arrivati dalla piazza e gli erano
gi addosso.
Due lo ammanettarono e il terzo si avvicin a Mathison.
Aveva capelli grigi tagliati corti, baffi scuri, colorito acceso, occhi
grigi preoccupati. E le sue scarpe non soltanto erano lucidissime
ma piccole e inappuntabili. Gustav Keller, pens Mathison,
e si sedette sugli scalini sentendosi come una marionetta
cui abbiano tagliato i fili. Rilass le gambe e si massaggi l'interno
delle cosce.
Sto benissimo, garant alle sopracciglia corrugate di Keller.
Ma da dove siete sbucati?
Eravamo in macchina sull'altro lato della piazza. Ci aveva
avvertiti Miss Freytag. Mi scusi per il lieve ritardo, ma ho
dovuto avvertire i miei uomini che stavano dietro il palazzo.
Keller abbandon bruscamente questo atteggiamento rilassato
quando da dietro arriv il rumore di uno sparo. Corse
allora con agilit verso la porta posteriore. Mathison era preoccupato,
anche se il colpo non era stato tirato con un silenziatore.
L'uomo doveva aver tentato la fuga anche a costo di far
fuoco. Ce l'aveva fatta? Mathison lanci un'occhiata a Hans
che probabilmente stava pensando alla stessa cosa e che si era
palesemente rischiarato in volto. Poi la sua espressione si fece
tesa, addirittura spaventata. Keller stava tornando e pareva
abbastanza tranquillo.
Ha cercato di scappare, disse.  stato ferito alla gamba.
Doloroso ma efficace. Si rivolse ai suoi agenti. Portate
via quest'uomo. Il suo amico  gi stato arrestato. Guard
Hans con occhi torvi. Non sarai solo quando verrai processato
per l'uccisione di Yates.
Hans lo fiss, voltandosi pallido verso di lui mentre veniva
saldamente accompagnato verso la porta posteriore. Poi url:
Io non c'entro. Non c'entro per nulla. Non ho mai... Lo
portarono via mentre continuava a protestare.
Io scommetterei sull'altro, disse Mathison, ricordando il
sollievo di Hans quando aveva creduto che il suo amico fosse
riuscito a scappare. Ma perch ha parlato di assassinio?
Era un bluff o Yates  stato davvero ucciso?  un'accusa che
pu stare in piedi?
Credo, almeno quando quell'omino spaventato si sar
messo a parlare. Yates era gi morto, prima di essere ficcato
in quella barca. L'abbiamo saputo solo mezz'ora fa. In ogni
caso arrestiamo questi uomini per porto d'armi abusivo. L'altro
individuo per corre rischi ben maggiori. Non abbiamo
ancora scoperto che cosa abbia fatto del portiere, del vero
portiere, un tedesco che  diventato cittadino svizzero. Per allontanarlo
e prendere il suo posto si  servito della forza o
delle minacce? E per quali ragioni? La vita in quel momento
sembrava estremamente interessante all'ispettore Keller.
Gli brillavano gli occhi pensando ai problemi che doveva affrontare.
Naturalmente avremmo anche potuto accusarli di
tentato omicidio. L'hanno minacciata, no?
Un po'.
Ma lei correr assai meno rischi se eviter di far comparire
il suo nome in questa storia. Non credo, aggiunse lentamente,
che la piazza fosse sorvegliata da altri membri del
gruppo. Sembra che siano un po' a corto di uomini. Per quel
che siamo riusciti a scoprire, sono soltanto un pugno di persone.
Mathison gli lanci una rapida occhiata. Nazisti?
Probabile. Avevamo gi da qualche tempo dei sospetti,
ma fino a questa settimana sono stati molto attenti a non mettersi
nei guai. Chiss cosa li ha spinti ad agire.
Il Finstersee? Mathison non disse nulla.
Adesso almeno abbiamo qualcosa da... Keller s'interruppe
e guard verso la scala. Non c' pi nessuno che adoperi
l'ascensore? domand con rabbia alzandosi in piedi.
Mathison volse il capo. E si alz anche lui per guardare
con sorpresa e con molto piacere la ragazza ferma a met della
prima rampa. Era snella e aveva gambe lunghe, capelli
ramati, occhi azzurri. Anche da lontano il colore dei suoi occhi
spiccava intensamente. Questa, pens Mathison,  la segretaria
che bisognerebbe avere. Deve lavorare per gli arredatori
che stanno sopra la Newhart & Morris, non certo per noi,
altrimenti l'avrei gi vista la settimana scorsa e le mie giornate
a Zurigo sarebbero state pi divertenti.
Mi scusi, disse in tedesco. Sto intralciando il suo cammino.
Niente affatto. Io sulle scale ho l'abitudine di girare attorno
alla gente. Il suo tedesco era molto preciso.  un
peccato disturbarli. Un gradino di pietra  un luogo cos caldo
e confortevole. Mi dispiace soltanto di aver spaventato il suo
amico.
Mathison, mentre si spolverava il fondo del soprabito, si
guard attorno in cerca di Keller, ma era scomparso.
Volevo dirgli che l'ascensore non funziona. Probabilmente
qualcuno ha lasciato la porta aperta. Gli pass davanti a
testa alta - evidentemente non amava passare per una sgradita
intrusa - avviandosi verso l'ascensore per svolgere indagini.
La seguiva una scia delicata di profumo di rosa e gelsomino.
Lasci che lo faccia io, disse Mathison, riavendosi dalla
sorpresa e affrettandosi a seguirla. Effettivamente la porta
era spalancata. La chiuse, poi cerc di trovare qualcosa da
dire in tedesco, ma per il momento in fatto di belle frasi era
piuttosto a secco. Parla l'inglese?
Con accento americano. Si era finalmente decisa a sorridere,
e la sua voce era cordiale.
Per me va bene, disse lui con sollievo.
Gli occhi azzurri della ragazza si spalancarono. Lei non
 un poliziotto svizzero?
Cosa glielo ha fatto credere? E siccome pareva che volesse
andarsene, l'accompagn attraverso l'atrio.
Sembra che ce ne siano dappertutto.  la terza volta, sa,
che cerco di scendere da quelle scale. Al primo tentativo ho
sentito una voce tedesca che diceva "Non lasciare disordine
nell'atrio." E devo dire che la frase mi ha molto incuriosita.
Personalmente, disse Mathison sogghignando, non sapevo
se sentirmi sollevato o insultato.
Certo, per lei non doveva essere molto divertente, ammise
la ragazza. Erano intanto arrivati sulla soglia e lei lo
stava fissando incuriosita. Poi s'accorse che lui la guardava con
altrettanto interesse e volse gli occhi per contemplare i placidi
alberi e le aiuole ordinate, prima di riprendere frettolosamente
il suo racconto. Allora mi sono affacciata dalla ringhiera e
ho visto un uomo con una rivoltella. L'aveva puntata contro
la sua schiena. E io mi preparai a strillare.
Mi fa piacere che si sia subito schierata dalla mia parte.
Per puro istinto.
 ancora meglio.
Lei rise e disse. Ma sono stata una vigliacca. Proprio in
quel momento ho visto altri tre uomini insinuarsi nel vestibolo
e tutti avevano in mano delle rivoltelle. Cos, invece di gridare
- mi pareva di aver la gola paralizzata - mi voltai; tornai
su di corsa e cercai di convincere i due poliziotti di sopra
a scendere per indagare. Ma non vollero abbandonare il loro
posto. Mi guardavano come se fossi stata una specie di complice.
Una cosa pazzesca. Assolutamente pazzesca. Poi si 
sentito lo sparo - era proprio uno sparo - e di nuovo ho cercato
di scendere. Ma a questo punto il suo amico controllava
ormai la situazione.  un poliziotto, vero?
Qualcosa di simile. Perch vuole saperlo?
Sto cercando di riordinare le idee, immagino. Ammetter
che  stata una mattinata piuttosto sconcertante. Non avevo
mai pensato che Zurigo fosse cos, aggiunse allegramente. E
non ho mai parlato tanto con un estraneo, si disse sempre pi
imbarazzata. Le ho spiegato tutto questo per scusarmi. Ho
la sensazione di aver quasi lasciato che le sparassero.
Non vedo cos'altro avrebbe potuto fare. A meno di non
creare nell'atrio un disordine con due cadaveri.
Troppo trasandato. Gli svizzeri non l'avrebbero mai approvato.
Gli lanci una rapida occhiata. Ma stiamo scherzando
vero?
Lo spero, disse e riusc ad apparire rassicurante.
Che cosa  successo in questo atrio?
 una storia lunga.
Ah. Argomento chiuso, pens. Be', arrivederci. Volse
gli occhi incerti verso la piazza. Se attraverso quella strada
e vado sempre avanti, arrivo al lago?  il mio punto di riferimento.
Perch, vede, sono appena arrivata a Zurigo. Ho
posato le valigie in albergo e non ho neanche avuto il tempo
di orientarmi.
Mathison la guard incredulo. Possibile che fosse Mrs. Conway?
Cos giovane? Cos piena di calore e di spirito, cos totalmente
femminile? Vestita con gusto, con eleganza discreta,
un ottimo tailleur di lana grigia sopra un pullover blu di cachemire,
un soprabito blu scuro sulle spalle, scarpe scollate nere
e lucide, e belle calze? Aveva l'aria di chi si  alzato tardi
e ha dedicato almeno un'ora ai preparativi per affrontare il
mondo esterno.
Qualcosa che non va? domand lei.
Sto solo cercando di indovinare il suo nome. Che sia Conway?
S, disse lei sorpresa. Lynn Conway. Adesso era lei
che lo fissava. E lei non sar mica William Mathison?
Bill Mathison. Le strinse la mano con burlesca solennit.
Come sta, Mrs. Conway. Benvenuta a Zurigo, citt di
Zuinglio e dei conti in banca numerati.
Mrs. Conway si riprese. Non assomigli affatto a quello
che mi aspettavo.
Stavo per dirti la stessa cosa.
Voglio dire che non ti sei comportato come un avvocato,
o almeno come quelli che ho conosciuto. Credevo che le battaglie
le facessero soltanto in tribunale.
Cambiando argomento, Mathison disse subito: Vuoi che
ti mostri dov' il lago? Mica abbiamo messo radici in questo
marciapiede! Incominci a camminarle accanto, o quasi. A
ognuno dei suoi passi corrispondeva un passo e mezzo di lei.
Erano passati davanti alla farmacia senza neanche accorgersene.
Credevo che non fossi ancora arrivato. Sono molto contenta
che tu sia qui, stava dicendo con molta seriet. Ma
che cosa sta succedendo? Due poliziotti in borghese nell'ufficio
di Yates, tutte le carte in disordine e Miss Freytag irreperibile.
S, lo so che Yates  morto e non sono una donna
senza cuore. Ma, francamente, mi sembra che ci sia in ballo
ben di pi di un contratto scomparso. Non  cos? Deve esserci...
 vero. Ti racconter tutto quello che posso a colazione.
Poi, notando una certa esitazione nei suoi occhi azzurri
- l'azzurro pi azzurro che avesse mai visto, tanto da far apparire smorto quello del soprabito - s'affrett ad
aggiungere: Non hai impegni, vero?
Dovrei telefonare a Jimmy Newhart, rispose lei lentamente.
E devo chiamare anche altre persone. Miss Freytag,
per esempio.
 sempre pi facile sbrigare le proprie incombenze dopo
un buon pasto. E poi  inutile chiamare New York prima delle
tre.
Gi. Che sciocca. Si era ricordata soltanto allora della
differenza tra fusi orari. Mi sento cos... disorientata.  stato
proprio un arrivo sconcertante.
Dove alloggi?
All'Eden au Lac.
Benissimo. Siamo quasi porta a porta. Andiamo subito al
tuo albergo cos potrai disfare i bagagli. Poi all'una e un quarto
vengo a prenderti. Tu francamente non hai neanche bisogno
di un colpetto di cipria, ma io farei meglio a lavarmi e a
spazzolarmi. Sapeva benissimo che il suo soprabito era sporco
di polvere e che aveva perso un bottone dal colletto della
camicia. Poi bruscamente si ferm. Buon Dio, potrei essere
arrestato da un momento all'altro. Vuoi aspettarmi un momento?
Per favore. Torno subito. Stava gi correndo verso
la farmacia.
Dopo una breve esitazione, lei decise di attenderlo. Ricordava
il sorriso con cui si era allontanato. Bill Mathison era un
uomo sorprendente, e di questi tempi non se ne incontravano
tanti. Inoltre mantenne la parola. Torn dopo meno di un
minuto con in mano un pacchetto bianco.
Gi pronto e avvolto, rifer divertito. Non un sopracciglio
corrugato e neanche la necessit di una spiegazione. Sono
bastati i quattrini.
Un pacchetto molto svizzero, disse lei, ammirando i precisi
sigilli rossi sugli angoli ripiegati.
Medicina per la tosse. Una ricetta speciale. La daremo
ai cigni dopo colazione. Era ben deciso a far colazione con
lei. E anche la cena. Zurigo pu essere una citt molto simpatica,
le garant mentre procedevano a passo svelto verso
il lago. Gli piaceva la nuova moda femminile dei tacchi bassi.
Cos le donne camminavano invece di traballare.
Gi. Persino i malviventi non vogliono lasciare disordine
negli atri. Chi erano, a proposito?
Dei tipacci. Quello che mi ha puntato l'automatica alla
schiena mi ha pedinato tutta la mattina.
Qui a Zurigo?
Yates viveva a Zurigo, non ricordi? Ma rimandiamo queste
cose a pi tardi e non roviniamoci l'appetito.
Ho mille domande da farti, lo avvert e diede un'occhiata
al pacchetto che lui teneva in mano. Medicina per la
tosse? Scosse il capo sforzandosi di non ridere.
Dopo colazione, insistette Mathison. E vinse lui.
 Capitolo 13.

Abiti sobri, bombette grigie, valigette sottili erano riuniti in
piccoli capannelli vicino alla porta dell'albergo di Bill Mathison. I banchieri aspettavano le macchine che li avrebbero portati
a pranzo o a una riunione, o forse alle due cose insieme.
I pi giovani affollavano il marciapiede, mentre gli anziani se
ne stavano riparati nella hall con il cappello in mano e le
teste dalle chiome ben spazzolate, simili a una sfilata di lucenti
elmetti grigi.
Finir presto, disse il portiere a Mathison venuto a prendere
la chiave. Le partenze cominceranno stasera.
Pensi al bel divertimento che mi sono perso andandomene
da Zurigo per una settimana.
Prego?
Uno spettacolo molto impressionante.
Certo. Un grandissimo onore.
Nessun messaggio per me? Domanda retorica, dovuta
pi all'abitudine che alla speranza. I miei amici di Zurigo,
pens, non sono tipi da lasciare messaggi a un portiere d'albergo.
Nessuno. disse il portiere dopo aver frugato coscienziosamente
nelle caselle e negli scaffali sotto il banco.
Grazie. Mathison si volt verso la hall, si raddrizz il
nodo della cravatta, sper che non si vedesse il bottone mancante
e. girando attorno alle alte piante verdi nei grandi vasi
di maiolica, si avvi verso il corridoio tranquillo dove erano
nascosti gli ascensori.
Bill! Era una voce di donna. Bill,  magnifico!
Elissa? Buon Dio, pens, e io che non le ho telefonato; me
n'ero completamente dimenticato. Si volt lentamente. Era
proprio Elissa Lang, con i capelli scuri sciolti sulle spalle e i
grigi occhi stuzzicanti. Portava lo stesso elegante soprabito di
tweed e le stesse scarpe con la fibbia e i tacchi bassi.
Non mi hai telefonato. disse stringendogli la mano.
Sono tornato a Zurigo solo stamattina.
E prima dov'eri?
A New York.
Oh. che cosa emozionante!
Ci sono andato soltanto per delle consultazioni.
Era cos complicato il contratto?
Ha un'ottima memoria, pens lui. Che cosa le ho raccontato
del contratto di Bryant? Non molto, sicuramente. Solo
un vago accenno quando mi chiese che cosa facevo a Salisburgo.
No, dovevo soltanto informare l'editore di certi particolari
perch decidesse sul da farsi. Ma tu come stai?
Parliamone al bar mentre beviamo qualcosa.
Mi dispiace, Elissa. Ho un appuntamento all'una e un
quarto per la colazione. E dopo devo andare in ufficio. Affari.
Ma perch non beviamo qualcosa stasera? O non pranziamo
insieme? Si accigli. No, domani sar di nuovo occupatissimo.
Magari a Salisburgo, pens. Facciamo cos: ti telefono
stasera, cos potr essere pi preciso.
Andiamo a bere adesso, supplic lei. Solo mezz'ora.
Sto per andarmene da Zurigo.
Di gi?
Ti racconter tutto al bar.
Egli scelse un tavolo vicino alla porta.
Niente di intimo? domand Elissa con il suo incantevole
sorriso. Lanci un'occhiata a un angolino discreto dove la
luce era davvero fioca, ma si sedette senza fare altri commenti
e lasci che l'aiutasse a togliersi il soprabito.
Ci sono troppi banchieri. Ce n'erano alcuni qui che avevano
l'aria di aver bigiato la riunione. O forse si stavano occupando
di affari personali. Cos' questa storia che lasci Zurigo?
domand, deciso a mantenere il discorso su Elissa. Era
il modo pi sicuro per non farlo cadere sulla propria complicatissima
situazione. I Martini qui sono buoni. Ne vuoi uno?.
Ne ordin due, senza olive e senza cipolle.
Purista, gli disse lei. Ricordi quel divertente caff ai
piedi della collina del castello?
S. Mettevano troppo vermut, mi avevi detto.
Vedo che te ne ricordi, disse lei felice.  stata una serata
meravigliosa, eh? Stava esaminando con noncuranza gli
altri tavoli. Era una sala piuttosto vasta - probabilmente, prima
che i bar diventassero indispensabili, era destinata ai ricevimenti
- con lampade dalla morbida luce incastrate negli
scuri pannelli di legno e non dava l'impressione di essere affollata.
Ognuno sedeva al suo tavolino coperto di una tovaglietta
bianca, come se fosse una piccola isola separata dalle
altre: non c'era un bar davanti al quale rimanere in piedi, n
schiere di bottiglie davanti agli specchi, n sgabelli, e non si
vedeva neanche un barman.
S, ma un po' corta, replic lui. Com'era lo Schloss
Fuschl?
Troppo sentimentale per descriverlo, ma immagino sia il
tono giusto per una festa d'addio.
Lui non disse nulla.
Mi sembri depresso, disse Elissa.
Sto solo pensando che  proprio un destino che non si possa
mai finire di bere insieme. Se il cameriere non fosse arrivato
subito, avrebbe appena avuto il tempo di vuotare d'un
fiato il proprio bicchiere.
Non potresti telefonare e dire ai tuoi amici che arriverai
un po' tardi?
No.
Allora si tratta di una donna, disse lei ridendo. Perch
non la rimandi a domani? E anche i tuoi appuntamenti d'affari?
Cos passeremmo la giornata insieme. Poi io partir e tu
avrai tutto il tempo che puoi desiderare.
Mi sembra che tu sia sempre sul punto di partire. Erano
arrivati i Martini, ed egli accolse con piacere questa interruzione:
se non altro mentre segnava sul conto il suo nome e il
numero della camera non aveva bisogno di pensare a ci che
avrebbe detto dopo.
Mia nonna  malata. Ci sono due infermiere e la casa
sembra un obitorio. Oh, vivr fino a novantanni,  solo un
fatto di... di senilit. A poco a poco sta perdendo la memoria.
Non mi ha neanche riconosciuta. Triste, vero? Ed era una
vecchia cos dinamica.
 proprio un peccato. Ma era la verit? Il guaio era
che quella piccola bugia continuava a offuscare tutto il resto.
Ma no, pens, sto diventando troppo diffidente. Perch dovrebbe
mentire quando parla di sua nonna? Allora alloggi
dalla tua amica?
Elissa scosse il capo. E disse con tristezza: No, tutti i miei
progetti sono andati in fumo. La mia amica ha ceduto il suo
appartamento la settimana scorsa e si  trasferita a Ginevra.
Adesso il suo tono si fece divertito. Sarebbe stato inutile
se avessi chiamato il numero che ti ho dato. Non l'hai fatto,
vero?
Sono arrivato solo stamattina, le ricord.
Ah gi... Ce l'hai ancora?
Eccolo qui. Tir fuori la sua agendina e trov la pagina.
Fammelo vedere, disse Elissa allungando un braccio sul
tavolo con la mano aperta. Sai, quando te l'ho dato avevo
la terribile sensazione di non ricordarlo bene.
Era la sola cosa scritta su quella pagina. Era la prima volta
che lo guardava da quando l'aveva annotato a Salisburgo.
Allora era soltanto una serie di cinque cifre scribacchiate in
tutta fretta. Ma adesso gli sembravano familiari. Devo aver
visto questo numero in qualche altro posto, si disse. Trasse di
tasca una matita e vi tir sopra una riga.
Dove alloggi adesso? domand preparandosi a scrivere
il suo nuovo numero.
Qui.
In questo albergo?
Sono riusciti a trovarmi una camera. Deve essere quella
che i banchieri non hanno voluto. Una squallida stanzetta senza
nessun panorama. Teneva sempre il braccio disteso sul tavolo.
Improvvisamente gli tolse l'agendina di mano e guard
la pagina aperta. Lo sapevo, disse costernata. Mi dispiace
proprio, Bill. Avresti potuto telefonare a questo numero sino
al giorno del giudizio senza mai trovarmi. C'era un'inversione
delle ultime due cifre: doveva essere cinquantatr, non trentacinque.
Gli restitu l'agendina aperta su quella pagina.
Non ha molto senso tenerlo, vero? Scosse il capo ripensando
a quello sciocco sbaglio. I suoi capelli castano scuri oscillarono
dolcemente e le caddero sulla fronte. Li tir indietro con
noncuranza. Sembrava perfettamente a suo agio, ma Mathison
aveva la strana sensazione che stesse aspettando qualcosa.
Non diede ascolto a quel suggerimento indiretto: si guard
bene dallo strappare la pagina dell'agendina e dal consegnargliela
con una appropriata battuta di spirito. Prefer liquidare
l'incidente con una risata fissando con attenzione quel numero,
divenuto ora decisamente interessante.
Non ha nessun senso, ammise. A meno di non incorniciarlo
come ricordo del nostro primo incontro.
E ricordarmi sempre come la stupida Elissa? Sei cattivo,
Bill.
 vero, disse allegramente, e si ficc in tasca l'agendina.
Poi diede un'occhiata all'orologio e si accigli.
 ora che tu vada, disse lei lentamente. Ma devi proprio?
Telefoner che sar in ritardo di un quarto d'ora. Mi dispiace,
Elissa. Le prese il soprabito e glielo mise sulle spalle.
Lei non si mosse. Lo guard spalancando i suoi occhi grigio
scuro dolcemente supplichevoli. Telefona e di' che non puoi
andare. Per favore, Bill... Passiamo il pomeriggio insieme. Allung
una mano sul tavolo per toccare la sua. Le sue dita lo
accarezzavano delicatamente.
Mathison trasse un respiro profondo. Si port la mano di
lei alle labbra e la pos poi accanto al bicchiere.
Devo andare, disse, come se non si fosse accorto dell'invito.
Allora va'! rispose lei con rabbia. Distolse lo sguardo,
tir fuori una sigaretta e se l'accese prima che Mathison potesse
intervenire con i suoi fiammiferi.
Ti telefono pi tardi, disse goffamente mentre si alzava.
Lei lo ignor completamente, e lui se ne and.
Ma mentre aspettava che l'ascensore tornasse lentamente al
pianterreno, la vide arrivare di corsa dal corridoio. Oh,
Bill, disse gettandogli le braccia al collo, perdonami, te ne
prego. Non  cos che ci si deve congedare. Chiss quando potr
rivederti. Si alz sulla punta dei piedi per baciarlo. Ecco
come si dice addio.
A sentirti, sembra una cosa definitiva. La sua voce era
fredda e cortese.
Parto stasera.
Dietro di loro, le porte dell'ascensore si aprirono automaticamente.
Mathison si sciolse dall'abbraccio.
Ho appena avuto... cominci Elissa. Poi gli prese la
mano e entr con lui in ascensore. Giuro che non ti far far
tardi, gli promise. Non pi di quanto abbia gi fatto, si
corresse ridendo.
A che piano? Mathison attendeva di premere il pulsante
giusto.
Terzo.
Era anche il suo. Premette e salirono.
Ho appena ricevuto un'offerta di lavoro, disse lei. A
Salisburgo.
La cosa lo sorprese. Credevo che dovessi tornare subito
a casa. Ordini di pap.
Oh, gli ho telefonato ieri sera e credo di averlo convinto
a vedere le cose a mio modo. In fondo un impiego  un impiego;
non perder pi il mio tempo cercando di imparare a dipingere.
Era questo che lo preoccupava. Credeva che stessi andando
alla deriva. Ma con un posto fisso posso guadagnare
quanto basta per seguire anche le lezioni di arte.
Dipende anche dal posto, no?
Senti. Bill... disse Elissa entrando nella sua stanza nonostante
che lui si fosse gi voltato per salutarla.
Devo telefonare. Mathison non perse tempo, e s'avvi
deciso verso il tavolino da notte. Prese il ricevitore. Per favore.
mi chiami l'Hotel Eden au Lac. Voglio parlare con Mrs.
Lynn Conway. No, non conosco il numero della sua camera.
Pos il ricevitore e si tolse la giacca appendendola allo schienale
di una sedia.
Elissa si era chiusa la porta alle spalle e vi si era appoggiata
contro. Cosa ne dici. Bill? domand. Sembrer ridicola
agli amici che hanno dato una festa d'addio in mio onore e mi
vedono tornare dopo una settimana?
Matterellona forse, non ridicola.
Allora va bene, disse lei sorridendo. Non m'importa di
passare per matterellona.
Alla tua maniera,  una cosa decisamente incantevole.
La sua voce era secca e sbrigativa. E cos i suoi movimenti. Si
tolse la cravatta e prese una camicia pulita. Vado a cambiarmi.
disse avviandosi verso il bagno.
Andrai a Salisburgo?
Forse. Dovr restarci per una giornata.
E dove alloggerai?
Trill il telefono. Prese il ricevitore e volse le spalle a
Elissa. Lynn? Scusami. Sono gi in ritardo di cinque minuti e
me ne serviranno altri dieci. Sono stato trattenuto.
Non preoccuparti, disse Lynn. Non ho ancora disfatto
i bagagli. Ho avuto una visita. Miss Freytag.  venuta per
salutarmi, per accertarsi che stessi comoda e per portarmi dei
fiori. Non  stata gentile? Abbiamo fatto una chiacchierata
molto interessante.
Mathison abbass la voce.  ancora con te?
S.
Le avevo detto di prendersi una giornata di riposo. Buon
Dio, pens, mica l'avremo tra i piedi a colazione!
In un certo senso lo ha fatto, disse Lynn in tono enigmatico,
cercando di non urtare la suscettibilit di Miss Freytag. A
proposito, abbiamo ricevuto una telefonata da quella
specie di poliziotto. Sembrava molto meno seccato che nell'atrio.
Ah? Sent muoversi qualcosa vicino alla porta e si volt.
Elissa stava per andarsene. Gli mand un bacio e gli fece ciao
con un guanto.
Lynn stava dicendo: Ti racconto tutto quando ci vediamo.
Tra dieci minuti? Stavolta non ti far pi aspettare.
Benissimo. Mi troverai nella hall.
A tra poco allora.
Pos il ricevitore e si volt. La stanza era vuota. Si cambi
in quattro minuti, camicia, scarpe e vestito. Svuotando
frettolosamente le tasche della giacca lasciata sullo schienale
della sedia, s'accorse d'aver smarrito l'agendina. Avrebbe dovuto
essere nella tasca laterale dove l'aveva messa nel bar. Che
l'avesse lasciata cadere? Avrebbe scommesso cento dollari sul
contrario. Se l'era infilata in tasca. Ne era sicuro. Irritato e
con le labbra tirate, chiuse a chiave la porta e, senza aspettare
l'ascensore, scese i tre piani di corsa.
All'ingresso del bar, esit un momento. Tanto valeva controllare.
Il locare era quasi deserto e il suo tavolo era libero.
Questa almeno era una fortuna: assai meno imbarazzante che
strisciare tra le caviglie di persone sconosciute. La fortuna
continu: sotto il bordo della tovaglia, quasi accanto a una gamba
della sua sedia, trov il taccuino dove lo aveva verosimilmente
buttato con un calcio. Ma come diavolo poteva essere stato cos
distratto da lasciarlo cadere anzich infilarselo in tasca? Questo
particolare lo infastidiva moltissimo. Be', aveva perso cento
dollari. Inoltre, pens mentre metteva in tasca l'agendina e
s'avviava verso l'uscita, doveva delle grosse scuse a Elissa.
Davanti a lui due uomini vestiti impeccabilmente si accingevano
a lasciare il bar. Banchieri con ogni evidenza: capelli
lisci, abiti scuri, cravatte a righe, scarpe nere lucidissime. Forse
inglesi. Stavano prendendo la bombetta e il soprabito blu da
una rastrelliera di legno accanto alla porta. Uno di loro, mentre
s'infilava i guanti gialli, arretr di un passo bloccando quasi
Mathison. Mi scusi, disse voltando appena la testa. Mathison
lo guard per un momento e dopo un Non c' di che,
prosegu per la sua strada. Era Charles Nield. Senza alcun dubbio
e parecchio diverso dal tipo in giacca a vento e camicia di
flanella del servizio riparazioni dell'Acme Radio.
Adesso almeno so che  a Zurigo, pens Mathison imboccando
la larga scalinata che lo avrebbe portato al marciapiede.
Ma da quanto tempo era al bar? Era l anche quando io
parlavo con Elissa?
La trov ad aspettarlo sulla larga promenade, dall'altra parte
della strada. Le and incontro. Elissa era di quelle ragazze
che non si possono ignorare; senza contare, si disse, che le devi
delle scuse, sia pure implicite. Cosa avrebbe detto se avesse
saputo che lui l'aveva incolpata della propria sbadataggine?
Salve, credevo che a quest'ora fossi arrivata quasi a Salisburgo.
Ti stavo aspettando, disse con disarmante franchezza.
Volevo spiegarti perch ho dovuto correre via cos in fretta.
Mi ero accorta di aver perso un guanto. Erano nuovi. Tese
le mani per mostrargli i guanti scamosciati color talpa, intonati
con la borsetta. E l'ho trovato, tutto solo e abbandonato, nel
corridoio davanti all'ascensore.
Io invece avevo quasi perso la mia agendina, Suo malgrado,
la stava guardando con attenzione. Era rimasta sotto
il tavolo dove ci eravamo seduti.
Evidentemente eravamo un po' nervosi. Se ci rivedremo a
Salisburgo, potremo ricominciare tutto da capo, dimenticare
quel che  accaduto oggi e fingere che non sia mai avvenuto.
Se ci rivedremo? Ma certo che ci rivedremo.
Pu darsi che quando tu arrivi io sia fuori citt. Una parte
del mio lavoro consiste infatti nel visitare i villaggi dei dintorni
per sapere quali sono le loro attrezzature prima che venga la
neve e comincino ad affluire gli sciatori che dovr accompagnare.
Quando conti di venire?
Spero presto. Dipende da...
Da che cosa?
Da come si mettono le cose in ufficio. Stiamo attraversando
un momento di crisi. Il responsabile, vedi...  stato ammazzato.
Ammazzato? Spalanc gli occhi e dischiuse le labbra sbalordita.
S, il suo cadavere si trova adesso all'obitorio.  cos che
ho passato la mattinata. Sono andato a identificarlo con la sua
segretaria, una faccenda molto spiacevole.
Come lo hanno ammazzato?
In un incidente di barca.
Lei non disse niente. Guard il lago sul quale erano disseminate
delle barche a vela. Eppure sembra abbastanza sicuro,
no? fin per chiedere. Ma, quando torn a voltarsi verso
di lui, vide qualcosa alle sue spalle, molto pi indietro sul
marciapiede. Per un attimo i suoi occhi si indurirono. Ma
ti sto ancora facendo perdere tempo, disse. Arrivederci,
Bill. Si alz sulla punta dei piedi e lo baci sulle labbra. Poi,
dopo un'ultima delicata carezza al braccio, si volt e sal di
corsa la scalinata dell'albergo.
 stata una ritirata velocissima, pens con un certo sollievo.
E l'avevano notata anche Nield e il suo amico banchiere, sebbene
affaccendati a salutarsi sul gradino pi alto. Mathison
s'avvi verso l'Eden au Lac. Lynn Conway e Miss Freytag
erano gi sul marciapiede e lo stavano guardando. Devono
averlo visto bene l'addio di Elissa, pens dando un'occhiata all'orologio.
Era in ritardo di parecchi minuti. E quel che  peggio,
si disse, dovremo pranzare in tre.  cos che gira oggi la
ruota della fortuna. Ma su questo punto si sbagliava. Miss
Freytag stava stringendo la mano a Lynn, ignorandolo completamente.
Prima che egli arrivasse a una distanza tale da
poter cortesemente salutarla, si era gi allontanata verso l'angolo
pi vicino.
Mi dispiace proprio, disse a Lynn Conway. Ma c'
stato un mucchio di complicazioni, spieg debolmente. Non
ho neanche telefonato per un taxi che ci porti in centro. Pensavo
di mangiare al Veltliner Keller.
Un'altra volta ben volentieri. Ma adesso, non sarebbe pi
comodo mangiare qui? C' un simpatico ristorante e ci si mangia
bene. Te lo fa sapere Miss Freytag.
Se per te va bene. Era sicuramente la soluzione pi
semplice. Pensavo che avremmo avuto la sua compagnia per
un altro paio d'ore.
A dir la verit lo pensavo anch'io. Stavamo aspettando nella
hall, quando si  messa a parlare del ristorante e allora ho
intravvisto confusamente l'immagine di noi tre che ci entravamo
tutti assieme. Cos ho deciso di andare a vedere il
lago.
Deve aver capito al volo, disse Mathison. Ricordava la
schiena eretta e la testa alta di Miss Freytag che voltava all'angolo
e spariva completamente senza neanche girare il capo
per dargli un saluto amichevole.
 stata davvero strana, disse pensosamente Lynn. Avevano
salito la scalinata dell'albergo e si trovavano ora in una
piccola hall. Avrebbero potuto bere qualcosa, propose lui, in
uno dei salottini.
Qui? domand indicando il pi vicino. O siamo talmente
in ritardo che ci conviene bere a tavola? Provava una
sgradevole sensazione di inefficienza. Era soltanto colpa sua se
non c'era tempo per i soliti riti.
Lei lo guard chiedendosi che cosa veramente preferisse.
Cerchiamoci un tavolo tranquillo.
Mathison insistette per uno situato in una luminosa saletta
accanto a una finestra da dove potevano contemplare il lago.
E incominci a sentirsi a suo agio. Forse Lynn Conway non era
pi cordiale e amichevole come stamattina, ma non era certo
offesa per essere stata costretta ad aspettare sul marciapiede.
In che senso dici che Miss Freytag era strana? domand
dopo aver ordinato da bere.
Lei guard accigliata le barche a vela sul lago. Erano poche
adesso; la maggior parte stava tornando al piccolo ancoraggio
l di fronte.
Sapevi che Eric Yates teneva l la sua barca?
Mathison scosse il capo.
Era di questo che Miss Freytag mi stava parlando mentre
uscivamo dalla hall. Ed era normalissima. Un po' triste quando
parlava di Yates, ma normalissima. Poi ha visto quella ragazza.
Ed  rimasta di sasso. Sembrava che le uscissero gli
occhi dalle orbite.
Ma perch? L'ha detto?
Stava per parlare, quando la ragazza si  messa a correre
come per andare incontro a qualcuno, e quando siamo arrivate
sul marciapiede abbiamo visto che quel qualcuno eri tu. A
questo punto Miss Freytag si  letteralmente congelata.
Continuava a fissarti e aveva dimenticato tutto il resto. Una cosa
veramente imbarazzante.
Ma perch... cominci Mathison, e subito s'interruppe.
Era ridicolo.
Vorrei che non fossimo mai uscite dalla hall, disse Lynn
cercando di ridere. Povera vecchia Freytag. Che abbia qualche
complesso sulle ragazze che baciano?
Aveva un debole per Yates. Oh, una cosa innocente, ne
sono sicuro.  di quelle che venerano da lontano. Ma nelle altre
cose  tutt'altro che sciocca. Non ha detto niente? Deve aver
detto qualcosa, pens. Se no, cosa avrebbe dato quella strana
espressione al viso di Lynn? Aveva perso tutta la luce.
 importante? Aveva preso il menu riportando i suoi
pensieri al presente.
 una donna piena di sorprese.
Miss Freytag? A me  sembrata noiosamente prevedibile.
Eccetto che in quei pochi secondi. Ma sono convinta che aveva
delle ragioni solidissime. E vorrei non essere stata cos ingenua
da tirare in ballo questa storia, si disse irritata. Le parole
della Freytag mi hanno imbarazzata allora e mi imbarazzano
adesso. Non  affar mio chi si bacia e dove e come e perch.
Lynn Conway si concentr sul menu. C' troppa scelta. Mi
sento frustrata, disse. Prender costolette d'agnello con insalata,
e dopo un caff.
Anch'io. Tra tante preoccupazioni Mathison aveva perso
l'appetito. Miss Freytag come argomento di conversazione
era ovviamente esaurita, anche se una persona capace di controllare
con tanta fermezza i propri sentimenti per poi all'improvviso
dar loro libero corso, meritava una certa attenzione.
Se n'era gi accorto questa mattina. Aggiungiamo anche un
po' di salmone affumicato per cominciare e un po' di vino.
Devi metterti in forza per le migliaia di domande che dovrai
farmi.
Finir per addormentarmi, lo avvert.
Egli ordin il pranzo e le bevande cercando di mantenere
un tono cordiale e disinvolto e lasciando che Lynn si rilassasse
in una conversazione spontanea come quella che avevano avuto
al mattino. Anche lui si stava rilassando. I problemi cominciavano
a sembrare meno gravi, pi facili da risolvere. Era
piacevole stare con questa ragazza. Si uniformava al suo umore
senza adattarsi ad esso. Sapeva sorprenderlo senza
sconcertarlo. Non diceva niente di stupido e non cercava di apparire
troppo furba. E per di pi era bella.
Ascoltava la sua voce dolce e guardava i suoi occhi espressivi.
Cosa? dovette chiedere, strappato a forza dalle sue
divagazioni. Verr chiuso l'ufficio?
Sino a marted. Lo ha proposto il tuo amico poliziotto
quando ha telefonato.
L'ispettore Keller?
Appunto. Sembrava piuttosto deciso. Dice che  una questione
di sicurezza. Vuol farlo sorvegliare giorno e notte. E
chiudere la scala, bloccare la porta dell'ascensore al nostro
piano e dare modo ai suoi uomini di completare il pi presto
possibile l'esame degli incartamenti.
Mi sembra ragionevole. In fondo l'uomo che aveva sostituito
il portiere doveva avere qualche ragione per farlo. Ad
esempio insinuarsi nell'ufficio di Yates di sera, una volta che
le persone ignare e perbene fossero andate a cena e poi a letto
fidando nei lucchetti.
Lei si mostr stupita. A me francamente sembra molto
irragionevole. Ma non preoccuparti... l'ho ascoltato con calma
e l'ho cortesemente approvato. Avevo la sensazione che discutere
non mi sarebbe servito a nulla. Lo guard in faccia e
aggiunse pacatamente: Sono contenta d'averlo fatto. Lui
conosce la situazione e io no. E anche tu la conosci, vero
Bill?
In parte, ammise lui. Che ne diresti di una passeggiata
in riva al lago?
Sono terribilmente stanca. Stanotte non ho quasi chiuso
occhio e ho la sensazione insopprimibile di aver perso cinque
ore della mia vita. Ricordi che cosa successe a Londra quando
ci fu la riforma del calendario? Il governo approv una legge
secondo la quale il 3 settembre diventava il 14 settembre. E
un'enorme folla si mise a urlare: "Restituiteci i nostri
undici giorni!" Stamattina per questo aneddoto mi diverte meno.
Restituitemi le mie cinque ore e sar subito pi felice. Sai una
cosa? Prenderei volentieri un altro caff. E poi dobbiamo telefonare
a Jimmy Newhart. La cosa migliore  fare tutto in
camera mia. Due poveri derelitti buttati sulla strada e chiusi
fuori del loro ufficio.
Tristissimo, ammise lui sorridendo. Cosa pensa Miss
Freytag della chiusura?
La ritiene molto giusta, un segno di rispetto per quel meraviglioso
uomo che era Mr. Yates. Vide il sorriso sparire dal
viso di Mathison. A te non era cos simpatico, vero?
No.
Perch?
Le diede una risposta schietta.  una faccenda 'di spionaggio.
Lynn rimase immobile. Non fece commenti e non parve
neanche allarmata dopo quel primo momento di shock.
Forse ci conviene andare in camera mia con quel bricco di
caff, disse. E not sul viso di lui un evidente sollievo. Perch
non l'hai proposto tu? Pensavi che mi sarei messa in testa
delle idee sbagliate? Non era tanto disinvolto con le donne
come le era parso in un primo momento, e questo in un certo
senso le faceva piacere.
Pensavo che le avessi gi.
Era davvero importante per lui? E perch lo era per lei?
Lynn non disse nulla, utilizzando la consueta interruzione per
pagare il conto e alzarsi da tavola come pretesto per il suo
silenzio.
Lasci che fosse lui a chiamare New York. E solo mentre
salivano in ascensore, gli chiese: Yates era dunque un agente?
Mathison annu.
Per noi o contro?
Contro.
E Miss Freytag non lo sapeva?
Lui scosse il capo.
Allora perch quello che pu dire di Yates dovrebbe essere
importante?
Potrebbe aiutarci a capire la situazione. Siamo partiti praticamente
da zero.
Tacque di nuovo mentre uscivano dall'ascensore e percorrevano
il breve tratto di corridoio fino alla sua camera.
Ho deciso di non fare domande, disse posando il soprabito
sul letto e avvicinandosi alla finestra. Lascer parlare
te, Bill. Dimmi quello che secondo te dovrei sapere. Va bene
cos?
Benissimo.
In quanto a Miss Freytag, stamattina  scappata via perch
non osava guardarti in faccia. Era costernata per aver parlato
in termini cos villani della tua amica; se lo avesse saputo
non avrebbe mai detto quelle cose.
Saputo cosa? domand Mathison.
Non  stata esplicita. Voleva dire, immagino, che non vi
sapeva talmente amici da baciarvi.
 solo il modo di fare di Elissa, disse irosamente Mathison.
Scommetto che ha fatto cos anche con il primo uomo
che ha visto il giorno in cui  uscita dalla culla.
Elissa? Lynn si rilass.
Elissa Lang.
Allora Miss Freytag deve aver confuso. Ha scambiato la
tua amica per la ragazza di Yates.
va Langenheim? domand lui incredulo. Miss Freytag
non avrebbe mai scambiato la ragazza di Yates con un'altra,
in nessun luogo e in nessun momento.
 questo il nome che ha detto. Lynn lo guard sorpresa.
Mathison aveva le labbra serrate e gli occhi rimpiccioliti.
Trasse di tasca l'agendina e la sfogli rapidamente. S, la
pagina con il numero di Elissa era stata strappata. Allora, pens
con rabbia, il mio primo sospetto era giusto: me l'ha sottratta
dalla tasca quando ho lasciato la giacca sulla sedia. Poi
ha trovato un pretesto per uscire dalla camera, ha tolto la
pagina e... che importanza ha come sia riuscita a buttare l'agendina
sotto il tavolo a cui eravamo seduti? Importante adesso
era verificare la sua memoria. Il numero doveva significare
molto, se Elissa aveva corso tanti rischi per distruggerlo.
Trov una penna, si sedette allo scrittoio e cominci a buttar
gi le cifre, stando bene attento perch finissero con trentacinque.
Trentacinque o cinquantatr? Era stata brava a creare
confusione su questo punto. Furbacchiona di un'Elissa: prima
dice una cosa, poi un'altra e a me tocca indovinare. Guard
il numero dopo averlo completato. S, era cos che lo ricordava.
E allora, dal fondo della sua memoria scatt un piccolo
segnale d'allarme. Lo aveva gi visto altrove quel numero. Ma
dove?
Dall'altra parte della camera, Lynn lo fissava. Mathison tir
fuori il portafoglio.
Pu essere questo, disse quasi tra s. Stava spiegando
un foglietto che aveva tenuto nascosto tra i francobolli. C'era
segnato il numero di telefono datogli da Anna Bryant, quello
privatissimo di Yates che Bryant avrebbe dovuto chiamare
luned mattina. Lo confront con quello di Elissa ricostruito
a memoria. Erano identici. Corrispondono! esclam. Perdio.
corrispondono! E si volt per guardare Lynn che lo stava
fissando con gli occhi sbarrati. Cominci a sorridere, poi rise.
Anche lei stava sorridendo, bench Dio solo sa che cosa ci
fosse di tanto divertente. Allora abbiamo vinto? disse con
molto tatto.
Non precisamente. Ma abbiamo ricuperato qualcosa dal
disastro. Aveva parlato con gaiezza, sulla scia del successo
ottenuto. Ma poi pens a ci che sarebbe potuto essere e si
calm. La fiss a lungo. Credo sia venuto il momento di cominciare
con le spiegazioni. Si alz ed esit un poco. Non doveva
parlare n dell'organizzazione Burch in America, n dei
problemi dell'FBI con l'uranio molto arricchito. Non doveva
neanche accennare all'interesse di Charles Nield per il
Finstersee, anzi non poteva neanche nominare il lago. Avrebbe parlato
soltanto di Bryant e del suo contratto, di Yates e dei suoi
imbrogli e avrebbe cercato di concentrare il discorso su Salisburgo.
Ce n'era gi a sufficienza per impressionarla.
Sono cos difficili? domand lei con simpatia. Si sedette
sulla sponda del letto cercando i fiammiferi e un portacenere.
Sto solo cercando di disporle ordinatamente, disse Mathison
per guadagnare tempo. Ma niente bugie. Era la regola
base. E va bene. Cominciamo. Tu sai perch sono andato a
Salisburgo per la prima volta? Le accese la sigaretta e ne
accese una anche per s.
Lynn annu.
Be', ecco che cosa  accaduto... Incominci a camminare
su e gi per il breve tratto di tappeto non ingombro di bagagli
o di mobili, e poi, quando ormai il racconto era avviato, si
lasci cadere su una poltrona. Mezz'ora dopo aveva finito.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Rientrato in albergo, Mathison si fece dare dal portiere la
chiave della camera. Era di pessimo umore. Il suo tentativo di
parlare al telefono con Keller era stato inutile.
C' un messaggio per lei! disse il portiere. Era stato scarabocchiato
frettolosamente dalla telefonista e diceva: Miss
Freytag vorrebbe vederla stasera alle sette in Bergstrasse 19.
Importantissimo.
Dov' Bergstrasse? domand al portiere.
Salga fino a Ramistrasse e poi...
Allora  vicina all'universit? Era in quel quartiere che
abitava Greta Freytag.
Non lontano. Deve voltare a destra prima di...
Mi ci faccio portare dal taxista.
Dalla sua camera chiam Lynn, che arriv ansante al telefono.
Ud sullo sfondo un fragoroso scroscio d'acqua e pens
che si stesse preparando un bagno prima di andare a dormire.
Come va con i bagagli? domand.
Ho praticamente finito.
Mi  arrivato un messaggio da Miss Freytag. Vuole vedermi
alle sette.
Ah, allora dobbiamo rimandare l'appuntamento per la cena.
Non  meglio annullarlo addirittura, Bill?
Annullarlo? Devi pur mangiare!
Penso di farmi portare un vassoio in camera e di tornare
poi a dormire.  la cosa migliore. Davvero. Non soltanto per
il viaggio, ma sono successe tante cose che adesso sono quasi
intorpidita dalla stanchezza. Non sarei una compagnia piacevole
stasera.
Mathison non obiett. Ti telefoner domani, disse. Ho
deciso di approfittare della chiusura dell'ufficio per andare a
Salisburgo. Sai, Lynn, vorrei tanto portarti con me. ma non
credo che sarebbe...
Prudente, lo interruppe lei. Lo so. Capisco. Davvero.
Ma dal tono cortese della voce era chiaro che non lo capiva
per niente.
Te lo spiegher pi tardi, disse.
Ci vediamo al tuo ritorno, rispose lei. Poi parve allarmarsi.
Devo correre via... l'acqua... Pos con violenza il
ricevitore.
Squill il telefono. Keller finalmente, pens Mathison, e si
precipit verso l'apparecchio. Ma era la voce di Charles Nield,
brusca e fredda nonostante la cortesia formale delle sue
frasi.
Perch non viene a cena con me, Maria e i ragazzi?
Ho un appuntamento alle sette. Se no sarei venuto con
piacere.
Allora vengo a prenderla prima e ceniamo alle sei.
Benissimo. Non bisogna tenere troppo alzati i bambini.
Guadagneremo tempo se lei intanto si avvier verso il
Limmat. Io esco adesso dall'ufficio. Non aggiunse altro.
Erano quasi le cinque e mezza. Lei intanto si avvier verso il
Limmat... Meglio restare sul marciapiede anzich attraversare
la strada e percorrere la passeggiata, assai pi buia. Si vest in
fretta e sper di non aver capito male. Nield non sembrava
disposto a tollerare sbagli.
Prese il messaggio di Miss Freytag con l'indirizzo, chiuse la
porta e s'avvi lungo il Quai Uto.
Era una serata fresca e buia. Scintillavano le luci degli alberghi
e dei palazzi affacciati sul Quai Uto mentre di l dalle
nere acque del lago le colline sembravano adorne di una collana
di perle luccicanti. C'era altra gente che camminava, in
genere allontanandosi dal centro, con cappotti abbottonati e
borse gonfie. Il traffico era piuttosto intenso, un rapido flusso
di taxi e di piccole auto. Mathison procedeva sul bordo esterno
del marciapiede, resistendo alla tentazione di guardarsi attorno
o di apparire qualcosa di diverso da un uomo che con andatura
disinvolta si sta recando in centro.
Aveva percorso appena duecento metri, quando una piccola
automobile scura, quasi simile a un taxi dei meno costosi, venne
a fermarsi proprio davanti a lui. Quando la raggiunse, trov
la portiera anteriore aperta. Monti! disse Nield. Mathison
obbed e la macchina si mise in moto quando ancora lui
stava chiudendo la portiera.
Nield non parlava. Stava guardando lo specchietto retrovisivo
oltre al traffico che aveva davanti. Si era sbarazzato della
divisa da banchiere; ora portava una giacca pesante di tweed,
camicia di flanella e maglione con collo alla coreana. Sembrava
un assistente universitario o uno studente fuori corso dell'istituto
C. G. Jung. Solo mentre manovrava l'auto in quel miscuglio
di aiuole e binari del tram che si annidavano sulla punta
del lago, cominci a rilassarsi.
Se ci hanno visti, disse, non hanno avuto molto tempo
per agire. Ho pensato di fare un po' di turismo mentre parliamo.
Volt a destra e cominci a salire la movimentata
strada che gira attorno alla collina dell'universit. Poi volt a
sinistra prima di arrivare a met di Ramistrasse. Adesso procedevano
lenti in un quartiere di strette viuzze affiancate da
fitte e venerabili case e interrotte a tratti da piccole piazze, che
dalle alture dell'universit giungeva sino ai vecchi palazzi delle
corporazioni lungo il Limmat. La citt moderna, con le sue
luci scintillanti e il suo senso dello spazio, aveva lasciato il
posto alle buie e fitte strettoie del Medio Evo.
Se non fossimo a Zurigo, direi che  un paesaggio sinistro,
azzard Mathison. Il silenzio lo turbava. E Nield non era
uomo da ignorare gli inviti a una conversazione.
Sarebbe abbastanza sicuro anche se gli uomini di Keller
non tenessero d'occhio questa strada.
Mathison diede un'occhiata dal finestrino. La strada era
talmente stretta che persino le luci dei pochi negozietti e degli
appartamenti parevano annebbiate. L'auto procedeva senza
fretta. Uno di quei negozi era una bottega d'antiquario, un altro
vendeva libri usati e pi avanti c'era un'altra libreria.
Ho pensato che questa potesse interessarla, disse Nield.
L'insegna sulla porta diceva Emil Burch - mercante di libri
rari, mappe e manoscritti. Peccato che non possiamo andare
a curiosare.  un bel localino. Rallent nuovamente andando
a fermarsi prima che la viuzza sfociasse in una piccola
piazza pavimentata con ciottoli.
E qui possiamo curiosare? domand secco Mathison.
Probabilmente gli uomini di Keller ci stanno tenendo d'occhio.
Nield accese una sigaretta. Il pianterreno era sede di
un'attivit legale, se cos si pu chiamare. Sopra c'era il magazzino,
anch'esso perfettamente legale. Gli ultimi due piani erano invece
l'abitazione di Burch, quando arrivava Yates. Un posto
adattissimo per parlare con quelli che entravano in negozio
come possibili clienti e salivano poi tranquillamente di sopra
per una riunione o per ricevere istruzioni o informazioni. Gli
uomini di Keller ne hanno gi pescati due.
E i nazisti non tengono d'occhio questa casa?
 strano, ma non hanno mai saputo nulla di Emil Burch.
Stavano sorvegliando un altro nascondiglio di Yates che un
agente sovietico gli aveva gentilmente segnalato qualche settimana
fa. Keller lo ha saputo da uno degli uomini che ha arrestato
oggi, quello che pedinava lei, mi dicono.
L'altro nascondiglio  quello con il numero di telefono che
dovevo dimenticare? Mathison era nervoso. La pacata circospezione
di Nield lo sconcertava. Fortuna che non l'ho fatto.
Anche lui sapeva essere enigmatico.
Perch?
Corrispondeva.
A che? Nield era irritato.
Al numero di Elissa Lang. La ragazza che oggi era al bar
con me.
Elissa Lang? Non ho visto questo nome nel suo rapporto
da Salisburgo?
Probabilmente come nota aggiunta a mano da Frank
O'Donnell. Sono stato proprio uno stupido in questa faccenda.
Se non avesse continuato a borbottare tra s sulla violazione
della privacy altrui, avrebbe forse affrettato l'indagine di
un paio di giorni. Ma credeva che Elissa e il suo numero di
telefono di Zurigo fossero importanti soltanto per lui.
Mathison tronc questo spiacevole esame di coscienza quando si accorse
che Nield lo stava fissando con attenzione. Stavo contemplando
il mio povero ego, disse tentando di buttare le
cose in scherzo. L'atmosfera nella macchina era opprimente:
il primo fulmine poteva colpire da un momento all'altro. Cosa
diavolo ho sbagliato, si chiese, a parte quella gaffe.
Sicch la sua Elissa Lang ha lo stesso numero di telefono
di Yates?
Gi, e ci converrebbe informarne subito Keller. Il vostro
guaio  che non dite mai a nessuno dove vi si pu trovare in
caso di emergenza. Oggi pomeriggio ho chiamato da una cabina
telefonica il comando di polizia. Keller era irreperibile.
Ho potuto soltanto lasciare il mio nome e sperare che riuscisse
a scovare il mio indirizzo per richiamarmi. A quest'ora naturalmente
avr gi visto Miss Freytag e esaminato le fotografie
della Langenheim e di Yates. E dalla Freytag deve anche aver
saputo che va Langenheim  tornata a Zurigo. Ma ignora
che Elissa va Langenheim Lang torner a Salisburgo stasera...
se per una volta mi ha detto la verit.
La tensione s'allent improvvisamente. Da quanto tempo
sa che la Lang e la Langenheim sono la stessa persona?
domand lentamente Nield.
Dalle due e mezza del pomeriggio.
Meno male, disse Nield e rise con sollievo. Avvi il motore
e la macchina si allontan dalla viuzza dove gli uomini di
Keller montavano la guardia. Ha risposto a una domanda
che mi tormentava da cinque ore.
E sarebbe?
Che cos'era per lei va Langenheim?
Mathison ripens alla scena nel bar. Doveva essere sconcertato.
Dica pure terrorizzato. Continuavo a chiedermi se avevo
fatto il pi grosso sbaglio della mia carriera raccontandole tutte
quelle cose. Troppe, se fosse stato amico della Langenheim.
E se lo fossi stato, cosa avrebbe fatto? Un segnale agli uomini
di Keller perch mi arrestassero? Non mi avrebbe per
niente stupito, pens Mathison con un misto di divertimento e
di irritazione, se anche il segnale fosse stato predisposto. Doveva
lampeggiare due volte senza interruzione? disse sogghignando
ma si sent stringere alla bocca dello stomaco. Quell'uomo
pacato, con la sua voce quieta e i suoi modi tranquilli,
ora intento a trovare la pi rapida via d'uscita da quel labirinto
di vicoli e di viuzze serpeggianti, nascondeva una quantit di
sottofondi inattesi. Nield poteva diventare un osso molto duro.
Eccoci qua, disse Nield entrando in una strada larga e
lunga. C'erano binari del tram, automobili, gente che correva
a casa o andava a cena. I negozi erano aperti e illuminati
per gli ultimi clienti. Ci fermeremo vicino a quel caff e
chiamer Keller.
Gli dica che posso essermi lasciato sorprendere mentre sonnecchiavo
ma non sono un dormiglione.
Nield ridacchi. La frase gli era piaciuta. Gli dir di
sorvegliare l'aeroporto, la stazione ferroviaria e le strade principali.
Tu resta in macchina, Bill.
L'averlo chiamato per nome era se non altro qualcosa. Va
bene, disse Mathison. Ma non metterci troppo. Il mio appuntamento
delle sette  con Miss Freytag.
Dove?
A casa sua. In Bergstrasse, che  dalle parti dell'universit.
Nield, che aveva gi posato un piede sul selciato si blocc.
Gliel'hai fissato tu l'appuntamento?
No, mi ha telefonato quando ero fuori e all'albergo hanno
preso nota del messaggio. C'era qualcosa nel tono di
Nield che aveva attratto la sua attenzione. Prese il foglietto
con il messaggio e glielo porse. Nield tir indietro la gamba,
chiuse la portiera, accese un fiammifero e lesse quelle poche
parole.
Okay, disse, restituendoglielo prima di scendere dalla
macchina. Ci metter pochi minuti. Prese l'impermeabile
dal sedile posteriore, se lo infil sul marciapiede e trasse dalla
tasca un berretto di tweed per nascondere la sua chioma bionda.
Prima di arrivare al caff, si concesse una passeggiata davanti
a una serie di negozi. Non sembrava che avesse molta
fretta.
Mathison guard i passanti. Nessuno sembrava interessarsi
alla macchina e nessuno stava pedinando Nield. Poi esamin
la strada, le altre auto parcheggiate, i tram che passavano ogni
tanto, le bottegucce. Era tutto lindo e rispettabile, confortevolmente
borghese come Miss Freytag. Si rimise in tasca il foglietto
e si accese una sigaretta chiedendosi perch Nield si era
interessato tanto a quel messaggio. Ma Nield forse s'interessava
a tutto.
Abbiamo tanto tempo prima delle sette, disse Nield tornando
alla macchina. Continuiamo a fare del turismo. Qui
le distanze sono brevi. L'auto s'infil tranquillamente nel
flusso del traffico e prosegu per la stessa strada, che ora cominciava
a scendere. Poi volt a sinistra, in una via moderna ma
meno illuminata. Qui niente negozi e poco traffico: un quartiere
residenziale di casette con giardini. Stiamo andando all'altro
ufficio di Yates. Ho pensato che ti sarebbe piaciuto vedere
la casa con quel prezioso numero di telefono, quello che
corrispondeva. Peccato che non si possa entrare e salire al secondo
piano. Ho sentito dire che era aggiornatissimo in fatto
di apparecchi per trasmettere e ricevere e che aveva anche un
piccolo laboratorio di sviluppo e mucchi di oggetti svuotati da
riempire di messaggi microfilmati che i suoi corrieri portavano
oltre le dogane. Non li hai mai visti questi aggeggi? Barattoli
di talco con spazi nascosti dentro il coperchio, borracce
tascabili truccate nella stessa maniera, rossetti svuotati che appaiono
normalissimi e possono persino funzionare, gemelli per
polsini, pennelli da barba adattati in modo da nascondere pellicole
nei manici, spazzole per capelli di cui si pu far scorrere
un pezzo. Naturalmente nulla di tutto questo era visibile: persino
l'attrezzatura pi pesante era stata smontata e nascosta in
travi cave o sotto le assi del pavimento. La roba pi piccola 
stata trovata entro copertine di libri o addirittura nell'ultimo
rotolo di una grande pergamena cinese appesa al muro. Yates
doveva metterci qualche ora per preparare tutto quando veniva
qui - due notti alla settimana, di regola - e pi ancora
per rimettere in ordine prima di andarsene. Restava intatta
soltanto la piccola camera oscura piena di rulli e lastre del
tutto innocenti.
E telefonava di l? Tanta cautela, tanti sotterfugi, tante
seccature, e poi Yates dava il suo numero a Anna Bryant? E
Elissa, anche, lo aveva dato a lui? Mathison non poteva credere
a questo.
Non da casa sua. Chiamava dal pianterreno, che in apparenza
era del tutto indipendente dal suo appartamento al piano
di sopra. Ci abitava una donna che non lo lasciava mai incustodito.
Sembra che non avesse alcun rapporto con Yates,
ma era la custode della casa, e in caso d'emergenza poteva
ospitare per una notte un visitatore inatteso. S, un'ottima organizzazione.
Yates nell'appartamento di sopra col nome di
Herr Hase, commesso viaggiatore che poteva trascorrere in casa
soltanto due notti la settimana. E da basso una vedova, Dorothea
Langenheim, con una graziosa nipote, va, che andava
ogni tanto a trovarla. Un bel groviglio di stratagemmi, no?
Nield aveva mantenuto una velocit assai ridotta al punto che
adesso, indicando una modesta casa a due piani con alberi e
cespugli che la nascondevano alle altre casette ordinate di quella
buia via, non ebbe bisogno di rallentare per permettere a
Mathison di vederla bene. Non c'erano antenne, ma soltanto
una scala esterna che saliva all'appartamento di Herr Hase.
Poi lasciarono quella strada buia e silenziosa e ne imboccarono
un'altra che pareva quasi una copia della prima.
Eccoci in Bergstrasse. annunci Nield. E questo  il
numero diciannove. Ma anzich fermare, procedette alla stessa
velocit.
Mathison guard l'orologio. Il quadrante illuminato lo inform
che aveva ancora venti minuti prima dell'ora dell'appuntamento
e con Miss Freytag era meglio arrivare puntuali,
non prima n dopo. Diede un'altra rapida occhiata alla casa e
alle altre in fila ordinata.
Questa non  Bergstrasse, disse.
Ma s.
Miss Freytag non ha un giardino. Me lo ha detto stamattina.
O almeno... Si frug nella memoria. La Freytag e la
madre vivevano in un appartamento. Un appartamento con
giardino come quello di Herr Hase? Nossignori. Un giardino
sarebbe stato inutile, lo ricordava benissimo. Non  qui che
abita.
Che sia questo? Nield indic una serie di piccoli condomini
a tre piani in fondo alla strada, poco prima che essa sfociasse
nella movimentata arteria di Ramistrasse.
 pi probabile, se non fosse per il numero.
 proprio casa sua. Nield continu ad avanzare e parcheggi
dietro una fila di auto.
Allora la centralinista dell'albergo ha scritto un numero
sbagliato?
No. Noi non crediamo che la centralinista abbia annotato
numeri o messaggi. L'ispettore Keller non  riuscito a trovare
Miss Freytag in tutto il pomeriggio. Sua madre gli ha detto che
essendo in vacanza era andata a passeggiare in riva al lago.
Poco prima che gli telefonassi, aveva fatto un ultimo tentativo
di mettersi in contatto con lei. Non era ancora tornata. Sua
madre ha avuto una crisi isterica e adesso c' con lei una poliziotta.
Dunque  scomparsa.
Sembra proprio.
Mathison non si mosse e non disse nulla.
Era Miss Freytag quella che oggi stava con Mrs. Conway
davanti all'Eden au Lac?
Mathison annu.
Allora Elissa va Langenheim Lang le ha viste? Mi chiedevo
come mai si fosse congedata cos in fretta.
Lei crede che Elissa... Ma era un'idea talmente mostruosa
che Mathison non os formularla ad alta voce.
Se ha pensato che la Freytag l'avesse riconosciuta, pu benissimo
aver fatto in modo che sparisse. Adesso ha una missione
da svolgere a Salisburgo, una missione importante: morto
Yates, tocca a lei finire il suo lavoro. In quanto al finto messaggio
che ti ha mandato, forse temeva che Miss Freytag ti
avesse parlato di va Langenheim o forse ha voluto scoprire
se quel sospetto era fondato.
C'era solo un modo per sapere quale fosse il vero significato
del messaggio.
Volta la macchina e torna al 19 di Bergstrasse, disse duramente
Mathison. Poi fammi scendere qualche metro prima.
Ci arriver a piedi.
Pensavo di farlo io questo lavoretto. Nield fece marcia
indietro e volt con prudenza.
I tuoi capelli sono di un colore diverso.
Mi calcher il berretto in testa.
Sai benissimo che se Elissa ha soltanto la met dell'intelligenza
che le attribuisci, ha gi fornito una mia descrizione precisa,
e magari anche una foto che  riuscita a scattare con
uno dei suoi aggeggi.
 un rischio che dovremo correre. Perch io sono armato
e tu no. Poi cerc di minimizzare questo aspetto della faccenda.
Non dovrebbe essere molto pericoloso. In questo momento
Keller star disponendo i suoi uomini intorno alla
casa.
Se  cos, hai una buona ragione per starne fuori. Eviteremo
qualunque rischio. Ci andr da solo, insistette Mathison.
Ma fino a un certo punto, aggiunse con un sogghigno.
Tu devi stare nei paraggi, chiaro? Non sono un eroe.
Nield port lentamente la macchina in una delle zone pi
in ombra, a una quarantina di metri dalla casa, e spense il motore.
Forse questa la sai usare. Gli porse un'automatica.
Una volta s. Mathison soppes la pistola. Posso sempre
sfiorare la testa di qualcuno, e lasciare a te il merito di
centrarlo. Se l'infil nella cintura. Cosa ti aspetti di trovare
in quella casa?
Non lo so. Non lo sa neanche Keller.  contento per di
avere un pretesto per entrarci. Non ha fatto in tempo a spiegarmelo,
ma ha certamente riconosciuto l'indirizzo quando glielo ho comunicato al telefono. E non gli ispirava simpatia.
Sicch io sono il pretesto, disse lentamente Mathison.
Adesso capisco, pens, perch Keller arriva cos in fretta. Questo
in un certo senso poteva essere rassicurante, ma accentuava
anche le sue preoccupazioni. Cosa c'era in quella casa?
Ti star vicino, molto vicino, disse Nield come se gli leggesse
nel pensiero. No, no, aggiunse sottovoce, allungando
un braccio e impedendo a Mathison di aprire la portiera.
Non c' fretta. Non devi arrivare in anticipo.
Mathison cerc di rilassarsi e guard quella casa tranquilla
nella strada buia. Stava di nuovo pensando a Elissa. Nield
sicuramente la sopravvalutava.
Come ha potuto una ragazza combinare tutto questo?
domand incredulo.
Non crederai che Yates e Elissa lavorassero da soli con il
solo aiuto di una custode? Lui si era costruito una grossa organizzazione
e lei deve saperne qualcosa. Se no, come avrebbe
potuto invitarti al diciannove di Bergstrasse? Ha pi potere di
quanto tu creda. O di quanto credessimo io e Andrew. Andrew
 l'amico inglese che era con me oggi.
L'esuberante finanziere?
Appunto. Segue il congresso dei banchieri nel tuo albergo.
Un tipo che la sa lunga. Mi sono fermato qui prima di andare
a Salisburgo proprio per parlare con lui. Abbiamo pensato
che uno scambio di informazioni su Yates potesse essere
utile a entrambi.
E io credevo che complottaste contro la base aurea!
Mathison guard l'orologio. Ancora tre minuti.
Mi fa piacere sembrare un banchiere autentico. Ho faticato
per impedire a Andrew di pedinare la bella va, o vogliamo
chiamarla Elissa? Del resto non ha importanza come
la chiamiamo: tutti i suoi nomi sono terribilmente fasulli. Ma
gli ho detto che non si pu pedinare la gente con la bombetta
e i calzoni a strisce. Ha dovuto accontentarsi di una rapida telefonata
mentre lei era salita con te in camera tua - perch
 l che  andata, vero? - per pregare uno dei suoi contatti
di Zurigo di venire in albergo prima che scendesse.
Ma Elissa alloggia all'albergo.
Nield scosse il capo. Era nella hall ad aspettare te.  stato
l che Andrew l'ha vista, quando ti  corsa incontro con le
braccia tese e la testa rovesciata in attesa di un bacio. Uno
spettacolo commovente.
 ora, disse Mathison con un'occhiata all'orologio.
Non ancora. Da' tempo agli svizzeri di arrivare alla porta
posteriore. Dove eravamo? Ah s, Andrew. Quando ha visto
la Langenheim  mancato poco che gli schizzasse via la bombetta.
Sono tre anni che l'Intelligence Service la cerca, da
quando  sparita da Londra. Allora era bionda, aveva un nome
diverso, viaggiava con un passaporto canadese e si era fatta
delle amicizie utili frequentando per un paio d'anni gli
ambienti dell'ONU a New York prima di trasferirsi in Inghilterra.
Bastarono alcune presentazioni nella direzione giusta, e
il resto lo fecero il suo viso e la sua figura. Punt con decisione
su un paio di uomini che ricoprivano cariche piuttosto impegnative
ma amavano sentirsi parte della swinging London.
Provoc un mucchio di danni e se ne and quando stava per
scoppiare un grosso scandalo. Gli inglesi riuscirono a soffocarlo ma cominciarono a cercare questa ragazza. La trovarono
nella Germania Est. Poi pi niente. Fino alla primavera scorsa,
quando appresero - da uno che era passato dalla nostra
parte, s'intende - che era stata mandata in Svizzera con il
nome e i documenti di una certa Langenheim. Ma l'informazione
giunse tre settimane troppo tardi. Aveva gi lasciato Zurigo.
Per Salisburgo.
Nuovo nome, nuova nazionalit, nuovi documenti e passaporto,
nuova leggenda. Nield scosse il capo. Povero Felix
Zauner... be', pu succedere anche ai migliori.
La fa lavorare? Mathison ricordava quell'austriaco tranquillo
che aveva conosciuto nella bottega di Richard Bryant.
Era difficile credere che si fosse lasciato gabbare. Era troppo
intelligente, troppo guardingo.
Con compiti subordinati. Cos mi dice un amico di Salisburgo.
La giudica un personaggio decorativo, sufficientemente
furba per tenere d'occhio eventuali stranieri che attirino la sua
attenzione.
Come me, pens Mathison. Si sentiva soffocare. Finir per
far tardi, disse allungando una mano verso la portiera. La
strada buia con le sue rare luci era diventata fredda e sinistra.
Le casette linde non sembravano pi dietro le tendine tirate
oasi intime e sicure per una cena calda e una serata davanti al
televisore.
Sei in ritardo di soli cinque minuti, disse subito Nield
guardando l'orologio e richiudendo la portiera. Non conviene
intralciare i piani di Keller. Possiamo aver bisogno di lui.
Imped a Mathison di abbassare il finestrino. Meglio soffocare
che essere uditi, disse. Ho qualcosa da dirti. Sulla tua
Elissa.
Non preoccuparti. Star lontano da lei.
Non sarai tu a deciderlo.
Pu darsi che lei non arrivi neanche a Salisburgo.
Sarebbe bello, disse freddamente Nield, ma io non ci
conterei.
Credi che sia gi partita?
Ha avuto parecchie ore a disposizione prima che gli svizzeri
sapessero che sarebbe tornata a Salisburgo.
 stata colpa mia.
Non  stata colpa di nessuno. Non devi tormentarti. Se
c' uno che ha ragione di imprecare  il mio amico Andrew.
Se ne stava l a trascurare l'alta finanza per scoprire che cosa
sapevo di Yates che lui ancora ignorava, e nella hall c'era
Elissa. Poteva essersi tinta i capelli, ma la sua faccia e le sue gambe
erano le stesse. E Andrew  uno specialista in Miss Langenheim
Lang. Si deve a lei il suicidio di uno dei suoi pi vecchi
amici.
Capito. Tu credi che sia riuscita a partire. Ma non la teneva
d'occhio il tuo amico inglese mentre aspettava che arrivassero
i rinforzi?
Nield annu cupamente. Li ha subito seminati. Sono serviti
soltanto a informarla che era venuto il momento di lasciare
Zurigo. Credo, almeno.  troppo furba per ignorare un
segnale di pericolo. E la sua missione  troppo importante perch
possa permettere a chiunque di intralciarla. Guard Mathison
e fece una pausa prima di ripetere: A chiunque.
Era dunque questo il monito, era a questo che tendeva il discorso
di Nield.
Capisco. Io sono quello che pu farla ritrovare a Salisburgo.
Cerc di dare alla sua voce un tono scherzoso, ma incominciava
a preoccuparsi sul serio. Ma Elissa non agirebbe
mai in base a un'intuizione, a un vago sospetto.
Dipende da come funzionano i suoi istinti e da quanto 
spaventata. Se no, come sarebbe riuscita a sopravvivere?  una
dei migliori agenti messi in giro dai sovietici negli ultimi anni.
Dai russi? Mathison aggrott le sopracciglia. Io pensavo
che Yates fosse un agente di Pechino. Adesso capiva perch
Nield, o anche O'Donnell nell'ufficio di Jimmy Newhart,
non volevano giungere a conclusioni affrettate su chi dava lavoro
a Yates.
E avevi indovinato. Yates lavorava per Pechino dal 1958.
Prima era stato un uomo di Mosca, un ammiratore di Stalin.
Non mi dire che una testa dura come Yates si  lasciato
incantare da un battito di palpebre di Miss Langenheim
Lang! disse Mathison con una punta di amarezza. No, Yates
non era il tipo che poteva dar retta a paroline dolci o a occhioni
apparentemente sinceri.
Otto anni fa lei era a Tokyo. E c'era anche Yates, che
aveva quasi deciso di passare dalla parte dei cinesi. S'incontrarono
e lavorarono insieme come agenti sovietici. Elissa doveva
avere allora una ventina d'anni. Era appena uscita dalla
scuola di perfezionamento del KGB ed era un vero schianto. Lo
 ancora, s'intende. Cos quando i russi hanno deciso di introdurre
qualcuno nell'organizzazione di Yates a Zurigo, la loro
scelta  caduta ovviamente su di lei.
Ha finto di essersi convertita alla vera fede?
 probabile. I russi devono averle fornito uno pseudo background
abbastanza convincente per far credere a Yates che fosse
passata dalla sua parte. Avrebbe certo preso le sue informazioni
prima di arruolarla e mandarla a Salisburgo come suo
occhio e suo orecchio.
Ma perch a Salisburgo? Elissa ci era andata prima ancora
che Richard Bryant si mettesse in contatto con Yates.
Voci, disse concisamente Nield. Intorno a quei dannati
laghi ne correvano moltissime. Diede un'occhiata all'orologio
e prese una sigaretta.
Elissa sa del Finstersee, disse lentamente Mathison.
Cosa te lo fa credere? Nield si dimentic della sigaretta.
Mi ci ha preparato. Come un vecchio cassettone passato
con la carta vetrata prima di dargli la prima mano di vernice.
Non dovevo sorprendermi se non l'incontravo a Salisburgo.
Aveva un nuovo lavoro che poteva costringerla a visitare i
villaggi di montagna per preparare la sistemazione delle comitive
di sciatori durante l'inverno. E vicino al Finstersee c' un villaggio
di montagna, vero?
Unterwald, disse sommessamente Nield.
Poteva essere l'occasione adatta. Mathison, comunque, tent.
Che cosa c' di tanto importante nel Finstersee? Era la
stessa domanda che aveva fatto a New York.
Tu non ti arrendi mai, eh? domand Nield con una risata.
Si rimise la sigaretta nel taschino. Meglio non accendere
luci in questa bella strada buia.
Mathison stavolta non gli permise di cambiar discorso.
Vorrei sapere che cosa c' in ballo.
E se il Finstersee non ti sembrer importante, ti tirerai
fuori? Nield disse queste parole in tono scherzoso, ma lo
guardava e lo ascoltava con attenzione.
Ci sono gi dentro fino al collo. E poi, come hai detto tu,
non sar io a scegliere. Ci avrebbero pensato Elissa e i suoi
amici. Nel Finstersee devono essere stati nascosti dei documenti
nazisti. Fin qui ci arrivo. Ma che cosa contengono?
Nomi.
Che nomi?
Nomi di uomini che lavoravano per i nazisti. Erano tutti
antinazisti e vivevano in vari paesi d'Europa e d'America in
guerra con i nazisti.
Ma lavoravano per loro? domand Mathison incredulo.
Lavoravano fedelmente. Contro la loro volont, s'intende,
ma lavoravano.
Ricattati?
Ricattati con qualche minaccia di scandalo per motivi sessuali
o intimiditi perch le loro famiglie vivevano in territori
occupati dai nazisti o corrotti con la promessa di non confiscare
i loro averi o di salvare i loro parenti dai campi di concentramento.
Ci sono molti modi per torcere un braccio a un
uomo senza neanche toccarlo.
E questi nomi non si sono mai saputi?
Li conoscevano soltanto pochi alti gerarchi nazisti.  uno
dei segreti che vogliono conservare per quando torneranno al
potere. Allora riprenderanno a esercitare le stesse pressioni e
avranno gi bell'e pronta una schiera di traditori. Guard
Mathison. Mi credi troppo duro con questi uomini? Ma 
vero: si tratta di tradimento. E se hanno ceduto una volta,
possono cedere ancora. Chi pu desiderare di far sapere in giro
che ha lavorato per i nazisti? La prossima volta sar ancora
pi semplice ricattarli. Nield allung un braccio verso il sedile
posteriore per prendere l'impermeabile. Alcuni sono certamente
morti, disse, ma  probabile che un buon numero
di loro sia ancora in vita. E una cosa  certa: non erano uomini
in posizioni trascurabili. Erano un gruppo scelto con cura.
Avevano talento, ambizioni e una carriera sufficientemente
promettente per renderli oggi ancor pi pericolosi. In questi
venti anni sono stati verosimilmente promossi e hanno acquistato
una certa importanza. Quelli che sono ormai troppo vecchi
e hanno lasciato la vita politica potrebbero ancora essere
sfruttati per la loro influenza. Ma i pi giovani... be', non servirebbero
soltanto a fini di propaganda.
Se qualcuno di loro aveva una carica veramente importante,
pens Mathison, persino nei servizi di sicurezza potevano aprirsi
brecce pericolosissime.
Hai qualche idea sull'identit di questi uomini? E quanti
sono tra loro quelli che adesso vivono in America?
Non lo so. Nield si stava infilando l'impermeabile, e
il gesto rabbioso delle sue mani mentre se lo allacciava alla
vita rivelava in parte le sue ben controllate emozioni.
Ma sei sicuro che questo schedario esiste?
S.
E che  nascosto nel Finstersee?
Questo speriamo di saperlo da Anna Bryant.
Vuoi dire che  stata la morte di Richard Bryant...
In parte questo e in parte il tuo rapporto su quanto accadde
a Salisburgo il giorno in cui venne ucciso. Nield strinse
la cintura dell'impermeabile con la fibbia e si frug in tasca
cavandone il suo informe berretto. Teneva gli occhi fissi sulla
strada. Su, ragazzi, svelti! disse con voce tesa, tradendo la
propria impazienza.
Attesero senza parlare per un minuto buono. Poi Mathison
vide un barlume in un lontano angolo buio, come se qualcuno
avesse acceso una sigaretta.
Ci siamo! Nield aveva aperto la portiera. Hai tutto?
Mathison sentiva nella cintura il peso insolito dell'automatica.
Tutto, disse, cercando di reprimere la sensazione di
comportarsi in modo assurdo. Accidenti, pens, dopo aver sentito
i discorsi di Nield non sei ancora convinto che queste
precauzioni siano necessarie? Sta' tranquillo, non mi tiro indietro.
Apr la portiera.
Non ho mai pensato che potessi farlo dopo aver saputo
che cosa  in gioco. Nield sal sul marciapiede. Scese di macchina
anche Mathison. Quanto pi si avvicinava alla casa,
tanto pi si chiedeva che cosa lo avesse spinto a offrirsi spontaneamente
per un'operazione di cui sapeva tanto poco. Era
contento di non essere solo, anche se la compagnia di Nield
era un po' sinistra. Aveva detto che non sapeva cosa aspettarsi,
ma si preparava evidentemente a rischiare guai. Mathison
si abbotton il cappotto sino al collo per difendersi dal freddo
sferzante della notte.
S'incontrarono davanti all'auto e si avviarono a passo normale.
...
.
...
FINE Parte 1.